Eris (EG.5): cosa sapere sulla variante COVID Autunno 2023

Eris (EG.5): cosa sapere sulla variante COVID Autunno 2023
Ultima modifica 11.09.2023
INDICE
  1. Cos’è Eris
  2. Caratteristiche
  3. Eris è più contagiosa o grave?
  4. Quali sono i sintomi?
  5. Trasmissione

A settembre 2023, ha attratto su di sé le attenzioni delle autorità sanitarie una nuova variante di SARS-CoV-2, sottoposta a monitoraggio da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): si tratta di Eris o variante EG.5.

Questa variante presenta le caratteristiche per diventare dominante e potrebbe contribuire ad un'impennata dei casi di COVID nel prossimo autunno.

Eris ha mostrato, infatti, maggiore prevalenza, vantaggio di crescita e proprietà di fuga immunitaria, ma, in base alle prove attualmente disponibili, il rischio per la salute pubblica correlato alla diffusione di questa variante è valutato «basso».   

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Cos’è Eris

Che cos’è EG.5 o variante Eris?

EG.5, soprannominata "Eris", è una variante di SARS-CoV-2 (coronavirus responsabile della sindrome respiratoria nota come COVID-19) caratterizzata da un notevole incremento di casi, tanto da renderla la Variante di Interesse (VOI) maggiormente rilevata in Europa, Stati Uniti e Asia, a settembre 2023.

EG.5 era segnalata per la prima volta il 17 febbraio 2023 e designata dall'OMS come variante sotto monitoraggio il 19 luglio 2023. Con la classificazione di variante di interesse, viene allineata al livello di rischio già associato ad altre varianti del coronavirus quali Arturo e Kraken.

Caratteristiche

Eris una variante derivante da Omicron e, in particolare, è "figlia" della variante Omicron XBB. Ancor più nel dettaglio, è un lignaggio discendente di XBB.1.9.2, che ha lo stesso profilo di aminoacidi spike di XBB.1.5 (Kraken).

Quali caratteristiche presenta Eris (EG.5)?

  • Rispetto a XBB.1.9.2, Eris ha una mutazione addizionale dell'amminoacido F456L nella proteina spike.
  • All'interno dello stesso lignaggio EG.5, poi, la sottovariante EG.5.1 ha un'ulteriore mutazione spike Q52H.

Nota Bene: la presenza di mutazioni non significa che la nuova variante sia necessariamente più rischiosa di quelle circolate finora; in termini di rischi per la salute, molto dipende dalle nuove caratteristiche che questi cambiamenti riescono a conferire alla variante di SARS-CoV-2.

Cosa significano queste mutazioni per Eris?

Gli studi ad oggi effettuati evidenziano che EG.5 è caratterizzata da

  • maggiore prevalenza
  • vantaggio di crescita
  • proprietà di fuga immunitaria (capacità di sfuggire al sistema immunitario)

ma, l'OMS ha dichiarato che «il rischio per la salute pubblica posto da EG.5 è valutato come basso a livello globale, in linea con il rischio associato a XBB.1.16 e alle altre varianti di interesse attualmente in circolazione».

Perché i virus mutano?

La mutazione dei virus sembra spaventosa, ma è una cosa normale che facciano. Quando un virus muta, significa che alcune parti hanno cambiato aspetto o comportamento, il che a volte si traduce in una migliore capacità di infettare un ospite (come una persona o un animale). Ciò può includere il miglioramento nell'eludere gli sforzi per fermarli, come vaccini e trattamenti. Diversi fattori determinano la mutazione dei virus, come i comportamenti delle persone (che possono essere ospiti che il virus vuole infettare) ed i fattori ambientali (come il cambio di clima stagionale).

Per quanto riguarda le varianti, ad esempio, le mutazioni hanno cambiato la proteina spike del virus COVID cioè la proteina che il coronavirus utilizza per eludere le difese delle cellule del nostro organismo, in modo da sfruttarle per produrre copie di sé e stabilire l'infezione. Di conseguenza, anche i vaccini e le cure hanno dovuto adeguarsi.

Eris è più contagiosa o grave?

In base alle sue caratteristiche genetiche, alle caratteristiche di fuga immunitaria e alle stime del tasso di crescita, EG.5 potrebbe diffondersi a livello globale e contribuire ad un'impennata nell'incidenza dei casi.

Eris: c’è da preoccuparsi?

L'OMS, sulla base delle prove disponibili, ha valutato basso a livello globale il rischio per la salute pubblica rappresentato dall'EG.5, in linea con il rischio associato a XBB.1.16 ed alle altre varianti di interesse (VOI) attualmente in circolazione. Mentre l'EG.5 ha mostrato una maggiore prevalenza, un vantaggio di crescita e proprietà di fuga immunitaria, non sono stati segnalati cambiamenti nella gravità della malattia fino ad oggi.

Tuttavia, a causa del suo vantaggio di crescita e delle sue caratteristiche di fuga immunitaria, la variante Eris può causare un aumento dell'incidenza dei casi e diventare dominante in alcuni Paesi o addirittura a livello globale.

Anche l'ultima flash survey dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), ad oggi, non evidenzia rischi addizionali per la salute pubblica rispetto ai lignaggi co-circolanti.

Quali sono i sintomi?

Sintomi Eris: come si manifesta?

Non sono stati segnalati cambiamenti nella gravità del COVID provocato da Eris, pertanto i pazienti che contraggono l'infezione presenterebbero un quadro simile a quello delle precedenti sottovarianti Omicron.

I sintomi principali dell'infezione da variante Eris sono, quindi, disturbi delle vie respiratorie superiori come:

  • Mal di gola
  • Tosse secca
  • Congestione o naso che cola;
  • Mal di testa;
  • Senso di affaticamento;
  • Starnuti;
  • Dolori muscolari e articolari

Tuttavia, come con le precedenti sottovarianti del COVID-19, ci sono alcune popolazioni che dovrebbero continuare a essere particolarmente vigili, come gli individui di età pari o superiore a 65 anni e le persone con condizioni mediche di base che li rendono vulnerabili.

Trasmissione

Come si prende Eris?

Omicron può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto con un caso infetto.

Le modalità di contagio primarie sono:

  • L'esposizione ai droplets delle persone infette, ad esempio quando le persone ammalate malate starnutiscono, tossiscono o si soffiano il naso;
  • Il contatto con tra le mani con oggetti e superfici contaminate dalle secrezioni infette; il rischio aumenta toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

Per questi motivi, è buona norma, per prevenire l'infezione da Omicron, continuare ad applicare le seguenti misure di igiene:

  • Starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso;
  • Gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso:
  • Lavare le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 60 secondi, soprattutto:
    • Dopo aver toccato oggetti e superfici potenzialmente sporchi,
    • Prima di portarle al viso, agli occhi e alla bocca.

Qualora non fosse praticabile il lavaggio con acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%).

Le fonti consultate per la stesura di questo articolo sono i siti ufficiali del Ministero della Salute, dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), dell'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e dell'ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control).

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