Dermatite da Stasi di G.Bertelli

Generalità

La dermatite da stasi è una malattia infiammatoria della pelle che si manifesta a livello degli arti inferiori. La causa di tale disturbo è d'attribuire all'insufficienza venosa cronica, che impedisce il normale flusso ematico e determina un ristagno di liquidi nei distretti cutanei e sottocutanei delle gambe.

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La dermatite da stasi si manifesta con iperpigmentazione della pelle bruno-rossastra, gonfiore, prurito e desquamazione. Questi segni si associano a riduzione dell'elasticità, ipotrofia e fibrosi della cute, da cui possono, nel tempo, conseguire edema cronico e lipodermatosclerosi (indurimento doloroso derivante da pannicolite).

Di solito, il decorso della patologia è benigno, ma, se trascurata dal punto di vista terapeutico, può condurre alla formazione di ulcere ed infezioni.

La diagnosi della dermatite da stasi è clinica. Il trattamento è diretto essenzialmente all'insufficienza venosa cronica, quindi prevede il sollevamento e la compressione degli arti, oltre ad una terapia farmacologica.

Cos’è

La dermatite da stasi è una malattia della pelle dovuta all'insufficienza cronica del sistema venoso degli arti inferiori (in pratica, il sangue ha difficoltà a tornare verso il cuore). Questa patologia si manifesta, infatti, quando vene varicose o altre condizioni circolatorie causano un accumulo di sangue o fluidi sotto la cute.

Il ristagno ematico e linfatico contribuiscono ad aumentare la pressione ed il gonfiore che, a loro volta, ostacolano lo scambio tra ossigeno e sangue.

Cause

La dermatite da stasi è una patologia cutanea e sottocutanea che presenta un meccanismo patogenetico piuttosto complesso, ancora in parte sconosciuto.

All'origine del disturbo, è noto vi sia un alterato metabolismo tissutale che deriva dall'insufficienza venosa cronica. Questa condizione patologica delle vene o delle valvole venose impedisce, infatti, il normale flusso ematico e provoca dermatite da stasi.

In pratica, il ristagno del sangue nella porzione inferiore delle gambe compromette l'integrità endoteliale del microcircolo; le conseguenze di tale fenomeno sono la fuoriuscita di fibrina, l'infiammazione locale e la necrosi cellulare.

Pertanto, la cute colpita risulta eczematosa e, abitualmente, è edematosa, con macchie iperpigmentate di colore rossastro-bruno.

Dermatite da Stasi: da cosa è provocata?

La dermatite da stasi è un'infiammazione della cute degli arti inferiori, generata dalla rallentata circolazione sanguigna venosa e linfatica. La stasi vascolare è all'origine delle manifestazioni eczematose, pigmentate e/o distrofiche della pelle delle gambe.

Fattori scatenanti o aggravanti

  • La dermatite da stasi è una condizione patologica tipica dei pazienti affetti da disturbi circolatori che coinvolgono le vene delle gambe.
  • La dermatite da stasi colpisce entrambi sessi. La malattia si osserva soprattutto nei pazienti anziani.
  • La dermatite da stasi tende a verificarsi soprattutto in soggetti che presentano:
    • Episodi ripetuti di tromboflebite e gonfiore (edema) delle gambe;
    • Vene varicose (cioè vasi sanguigni venosi dilatati e convoluti);
    • Soprappeso ed obesità;
    • Malattie metaboliche.
  • La dermatite da stasi riconosce fattori predisponenti di carattere genetico e costituzionali, tra cui:
  • La dermatite da stasi può essere esacerbata da:

Sintomi e Complicazioni

I primi segni della dermatite da stasi comprendono:

  • Eritema;
  • Prurito;
  • Lieve desquamazione;
  • Essudazione e croste;
  • Escoriazioni e lesioni vescicolose;
  • Lichenificazione (ispessimento ed indurimento della cute).

Almeno nelle fasi iniziali, la dermatite da stasi non tende a provocare dolore.

I pazienti lamentano, però, bruciore, sensazione di calore e tensione costrittiva.

Nel tempo, la dermatite da stasi comporta tipicamente:

  • Edema delle gambe (o gonfiore agli arti inferiori causato da un accumulo di liquidi);
  • Pigmentazione emosiderinica (cioè la pelle delle estremità inferiori presenta una pigmentazione bruno-rossastra);
  • Dilatazione delle venule superficiali intorno alle caviglie.
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Dermatite da Stasi: quali sedi coinvolge?

La dermatite da stasi si manifesta, in genere, a livello delle caviglie e della parte inferiore delle gambe, ma può risalire fino alle ginocchia.  

Decorso della Dermatite da Stasi

L'evoluzione della dermatite da stasi è lentamente progressiva:

  • In una prima fase, sulla pelle degli arti inferiori compaiono lesioni eczematose in forma di eritema (arrossamento), desquamazione, essudazione e croste. Ognuna di queste lesioni può peggiorare a causa di una sovrainfezione batterica o di una dermatite da contatto (spesso correlata ai vari trattamenti topici spesso impiegati per alleviare i sintomi).
  • Nell'arco di alcune settimane o mesi, la pelle diventa iperpigmentata, cioè assume un colore rossastro-marrone scuro. Nota: l'iperpigmentazione può presentarsi secondariamente alla stasi venosa o risulta evidente prima dello sviluppo della dermatite da stasi.
  • Nel tempo, se non viene intrapresa un'adeguata terapia per l'insufficienza venosa cronica e la dermatite da stasi, questi segni si associano tipicamente a riduzione dell'elasticità, ipotrofia e fibrosi dei distretti cutanei e sottocutanei.

Dermatite da Stasi: possibili complicanze

  • Il decorso della dermatite da stasi è sostanzialmente benigno, ma, se non viene adeguatamente trattata, può condurre alla formazione di ulcere varicose, oltre a predisporre a sovrainfezioni batteriche. Nelle fasi avanzate della malattia, infatti, alcune aree della pelle fibrotica possono rompersi, dando origine a piaghe aperte. Di solito, queste lesioni compaiono vicino alla caviglia e risultano molto dolorose.
  • Nel tempo, inoltre, la cute può irrigidirsi ed ispessirsi. Pertanto, possono svilupparsi edema cronico e lipodermatosclerosi. Quest'ultima complicanza della dermatite da stasi consiste in un indurimento doloroso derivante dalla pannicolite, che, se grave, conferisce alle gambe un aspetto a "birillo da bowling" capovolto, con allargamento del polpaccio ed assottigliamento della caviglia.

Diagnosi

La diagnosi della dermatite da stasi è clinica, quindi si basa sulla valutazione dell'aspetto della cute e sul riscontro delle variazioni caratteristiche della patologia e di altri segni d'insufficienza venosa cronica.

Per approfondire il quadro generale, è possibile sia indicata una visita specialistica più approfondita, supportata da esami di diagnostica per immagini (come un'ecografia).

Trattamento e Rimedi

Il trattamento della dermatite da stasi prevede, innanzitutto, la gestione dell'insufficienza venosa con l'adozione di misure utili per evitare la stasi ematica nelle gambe, quindi migliorare la circolazione e favorire il ritorno venoso. Al contempo, è necessario alleviare i sintomi della dermatite e prevenire le ulcerazioni della pelle con medicazioni specifiche oppure un bendaggio elastico-compressivo.

Nei casi in cui sia possibile, è necessario inoltre modificare lo stile di vita, cominciando gradualmente a praticare una regolare attività fisica: è sufficiente anche solo una passeggiata quotidiana di mezz'ora, a passo spedito, per ottenere un miglioramento della situazione. Quest'abitudine contribuisce, inoltre, a raggiungere e mantenere il peso ideale.

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Trattamento dell'insufficienza venosa cronica

La gestione a lungo termine della dermatite da stasi mira a trattare l'insufficienza venosa cronica, evitando il ristagno di sangue nelle vene delle gambe.

In particolare, il medico può indicare l'uso di calze compressive e bendaggi elastici appropriati per la stasi ematica e la riduzione del gonfiore; queste andrebbero acquistate in negozi specializzati in articoli sanitari. La compressione può essere continua o intermittente.

Altra misura utile per il paziente è quella di mantenere le gambe sopraelevate, almeno a livello del cuore, quando sta seduto, per facilitare il ritorno venoso.

Trattamento della Dermatite da Stasi

Nelle dermatiti da stasi ad esordio recente, i sintomi possono essere alleviati con impacchi umidi, in forma di compresse di garza imbevute di acqua di rubinetto o alluminio acetato (soluzione di Burow). Questi vanno applicati prima in modo prolungato (o permanente), poi ad intervalli.

Il mantenimento della pelle pulita contribuisce a prevenire le infezioni.

In caso di lesioni essudative, il trattamento migliore prevede le medicazioni colloidali, in genere applicate sotto supporto elastico. Se la dermatite da stasi peggiora, come dimostrato da un aumento di calore, rossore, piccole ulcere o pus, si usano agenti più assorbenti, eventualmente associati, su consiglio del medico, all'uso di antibiotici.

Per alleviare la sintomatologia possono essere applicati in strato sottile, inoltre, dei corticosteroidi in crema o in unguento, spesso indicati in associazione con una pasta all'ossido di zinco (nota: i due prodotti possono essere incorporati l'uno nell'altro al momento della stesura). Questi farmaci, però, non devono essere utilizzati direttamente sulle ulcere da dermatite da stasi eventualmente presenti, poiché ne ritardano la guarigione.

Alcune persone devono essere trattate con il bendaggio di Unna, cioè un gambaletto medicato con gelatina di zinco, che viene applicata sulla caviglia e sulla parte inferiore della gamba, dove si indurisce in maniera simile ad un gesso. A differenza di quest'ultimo, però, lo "stivaletto" rimane morbido, limitando il gonfiore e proteggendo la pelle dall'irritazione. Il bendaggio di Unna va sostituito regolarmente.

A prescindere dalla fasciatura usata, la riduzione del gonfiore (solitamente con la compressione) è essenziale per la guarigione.

Importante! Nella dermatite da stasi, la pelle si irrita facilmente e risulta meno resistente all'azione di allergeni da contatto (come bacitracina, neomicina e profumi), irritanti diretti ed agenti topici potenzialmente sensibilizzanti. Per questo motivo, non devono essere utilizzate creme antibiotiche, anestetici, alcol, amamelide, lanolina o altri prodotti chimici, poiché possono peggiorare la malattia.

Trattamento delle ulcere da stasi

  • Le ulcere da dermatite da stasi vanno trattate con medicazioni specifiche, quali bendaggi idratanti contenenti idrocolloidi o idrogel, impacchi e fasciature leggere. Dopo la guarigione dell'ulcera, un supporto elastico deve essere applicato prima che la persona si alzi al mattino.
  • Se compaiono i segni di un'infezione sovrapposta (celllulite), possono essere utilizzati degli antibiotici orali (es. cefalosporine, dicloxacillina ecc.) o topici (es. mupirocina e sulfadiazina argentica).
  • In qualche caso, una volta ridotti l'edema e l'infiammazione, le ulcere molto vaste o estese rendono necessario un innesto a tutto spessore di cute prelevata da altre zone del corpo.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici


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Ultima modifica dell'articolo: 27/11/2018