Esame Impedenzometrico Orecchio

Generalità

L'esame impedenziometrico è un'indagine che valuta lo stato di salute dell'orecchio esterno e medio.

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Questo test risulta utile soprattutto per verificare il funzionamento delle strutture che costituiscono il sistema di amplificazione del suono (tuba di Eustachio, membrana timpanica e tre ossicini dell'udito). In altre parole, l'esame impedenziometrico dell'orecchio permette di capire se esistono delle lesioni o dei disturbi che possono determinare un'anomala percezione uditiva. L'indagine è ambulatoriale, dura pochi minuti e non provoca dolore.

L'esame impedenzometrico viene condotto inserendo una sonda all'interno dell'orecchio del paziente. Il dispositivo emette un'onda sonora ad intensità variabile, in grado di mettere in movimento il timpano e la catena degli ossicini (martello, incudine e staffa) ad esso annessi. I risultati così ottenuti sono elaborati e trasferiti in un grafico, la cui interpretazione spetta al medico.

Cos’è

L'esame impedenziometrico è un'indagine finalizzata alla diagnosi di lesioni o disturbi dell'orecchio che determinano una disfunzione delle strutture deputate all'amplificazione del suono.

Esame impedenziometrico: sinonimi

L'esame impedenziometrico dell'orecchio è chiamato anche impedenzometria o timpanometria.

Il test si compone di due parti:

  1. Timpanogramma: misura l'impedenza dall'orecchio medio, cioè la resistenza opposta da membrana timpanica e catena dei tre ossicini dell'udito al passaggio dell'onda sonora. Il timpanogramma fornisce, quindi, informazioni relative al grado di elasticità e di movimento del sistema timpano-ossiculare in risposta ad uno stimolo sonoro. Al contempo, questa parte dell'esame impedenziometrico permette di verificare la pervietà della tromba di Eustachio.
  2. Reflessogramma stapediale: valuta la presenza o meno del riflesso del muscolo stapediale, localizzato nella cassa timpanica, stabilendo se la contrazione avviene correttamente quando l'orecchio percepisce suoni di intensità elevata.

Anatomia dell'orecchio (in breve)

Per comprendere al meglio la finalità dell'esame impedenziometrico, occorre ricordare alcune nozioni relative alla struttura dell'organo uditivo.

L'orecchio può essere diviso anatomicamente in tre parti:

  1. ORECCHIO ESTERNO: è formato dal padiglione auricolare, costituito da cute e cartilagine, e dal condotto uditivo esterno. Grazie alla sua struttura, l'orecchio esterno convoglia le onde sonore verso la membrana del timpano, che fornisce la superficie utile per la raccolta del suono e vibra in risposta allo stimolo acustico.
  2. ORECCHIO MEDIO: è una piccola cavità posta tra il timpano e l'orecchio interno, al quale trasmette l'energia meccanica vibratoria del suono tramite un sistema tre ossicini uditivi (in sequenza: martello, incudine e staffa). Questi elementi trasferiscono le onde sonore in forma modificata alla finestra ovale, un'apertura nella parete ossea della cavità dell'orecchio medio. A questo livello, vi è anche la tromba di Eustachio (o tuba uditiva), un condotto che mette in comunicazione l'organo uditivo con la rinofaringe (porzione della gola, retrostante il naso). Le funzioni che essa svolge sono diverse: assicura il ricambio dell'aria intrappolata nell'orecchio medio, equilibra la pressione esterna con quella interna (onde evitare problemi di natura pressoria sulla membrana timpanica) e favorisce il drenaggio del muco.
  3. ORECCHIO INTERNO: è costituito da una serie complessa di strutture (apparato vestibolare e coclea) contenute in profondità nelle ossa del cranio. La funzione della coclea è acustica e consiste nel trasformare le onde sonore trasmesse dall'orecchio medio in impulsi elettrici che, tramite il nervo acustico, vengono inviati al cervello. L'apparato vestibolare è implicato, invece, nel mantenimento dell'equilibrio.

Perché si esegue

L'esame impedenziometrico studia la funzionalità del sistema di trasmissione del suono all'interno dell'apparato uditivo. Quest'indagine contribuisce alla diagnosi delle malattie dell'orecchio e permette di misurare l'ipoacusia (diminuzione dell'udito) di cui è affetto il paziente, soprattutto dal punto di vista qualitativo.

