Covid: cosa fare se si è positivi? I tamponi sono ancora necessari?

Covid: cosa fare se si è positivi? I tamponi sono ancora necessari?
Ultima modifica 05.09.2023
INDICE
  1. Introduzione
  2. Tampone: è ancora obbligatorio?
  3. Positività al Covid: come comportarsi?
  4. Cosa fare se si entra in contatto con soggetti positivi al Covid

Introduzione

Il Covid, seppur aumenti il numero dei contagiati, non preoccupa: la malattia è meno aggressiva, diminuiscono le ospedalizzazioni e le conseguenze sono decisamente meno letali, grazie alla mutazione del virus e all'immunizzazione data dai vaccini. Non è da sottovalutare, però, l'elevato tasso di contagiosità del virus soprattutto per la popolazione fragile, ossia anziani, pazienti affetti da malattie croniche, soggetti immunodepressi.

Oggi (dato 1 settembre 2023) il numero dei nuovi contagiati è di 14.866, +28,1% rispetto alla settimana precedente. Le ospedalizzazioni, tuttavia, diminuiscono, così come i ricoveri in terapia intensiva: dal 24 al 30 agosto sono entrate in terapia intensiva covid 43 persone, -2,3% rispetto alla settimana precedente (17-23 agosto). Tre le persone ricoverate in Italia mercoledì 30 agosto, ultimo dato giornaliero registrato. 

Tampone: è ancora obbligatorio?

Il tampone non è più obbligatorio: il Ministero della Salute aveva abolito l'obbligo nel dicembre 2022. Tuttavia, lo scorso 7 agosto, il Consiglio dei Ministri con una circolare ministeriale ha raccomandato alle «persone risultate positive di effettuare un test diagnostico molecolare o antigenico per SARS-CoV-2» comunque di «osservare le medesime precauzioni valide per prevenire la trasmissione della gran parte delle infezioni respiratorie». 

Quali precauzioni osservare?

  • Indossare un dispositivo di protezione delle vie respiratorie (mascherina chirurgica o Ffp2), se si entra in contatto con altre persone;
  • Fare il tampone come misura di prevenzione soprattutto se si rientra nella categoria dei fragili, soggetti con patologie croniche o immunocompromessi;
  • Eseguire un tampone in caso di sintomi sospetti (soprattutto per preservare anche la salute di soggetti fragili presenti in famiglia)

Positività al Covid: come comportarsi?

  • Se si è sintomatici, rimanere a casa fino al termine dei sintomi.
  • Applicare una corretta igiene delle mani.
  • Evitare ambienti affollati.
  • Evitare il contatto con persone fragili, immunodepresse, donne in gravidanza, ed evitare di frequentare ospedali o RSA.
  • Operatori addetti all'assistenza sanitaria e socio-sanitaria, devono evitare il contatto con pazienti a rischio senza dispositivi di protezione (indossare mascherina e guanti)

Quali sono le varianti oggi diffuse?

Oggi sono presenti nuove sottovarianti di Omicron come «EG.5», ribattezzata «Eris», definita «variante di interesse»  dall'Organizzazione mondiale della Sanità in quanto «può diventare dominante in alcuni Paesi o anche a livello globale», e «Ba.2.86» ribattezzata «Pirola», che l'Oms ha invece classificato come una «variante sotto monitoraggio» per via dell'elevato numero di mutazioni genetiche (più di 30) nella proteina Spike. 

Cosa fare se si entra in contatto con soggetti positivi al Covid

Il nuovo decreto legge omnibus varato ad agosto e la circolare del Ministero, chiariscono anche come comportarsi in caso di contatto con persone positive al Covid. Il testo: «non si applica alcuna misura restrittiva, ma si raccomanda comunque che le stesse pongano attenzione all'eventuale comparsa di sintomi suggestivi di Covid (febbre, tosse, mal di gola, stanchezza) nei giorni immediatamente successivi al contatto». Nel corso di tale periodo «è opportuno che la persona eviti il contatto con persone fragili, immunodepressi, donne in gravidanza. Se si manifestano sintomi suggestivi di Covid è raccomandata l'esecuzione di un test antigenico, anche autosomministrato, o molecolare».