Cosa fare se ci si ammala di Covid-19 in viaggio

Cosa fare se ci si ammala di Covid-19 in viaggio
Ultima modifica 21.07.2021
INDICE
  1. Introduzione
  2. Cosa fare se si è positivi al Covid in vacanza?
  3. Restrizioni e regole nei Paesi europei
  4. Positivi al Covid in vacanza in Italia
  5. Maggiori tutele: assicurazioni e diritto di cancellazione

Introduzione

In caso di positività al Covid-19 mentre si è in viaggio o in vacanza, è necessario conoscere le disposizioni in vigore nei Paesi in cui ci si sta dirigendo, e le procedure per il rientro in Italia. Attualmente le prenotazioni sono in calo e stanno aumentando le disdette di viaggio all'estero, fuori dai confini italiani. La variante Delta, infatti, sta determinando una nuova crescita della curva dei contagi non solo all'estero, ma anche in Italia. A riguardo diversi Stati europei hanno imposto nuove restrizioni. 

Cosa fare se si è positivi al Covid in vacanza?

Chi prenoterà una vacanza all'estero, in caso di contagio e quindi di positività al Covid-19, non potrà fare subito rientro in Italia. In quel caso scatterà la quarantena obbligatoria (la cui durata varia da Paese a Paese). I soggetti positivi, che avranno tempestivamente comunicato alle autorità sanitarie dei paesi ospitanti, potranno fare ritorno in Italia solo al termine del periodo di isolamento che avverrà in una apposita struttura del Paese ospitante, come i Covid hotel. Le stesse regole valgono per amici, famigliari o persone che sono venute a contatto con il soggetto positivo: anche a loro sarà impedito il rientro. 

Il ministero degli Affari esteri ha sconsigliato i viaggi verso altri Paesi, per via delle norme dei singoli Stati sulla gestione di casi di positività, con quarantene e tamponi, che complicherebbero il rimpatrio. Dal 1° luglio è in vigore il Green Pass europeo, che permette di viaggiare nei Paesi dell'Unione Europea. Il possesso del lasciapassare, però, non è valevole ai fini del rientro in caso di positività. Se si contrare il virus in viaggio, infatti, il Green Pass viene immediatamente sospeso, impedendo di lasciare il Paese ospitante sino a che non è avvenuta la guarigione ed il tampone non risulti negativo. I tempi ed i modi dell'isolamento saranno decisi dalle singole strutture sanitarie.

Come sottolineato dal ministero degli Affari esteri, «non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova». Ciò riguarda anche tutti i "contatti", ossia amici o familiari che viaggiano insieme al soggetto positivo «Tali procedure interessano, con alcune possibili differenze dovute alle diverse normative locali, anche i cosiddetti "contatti" con il soggetto positivo, che sono ugualmente sottoposti a quarantena/isolamento dalle autorità locali del Paese in cui ci si trova e che, a tutela della salute pubblica, potranno far rientro in Italia al termine del periodo di isolamento previsto».

Restrizioni e regole nei Paesi europei

Prima di prenotare un viaggio all'estero è consigliabile consultare il sito del ministero Viaggiare Sicuri, in costante aggiornamento. Al momento i Paesi esteri con gli indicatori epidemiologici peggiori sono: Croazia, Finlandia, Francia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. In alcuni di questi paesi sono già entrate in vigore regole restrittive che impongnono limitazioni ai turisti. La Francia, ad esempio, ha previsto l'obbligo vaccinale per accedere a diversi locali e strutture, e imposto il tampone negativo, effettuato nelle 24 ore precedenti, per chi proviene da alcuni Paesi a rischio, come Regno Unito, Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia e Olanda, anche se i viaggiatori hanno completato il ciclo vaccinale e sono in possesso di Green Pass. In alcune località come Barcellona e Mykonos, è ritornato il coprifuoco. In linea generale, in caso di test rapido positivo (test antigenico), partirà la quarantena fino a quando il risultato non sarà confermato da un test PCR. Se il test PCR è negativo, la quarantena può essere terminata. Se il test PCR conferma un risultato positivo, la quarantena deve continuare. 

Positivi al Covid in vacanza in Italia

Se si contrae il virus mentre si è in vacanza in una regione italiana, il soggetto positivo non potrà allo stesso modo salire a bordo di treni, navi o aerei e neanche viaggiare in macchina perché dovrà osservare il periodo di quarantena. I tempi e i modi dell'isolamento verranno decisi dalle strutture sanitarie, alle quali sarà obbligatorio comunicare la positività. La quarantena verrà trascorsa in strutture apposite o nelle case-vacanza. 

Maggiori tutele: assicurazioni e diritto di cancellazione

Il ministero degli Affari esteri che «raccomanda di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all'estero, nonché di dotarsi di un'assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi al Covid» Il consiglio, al momento della prenotazione, è quello di scegliere ed acquistare biglietti con opzioni che prevedono  la cancellazione o la modifica della data di partenza. Il Codacons consiglia di inviare una raccomandata a/r a compagnie e hotel chiedendo il rimborso, in caso di positività e cancellazione, e allegando il certificato medico. Se nel Paese di destinazione dovessero introdurre improvvisamente, e quindi durante la permanenza, nuove misure restrittive, o limitazioni per viaggiatori provenienti dall'Italia, l'utente avrà diritto al rimborso integrale del costo sostenuto o a un voucher di pari valore.