Disodontiasi: Cos’è? Cause, Sintomi e Cura di Giulia Bertelli

Generalità

La disodontiasi è la difficoltà di eruzione di un dente dovuta ad un anomalo orientamento dello stesso o alla mancanza di uno spazio utile nell'arcata.

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(fonte: Shutterstock)

Questa condizione può tradursi nel malposizionamento dell'elemento dentale (se il dente fuoriesce in modo più o meno regolare) o nel quadro di un'inclusione (se l'eruzione non si realizza entro i tempi fisiologici di sviluppo).

La disodontiasi si associa ad un dolore intenso alla mandibola e/o alla mascella; questa manifestazione deriva dall'infiammazione dei tessuti che sono attorno all'elemento dentale e lo sostengono.

Al contempo, possono presentarsi febbre, difficoltà di masticazione e mal di testa.

Cos’è

Disodontiasi: di cosa si tratta?

Il termine disodontiasi si riferisce, in maniera generica, ad un disturbo del fisiologico processo di eruzione dentaria.

Nel provocare questa condizione concorrono diversi fattori, come il cattivo orientamento del dente, la mancanza di spazio nell'arcata alveolare per l'eruzione dello stesso e la persistenza del cappuccio della gengiva che lo sovrasta.

Cause

La disodontiasi è una problematica di pertinenza odontoiatrica, nella quale l'eruzione risulta difficoltosa per la mancanza di spazio e/o l'orientamento scorretto dell'elemento dentario. Ciò si traduce:

  • Nell'inclusione (quando il dente non erompe)

oppure

  • Nel malposizionamento (se il dente tenta di erompere seguendo direzioni diverse da quelle normali).

Disodontiasi: quali sono le cause?

Le cause della disodontiasi variano, ma sono sostanzialmente correlate a: 

  • L'orientamento errato del dente (cioè nel caso in cui questo sia obliquo e non abbia la possibilità di fuoriuscire in modo verticale, quindi rimane incluso);
  • La mancanza di spazio utile sull'arcata dentale per l'eruzione.

Inoltre, si può osservare un elemento dentale spuntato in modo regolare, ma contornato da tessuti molli scarsamente riassorbiti; in tal caso, il solco gengivale presenta una morfologia anomala, la gengiva raggiunge la superficie masticatoria del dente e si forma una sorta di "tasca", in cui si raccolgono placca batterica e residui alimentari.

Per questo motivo, la disodontiasi è spesso associata all'infiammazione del sacco pericoronario, cioè dei tessuti che sono attorno all'elemento dentale e lo sostengono.

La disodontiasi può verificarsi sia negli adulti, che nei bambini.

Caratteristiche della Disodontiasi

La disodontiasi varia in base a:

  • Entità dell'inclusione (parziale o completa);
  • Durata (permanente o temporanea);
  • Posizione che il dente incluso assume all'interno dell'osso mandibolare o della mucosa del cavo orale (orizzontale, verticale o obliqua).

Fattori di rischio

La disodontiasi può essere favorita da:

  • Alterazioni del normale sviluppo di mascella e/o mandibola, es.:
    • Denti in numero maggiore del normale;
    • Malformazioni (agenesie ecc.);
    • Palato stretto (in tal caso, il dente può rimanere imprigionato proprio nel palato);
    • Persistenza di un dente deciduo nell'arcata dentale (oltre al tempo di caduta fisiologica);
    • Caduta precoce dei dente da latte (se un dente deciduo cade prima che quello permanente sia pronto a sostituirlo, i denti vicini cercano di occuparne lo spazio vuoto; pertanto, il dente che dovrebbe erompere normalmente può rimanere incastrato nella gengiva);
  • Malocclusione dentale;
  • Cisti dentali;
  • Traumi;
  • Cause indirette come:

Quali sono i denti più interessati da Disondotiasi?

La disodontiasi può colpire qualsiasi elemento della dentatura permanente, quasi sempre con incidenza bassa. Anche i denti da latte (dentatura decidua) possono essere interessati da tale condizione.

Più frequentemente, è interessato da disodontiasi l'ottavo inferiore (dente del giudizio), ma possono essere coinvolti anche il canino o i molari superiori.

Come si Manifesta

Disodontiasi: quali sintomi comporta?

La disodontiasi comporta dolore continuo e sordo alle arcate dentali, durante l'età dello sviluppo della mandibola e della mascella. L'infiammazione associata all'eruzione difficoltosa di un dente provoca, inoltre, gonfiore.

Nei casi più gravi, può manifestarsi un trisma, ossia una contrattura spastica dei muscoli della mandibola che determina difficoltà ad aprire la bocca.

La disodontiasi è spesso accompagnata anche da:

  • Febbre;
  • Mal di testa;
  • Problemi a masticare e difficoltà ad aprire e a chiudere la bocca;
  • Problemi di deglutizione.

Complicanze

Quali sono le possibili complicanze della Disodontiasi?

Le complicazioni della disodontiasi sono estetiche e funzionali. L'eruzione anomala del dente può predisporre, infatti, a complicanze infettive, come la formazione di una raccolta di pus (ascesso o fistola) e la propagazione del processo flogistico anche alle aree limitrofe, all'osso oppure a tutto il cavo orale.

La disodontiasi può indurre, inoltre, pericoronite, formazione di cisti, carie, gengiviti ed infiammazione dei linfonodi del collo.

Diagnosi

Disodontiasi: come viene diagnosticata?

La disodontiasi può essere riscontrata nel corso di una visita odontoiatrica, soprattutto nel caso un dente ritardi la sua fisiologica eruzione. Per la diagnosi, occorre l'ispezione del cavo orale (cioè con l'osservazione diretta) e l'esecuzione di una radiografia endorale o una panoramica (ortopantomografia) per analizzare la posizione del dente non erotto e constatarne i rapporti con gli elementi attigui. Questi esami possono servire a pianificare al meglio la strategia terapeutica ideale, per ridurre al minimo il rischio di lesioni a strutture estremamente delicate come il nervo alveolare inferiore.

Trattamento e Rimedi

Disodontiasi: quale trattamento è previsto?

La terapia della disodontiasi, detta disinclusione, prevede strategie che variano in base ad alcuni fattori, inclusi: gravità della condizione, tempestività di intervento, causa scatenante, età e stato di salute del paziente.

A seconda della situazione, l'odontoiatra può valutare:

  • L'esposizione chirurgica seguita da un trattamento ortodontico, che consenta il giusto posizionamento del dente. A volte, si invertono le fasi e si preferisce anteporre all'operazione chirurgica l'utilizzo di un apparecchio ortodontico, che crei lo spazio necessario a recuperare il dente;
  • L'avulsione del dente accompagnata da trattamento con antibiotici ed antinfiammatori;
  • Se l'elemento incluso ha una posizione corretta, l'asportazione chirurgica dei tessuti che circondano o coprono il dente.

In linea generale, la disodontiasi è una condizione risolvibile, se trattata adeguatamente. L'inquadramento precoce e una corretta terapia ortodontica prevengono le sequele più impegnative d'affrontare.

Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici