Emorroidi Esterne – Sintomi e Cura

Ultima modifica 28.11.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. Cosa sono
  3. Cause e Fattori di Rischio
  4. Sintomi e Complicazioni
  5. Diagnosi
  6. Trattamento e Rimedi
  7. Prevenzione

Generalità

Le emorroidi esterne sono dei cuscinetti di tessuto riccamente vascolarizzato, presenti nella parte terminale del retto, vicino all'ano. In determinate circostanze, queste strutture possono infiammarsi e gonfiarsi oltre misura, divenendo visibili ad occhio nudo.

Emorroidi Esterne Shutterstock

La dilatazione e la flogosi delle emorroidi esterne predispongono a prolassi, sanguinamenti e trombi, cioè la formazione di coaguli di sangue al loro interno. In tutti questi casi, si parla di patologia emorroidaria o emorroidale.

Nelle fasi iniziali, le emorroidi esterne appaiono come protuberanze turgide e dolenti che fuoriescono dall'ano, accompagnate da bruciore e prurito.

I fattori che concorrono a determinare l'infiammazione delle emorroidi esterne sono diversi e comprendono la stitichezza cronica, le eccessive spinte per evacuare, la lunga permanenza seduti sul water, la gravidanza e la dieta non equilibrata.

Anche se non rappresentano una grave malattia, le emorroidi esterne non dovrebbero essere trascurate. I casi più lievi possono essere trattati, infatti, con l'applicazione topica di farmaci ad azione decongestionante. Tuttavia, un peggioramento dei sintomi associati alle emorroidi esterne può rendere necessario il ricorso ad un intervento chirurgico.

Emorroidi o malattia emorroidaria?

Nel linguaggio comune, la malattia emorroidaria viene denominata "emorroidi". In realtà, si tratta di un termine improprio, in quanto le emorroidi (o plesso emorroidale) sono normalmente presenti all'interno del canale anale di tutte le persone. La loro funzione è quella di contribuire, assieme allo sfintere anale, all'evacuazione ed alla continenza, quindi alla capacità di trattenere feci, liquidi e gas. Le emorroidi sono in grado di dilatarsi e sgonfiarsi attraverso l'afflusso ed il deflusso del sangue al loro interno. Quando tali strutture subiscono delle modificazioni e vengono irritate, possono aumentare di volume e protrudere all'esterno dell'ano, producendo i sintomi caratteristici della malattia emorroidaria.

Cosa sono

Le emorroidi esterne sono dei cuscinetti di tessuto vascolare spugnoso, formato da capillari, arterie e, soprattutto, vene. Quando risultano gonfie, dolenti e/o sanguinanti, queste strutture indicano l'instaurarsi della malattia emorroidaria.

Emorroidi Esterne: Cosa Sono Shutterstock

Dal punto di vista anatomico, le emorroidi esterne sono situate ai margini dell'orifizio anale, quindi inferiormente rispetto alla linea dentata o pettinea (cioè la linea immaginaria che divide in due parti il canale anale, a seconda della mucosa che lo riveste). Più in alto, invece, hanno sede le emorroidi interne. Proprio la diversità della mucosa di rivestimento, determina, tra i due tipi di emorroidi, una differente sensibilità dolorifica. In particolare, questa risulta assente per le emorroidi interne, mentre è spiccata per quelle esterne.

Lo sapevate che…

Il sanguinamento ed il prurito sono i sintomi più comuni delle emorroidi esterne infiammate; queste manifestazioni sono spesso associate ad un senso di peso e d'ingombro a livello anale.

Cause e Fattori di Rischio

Le infiammazioni delle emorroidi esterne possono interessare uomini e donne di diverse età, per svariati motivi.

La malattia emorroidaria è multifattoriale, quindi provocata dalla combinazione di più concause, quali:

