Congestione Digestiva – Congestione da Sbalzo Termico

Ultima modifica 24.10.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos’è
  3. Cause e Fattori di Rischio
  4. Sintomi e Conseguenze
  5. Trattamento e Rimedi
  6. Prevenzione

Generalità

La congestione digestiva è un disturbo dell'apparato gastrointestinale, dovuto quasi sempre ad un repentino sbalzo termico durante la digestione.

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All'origine di tale fenomeno, c'è un blocco del processo digestivo che si verifica durante o dopo un pasto, quando il sangue è concentrato nella zona dello stomaco.

Bere una bibita ghiacciata quando si è molto accaldati, l'esposizione ad un colpo d'aria fredda o fare un bagno in mare subito dopo un pasto fa scattare una reazione di difesa da parte dell'organismo: il cervello, di fronte all'emergenza, cerca di dirottare il sangue verso di sé, allo scopo di mantenere la temperatura basale. Il risultato è uno squilibrio circolatorio, che causa, oltre all'interruzione del processo digestivo, una sorta di shock.

La persona colpita dalla congestione digestiva improvvisamente impallidisce, trema, suda freddo e si sente spossata. Dopo pochi minuti, compare un forte dolore all'addome, con crampi alla bocca dello stomaco, nausea e vomito.

Nella maggior parte dei casi, la problematica è transitoria e gestibile con semplici rimedi, ma, in alcune circostanze, se la persona colpita da congestione perde i sensi o incorre in uno scompenso cardiaco, per il tentativo del cuore di compensare lo squilibrio circolatorio, le conseguenze possono essere drammatiche.

Cos’è

Congestione Digestiva: che cos’è?

La congestione è un disturbo di origine gastrointestinale, che si verifica più frequentemente in estate, a causa di un brusco sbalzo di temperatura nella zona dello stomaco e, più in generale, dell'addome. Si tratta, infatti, di un blocco digestivo dovuto quasi sempre al freddo, come un colpo d'aria, un bagno in mare o in piscina durante la fase digestiva o il consumo di una bibita ghiacciata quando si è molto accaldati.

Lo sapevate che…

In ambito medico, la parola congestione indica, in modo generico, un eccessivo accumulo di sangue in un organo o in una parte del corpo. Nel periodo invernale, ad esempio, si parla comunemente di congestione nasale per indicare la sensazione di "naso chiuso" tipico delle affezioni delle prime vie respiratorie, come il raffreddore.

Cause e Fattori di Rischio

Congestione in Estate: quali sono le cause?

La congestione digestiva è considerata un disturbo tipico dell'estate e delle ondate di caldo: si tratta di un blocco digestivo dovuto quasi sempre ad un repentino e intenso shock termico, che determina uno squilibrio nella circolazione del sangue.

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La causa principale è attribuita all'introduzione di bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato, durante o subito dopo i pasti. In realtà, la congestione può verificarsi anche per un eccessivo sforzo fisico durante la digestione o il passaggio da un ambiente riscaldato ad uno freddo (ad esempio, in inverno, dopo aver mangiato, fare una passeggiata all'aperto senza essersi adeguatamente coperti).

Congestione: comportamenti a rischio

I comportamenti che possono predisporre alla congestione includono:

  • Bere una bevanda ghiacciata troppo in fretta, soprattutto se si è accaldati dopo un pasto abbondante o ricco di cibi grassi;
  • Immergersi o fare un tuffo in acque molto fredde (es. mare o piscina), quando si è surriscaldati e in fase digestiva;
  • Passare da un ambiente caldo ad uno freddo o viceversa, come ad esempio:
    • Quando la temperatura esterna è molto calda: entrare in un locale con aria condizionata particolarmente intensa;
    • Quando le temperature esterne sono basse, uscire all'aperto provenendo da un ambiente ben riscaldato;
  • Essere esposti a una corrente di aria fredda o non coprirsi abbastanza quando si esce all'aperto;
  • Svolgere uno sforzo fisico eccessivo subito dopo un pasto abbondante.

Da ricordare

Dopo un pasto, per evitare una congestione durante la digestione, occorre prestare attenzione a:

  • Colpi di freddo (sbalzi di temperatura repentini o veri e propri shock termici);
  • Attività fisiche particolarmente faticose.

Dal punto di vista fisiologico, cosa accade?

Dopo un pasto, soprattutto se abbondante, il sangue è concentrato nella zona dello stomaco per la digestione. Dall'ingestione del cibo, il processo inizia nei successivi 20-30 minuti e può durare anche diverse ore, a seconda della quantità e del tipo di alimenti consumati.

Se si beve qualcosa di troppo freddo in fretta o si fa il bagno in mare subito dopo aver mangiato, il repentino cambiamento di temperatura fa scattare una reazione di difesa da parte dell'organismo: il cervello, di fronte all'emergenza ordina al corpo di mettersi nella posizione ideale per far tornare il sangue verso di sé, affinché venga mantenuta la temperatura basale.

Ne conseguono sequenzialmente:

  • Una vasocostrizione (cioè un restringimento dei vasi sanguigni) che determina una diminuzione dell'afflusso di sangue all'apparato gastrointestinale durante la digestione;
  • L'interruzione brusca del processo digestivo;
  • Uno squilibrio circolatorio.

Congestione: per chi è più pericolosa?

I bambini spesso non riconoscono e non sanno interpretare i primi segnali della congestione e, per questo motivo, possono essere più a rischio degli adulti, soprattutto se stanno facendo il bagno in mare o in piscina. Nei soggetti anziani o con altre patologie concomitanti, si può arrivare fino al collasso cardiocircolatorio (evento fortunatamente raro).

Sintomi e Conseguenze

Quali sono i sintomi della Congestione?

I sintomi che possono comparire in caso di congestione digestiva sono, in genere, aspecifici e comuni anche ad altre condizioni tipiche del periodo come, ad esempio, il colpo di calore e/o l'insolazione.

Nella maggior parte dei casi, la congestione digestiva provoca inizialmente uno stato di malessere generalizzato, al quale si associano progressivamente: brividi, sudorazione fredda e profusa, pelle d'oca, tremori, pallore, sensazione di estrema stanchezza (spossatezza) e mal di testa.

Dopo pochi minuti, compare un forte dolore all'addome, con crampi alla bocca dello stomaco, nausea e vomito.

Altri sintomi che possono segnalare il verificarsi di una congestione digestiva comprendono annebbiamento della vista, capogiri e stato confusionale.

Il graduale abbassamento della pressione arteriosa provoca un senso di svenimento che può culminare in una perdita di coscienza (lipotimia). In alcuni casi, è possibile sopraggiunga un collasso cardiocircolatorio.

Per approfondire: Insolazione o Colpo di Sole: Perché si verifica? Come si riconosce?

Modalità di presentazione e durata

Normalmente, i sintomi della congestione si presentano in maniera graduale. Solo in rari casi, a seguito di un rapido ed intenso sbalzo di temperatura (shock termico) come quello che si verifica, ad esempio, tuffandosi in acqua molto fredda durante la digestione, può determinarsi una congestione fulminea.

Tale evenienza può causare uno svenimento della persona e, quando ciò accade in acqua, può verificarsi un'idrocuzione o può sopraggiungere la morte per annegamento.

Se s'interviene ai primi campanelli d'allarme della congestione, la ripresa si verifica entro 2-3 ore circa, senza conseguenze, ad eccezione della persistenza di un marcato senso di spossatezza con dolori muscolari per un certo periodo dopo l'evento.

Possibili conseguenze della Congestione Digestiva

La congestione digestiva è un evento patologico generalmente transitorio, ma, se non viene riconosciuto in modo tempestivo, può avere anche conseguenze drammatiche. Il blocco della digestione per colpa di uno sbalzo termico può indurre, infatti, il decesso per arresto cardiocircolatorio o, qualora si fosse ancora immersi in acqua, per annegamento.

Idrocuzione

L'idrocuzione (o idrocussione) è una sincope termo-differenziale, cioè indotta da uno sbalzo repentino di temperatura, che insorge improvvisamente durante un bagno in acqua fredda o addirittura quando si è usciti dall'acqua. Questa condizione è caratterizzata da perdita di coscienza con arresto riflesso della respirazione: in qualche caso, tali manifestazioni si verificano in modo brusco; altre volte, compaiono dei prodromi, come vertigini, crampi e fischi alle orecchie. L'idrocuzione si distingue dall'annegamento (incidente in cui si verifica la penetrazione di acqua nelle vie respiratorie), ma il decesso può sopraggiungere per quest'ultima evenienza, poiché la sincope è reversibile e la ripresa respiratoria si verifica quando l'individuo è ancora immerso. Al paziente deve essere subito praticata la respirazione artificiale e, se le condizioni lo richiedono, il massaggio cardiaco.

L'idrocuzione è frequente soprattutto nei subacquei che scendono in profondità e trovano temperature molto basse. Le cause sono ancora da definire con esattezza, ma sembra che si verifichino dei fenomeni di vasocostrizione, da cui risulterebbe un'inibizione dei centri respiratori e dei riflessi neurovegetativi. Oltre alla congestione per la digestione in corso, altri fattori che potrebbero predisporre all'idrocuzione sono l'abbondante sudorazione e la lunga esposizione al sole prima di immergersi nell'acqua fredda.

Trattamento e Rimedi

Come si interviene in caso di Congestione

La congestione è un disturbo, in genere, passeggero. Per evitare conseguenze che possono rivelarsi molto gravi, tuttavia, è importante riconoscere i campanelli d'allarme.

Al primo segnale di malessere, occorre sospendere ogni attività e distendersi con le gambe appena sollevate rispetto alla testa, in un luogo ben ventilato ed asciutto. Al contempo, è bene tenere calda la pancia, appoggiando le mani sull'addome e massaggiandolo, per aiutare a ripristinare il processo digestivo.

Quando le condizioni sembrano migliorare, può essere utile bere qualcosa di tiepido a piccoli sorsi, come, ad esempio, acqua a temperatura ambiente o camomilla.

Dopo circa un'ora, sono possibili manifestazioni residue, quali senso di stordimento e stanchezza ai muscoli e agli arti. In questi casi, è necessario riposare il più possibile, non mangiare finché non tornerà un po' di appetito e continuare a bere poco, evitando di bere alcolici.

Attenzione! Se la sintomatologia è più severa, conviene consultare un medico tempestivamente o recarsi (o accompagnare la persona colpita da congestione) al pronto soccorso il prima possibile.

Quando recarsi in pronto soccorso?

Per questo motivo, è necessario intervenire tempestivamente:

  • Se la congestione si è verificata dopo un bagno, si interviene asciugando, coprendo e facendo distendere la persona con le gambe rialzate;
  • Se c'è perdita di coscienza o si è verificata una sincope e la persona ha ripreso i sensi, è necessario andare in pronto soccorso.

In genere, la ripresa si verifica dopo 2-3 ore dalla congestione, senza conseguenze. L'importante è che la temperatura corporea sia ristabilita e che il sangue abbia ripreso a circolare normalmente.

Altre misure utili dopo la Congestione

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I rimedi per riprendersi completamente dalla congestione variano a seconda dei sintomi:

  • Quando si manifestano solo forti dolori di stomaco, per qualche tempo, è consigliabile seguire un regime alimentare leggero, evitando cibi grassi o fritti, più difficili da digerire.
  • Nel caso occorrano nausea e vomito, è opportuno non appesantire ulteriormente la digestione. Meglio optare per piatti semplici e non troppo elaborati, né troppo conditi.
  • Se si manifestano mal di testa e dissenteria, è possibile ricorrere eventualmente a farmaci di automedicazione, come analgesici (per la cefalea) e antidiarroici per evitare la disidratazione.

Prevenzione

Congestione: i consigli per prevenirla

Per non incorrere nel rischio di una congestione, occorre prestare particolare attenzione a:

  • Non uscire appena dopo aver mangiato da un ambiente troppo freddo a uno con una temperatura di gran lunga più alta o viceversa;
  • Ingerire una bevanda ghiacciata dopo un pasto abbondante.

In generale, nelle ore più calde della giornata, per evitare la congestione:

  • Non rimanere troppo esposti al sole;
  • Abbassare la temperatura corporea con bagni e docce tiepide, non fredde;
  • Non assumere alcolici, cibi o bevande ghiacciate;
  • Non compiere sforzi fisici particolarmente intensi subito dopo un pasto.

Quanto attendere prima di fare il bagno dopo un pasto?

Prima di fare il bagno in mare, è bene attendere almeno 3 ore dopo un pasto completo o 1-2 ore, se si è consumato uno spuntino leggero (es. panino, insalata ecc.). In generale, occorre essere prudenti ed evitare di esporsi a sbalzi di temperatura eccessivi.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici