Esame del Campo Visivo: Campimetria e Perimetria di G.Bertelli

Generalità

L'esame del campo visivo è un'indagine diagnostica che viene eseguita in ambito oculistico.

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Lo scopo di quest'accertamento consiste nel valutare la sensibilità della retina - quantificando e rilevando eventuali perdite funzionali assolute e relative - e l'integrità delle vie nervose che da essa originano.

La misurazione del campo visivo permette di evidenziare gli eventuali difetti della visione centrale o periferica, quindi risulta utile per diagnosticare e monitorare la progressione di alcune patologie della retina, del nervo ottico e del sistema nervoso centrale, come il glaucoma, le neuriti ottiche e le maculopatie. L'esame consente, inoltre, d'inquadrare nel contesto clinico sintomi come i difetti lacunari (scotomi) e la perdita di metà del campo visivo (emianopsia).

Cos’è

Campo visivo: punti chiave

  • Il campo visivo è la porzione di spazio che l'occhio è in grado di percepire, quando viene osservato un punto fisso.
  • Per convenzione, il campo visivo è diviso in quattro quadranti costituiti da due assi perpendicolari che si intersecano nel punto di fissazione, corrispondente all'area vista direttamente dalla fovea. Di norma, il campo visivo è più esteso quando si guarda in basso ed ai lati, verso le tempie.
  • Il campo visivo binoculare è riferito alla visione con entrambi gli occhi, mentre quello monoculare è riferito ad un solo occhio (nota: nella visione binoculare, i campi visivi monoculari si sovrappongono parzialmente).

Cos'è l'Esame del Campo Visivo?

L'esame del campo visivo consiste nella valutazione della porzione di spazio che il paziente è in grado di osservare, focalizzando lo sguardo davanti a sé; rispetto al centro del campo visivo, i margini periferici risultano più o meno distanti.

L'area che una persona riesce a vedere con lo sguardo dritto in avanti è rappresentato graficamente su una griglia. Le situazioni patologiche si traducono nella ridotta o assente risposta allo stimolo luminoso nel campo visivo.

L'esame permette di analizzare lo stato di salute delle vie ottiche (dalla papilla del nervo ottico all'area cerebrale associata alla visione), quindi può:

  • Evidenziare un'area di minore efficienza visiva, quantificando la sensibilità eventualmente persa dalla retina del paziente;
  • Identificare i difetti visivi che dipendono dalla disfunzione delle vie ottiche che deferiscono dalla retina e/o della corteccia cerebrale.

La valutazione dell'esame del campo visivo è:

  • Morfologica: relativa alla presenza e all'estensione di un processo patologico;
  • Funzionale: mirata a studiare le variazioni della sensibilità retinica agli stimoli luminosi.

A Cosa Serve

Campo Visivo: perché si esegue l'Esame?

La finalità dell'esame del campo visivo consiste nella misurazione della porzione di spazio che il paziente è in grado di osservare, focalizzando lo sguardo davanti a sé. Ciò consente di quantificare la sensibilità retinica agli stimoli luminosi, rilevandone gli eventuali difetti assoluti e relativi. In altre parole, l'esame del campo visivo consente di sapere con precisione di quanto si è ridotta l'area di visione della persona.

L'esecuzione di quest'esame è utile per diagnosticare e monitorare l'evoluzione delle patologie dell'occhio caratterizzate dalla perdita della visione periferica o centrale, come:

Campimetria e Perimetria sono importanti anche per lo studio di patologie delle vie ottiche (dalla retina ai centri visivi corticali) e del sistema nervoso centrale con interessamento dell'apparato visivo, come:

Queste condizioni danno origine a caratteristici difetti del campo visivo (come emianopsia e scotoma): in pratica, le alterazioni seguono la disposizione delle fibre nervose, permettendo di risalire alla patologia in atto. Ad esempio, quando una lesione colpisce un nervo ottico (destro o sinistro), il deficit sarà omolaterale; se viene danneggiato il chiasma ottico (regione dove si uniscono i due nervi ottici), l'alterazione si ripercuoterà in entrambi i campi visivi.

Allo stesso modo, anche le lesioni cerebrali possono alterare il campo visivo in corrispondenza di una determinata porzione.

Esame del Campo Visivo: quando è indicato?

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L'esame del campo visivo può essere consigliato dopo una visita oculistica, soprattutto nel caso in cui il paziente percepisca:

  • Una riduzione dell'acuità visiva di vario grado;
  • Un'alterazione del campo visivo, caratterizzata dalla comparsa di:
    • Macchie cieche scure o colorate, fisse o scintillanti (punti luminosi o flash);
    • Zone offuscate o annebbiate;
    • Percezione ridotta o sfalsata dei colori.

Considerato l'ampio spettro delle possibili cause delle alterazioni campimetriche, le caratteristiche e l'insorgenza di questi disturbi vanno rapportati con gli altri sintomi concomitanti, come mal di testa, malessere generale, vertigini, nausea, vomito, dolore all'occhio, problemi nel linguaggio o paralisi.

A seconda dei risultati ottenuti, per comprendere la natura di un problema, la campimetria e la perimetria sono associati o seguiti da altri accertamenti, volti ad approfondire il quadro clinico.

Come si svolge l’esame

In cosa consiste l'Esame del Campo Visivo?

L'esame del campo visivo è un'indagine strumentale che viene svolto, in regime ambulatoriale, dall'oculista. La procedura non è invasiva e risulta indolore.

Attualmente, la metodica prevede che il paziente si accomodi di fronte ad uno schermo sul quale appaiono diversi segnali luminosi, alla visualizzazione dei quali viene invitato a schiacciare un pulsante. Conclusa l'acquisizione dei parametri d'interesse, è fornita la rappresentazione grafica della porzione di spazio che un occhio in posizione primaria (sguardo in avanti diritto) riesce a percepire.

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Per non influenzare l'esito dell'esame del campo visivo è importante:

  • Seguire con attenzione le istruzioni del medico;
  • Non cercare gli stimoli luminosi spostando lo sguardo;
  • Non premere il pulsante in assenza di uno stimolo luminoso.

 L'attendibilità dell'esame è ridotta quando il paziente:

  • Fornisce risposte differenti nella stessa area del campo visivo;
  • Perde spesso la fissazione.

In caso di affezione delle vie ottiche (dalla retina ai centri visivi corticali), la persona non sarà in grado di vedere tutti i segnali, soprattutto quelli posizionati ai lati dell'occhio.

Le aree di non visione corrispondono agli scotomi, mentre le perdita di metà del campo visivo sono dette emianopsie.

Campimetria e Perimetria: quali differenze?

Campimetria e perimetria si possono riscontrare spesso come sinonimi. In realtà, questi termini fanno riferimento a due tecniche di esame del campo visivo diverse.

Rispetto alla perimetria, la campimetria è considerata obsoleta, nonostante possa essere ancora utilizzata. In pratica, la metodica prevedeva che gli stimoli luminosi, di varie dimensioni, venissero proiettati su uno sfondo piano appeso al muro. La perimetria manuale e computerizzata sta sostituendo, quindi, la campimetria.

Attualmente, il metodo più utilizzato è la cosiddetta perimetria computerizzata. Nell'esame vengono testate le diverse aree dell'intero campo visivo, una alla volta. Alla vista del paziente, vengono presentati, in precise posizioni, degli stimoli luminosi di diversa intensità: la luce da debole diviene progressivamente sempre più intensa, fino a quando non è percepita.

L'intensità luminosa minima alla quale un determinato punto retinico viene stimolato è definita livello di sensibilità "soglia", per quella specifica posizione del campo visivo. In seguito, un software elabora i risultati del test.

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Da chi viene eseguito?

L'esame del campo visivo viene eseguito da un oculista (medico specialista delle malattie degli occhi).

Quanto dura?

Di norma, per l'esecuzione dell'esame del campo visivo occorrono fino a 45 minuti (se vengono esaminati entrambi gli occhi; indicativamente, sono necessari 20 per minuti ogni lato).

Cosa riporta il referto?

Nel referto dell'esame del campo visivo, è riportata la conclusione diagnostica, con gli eventuali dati relativi alla ridotta sensibilità retinica riscontrata.

Preparazione

Per sottoporsi all'esame del campo visivo, non è prevista alcuna particolare preparazione da parte del paziente. Alla visita è importante portare con sé gli occhiali correttivi in uso e tutta la documentazione oculistica precedente.

Controindicazioni e Rischi

Perimetria e Campimetria: esistono dei rischi associati all'esame?

Perimetria e campimetria non sono indagini pericolose per la vista.

Chi non può sottoporsi all'Esame del Campo Visivo?

L'esame del campo visivo non presenta controindicazioni e può essere eseguito a qualsiasi età, purché il paziente sia in grado di garantire un'attiva collaborazione. Quando non permette di ottenere un risultato attendibile, la procedura deve essere ripetuta.

Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici


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Ultima modifica dell'articolo: 01/04/2019

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