  • Dieta non equilibrata e povera di fibre con scarso apporto di acqua: se la dieta non è equilibrata ed è povera di fibre, l'intestino non può funzionare correttamente. Ne conseguono alterazioni dell'alvo (stitichezza/diarrea) che risultano irritanti per il plesso emorroidale. Esistono, poi, alimenti che hanno un'azione irritante sulle emorroidi esterne - come ad esempio insaccati, alcol, cioccolato, spezie e cibi piccanti - quindi possono innescare la dilatazione venosa ed agire da fattori scatenanti;
Emorroidi Esterne: Cause e Fattori di Rischio Shutterstock
  • Stitichezza cronica: durante la defecazione, il maggiore sforzo e lo stare a lungo seduti sul wc favoriscono l'irritazione delle emorroidi esterne;
  • Gravidanza: in alcune circostanze, le donne diventano più vulnerabili alla malattia emorroidaria. In particolare, il sesso femminile può soffrire di emorroidi esterne durante la gestazione o subito dopo il parto; questo accade sia per l'aumento di pressione pelvica associato alla presenza del feto, sia per i cambiamenti ormonali legati alla gravidanza stessa;
  • Abitudini di vita: sedentarietà, abitudine al fumo di tabacco e pratica di alcuni sport, come l'equitazione o il ciclismo;
  • Obesità e sovrappeso;
  • Farmaci – in particolare: anticoncezionali e lassativi;
  • Altre patologie concomitanti, come l'ipertensione portale conseguente alla cirrosi epatica, alcune neoplasie pelviche o l'ipertrofia prostatica.

Altri fattori causali o favorenti le emorroidi esterne sono:

  • Mantenimento della stazione eretta, per prolungati periodi di tempo;
  • Abitudine di stare a lungo seduti sul vaso sanitario, ad esempio per leggere;
  • Defecazioni troppo frettolose o rimandate per vari motivi;
  • Predisposizione personale e familiare alla fragilità vasale ed alla tendenza alle varici, anche in altri distretti corporei.

Emorroidi Esterne: perché si sviluppano?

La progressione della malattia emorroidaria si verifica, in ogni caso, per una congestione di sangue; in pratica, quest'ultimo si accumula nelle emorroidi esterne, dilatandole e facendole scivolare verso il basso. Questo fenomeno favorisce, da un lato, la lesione delle pareti dei vasi e, dall'altro, tende a sfiancare i tessuti della regione ano-rettale, tessuti che si trovano costretti a sostenere un peso maggiore dato dal sangue accumulato. Come risultato, le vene emorroidarie tendono a protrudere verso l'esterno dallo sfintere anale, quindi a prolassare, trascinando con sé la mucosa che le ricopre.

Sintomi e Complicazioni

Le emorroidi esterne si rigonfiano al margine dell'ano e sono spesso visibili anche ad occhio nudo e percepibili al tatto sotto forma di una "pallina" di consistenza turgida. Se sottoposte a qualche forma di tensione, la loro presenza si associa ad un dolore pungente e la sensazione di un corpo estraneo a livello dell'orifizio anale. Le dimensioni delle emorroidi esterne possono essere variabili (piccole o grandi).

Nota

Le emorroidi interne aumentano di volume dentro l'ano e danno segno di sé tipicamente al momento della defecazione.

Le emorroidi esterne tendono spesso a recidivare: i pazienti sperimentano l'alternanza tra crisi acute e periodi di relativo sollievo più o meno lunghi.

Altri sintomi dell'irritazione emorroidale comprendono:

Nelle fasi più avanzate, invece, le emorroidi esterne possono comportare:

  • Perdite di muco associate ad una fastidiosa sensazione di bagnato;
  • Stimolo ad evacuazioni ripetute.

Col passare del tempo, i cuscinetti emorroidari possono protrudere all'esterno dell'ano fino a prolassare in modo permanente verso l'esterno dello sfintere anale, provocando forte disagio fisico e dolore, aggravati dalla contrattura dello sfintere anale. La lesione delle emorroidi esterne per sfregamento o eccessivo assottigliamento delle strutture che lo compongono, predispone al sanguinamento (proctorragia), anche continuo e relativamente abbondante.

Gradi della malattia emorroidaria

Esistono diverse tipologie di emorroidi esterne, classificabili in base alla gravità del quadro clinico:

  • Emorroidi esterne di 1° grado: si verifica l'aumento di volume di uno o più cuscinetti emorroidari, che protendono nel lume anale, ancora senza prolasso al di fuori dello sfintere; provocano fastidio, prurito e possibile sanguinamento durante la defecazione.
  • Emorroidi esterne di 2° grado: si assiste al prolasso emorroidario iniziale (cioè alla fuoriuscita delle emorroidi dal canale anale), ma solo in seguito a sforzi eccessivi, ad esempio durante l'evacuazione o il parto, con successiva riduzione spontanea una volta cessata la contrazione. In questo caso, oltre al sanguinamento, possono essere presenti anche prurito e perdita di secrezioni.
  • Emorroidi esterne di 3° grado: il prolasso emorroidario risulta indipendente dallo sforzo. Le emorroidi esterne possono essere riposizionate manualmente per rientrare all'interno del canale anale. Oltre ai precedenti disturbi, la sintomatologia prevede dolore e lieve perdita di feci all'esterno, con insudiciamento della biancheria.
  • Emorroidi esterne di 4° grado: risultano completamente prolassate e non riposizionabili all'interno dell'ano, quindi rimangono sempre all'esterno. I sintomi comprendono dolore, prurito intenso ed incontinenza fecale.

Possibili complicanze

Indipendentemente dal grado, le emorroidi esterne possono associarsi ad alcune complicanze.

Il principale problema è rappresentato dal sanguinamento in conseguenza della congestione e dell'edema, i quali comportano una maggior facilità di lesione dei tessuti esposti. Quando prolassano all'esterno dello sfintere anale, le emorroidi esterne possono causare un sanguinamento continuo e relativamente abbondante, poiché il tessuto prolassato si espone in quantità maggiori.

Negli stadi più avanzati, possono insorgere complicazioni come la trombosi emorroidaria. Tale evento patologico può dare origine ad un'infiammazione acuta molto dolorosa, per la presenza di sangue coagulato all'interno delle emorroidi esterne. All'osservazione, quest'ultime risultano gonfie, tese e bluastre.

Un'altra complicanza è lo strozzamento delle emorroidi esterne prolassate, dovuto alla contrazione dello sfintere anale. Anche in questo caso il paziente lamenterà un dolore acuto.

Nei casi di pazienti portatori da lungo tempo di emorroidi esterne sanguinanti, sia come gocciolamento, sia come vere e proprie emorragie, si può assistere all'instaurarsi di gravi anemie ferroprive, dovute cioè ad una deficienza di ferro.

Le emorroidi esterne possono complicarsi, inoltre, con la formazione di ascessi anali o perianali (attorno all'ano) e l'incontinenza fecale.

Diagnosi

Le emorroidi esterne vengono valutate nel corso di un'accurata visita proctologica che, oltre a porre attenzione alla storia clinica del paziente (anamnesi), prevede:

  • Ispezione anale: l'osservazione visiva delle emorroidi esterne consente di evidenziare la presenza, a livello dell'ano e della zona circostante, di prolassi, ragadi, fistole, segni di infezione, ascessi e marische (cioè esiti cicatriziali di precedenti eventi traumatici);
Emorroidi Esterne: Diagnosi Shutterstock
  • Esplorazione rettale: si effettua introducendo il dito indice ben lubrificato nel retto; in questo modo, il medico può valutare il tono dello sfintere anale, apprezzare eventuali masse o indurimenti anomali. La palpazione digitale dell'ano e della parte inferiore del retto consente, inoltre, di valutare la salute della prostata nell'uomo e problemi di rettocele nella donna;
  • Esami strumentali: in generale, è molto importante arrivare ad una diagnosi corretta che stabilisca l'entità della malattia emorroidale ed escluda altre patologie ano-rettali che producono sintomi simili, ad esempio ragadi anali, fistole, ascessi o tumori del colon-retto. Per questo motivo, la valutazione prevede l'anoscopia (osservazione della parte interna del canale anale) o la rettosigmoidoscopia (esame del retto e del sigma).

Trattamento e Rimedi

Le emorroidi esterne possono essere trattate con diversi approcci. La frequenza dei sintomi è un fattore importante da considerare per pianificare la strategia più adeguata al caso.

In qualche occasione, le emorroidi esterne lievi si risolvono in breve tempo e spontaneamente, senza richiedere alcun intervento medico particolare. In genere, il picco di gonfiore e dolore si verifica 48 ore dopo l'inizio dei sintomi e si risolve nel giro di 4 giorni. Nel frattempo, è utile fare frequenti lavaggi locali con acqua tiepida o ricorrere a farmaci topici per alleviare i fastidi.

Quando gli intervalli di benessere sono sempre più rari - nonostante tutte le attenzioni igieniche, l'adeguamento della dieta ed i presidi farmacologici - è necessario prendere in considerazione l'intervento chirurgico.

Farmaci e rimedi topici

Nei casi più lievi, il medico può indicare l'applicazione locale di farmaci, in grado di alleviare i sintomi delle emorroidi esterne. Questi preparati, però, dovrebbero essere usati solo per brevi periodi, poiché possono causare irritazioni della zona anale e non hanno effetti nel lungo periodo.

I medicinali più utilizzati sono:

Alcuni medici possono prescrivere anche dei fleboprotettori, da assumere ciclicamente per via orale. Ne sono esempi gli estratti di vite rossa, amamelide, rusco o pungitopo, meliloto, ippocastano, esperidina e mirtillo. Gli stessi estratti sono presenti anche in specifiche formulazioni per l'applicazione topica, quindi in pomate da applicare a livello anale.

Lavaggi tiepidi (intorno ai 40° C) sono molto efficaci nel lenire sintomi locali, mentre va evitato l'uso di acqua fredda che potrebbe portare allo strozzamento delle emorroidi esterne prolassate per lo spasmo anale.

Da ricordare

I sintomi delle emorroidi esterne possono essere alleviati agendo innanzitutto sui fattori igienico-alimentari e sulle abitudini di vita. Questi provvedimenti generali costituiscono la base di ogni trattamento, farmacologico, chirurgico o fitoterapico. Pertanto, le correzioni della dieta e dello stile di vita devono essere SEMPRE messe in atto, indipendentemente da eventuali trattamenti aggiuntivi.

Chirurgia

La soluzione concreta alle recidive e all'aggravamento progressivo della malattia emorroidale è chirurgica.

Se le emorroidi esterne sono di GRADO LIEVE, è possibile ricorrere a trattamenti ambulatoriali.

Tra gli interventi più comuni rientrano:

  • Legatura elastica: consiste nel posizionamento di un laccio elastico di gomma alla base delle emorroidi, ottenendone lo strangolamento. Ne conseguono la necrosi, per l'arresto dell'apporto ematico, e, dopo qualche giorno, l'eliminazione spontanea del tessuto legato e dell'elastico. La cicatrice e le aderenze che si formano alla base della parte trattata, inoltre, contribuiscono a rafforzare la parete anale e sono utili per impedire nuovi prolassi.
  • Scleroterapia iniettiva: prevede delle iniezioni con sostanze sclerosanti all'interno del vaso sanguigno problematico, al fine di ottenere una cicatrice fibrosa; lo stesso risultato si può ottenere mediante coagulazione con raggi infrarossi, che distruggono le emorroidi con il calore. In entrambi i casi, la cicatrizzazione riduce l'afflusso di sangue all'area prolassata e crea delle aderenze che fissano la mucosa emorroidale agli strati sottostanti, prevenendone il prolasso.

Questi trattamenti chirurgici non provocano generalmente dolore, ma va segnalato che la loro efficacia è, a volte, parziale o solamente transitoria.

Quando le emorroidi esterne sono più GRAVI e COMPLICATE, è necessario ricorrere a tecniche chirurgiche più complesse, in regime di anestesia generale o regionale.

  • La metodica tradizionale consiste nell'emorroidectomia, cioè nell'asportazione delle emorroidi fuoriuscite all'esterno. Se l'intervento viene eseguito in modo corretto, è efficace e risolutivo; tuttavia, il decorso post-operatorio è doloroso e sussiste il rischio di incontinenza.
  • Una tecnica più recente, definita metodo Longo, prevede il riposizionamento delle emorroidi prolassate nella loro posizione originale, senza quindi asportarle; ciò permette di limitare sensibilmente il dolore post-operatorio ed accelerare il recupero dall'intervento. Lo stesso scopo viene perseguito dalla tecnica di dearterilalizzazione (più nota come metodo THD).

In ogni caso, la scelta del trattamento più idoneo dev'essere effettuata a seconda delle caratteristiche del paziente ed all'esperienza del chirurgo.

Prevenzione

Emorroidi Esterne: cosa fare per prevenirle

La prevenzione delle emorroidi esterne è basata soprattutto sulla modifica dello stile di vita e sull'adozione di alcune semplici abitudini.

In primo luogo, è fondamentale andare in bagno non appena si sente lo stimolo ad evacuare, evitando di sforzarsi durante la defecazione e di non stare seduti troppo a lungo sul wc, per non sottoporre ad uno stress eccessivo la zona ano-rettale.

Un'alimentazione sana ed equilibrata associata ad una regolare attività fisica sono elementi fondamentali per mantenere l'apparato digerente in buona forma e contrastare lo sfiancamento delle mucose che contengono i cuscinetti emorroidari. Per mantenere regolare la funzione intestinale e correggere la stipsi, è necessario bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno (abitudine utile anche per evitare la costipazione, che peggiora i sintomi, e per mantenere le feci morbide) e preferire una dieta ricca di fibre, frutta e verdura fresche, legumi e cereali integrali. Andrebbero evitate, invece, le bevande alcoliche, l'abuso di caffè e gli alimenti irritanti, come spezie, insaccati, fritture e cioccolato, che accentuano anche la sintomatologia delle emorroidi esterne.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici