Dorsalgia (Dolore Dorsale): Cos’è? Cause e Rimedi di G.Bertelli

Generalità

Per dorsalgia s'intende il dolore percepito nel tratto dorsale della schiena, più comunemente nella zona interscapolare.

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Questo sintomo riconosce molte cause, in quanto può originare da problemi a muscoli, colonna vertebrale, legamenti, dischi intervertebrali o articolazioni che garantiscono sia il movimento, che il sostegno del rachide dorsale. Più raramente, la dorsalgia riflette una patologia degli organi interni (polmoni, cuore e grossi vasi, pancreas, colecisti, fegato ecc.).

La dorsalgia può derivare da infiammazioni, ernia di un disco intervertebrale, artrosi, contrattura o spasmo della muscolatura, infezioni da herpes zoster, atteggiamenti posturali scorretti, scoliosi, osteoporosi e lesioni traumatiche alla colonna dorsale.

Il dolore dorsale si manifesta o si accentua in determinate posizioni, mentre tende a diminuire con il riposo o la mobilizzazione. La dorsalgia può essere accompagnata da sintomi secondari, quali: mal di testa, rigidità del collo, dolore alle spalle, affaticamento muscolare, intorpidimento e formicolii.

Il dolore dorsale può avere una durata transitoria e risolversi spontaneamente. Tuttavia, se questo sintomo è persistente o particolarmente grave, è sempre opportuno consultare un medico, in modo da ottenere una diagnosi precisa e le indicazioni al trattamento più adeguato al proprio caso.

Cos’è

Dorsalgia: di cosa si tratta?

La dorsalgia è una forma di mal di schiena localizzata a livello dorsale, meno frequente delle cervicalgie e delle lombalgie. Nella maggior parte dei casi, il dolore si manifesta nella parte alta della schiena, tra le scapole, ma può irradiarsi anche al collo o al torace. La maggior parte degli episodi acuti di dorsalgia è causata da sforzi, traumi e posture alterate, che provocano tensione, stiramenti e rigidità delle strutture collegate alla colonna vertebrale.

Dorsalgia acuta e cronica

La dorsalgia può essere:

  • Acuta: il dolore dorsale dura meno di 30 giorni e, di solito, è associato ad attività specifiche;
  • Cronica: il dolore dorsale dura da almeno tre-sei mesi.

Cause e fattori di rischio

Dorsalgia: quali sono le cause principali?

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La dorsalgia si manifesta attraverso un dolore che si localizza nell'area superiore o media della parete posteriore del torace, all'altezza del tratto compreso dalla vertebra dorsale D1 alla vertebra D12 (nota: le vertebre dorsali o toraciche sono indicate anche come T1-T12; per saperne di più, consulta l'articolo dedicato) .

Nella maggior parte dei casi, la sensazione dolorosa origina dalle strutture muscolo-scheletriche del rachide e dipende da piccole alterazioni a carico di muscoli, legamenti, articolazioni e dischi intervertebrali.

Meno spesso, la dorsalgia può derivare da patologie che colpiscono gli organi interni, come stomaco, cuore e polmoni.

Lo sapevate che…

La parte toracica o dorsale della colonna è composta da 12 vertebre. In gran parte di queste si articolano le costole: questa zona deve assicurare, dunque, il corretto fissaggio delle ossa che formano la gabbia toracica.

Dorsalgia acuta

La dorsalgia acuta si manifesta o si accentua in determinate posizioni, mentre tende a diminuire con il riposo o la mobilizzazione.

Le cause del dolore dorsale possono essere diverse, ma le principali sono:

La dorsalgia può essere dovuta all'eccessiva tensione dei muscoli alimentata dallo stress meccanico e psicologico, allo scadente tono dei muscoli addominali, dorsali e lombari o al sovrappeso.

Quando è associata a manifestazioni cutanee dolorose, invece, la dorsalgia può dipendere da un'infezione da herpes zoster (o fuoco di Sant'Antonio).

Dorsalgia cronica

Nella maggior parte dei casi, il dolore cronico è provocato da:

  • Mantenimento prolungato ed abituale di posture scorrette (ad esempio, per motivi professionali: autisti, sarti ecc.);
  • Artrosi della colonna dorsale;
  • Scoliosi o altre asimmetrie della colonna vertebrale;
  • Osteoporosi.

Tali manifestazioni possono dipendere anche dall'accentuazione della cifosi dorsale (dorso curvo), che può presentarsi nel periodo della crescita o in seguito ad un'alterazione posturale.

Negli adolescenti (12-18 anni), il dolore può essere espressione di osteocondrosi dorsale (morbo di Scheuermann).

Dorsalgia: quando non dipende dalla colonna vertebrale

Un episodio acuto di dorsalgia può essere l'espressione riflessa di una patologia che insorge in altri distretti, come nel caso di gastrite, pleurite o pneumotorace.

Altre condizioni patologiche che si manifestano con dolore dorsale sono:

Anche se non è frequente, un'improvvisa dorsalgia è spia di condizioni extra-rachidee più gravi, soprattutto se accompagnata a sintomi neurologici o generali (es. febbre, dispnea, nausea, vertigini, convulsioni e compromissione dello stato generale). In qualche caso, infatti, il dolore dipende da tumori, infezioni sistemiche o deficit neurologico persistente.

Sintomi e Complicazioni

Dorsalgia: come si manifesta?

La dorsalgia è descritta, di solito, come un dolore sordo e continuo al centro delle spalle che può irradiarsi, in qualche caso, al collo o al torace. I pazienti che ne soffrono generalmente non riferiscono una spiccata dolorabilità locale in punti ben definiti (eccetto in caso di frattura vertebrale). Nella maggior parte dei casi, la dorsalgia si presenta come un dolore interscapolare episodico e di breve durata, di qualche giorno o alcune settimane, che si risolve spontaneamente o con un intervento terapeutico di modesta entità.

La dorsalgia acuta tende a manifestarsi o si accentua in determinate posizioni, mentre si allevia con il riposo o la mobilizzazione. Il dolore dorsale cronico, invece, è minimo al risveglio e peggiora con il movimento. Anche in questo caso, il riposo allevia i sintomi, almeno nel breve periodo, soprattutto se si soffre di ernia del disco e stenosi del canale spinale da osteoartrosi.

Dorsalgia e sintomi da cause specifiche: qualche esempio

  • La dorsalgia da sforzo insorge bruscamente: il soggetto lamenta un dolore violento e un'impotenza funzionale. Inoltre, sono presenti una marcata contrattura ed un'intensa dolorabilità alla pressione dei muscoli paravertebrali dorsali.
  • Il dolore dorsale da postura si manifesta, invece, dopo aver mantenuto a lungo una certa posizione obbligata (lavoro al computer, guida prolungata ecc.).
  • Una dorsalgia che si irradia lungo gli arti superiori può suggerire la compressione di una radice nervosa, secondaria ad un'ernia del disco in un paziente giovane o dalla formazione di osteofiti in età più avanzata. Se la dorsalgia è correlata all'ernia del disco, spesso il dolore peggiora quando il paziente sta seduto o rimane in posizione eretta per lunghi periodi di tempo. Anche la tosse e gli starnuti possono aggravare tale sintomo. Al contrario, la posizione supina allevia il dolore.
  • La dorsalgia da osteoporosi è caratterizzata, invece, da dolore intenso, in seguito a sollecitazioni meccaniche della colonna dorso-lombare (flessione in avanti, torsione del tronco ecc.), che origina da microfratture delle trabecole ossee.
  • La spondilolistesi può provocare, infine, un dolore dorsale a brusca insorgenza, poiché i legamenti ed i nervi sono sottoposti a stiramento.

A quali altri sintomi può associarsi la Dorsalgia?

La dorsalgia può essere accompagnata da sintomi secondari, quali:

  • Dolore alle spalle;
  • Perdita di forza ed alterazione della sensibilità del braccio;
  • Mal di testa;
  • Dolore al collo;
  • Difficoltà nei movimenti;
  • Rigidità articolare;
  • Affaticamento e debolezza muscolare;
  • Intorpidimento e formicolii;
  • Ridotta sensibilità cutanea, parestesie o disestesie;
  • Sensazione di bruciore o di pizzicore.

Oltre a queste manifestazioni possono presentarsi anche una combinazione di sintomi generici (es. febbre, stanchezza), che poi diventano più specifici in base alla causa scatenante.

La dorsalgia può associarsi alla lombalgia e/o alla cervicalgia.

Da sapere

In misura minore rispetto al resto della colonna vertebrale, i processi degenerativi discali del rachide dorsale comportano radiculopatie, disfunzioni intestinali o vescicali (soprattutto urgenza minzionale) e disturbi motori.

Diagnosi

Dorsalgia: come viene stabilita la diagnosi?

La valutazione della dorsalgia viene eseguita dal medico di base, dal reumatologo e/o dall'ortopedico. Un'analisi delle caratteristiche del disturbo e di eventuali sintomi associati è necessaria per interpretare questa manifestazione, capirne l'origine e la sua gravità, quindi stabilire il corretto protocollo terapeutico.

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Per indagare l'origine della dorsalgia, innanzitutto, il medico pone una serie di domande relative alla sintomatologia ed alla storia clinica personale, quindi chiede al paziente di descrivere chiaramente il disturbo e la correlazione con altre manifestazioni concomitanti. Una volta conclusa la raccolta dei dati anamnestici, viene eseguito un attento esame obiettivo della regione dorsale, per accertare:

  • Tempo d'esordio e localizzazione esatta;
  • Attività e modalità di miglioramento e di aggravamento (ad esempio: la dorsalgia si manifesta gradualmente o in maniera improvvisa; è sempre uguale o migliora e peggiora di notte o utilizzando alcuni rimedi);
  • Caratteristiche del dolore dorsale (continuo, intermittente, acuto ecc.);
  • Segni e sintomi di accompagnamento indicativi di determinate patologie.

Durante l'esame fisico, il medico può chiedere al paziente di eseguire movimenti specifici.

I risultati di anamnesi ed esame obiettivo aiutano a decidere se sono necessari ulteriori accertamenti per stabilire le origini della dorsalgia.

Esami utili per inquadrare meglio le cause dei dolori dorsali possono comprendere:

Trattamento e Rimedi

Dorsalgia: quale terapia è prevista?

Per pianificare il trattamento più adeguato ed efficace, i medici devono conoscere con precisione le cause alla base dell'insorgenza della dorsalgia. Le strategie per alleviare il dolore dorsale, infatti, sono molteplici ed occorre intervenire in modo mirato sui fattori che lo hanno scatenato. Purtroppo, non tutte le condizioni patologiche all'origine della dorsalgia possono essere curate, in quanto degenerative e/o progressive, ma possono essere tenute sotto controllo o alleviate dal punto di vista sintomatologico.

Per quanto riguarda gli episodi acuti di dorsalgia, il medico può indicare il riposo funzionale e l'assunzione di farmaci analgesici e antinfiammatori (es. FANS).

Nei periodi che intercorrono tra una crisi dolorosa e l'altra, possono essere molto utili massaggi e terapie fisiche riabilitative. Altri approcci per alleviare la dorsalgia possono prevedere gli ultrasuoni e la tecarterapia. Nei casi più gravi, potrebbe rendersi necessario un intervento chirurgico o il ricorso ad altre strategie terapeutiche.

Per limitare la durata e la frequenza degli episodi dolorosi è possibile, inoltre, ricorrere ad alcuni accorgimenti, come:

  • Evitare sovraccarichi, traumi e movimenti troppo bruschi;
  • Cercare di mantenere una postura corretta;
  • Mantenere un peso forma o perdere i chili laddove in eccesso.

Una regolare attività fisica è altrettanto importante per la gestione della dorsalgia, in quanto può aiutare a rinforzare la muscolatura e mantenere la funzione articolare.

Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici


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Ultima modifica dell'articolo: 18/07/2019

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