Più nel dettaglio, l'esame permette di valutare con un unico apparecchio, l'impedenzometro, i seguenti parametri:

  • Impedenza del sistema timpano-ossiculare (timpanogramma): consiste nello studio dell'elasticità della membrana timpanica e del grado di movimento degli ossicini interni (martello, incudine e staffa). In altre parole, questo parametro può essere espresso come la resistenza opposta dall'orecchio medio al passaggio dell'onda sonora.
  • Riflesso stapediale (reflessogramma): fornisce informazioni sui riflessi dello stapedio (piccolissimo muscolo della staffa, situato nell'orecchio medio) e sull'integrità della via acustica centrale (nervo acustico e nuclei). In soggetti privi di situazioni patologiche, il muscolo stapedio si contrae in risposta a suoni di intensità elevata. Questo fenomeno è bilaterale, anche quando viene stimolato un solo orecchio. Alla contrazione del muscolo stapedio, corrisponde un aumento della rigidità del timpano, che riduce così la conduzione del suono verso l'orecchio interno. L'assenza o la presenza del riflesso stapediale è un indice di fondamentale importanza per la diagnosi di diverse patologie, quali otiti medie, otosclerosi ed ipoacusie neurosensoriali.

Da ricordare

Fisiologicamente, il riflesso stapediale ha la funzione di proteggere le componenti dell'apparato uditivo da stimolazioni sonore troppo intense e svolge anche un ruolo nella capacità di discriminazione dei suoni.

Quando si esegue?

L'impedenzometria viene indicata per valutare la capacità uditiva del soggetto, studiando il comportamento dell'orecchio esterno e medio, quando vengono investiti da un suono prodotto artificialmente. La procedura è particolarmente utile qualora sia necessario comprendere da quale tipo di ipoacusia è affetto il paziente e contribuisce a diagnosticare alcune patologie, come ad esempio l'otosclerosi o la disfunzione tubarica.

In otorinolaringoiatria, l'esame impedenziometrico rientra tra i cosiddetti "test oggettivi", poiché consente una valutazione dell'apparato uditivo senza la necessità di avere la collaborazione o le risposte del paziente (pertanto può essere eseguito anche su bambini piccoli, ammalati in coma e così via).

Una volta assegnata la terapia, l'impedenzometria permette al medico di monitorare l'evoluzione del disturbo.

Esami associati

Di solito, per comprendere la natura di un problema audiologico, l'impedenzometria è spesso complementare ad un esame audiometrico. A seconda dei risultati ottenuti, a queste indagini potranno essere associati altri accertamenti volti ad approfondire il quadro clinico.

Valori Alterati – Cause

L'esame impedenzometrico è in grado di fornire informazioni sul coinvolgimento delle strutture dell'orecchio medio, nelle patologie che lo interessano.

In particolare, quest'indagine è di estrema utilità nella diagnosi di:

  • Otiti medie (in particolare, nel sospetto di versamenti sierosi, accumulo di catarro nell'orecchio ecc.);
  • Otiti esterne;
  • Otosalpingiti (infiammazioni della tromba di Eustachio);
  • Insufficienza tubarica (alterazione dell'attività della tromba di Eustachio);
  • Perforazione del timpano;
  • Otosclerosi o discontinuità ossiculare (blocco della motilità della catena degli ossicini);
  • Timpanosclerosi;
  • Ipermobilità della membrana timpanica;
  • Ipoacusie neurosensoriali (discriminazione tra patologia cocleare e/o del nervo acustico);
  • Neuroma acustico o altre patologie della via acustica centrale (cioè del nervo acustico e dei nuclei)
  • Patologie del nervo facciale;
  • Alcuni disturbi del tronco cerebrale.

Come si esegue

L'impedenzometria è un esame strumentale che viene svolto, in regime ambulatoriale, dall'otorinolaringoiatra (medico specialista delle malattie della gola, del naso e dell'orecchio). La procedura è indolore e non invasiva.

Meccanismo di base

L'esame impedenzometrico prevede il posizionamento all'interno del meato acustico di una sonda, dotata di una punta di plastica morbida, fino a quando non se ne ottiene la chiusura ermetica.

Successivamente, lo strumento genera un tono puro (di solito, pari a 226 Hz) e misura il riflesso del suono dalla membrana timpanica, mentre l'operatore varia la pressione dell'aria nel condotto uditivo esterno. L'impedenzometro emette una pressione sonora di entità variabile, positiva e negativa, da un livello massimo di +200 decapascal (daPa) ad un minimo di –400 daPa, in grado di mettere in movimento il timpano e la catena degli ossicini ad esso annessi; al contempo, un microfono capta e trasduce il suono in corrente continua.

Lo strumento registra così la resistenza opposta al passaggio dell'aria nell'orecchio medio, a differenti valori pressori. Con suoni gravi, l'impedenza è in funzione della rigidità e del suo inverso, ossia cedevolezza o, in termini tecnici, compliance (nota: la cedevolezza indica come l'energia viene trasmessa nell'orecchio medio, in funzione delle variazioni di pressione).

Il massimo picco di compliance si verifica quando le pressioni d'aria del canale uditivo e dell'orecchio medio sono uguali, massimizzando così la trasmissione acustica attraverso l'orecchio medio. Il picco di compliance, quindi, indica la pressione dell'orecchio medio ed implica l'efficacia della funzione della tromba di Eustachio.

Se il timpanogramma è normale, si esegue l'esame dei riflessi stapediali: l'apparecchio emette dei suoni intensi, che stimolano la contrazione del muscolo stapedio, registrando questo movimento con l'impedenzometro.

Da chi viene eseguito?

L'esame viene eseguito da uno specialista otorinolaringoiatra, con il supporto di operatori qualificati che, nel corso della loro formazione professionale, hanno acquisito un'esperienza specifica sulla fisiopatologia dell'orecchio.

Quanto dura?

La durata dell'esame è variabile: di norma, per l'esecuzione dell'impedenzometria occorrono indicativamente 5 minuti.

Cosa riporta il referto?

Nel referto, è riportata la conclusione diagnostica, con l'eventuale documentazione iconografica allegata (grafici relativi al timpanogramma e riflesso stapediale).

Preparazione

L'impedenzometria dovrebbe sempre essere eseguita previa visita specialistica, durante la quale il medico esegue un esame otoscopico (otoscopia). Presupposto fondamentale per una corretta esecuzione dell'esame è, infatti, che il canale uditivo esterno sia pervio e privo di ostruzioni nel condotto uditivo, come, ad esempio, un tappo di cerume.

Controindicazioni

L'esame impedenzometrico è indolore, facilmente ripetibile, molto semplice nella sua esecuzione e non invasivo.

Alcune condizioni possono influenzare, però, l'esito del test, rendendo la valutazione poco utile.

Le controindicazioni all'impedenzometria comprendono:

  • Perforazione della membrana timpanica;
  • Otite media acuta ed altri processi flogistici acuti (possono determinare un marcato indebolimento della membrana timpanica);
  • Eccessiva presenza di cerume.

Nei casi in cui non si possa intervenire per rimuovere l'ostacolo al sistema trasmissivo, l'otorinolaringoiatra considererà il rinviare la valutazione ad un altro momento.

L'esame impedenzometrico non è raccomandato per i bambini di età inferiore ai 7 mesi, poiché la cartilagine del loro canale uditivo è debole ed i valori timpanometrici possono risultare fuorvianti.

Interpretazione dei risultati

Per quanto riguarda il timpanogramma, l'esame impedenzometrico dell'orecchio può fornire i seguenti risultati:

  • Tipo A: questo tipo di tracciato indica che l'apparato uditivo funziona perfettamente, ossia la mobilità del sistema timpano-ossiculare è normale, così come il passaggio del suono nell'orecchio medio.
    • Tipo As: la mobilità del sistema trasmissivo è ridotta; questo reperto è tipico di malattie, quali la timpanosclerosi.
    • Tipo Ad: la mobilità del sistema trasmissivo è eccessiva; questo risultato è indicavo, di solito, di una flaccidità della membrana timpanica (evenienza che accade, ad esempio, in caso di parziale atrofia del timpano o distacco della catena degli ossicini).
  • Tipo B: la motilità del sistema trasmissivo è pari a zero. Questo tipo di grafico si riscontra tipicamente in presenza di otiti medie catarrali.
  • Tipo C: il tracciato indica che la pressione all'interno della cassa timpanica è negativa. Ciò segnala la presenza di una disfunzione tubarica e la retrazione del timpano a causa, ad esempio, di un versamento sieroso.

Per quanto riguarda la ricerca dei riflessi stapediale, invece, l'esame impedenzometrico consente di distinguere i diversi tipi di ipoacusia. Ad esempio, i pazienti con una lesione trasmissiva, solitamente, hanno un riflesso stapediale assente.

In conclusione, in base ai risultati dell'esame, il medico sarà in grado di rilevare eventuali disturbi a carico della percezione uditiva e di comprendere la natura del problema uditivo.

In combinazione con l'audiometria ed i test otoneurologici, l'esame impedenzometrico dell'orecchio è di fondamentale importanza per la diagnosi di patologie quali le otiti medie, le otosalpingiti, le perforazioni timpaniche, l'otosclerosi, le ipoacusie neurosensoriali e altre patologie del nervo facciale e della via acustica centrale.


Ultima modifica dell'articolo: 29/01/2018

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