Creste di Gallo: Cosa sono? Quando e Perché si manifestano? Sintomi e Cura di G.Bertelli

Generalità

Le creste di gallo (o condilomi acuminati) sono delle lesioni verrucose, che insorgono prevalentemente sulle superfici cutanee e mucose dell'area ano-genitale.

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La malattia è causata da alcune tipologie di virus del papilloma umano o HPV (Human Papilloma Virus). L'infezione che sostiene il processo patologico è trasmessa con il contatto diretto, spesso in occasione di rapporti sessuali.

Le creste di gallo si manifestano sui genitali e/o intorno all'ano, come escrescenze carnose e rosee, dalla superficie irregolare (da cui il nome) e diametro variabile. Queste lesioni possono essere isolate o confluenti. Normalmente, le creste di gallo non sono dolorose, ma possono provocare prurito intenso, bruciore e sanguinamenti.

I trattamenti disponibili comprendono l'uso di farmaci (assunzione di modulatori della risposta immunitaria e causticazione con acidi) o la distruzione terapeutica con interventi ambulatoriali o chirurgici (crioterapia, laserterapia, elettrocauterizzazione e rimozione chirurgica).

Cosa sono

Che cosa sono le Creste di Gallo?

"Creste di gallo" è un termine utilizzato in gergo popolare per indicare i condilomi acuminati. Queste lesioni si manifestano come escrescenze della pelle di tipo verrucoso, che si localizzano prevalentemente sui genitali esterni ed intorno all'ano.

Le creste di gallo sono provocate alcune tipologie di HPV (Human Papilloma Virus), lo stesso agente patogeno implicato nella formazione delle verruche nei piedi e nelle altre sedi anatomiche.

L'infezione si trasmette prevalentemente, ma non solo, attraverso i rapporti sessuali.

Creste di Gallo: sinonimi

Cause

A livello genitale, le creste di gallo costituiscono una delle più frequenti infezioni ad eziologia virale. Il contagio avviene principalmente attraverso l'attività sessuale, ma risulta possibile anche per contatto intimo pelle contro pelle ("skin to sin").

Le creste di gallo sono lesioni altamente contagiose.

Creste di Gallo: da cosa sono provocate?

Le creste di gallo sono causate da alcuni genotipi del virus del papilloma umano, tra cui HPV 6 e 11, a basso rischio oncogeno. Ciò significa che, nonostante l'agente eziologico sia un HPV, i sottotipi responsabili delle creste di gallo raramente dimostrano una potenziale evoluzione in senso neoplastico.

HPV, Creste di Gallo e cancro del collo dell'utero: esiste una correlazione?

L'infezione genitale da papilloma virus umano è notoriamente correlata ad alcuni tipi di neoplasie, in particolare rappresenta la principale causa di tumore del collo dell'utero (o cervice uterina).

Dopo il contagio, la probabilità di un'evoluzione cancerogena dipende dal sottotipo di HPV responsabile della malattia. Gli agenti virali che normalmente sono implicati nell'insorgenza delle creste di gallo (HPV 6 e HPV 11) presentano una probabilità di degenerazione maligna molto bassa. Un elevato rischio di evoluzione neoplastica è associato, invece, ai genomi 16 e 18, considerati oncogeni "ad alto rischio", cioè fortemente associati ai carcinomi del collo dell'utero.

Come avviene il contagio

Le creste di gallo si trasmettono "skin to skin", cioè attraverso il contatto diretto con la pelle e le mucose dove è presente l'agente virale.

La diffusione dell'infezione si verifica spesso in occasione di rapporti sessuali vaginali, anali e orali. A tal proposito, occorre segnalare che anche un appropriato utilizzo del preservativo non protegge completamente dalla trasmissione delle creste di gallo.

L'agente virale può diffondere anche mediante un prolungato contatto mani-genitali o l'auto-inoculazione. In quest'ultimo caso, la persona stessa distribuisce il virus in altre parti del corpo, dove poi si sviluppano le lesioni condilomatose (es. l'infezione viene "trasportata" dai genitali alla regione anale). Nella maggior parte dei casi, l'auto-inoculazione si verifica durante le pratiche di igiene intima.

In qualche caso, c'è la possibilità di trasmissione attraverso l'uso promiscuo di oggetti, come giocattoli sessuali, biancheria intima o da bagno e spazzolini da denti.

Al momento del parto, l'infezione può essere anche trasmessa dalla madre al neonato.

Creste di Gallo: dopo quanto tempo dall'infezione si manifestano?

Il periodo di incubazione è normalmente compreso tra uno e sei mesi, al termine dei quali le creste di gallo fanno il loro esordio. Nella maggior parte dei casi, l'infezione si esaurisce in breve tempo; altre volte, HPV rimane a lungo nelle cellule.

Occorre segnalare che alcuni individui non contraggono l'infezione genitale da papilloma virus umano, probabilmente per merito di un sistema immunitario altamente efficace. Le probabilità di trasmissione delle creste di gallo da un partner infetto ad uno non infetto non si conoscono con certezza, così come non è nota la durata della contagiosità.

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Fattori di rischio

I fattori che possono favorire l'insorgenza delle creste di gallo comprendono:

  • Deficit immunitari: nonostante non prediligano particolari categorie di persone, l'immunodepressione e la concomitante presenza di altre patologie in grado di debilitare il sistema immunitario possono aumentare il rischio di contrarre le creste di gallo;
  • Uso di cortisonici, specialmente locali;
  • Gravidanze: queste lesioni possono raggiungere dimensioni considerevoli durante la gestazione.

Considerato che le creste di gallo sono particolarmente contagiose, un'attenzione particolare andrebbe rivolta alla prevenzione igienica. Le creste di gallo si diffondono più facilmente in condizioni di umidità elevata e sono più frequenti in caso di aumento delle perdite vaginali, come nel caso della candidosi vaginale.

Essendo la trasmissione prevalentemente sessuale, importanti fattori di rischio sono:

  • Numero di partners sessuali: la promiscuità aumenta il rischio di contrarre le creste di gallo. Va segnalato, poi, che molti soggetti sono contagiosi anche senza saperlo, in quanto portatori del virus o affetti da una forma asintomatica della malattia;
  • Mancato utilizzo del profilattico durante i rapporti (nota: nonostante le regole del sesso sicuro siano sempre valide, l'efficacia del preservativo non è assoluta, in quanto le creste di gallo si possono contrarre anche tramite il contatto di aree non coperte dal dispositivo).

Sintomi e Complicazioni

Creste di Gallo: come si manifestano?

Le creste di gallo sono simili alle verruche che si possono manifestare in altre parti del corpo. Come suggerisce il termine, queste escrescenze hanno un aspetto che le rende simili alla cresta di un gallo. Il loro diametro è variabile e può essere compreso da pochi millimetri a diversi centimetri.

Le creste di gallo si presentano come lesioni morbide e carnose, dalla superficie irregolare, punteggiata e fessurata. Quando sintomatiche e non trattate, queste possono evolvere in eruzioni ruvide, più o meno evidenti.

Se non trattate, le creste di gallo possono persistere per diversi mesi e persino anni. Le lesioni condilomatose possono aumentare di numero e comparire anche in zone distanti dall'iniziale sede di comparsa. In qualche caso, le creste di gallo non trattate possono anche scomparire spontaneamente, con il passare del tempo.

Disturbi associati alle Creste di Gallo

I sintomi correlati alla presenza di queste lesioni genitali non sono particolarmente gravi. In qualche caso, le creste di gallo sono addirittura asintomatiche e possono anche regredire spontaneamente.

Oltre alla crescita di escrescenze verrucose nell'area genitale, si possono verificare:

  • Irritazioni con gonfiore, arrossamento e perdite di sangue;
  • Prurito intimo;
  • Bruciore localizzato.

Malgrado siano piuttosto sgradevoli e fastidiose (quando sintomatiche), le creste di gallo sono generalmente innocue, cioè non correlano a particolari complicanze.

Sedi coinvolte

Le creste di gallo si possono presentare sia negli uomini, sia nelle donne.

In entrambi i sessi, le localizzazioni tipiche di queste lesioni condilomatose sono le mucose e la superficie cutanea dell'area genitale e della regione anale.

Nell'uomo, le creste di gallo colpiscono comunemente:

  • Regione inguino-scrotale;
  • Rafe perineale (tra ano e scroto);
  • Superficie e corona del glande;
  • Solco balano-prepuziale;
  • Meato uretrale;
  • Lungo il frenulo;
  • Asta del pene.

Per quanto riguarda il sesso femminile, le sedi interessate dalle creste di gallo sono prevalentemente:

  • Pareti della vagina (soprattutto il terzo inferiore del canale vaginale);
  • Genitali esterni (orifizio vaginale, grandi e piccole labbra e regioni perivulvari);
  • Collo dell'utero;
  • Perineo.

Le creste di gallo possono svilupparsi anche attorno o dentro la bocca (labbra e gengive), mentre è rara la loro insorgenza a livello di mani, congiuntiva ed altre zone del volto.

Creste di Gallo: come possono evolvere

Le creste di gallo hanno l'aspetto di una verrucosità multipla, spesso carnosa ed appuntita, di colore roseo, giallastro o bruno. Il più delle volte, queste escrescenze presentano dimensioni così piccole, da essere invisibili ad occhio nudo. In altre occasioni, però, le creste di gallo tendono a confluire reciprocamente, aggregandosi e raggiungendo dimensioni anche notevoli.

Se non trattate, le creste di gallo possono diventare friabili e possono formare masse simili ad un cavolfiore; dal punto di vista sintomatologico, questa variante risulta decisamente più fastidiosa.

Creste di Gallo: possibili complicanze

La principale complicanza delle creste di gallo è rappresentata dalle recidive. Le lesioni condilomatose tendono, infatti, a comparire nuovamente, anche dopo il trattamento.

In corso di gravidanza, le creste di gallo possono aumentare le loro dimensioni, fino a creare disturbi urinari anche importanti.

Diagnosi

La diagnosi è prevalentemente clinica e si basa sull'osservazione dei genitali durante una visita medica, ma, di solito, viene richiesta una conferma istologica.

Le creste di gallo possono essere visibili ad occhio nudo, ma occasionalmente decorrono in modo asintomatico, quindi il riscontro può essere casuale. Per renderle più evidenti, il medico può applicare direttamente in situ una soluzione di acido acetico al 3-5%.

Esame istologico delle Creste di Gallo

L'analisi di un campione bioptico permette di accertare o meno l'effettiva natura della lesione.

All'esame istologico, le creste di gallo sono caratterizzate da alcune alterazione tipiche, come:

  • Paracheratosi: disturbo della cheratinizzazione, nel quale si verifica un sovvertimento del normale processo di maturazione epidermica; in particolare, si riscontra un aumento della proliferazione dei cheratinociti;
  • Acantosi: manifestazione caratterizzata dall'iperpigmentazione di alcune zone di cute, non ben delimitate, che appaiono ispessite e di colore bruno-scuro;
  • Papillomatosi: condizione patologica caratterizzata dalla presenza, in una sede dell'organismo, di numerosi papillomi derivati dall'eccessiva proliferazione dell'epitelio di rivestimento della cute o di una mucosa.

Le creste di gallo si possono trasmettere con rapporti non protetti, pertanto, in caso se ne riscontri la presenza, anche il partner andrà attentamente controllato ed eventualmente curato.

Creste di Gallo: Pap-test e colposcopia

Considerata la relazione fra infezioni da HPV e tumore del collo dell'utero, alle donne con creste di gallo che non lo hanno eseguito nei precedenti due-tre anni, viene raccomandata l'esecuzione del Pap-test (o test di Papanikolaou). Quest'esame permette di evidenziare i segni precoci di una degenerazione in senso neoplastico e permette di affrontare l'eventuale tumore nel suo stadio iniziale.

Un esame più moderno, chiamato HPV test può sostituirsi al Pap-test a partire dai 30-35 anni. Questo consente di determinare se la donna ha contratto un virus potenzialmente oncogeno, ancor prima che si sviluppino eventuali lesioni, individuando la presenza del DNA di HPV nelle cellule cervicali.

Nel caso uno di questi due esami abbia esito positivo, una procedura diagnostica nota come colposcopia è indicata per confermare o smentire la possibile presenza di un processo tumorale a carico del collo dell'utero.

Trattamento e Rimedi

Il trattamento delle creste di gallo può avvenire secondo diverse metodiche.

In linea generale, le lesioni più piccole possono essere trattate con applicazioni locale di farmaci, mentre quelle più estese richiedono l'escissione chirurgica o la distruzione terapeutica con altre metodiche chimiche-fisiche.

Creste di Gallo: farmaci

Il trattamento farmacologico delle creste di gallo è basata sull'applicazione locale di medicinali ad azione distruttiva (come acido tricloroacetico e podofillina) o sulla somministrazione di modulatori della risposta immunitaria (es. imiquimod, 5-fluorouracile ecc.). Tutti questi protocolli terapeutici vanno consigliati, prescritti e monitorati dal medico.

Metodi distruttivi e terapia chirurgica

Di solito, alla causticazione con acidi, si preferiscono i metodi "distruttivi" delle creste di gallo. Questi interventi possono essere ambulatoriali o chirurgici e comprendono:

  • Criochirurgia: le creste di gallo possono essere congelate, utilizzando un tampone imbevuto di azoto liquido. Questo trattamento con il freddo permette di eliminare le lesioni, evitando il sanguinamento;
  • Laserterapia: da eseguirsi in anestesia locale o, nei casi più gravi, generale, determina lisi delle cellule e morte dei virus contenuti nelle stesse. Il fascio laser può essere indirizzato con estrema precisione sulle creste di gallo, minimizzando l'estensione delle cicatrici post-trattamento.

Lo stesso risultato può essere raggiunto attraverso la cauterizzazione delle creste di gallo.

In altri casi, si preferisce optare per l'escissione chirurgica, consigliata per le formazioni particolarmente fastidiose e resistenti alle cure mediche.

Dopo il trattamento: follow up e precauzioni

Dopo la rimozione delle creste di gallo, è sempre raccomandabile effettuare l'esame istologico per definirne le caratteristiche e, considerato il rischio di recidive, stabilire un piano per monitorare il paziente.

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Dal momento che le creste di gallo rientrano tra le malattie sessualmente trasmesse, si raccomanda di adottare comportamenti sessuali responsabili e di utilizzare sempre il preservativo, soprattutto con persone a rischio. Questo dispositivo deve essere indossato correttamente, prima di iniziare il rapporto.

Il controllo e l'eventuale trattamento delle creste di gallo va esteso anche ai parterns sessuali (anche se non presentano condilomi evidenti ad occhio nudo), con i quali si sono avuti rapporti nei tre mesi precedenti.

Da tenere in considerazione è, inoltre, il rischio di recidive.

Al fine di evitare la ricomparsa delle creste di gallo, è indicato mettere in pratica alcuni semplici accorgimenti:

  • Astenersi dai rapporti sessuali fino al termine della terapia;
  • Evitare lo scambio di biancheria intima o da bagno, giocattoli sessuali e spazzolini da denti;
  • Lavare le mani prima e dopo aver fatto uso della toilette;
  • Usare prodotti specifici e delicati per l'igiene intima, in modo da non alterare l'equilibrio delle mucose;
  • Indossare biancheria intima in fibre naturali, come il cotone, ed evitare capi in nylon, microfibra e indumenti troppo stretti, che possono ostacolare la naturale traspirazione della pelle.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici