Speciale: Idratazione

Disidratazione: sintomi, rischi e rimedi

Disidratazione: sintomi, rischi e rimedi
Ultima modifica 20.07.2023
INDICE
  1. Introduzione
  2. Che cosa succede con il caldo
  3. I primi sintomi della disidratazione
  4. I sintomi più gravi
  5. I rischi
  6. Come intervenire
  7. I consigli di prevenzione

Introduzione

Fra i principali rischi delle temperature torride e dell'umidità elevata c'è la disidratazione, ossia la carenza di acqua nell'organismo. Si tratta di una situazione spesso sottovalutata, ma molto pericolosa: se non si interviene e la carenza progredisce infatti possono subentrare conseguenze molto serie. Ecco perché è importante sapere quali sono i sintomi della disidratazione e come correre ai ripari.

Che cosa succede con il caldo

L'organismo umano è composto per la maggior parte di acqua, un elemento essenziale per il corretto svolgimento di tutti i processi organici, dalla circolazione alla digestione, dall'eliminazione delle scorie metaboliche all'assorbimento, trasporto e utilizzo di nutrienti, dalla detossinazione al trasporto dei nutrienti.

Ecco perché è fondamentale mantenere sempre un livello costante di idratazione così da garantire l'efficienza di tutte le funzioni del corpo. L'organismo non è in grado di immagazzinare e fare scorta di acqua, per cui la quantità che si perde ogni giorno va ripristinata dall'esterno, ma in estate conservare questo equilibrio non è sempre facile.

Infatti, caldo e afa fanno aumentare la temperatura interna, che invece deve rimanere sempre costante, attorno ai 36- 37 gradi per garantire lo stato di salute.

Interviene allora il sistema di termoregolazione interno, che ha proprio il compito di regolare la temperatura interna, attivando una serie di meccanismi per disperdere il calore in eccesso. Innanzitutto aumenta la produzione di sudore, che evaporando raffredda il corpo. Se le temperature esterne sono molto elevate, con il sudore si possono perdere anche 1,5 litri di liquidi ogni ora.

A ciò si devono aggiungere una perdita d'acqua tramite la respirazione e una con l'urina, altri due sistemi usati per eliminare il calore. Se quindi non si reintegrano le perdite, si rischia di andare incontro a disidratazione.

 

I primi sintomi della disidratazione

Nei bambini può comparire anche una tosse persistente, che può essere causata da una scarsa idratazione delle mucose delle vie respiratorie. Nei soggetti asmatici, la disidratazione può aumentare le crisi.

I sintomi più gravi

I rischi

Si parla di disidratazione quando il volume di acqua in uscita supera quello in entrata, condizione che può comportare un deficit di salute, con disturbi più o meno gravi.

Già con una diminuzione di acqua del 2% rispetto al peso del corpo possono subentrare conseguenze pericolose poiché si verifica un'alterazione della termoregolazione e influenze negative sul volume plasmatico, che rendono il sangue più viscoso e limitano l'attività e le capacità fisiche della persona.

Man mano che la disidratazione si fa più accentuata possono subentrare capogiri, calo della pressione, nausea, vomito, compromissione della sudorazione, crampi, tachicardia, riduzione marcata della capacità di concentrazione e sdoppiamento della visione.

Quando la perdita di acqua supera il 6-7% del peso corporeo si può arrivare a conseguenze molto serie quali collasso e perdita di coscienza.

Anche la disidratazione non grave ma persistente nel tempo è pericolosa. Innanzitutto perché influisce negativamente sulle capacità fisiche e mentali, in secondo luogo, rappresenta un fattore di rischio di alcune malattie, quali calcolosi renali, infezioni delle vie urinarie e disturbi cardiovascolari.

Come intervenire

Se si notano campanelli di allarme che fanno sospettare un quadro di disidratazione iniziare subito a bere di più, in modo da ripristinare un giusto livello di idratazione. È utile anche ripararsi in un ambiente fresco e rinfrescarsi.

Nel caso in cui i disturbi persistano nonostante si sia aumentata la quota di acqua introdotta, parlarne con il proprio medico.

Nell'eventualità in cui capiti di assistere una persona disidratata, cercare di condurla in un luogo fresco, di farla bere e di rinfrescarla: se necessario, chiamare i soccorsi.

La disidratazione è uno dei disturbi che possono essere scoperti durante una visita dermatologica

I consigli di prevenzione

  • Per mantenere un corretto bilancio idrico e dunque ridurre il rischio di disidratazione è fondamentale bere almeno otto bicchieri di acqua al giorno, pari all'incirca a 1,5 litri.
  • Se fa molto caldo e si suda più del normale, l'ideale è arrivare a 2,5 litri, consumando piccoli sorsi ogni ora.
  • Chi pratica attività fisica e svolge lavori pesanti deve aumentare l'apporto idrico, soprattutto d'estate, quando può bere anche 3,5-4 litri di acqua.
  • Sono concesse anche altre bevande, come tisane, te leggeri, spremute di frutta, centrifughe di verdura.
  • Non aspettare di sentire lo stimolo della sete per bere perché quando si avverte la necessità di bere significa che si è già in riserva.
  • Mangiare molta frutta e verdura, i cibi più ricchi di acqua (in particolare, fragole, ravanelli, anguria, cicoria, zucca, pomodori, melone, cetrioli): il 20-25% dell'apporto idrico totale giornaliero dovrebbe arrivare proprio dalla dieta.
  • Prima dell'esposizione al sole fare il pieno di acqua, bevendone almeno 1-1,5 litri.
  • Attenzione a bambini e anziani, che sono le due categorie più a rischio di disidratazione. Ecco perché è importante offrire loro acqua con frequenza.