Come Smettere di Mangiarsi le Unghie

Come Smettere di Mangiarsi le Unghie
Ultima modifica 03.02.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Riconoscere le cause
  3. Possibili conseguenze
  4. Strategie e soluzioni al problema

Introduzione

Per chi soffre di onicofagia, mangiarsi le unghie è un'abitudine spesso difficile da controllare. Si tratta di un comportamento attuato in modo compulsivo e ripetitivo, che si enfatizza particolarmente in periodi di stress psico-fisico o in situazioni caratterizzate da nervosismo, noia o disagio. Nonostante possa sembrare un'abitudine innocua, infatti, mangiarsi le unghie non è esente da rischi per la salute generale. Qualora non si resistesse all'impulso di mangiarsi le unghie, è meglio capire cosa si nasconde dietro a quest'abitudine ed adottare repentinamente i rimedi più adatti al proprio caso.

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Che cos’è l’Onicofagia?

L'onicofagia è un disturbo che porta compulsivamente a mordere le unghie, le pellicine e le cuticole intorno alla lamina ungueale, in momenti di stress o di eccitazione, oppure, all'opposto, nei momenti di noia o d'inattività.  Si tratta di un comportamento inconscio: per la maggior parte del tempo, chi ne soffre non si rende conto di quando le mani sono portate alla bocca e i denti cominciano a rosicchiare le unghie.

Per il DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) l'onicofagia rientra tra i disturbi del controllo degli impulsi ed appartiene ai tipici comportamenti nervosi e compulsivi che comprendono abitudini come la suzione del pollice, strapparsi le pellicine intorno alle unghie o mordicchiarsi le labbra. L'International Classification of Disease (ICD) classifica questo vizio, invece, tra gli altri disturbi specifici del comportamento e delle emozioni che si presentano classicamente durante l'infanzia e l'adolescenza. In pratica, mangiarsi le unghie è un tentativo di controllare uno stimolo interpretato dalla persona come negativo (esempio: episodi di incomprensione o litigi nell'ambiente familiare, aspettative eccessive dei genitori, difficoltà a gestire la propria ansia ecc.).

Riconoscere le cause

Riconoscere quali siano le cause all'origine di questo vizio, è un aspetto fondamentale per comprendere, affrontare e superare il disturbo.

Rosicchiarsi le unghie e le pellicine intorno alla lamina ungueale è un'abitudine praticata inconsciamente, alla quale difficilmente si riesce a resistere, che coincide con il desiderio di trovare uno sfogo che permetta di sfogare una forte tensione e/o una carica emotiva negativa. In un certo senso, quindi, l'onicofagia consente di contenere le reazioni a contrasti interpersonali ed ai disagi interni e tende a scomparire volontariamente quando viene meno la causa del malessere, ma può riproporsi in successive situazioni di stress o ansia. La maggior parte delle persone trova questo comportamento l'unico modo per calmarsi.

Oltre alle situazioni che inducono preoccupazione e nervosismo, chi soffre di onicofagia è motivato da noia (cioè controllare lo stimolo a mangiarsi le unghie, nei momenti d'inattività, risulta estremamente difficile) e, talvolta, dall'imitazione di altri membri della famiglia. In altre occasioni, mangiarsi le unghie è interpretata come un'espressione di aggressività che finisce con il tradursi in un atteggiamento tendenzialmente autolesionistico: molti soggetti timidi e remissivi trovano modo di manifestare la loro rabbia rivolgendola verso sé stessi piuttosto che all'esterno.

Perché ci si mangia le unghie?

I disturbi del controllo degli impulsi – tra i quali rientra l'onicofagia, così come la tricotillomania, la dermatillomania e la dermatofagia – sono condizioni caratterizzate dall'incapacità di resistere alla tentazione incontrollabile di compiere un'azione o un gesto, di solito preceduti da un sentimento di progressiva tensione, agitazione ed eccitazione poco prima di mettere in atto l'impulso a livello comportamentale. Nel momento successivo all'azione impulsiva, il soggetto sperimenta in qualche caso piacere o sollievo, altre volte senso di colpa. Eventi e circostanze stressanti spesso possono aumentare la messa in atto di un'azione impulsiva, potenzialmente dannosa per sé, nel caso dell'onicofagia.

Possibili conseguenze

Quali rischi si corrono Mangiandosi le Unghie?

Mangiarsi le unghie è un'abitudine non esente da conseguenze: può causare, infatti, dolore, sanguinamento e arrossamento del letto ungueale, oltre ad indurre il danneggiamento dell'eponichio, la porzione di pelle posta alla base e ai lati dell'unghia (cuticola). Inumidire di continuo le unghie, inoltre, le indebolisce e può causare un eczema. Negli anni, la persistenza del disturbo può interferire con la normale crescita delle unghie e può comportare gravi deformazioni delle dita.

Chi pratica l'onicofagia, infatti, rischia di trasportare nella bocca i microrganismi che si depositano sotto le unghie. Anche la saliva può avere un ruolo nell'arrossamento e nell'infezione delle dita, come: onicomicosi, paronichia, patereccio e giradito erpetico.

Altra possibile conseguenza del mangiarsi le unghie sono le patologie del cavo orale; in particolare, questo comportamento può condurre a danni ai denti (es. usura degli incisivi, riassorbimento radicolare apicale ecc.) e lesioni alle gengive.

L'ingestione dei residui ungueali può provocare anche problemi allo stomaco e facilitare l'insorgenza d'infezioni come quella da ossiuri.

Strategie e soluzioni al problema

Smettere di Mangiarsi le Unghie: come fare

Gli approcci utili a risolvere l'onicofagia sono diversi e dipendono principalmente dai fattori esacerbanti e dall'entità del problema.

Una volta riconosciuti i motivi che spingono a mangiarsi le unghie, non resta che attuare alcuni trucchetti molto pratici o concentrarsi sulla gestione dei comportamenti o delle ragioni psicologiche più profonde alla base del problema.

In qualche caso, la risoluzione è spontanea e si verifica quando subentra la paura di sviluppare infezioni o la volontà di avere un aspetto più curato. Per le situazioni più gravi, il trattamento deve comportare la rimozione dei fattori esacerbanti o capaci di mantenere l'abitudine a mangiarsi le unghie.

Capire quali sono i fattori scatenanti

Se si cede alla tentazione di mangiarsi le unghie soprattutto in una determinata situazione (es. davanti alla tv, fermi al semaforo in mezzo al traffico, mentre si parla al telefono ecc.) è importante intervenire sul circolo vizioso che mantiene nel tempo quest'abitudine, interrompendolo.

Una volta identificate le ragioni dell'onicofagia e le occasioni in cui sovrappensiero si è più vulnerabili a praticarla, è utile stabilire un obiettivo – ad esempio, prendere nuovamente presentabili le proprie mani - per cercare di controllare l'impulso di mangiarsi le unghie.

Fare la manicure

Mantenere le unghie corte e levigate, in modo tale che gli angoli che sporgono o le cuticole non rappresentino una tentazione, aiuta a disincentivare l'onicofagia.

Quest'abitudine può esser praticata per il ribaltamento degli stimoli: in pratica, quando si percepisce la tentazione di portare le mani alla bocca, si può dedicare qualche minuto alla limatura delle unghie o all'applicazione di smalti trasparenti o colorati. Per ridurre l'onicofagia è possibile anche:

  • Sottoporsi a manicure professionali e trattamenti di ricostruzione delle unghie;
  • Applicare unghie artificiali o extensions per proteggere la crescita di quelle naturali al di sotto.

Da tenere in considerazione

Le unghie corte sono un deterrente per l'onicofagia. Se non c'è abbastanza da mordere, si può interrompere la reazione allo stimolo, fino a smettere del tutto.

Ricorrere a prodotti disabituanti

Il trattamento più comune per scoraggiare l'abitudine di mangiarsi le unghie prevede l'applicazione di uno smalto di sapore amaro. Questo prodotto anti-mordicchiamento è formulato, di solito, con ingredienti dal gusto talmente sgradevole, capaci di dissuadere dal desiderio di portare le mani alla bocca per rosicchiare le unghie.  Lo smalto amaro deve essere applicato regolarmente fino alla risoluzione dell'onicofagia.

Tenere le mani occupate

Mantenere le mani impegnate in altre attività rende l'onicofagia un'abitudine difficile da praticare.  A tale scopo, si può ricorrere alla manipolazione di oggetti come comportamento alternativo quando ci si trova in una condizione di particolare tensione e verso cui deviare l'attenzione. Utili possono essere:

  • Palla anti-stress;
  • Squishy (simile alla palla anti-stress, ma realizzato in schiuma di poliuretano soffice);
  • Fidget spinner;
  • Worry Stones (gemme lisce e levigate, di solito a forma di ovale con una rientranza del pollice, utilizzate per il rilassamento o il sollievo dall'ansia).

In alternativa, è possibile ricorrere ad una gomma da masticare senza zucchero, quando si manifesta lo stimolo di mordere le unghie.

Terapia cognitivo-comportamentale

Mangiarsi le unghie può costituire una valvola di sfogo per gestire la propria ansia o superare altri conflitti interni motivo di preoccupazione o disagio. Per questa ragione, nei casi più gravi, è necessario l'aiuto di uno psicoterapeuta per individuare le cause che hanno innescato l'onicofagia e contribuiscono a mantenerlo nel tempo.

La terapia cognitivo-comportamentale è una delle tecniche psicologiche più efficaci, quando le misure più semplici non sono efficaci. Quest'approccio permette di aiutare il paziente a riconoscere i pensieri, i sentimenti ed i fattori scatenanti associati all'atto di mangiarsi le unghie. L'obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza del suo comportamento, per sostituirlo con reazioni alternative e positive.

L'Habit Reversal Training (HRT) ha dimostrato la sua efficacia nei bambini e negli adulti: questa tecnica cerca di far disimparare l'abitudine di mangiarsi le unghie e possibilmente sostituirla con un'abitudine più costruttiva.

Anche la terapia del controllo degli stimoli può rivelarsi utile per identificare e per controllare i triggers che scatenano l'impulso psicologico che costringono a portare le mani alla bocca.

Altre tecniche comportamentali che sono state studiate con risultati preliminari positivi sono:

  • Tecniche di auto-aiuto, come il disaccoppiamento;
  • Uso di braccialetti, non rimovibili, come promemoria.

Più recentemente, le aziende tecnologiche hanno iniziato a produrre dispositivi indossabili e applicazioni per smart watch che tracciano la posizione delle mani degli utenti.

Farmaci

Le prove sull'efficacia dei farmaci sono molto limitate e non vengono utilizzate di routine. La terapia farmacologica è usata, infatti, nei casi più gravi, solo dopo un'attenta valutazione medica, per diminuire l'ansia, la depressione e i sintomi ossessivo-compulsivi che accompagnano l'abitudine di mangiarsi le unghie. Se esiste una correlazione abbastanza stretta fra il disagio psicologico che stimola l'onicofagia e l'atto patologico in sé, intervenendo con una terapia farmacologica dovrebbe anche cessare, nella persona, l'impulso di portare le mani alla bocca.  

Altri consigli

  • Coprire la punta delle dita con un bendaggio occlusivo;
  • Indossare un paio di guanti;
  • Praticare uno sport per scaricare rabbia e tensione accumulata durante il giorno.

3 buone ragioni per Smettere di Mangiarsi le Unghie

  1. L'onicofagia può far crescere le unghie in modo anomalo. Se la lamina ungueale o il tessuto attorno viene danneggiato dalla reiterata abitudine di portare le mani alla bocca, le unghie potrebbero smettere di crescere come dovrebbero. L'onicofagia può interferire con la normale crescita delle unghie e comporta la comparsa di solchi, creste parallele e altre deformazioni. In caso di contemporanea onicotillomania (distruzione dell'unghia da manipolazione) si possono osservare anche emorragie subungueali.
  2. L'onicofagia può rovinare il sorriso. Mordere le unghie può scheggiare e usurare i denti ed intaccare la sostanza adamantina predisponendo, nel tempo, alla carie.
  3. L'onicofagia è un'abitudine antigienica e favorisce le infezioni. Le mani sono un focolaio di germi e le unghie rappresentano il loro nascondiglio perfetto. Quando si portano le dita alla bocca, più volte al giorno, aumentano le possibilità di ammalarsi per l'ingresso dei potenziali patogeni che si depositano sotto le unghie. Il risultato? Malattie più frequenti, tra cui raffreddore, infezioni delle unghie e della pelle, come l'onicomicosi e il patereccio. L'ingestione dei residui ungueali può provocare anche problemi allo stomaco.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici