Coronavirus 2019-nCoV: Come Riconoscere i Primi Sintomi e Cosa Fare

Coronavirus 2019-nCoV: Come Riconoscere i Primi Sintomi e Cosa Fare
Ultima modifica 25.03.2020
INDICE
  1. Generalità
  2. Segni e Sintomi
  3. Durata del Periodo di Incubazione
  4. Possibili Conseguenze
  5. Come Distinguerlo dall’Influenza
  6. Come Viene Identificato
  7. Cosa Sapere
  8. Cosa Fare

La fonte consultata per la stesura di questo articolo è il sito ufficiale del Ministero della Salute e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Generalità

Il nuovo Coronavirus (2019-nCoV) è un virus respiratorio responsabile dell'attuale epidemia di COVID-19 con esordio a Wuhan, in Cina, nel dicembre 2019. Per certi aspetti, la sintomatologia d'esordio della COVID-19 simula quelle delle più comuni infezioni alle vie respiratorie, tra cui il raffreddore e l'influenza stagionale: febbre, tosse, dolori muscolari, difficoltà respiratorie ecc.

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In effetti, i Coronavirus sono una vasta famiglia di agenti infettivi che causa malattie che vanno dal raffreddore a malattie più gravi, come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Sulla base dei dati epidemiologici ad oggi disponibili, emerge che l'infezione da Coronavirus 2019-nCoV può causare sintomi respiratori lievi-moderati nella maggior parte dei casi (tra cui naso che cola, mal di gola, tosse e febbre). Alcuni pazienti che contraggono il nuovo Coronavirus, possono sviluppare una polmonite e/o necessitano del ricovero in terapia intensiva.

nCOV, SARS-CoV-2 o COVID-19? Facciamo chiarezza

  • nCov è la sigla utilizzata per indicare il nuovo Coronavirus, ora denominato SARS-CoV-2 e già denominato 2019-nCoV. "Nuovo" Coronavirus perché il ceppo non mai stato identificato nell'uomo; gli effetti dell'agente virale sono stati segnalati per la prima volta a Wuhan, in Cina, nel dicembre 2019 (da cui la nomenclatura 2019-nCoV o l'iniziale denominazione "Coronavirus di Wuhan").
  • SARS-Cov-2 è il nuovo nome assegnato al nuovo Coronavirus dall'International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) sulla base delle indicazioni di un team di esperti appositamente incaricati di studiare l'agente virale. Questi scienziati hanno, infatti, identificato il Coronavirus 2019-nCoV come strettamente correlato - per intenderci, è paragonabile al "fratello" - di quello che ha provocato la SARS, ovvero SARS-CoVs. Per l'appunto, SARS-CoV-2 sta per Sindrome Respiratoria Acuta Grave Coronavirus 2 (dall'inglese "Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2").
  • COVID-19 è la sindrome respiratoria provocata dal nuovo Coronavirus, dove:
    • "CO" sta per corona-
    • "VI" per -virus
    • "D" per disease (malattia)
    • "19" indica l'anno in cui si è manifestata per la prima volta

Segni e Sintomi

Coronavirus 2019-nCoV: quali sono i primi sintomi dell’infezione?

I sintomi più comuni dell'infezione da Coronavirus 2019-nCoV sono:

  • Febbre;
  • Tosse secca;
  • Dispnea (affanno, respiro corto);
  • Stanchezza;
  • Indolenzimento e dolori muscolari (mialgia);
  • Senso di malessere generale;
  • Naso che cola e congestione nasale;
  • Mal di gola.

Di solito, la febbre oltre i 37,5°C, che non tende a scendere nonostante l'assunzione di antipiretici, è il primo campanello d'allarme. Seguono, in ordine di prevalenza, la tosse secca - descritta come stizzosa, insistente e senza catarro - e la difficoltà a respirare.

Tra i sintomi frequentemente riportati nella fase di guarigione vi sono, invece, la perdita del senso dell'olfatto (anosmia) e l'alterata percezione del gusto (disgeusia).

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Manifestazioni meno frequenti

Meno spesso, all'esordio della malattia provocata dal nuovo Coronavirus (COVID-19) si manifestano:

  • Disturbi gastrointestinali, tra cui:
    • Diarrea;
    • Nausea e/o vomito;
  • Mal di testa;
  • Facile affaticamento;
  • Brividi;
  • Artralgia;
  • Tosse con sangue;
  • Congestione congiuntivale;
  • Senso di confusione.

Durata del Periodo di Incubazione

Coronavirus 2019-nCoV: quanto dura il periodo di incubazione?

Il periodo di incubazione, cioè il tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici è stimato tra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni. I pazienti affetti da COVID-19 generalmente sviluppano il quadro sintomatologico in media 5-6 giorni dopo l'infezione.

Rispetto alla normale influenza stagionale, il cui manifestarsi è preceduto da circa 1-3 giorni di incubazione, il periodo dall'esposizione al Coronavirus 2019-nCoV all'insorgenza della sintomatologia è più lungo. D'altro lato, ciò significa che può essere difficile identificare e monitorare i pazienti che hanno già contratto l'agente virale, ma che ancora non mostrano segni dell'infezione.

Possibili Conseguenze

Decorso di COVID-19

La maggior parte delle persone colpite dal Coronavirus 2019-nCoV guarisce.

I pazienti vengono dimessi:

  • Quando i sintomi scompaiono completamente;
  • La temperatura rientra in un range di normalità e si mantiene tale per almeno tre giorni;
  • I test per la ricerca dell'agente virale (tampone faringeo o rinofaringeo) sono negativi per almeno due volte a distanza di 24 ore.

Sviluppo dell’immunità

Al momento, è prematuro parlare di immunità persistente, cioè non appare impossibile con assoluta certezza che non possano verificarsi episodi di malattia successivi al primo. In altre parole, l'effetto protettivo degli anticorpi che si sono sviluppati dopo l'esposizione al Coronavirus 2019-nCoV potrebbe non durare nel lungo termine e le persone guarite dalla malattia potrebbero contrarre nuovamente l'infezione.

Sussiste, poi, l'incognita di possibili mutazioni. Anche sotto questo aspetto per il nuovo Coronavirus le osservazioni sono ancora in corso e non si può dire nulla di certo: occorre monitorare la situazione e studiare eventuali cambiamenti nel genoma dell'agente virale, anche per approcciare le strategie più adeguate a gestire e risolvere la situazione.

Quali sono le possibili complicanze?

Nei casi più gravi, se l'infezione da Coronavirus 2019-nCoV riesce a coinvolgere il tratto respiratorio basso, è possibile che compaiano gravi polmoniti. Attualmente, quest'evenienza si stima possa verificarsi in circa il 15% dei casi. La polmonite da Coronavirus 2019-nCoV può condurre all'insufficienza respiratoria acuta.

Talvolta, l'infezione può raggiungere i reni, provocando un'insufficienza renale.

Coronavirus 2019-nCoV: quanto è pericoloso?

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Come altre malattie respiratorie, l'infezione da Coronavirus 2019-nCoV può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Raramente, può essere fatale: secondo il tasso di letalità - vale a dire la numero di decessi sul numero totale di casi confermati - è stimato, al momento ed a livello assolutamente prelimare, al 2,3% a livello globale (fonte: Situation Report - febbraio 2020, OMS; nota: la quasi totalità dei decessi ad oggi riportata è registrata nella provincia di Wuhan, in Cina). Per fare dei paragoni, la letalità della SARS è pari al 9,6% dei casi, mentre quella della MERS è del 34,4%.

Chi è più a rischio di sviluppare complicanze?

Le persone più vulnerabili a manifestare le complicanze secondarie all'infezione da Coronavirus 2019-nCoV sono gli anziani, le persone immunodepresse e quelle con malattie concomitanti, quali diabete e cardiopatie.

Come Distinguerlo dall’Influenza

Coronavirus 2019-nCoV: qual è la differenza con l’influenza o un comune raffreddore?

I sintomi dell'infezione da parte del Coronavirus 2019-nCoV sono simili a quelli dell'influenza, del raffreddore e delle sindromi parainfluenzali che circolano in questa stagione. Manifestazioni condivide tra queste condizioni e l'infezione da nuovo Coronavirus sono principalmente tosse, febbre, dolori muscolari e difficoltà respiratorie. Per questo motivo, si creano molti falsi allarmi prima che le analisi di laboratorio consentano di arrivare a una diagnosi certa.

In genere, l'influenza ha un inizio brusco con febbre oltre i 38°C, almeno un sintomo sistemico (spossatezza, dolori muscolari) ed un sintomo respiratorio (naso chiuso, rinorrea o tosse).

Come Viene Identificato

Essendo influenza, raffreddore e sindromi parainfluenzali causati sono virus differenti, qualora sia sospettato un caso di nuovo Coronavirus, è necessario effettuare esami di laboratorio per confermare la diagnosi.

Coronavirus positivo o negativo? Iter per la conferma della diagnosi

La diagnosi deve essere eseguita nei laboratori di riferimento distribuiti a livello Regionale, su campioni clinici respiratori, secondo i protocolli di real-time PCR per SARS-CoV-2 indicati dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). In pratica, si ricercano le tracce del materiale genetico del Coronavirus 2019-nCoV, previa amplificazione; questi esami sono più sensibili rispetto agli esami tradizionali e riescono ad individuare anche infezioni che sfuggono alle tradizionali colture microbiologiche.

In caso di positività al Coronavirus 2019-nCoV, la diagnosi deve essere confermata dal laboratorio di riferimento nazionale dell'Istituto Superiore di Sanità.

Cosa Sapere

Come si trasmette il nuovo Coronavirus?

Il Coronavirus responsabile della malattia respiratoria COVID-19 può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto con un caso infetto (essere nello stesso ambiente chiuso, vivere nella stessa casa ecc.). Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree infette dal nuovo Coronavirus possono essere a rischio di infezione.

Le modalità di contagio primarie sono:

  • L'esposizione alle goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando le persone ammalate malate starnutiscono, tossiscono o si soffiano il naso;
  • Il contatto con tra le mani con oggetti e superfici contaminate dalle secrezioni infette; il rischio aumenta toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

Per questi motivi, per prevenire l'infezione da Coronavirus 2019-nCoV, il Ministero della Salute invita ad applicare le seguenti misure di igiene:

  • Starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso;
  • Gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso:
  • Lavare le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi, soprattutto:
    • Dopo aver toccato oggetti e superfici potenzialmente sporchi;
    • Prima di portarle al viso, agli occhi e alla bocca.

Qualora non fosse praticabile il lavaggio con acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%).

In casi rari, il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale. Al momento, sono in corso per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus.

Cosa Fare

Come comportarsi se si sospettano i primi sintomi del Coronavirus?

  • Se si manifestano febbre, tosse o difficoltà respiratorie dopo aver viaggiato di recente nelle aree della Cina interessate dall'epidemia (o c'è stata occasione di contatto stretto con una persona ritornata dallo stesso Paese, affetta da malattia respiratoria), si consiglia di segnalarlo al numero gratuito 1500, istituito dal Ministero della Salute, che fornisce chiarimenti e informazioni e indirizza verso le apposite strutture. Le aree a rischio della Cina sono consultabili nelle pagine web dell'OMS.
  • Se i sintomi sono lievi e non si è soggiornato recentemente in Cina, è opportuno rimanere a casa fino alla risoluzione dei sintomi, applicando le misure di igiene precedentemente elencate.

Attenzione! In caso di febbre, tosse o difficoltà respiratorie, si consiglia di non andare in pronto soccorso e neppure recarsi nello studio del medico di base per evitare il sovraffollamento e rischiare di contagiare altre persone (o contrarre l'infezione) così come è opportuno chiamare i numeri di emergenza soltanto se strettamente necessario. In caso di problemi respiratori, è possibile contattare telefonicamente il proprio medico, il numero unico 112, il numero che ogni Regione ha predisposto per l'emergenza o il 1500 per riferire le proprie condizioni di salute e capire come comportarsi in assoluta sicurezza. Ai medici di medicina generale ed agli operatori è stata distribuita una scheda di triage telefonico, con domande da porre ai pazienti per fare una prima diagnosi. Attualmente, i tamponi vengono fatti solo a persone con sintomatologia grave.

Cosa succede in caso di Coronavirus 2019-nCoV positivo?

Nel caso la COVID-19 sia confermata dagli accertamenti diagnostici, è prevista la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni, monitorata dalle Autorità sanitarie territorialmente competenti. In Italia, i reparti di malattie infettive costituiscono una rete di fondamentale importanza per la risposta a questo tipo di emergenze.A livello nazionale, poi, la situazione è costantemente monitorata dal Ministero della Salute, che è in continuo contatto con Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Commissione Europea; ogni nuovo aggiornamento viene pubblicato tempestivamente nel Portale www.salute.gov.it/nuovocoronavirus.

Per quanto riguarda il trattamento, non esiste un protocollo specifico per la malattia causata da Coronavirus 2019-nCoV: la terapia viene impostata sulla base dei sintomi manifestati dal paziente e sembra essere molto efficace nel favorire la guarigione dal nuovo Coronavirus. Al momento, terapie specifiche sono in fase di studio.

Come proteggersi dal Coronavirus 2019-nCoV

Come anticipato, i punti chiave per la prevenzione di COVID-19 identificati dal Ministero della Salute e condivisi da Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e Istituto Superiore di Sanità (ISS) prevedono di:

  • Lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base alcolica;
  • Evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie;
  • Evitare luoghi affollati e mantenere una certa distanza (almeno un metro) dalle altre persone, in particolare quando tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre, perché il virus è contenuto nelle goccioline di saliva e può essere trasmesso col respiro a distanza ravvicinata.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici