Come fermare il vomito: cosa fare o evitare per smettere di vomitare

Come fermare il vomito: cosa fare o evitare per smettere di vomitare
Ultima modifica 15.11.2023
INDICE
  1. Cos’è il vomito
  2. Cosa fare in caso di vomito
  3. Cosa fare dopo aver vomitato
  4. Cosa mangiare dopo aver vomitato
  5. Rimedi naturali e terapie alternative
  6. Segnali d’allarme

Cos’è il vomito

Il vomito (emesi) è un sintomo che consiste nell'emissione brusca del contenuto gastrico attraverso la bocca. Si tratta, in particolare, di un riflesso coordinato da un centro nel midollo allungato, che innesca, in sequenza, una serie di contrazioni della muscolatura gastrica con la partecipazione del diaframma e della muscolatura addominale. Dal punto di vista fisiologico, il vomito va interpretato come una difesa, finalizzata all'espulsione dallo stomaco di sostanze riconosciute come tossiche, prima che queste possano essere assorbite e arrecare danno all'organismo. 

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Il vomito può essere un attacco improvviso e isolato (acuto) che di solito dura meno di 2 giorni oppure può far parte di uno schema di episodi continui o ricorrenti (cronico).

Il vomito è generalmente preceduto da nausea (bisogno impellente di vomitare), ipersalivazione, conati (tentativo infruttuoso di vomitare, a glottide chiusa, che precede l'atto vero e proprio), ipersudorazione, aumento del ritmo cardiaco e pallore. La maggior parte degli stimoli emetici hanno origine dal tratto gastrointestinale e dal sistema nervoso centrale, ma il vomito può essere espressione di molteplici condizioni di salute, tra cui ricordiamo l'influenza intestinale, le intossicazioni alimentari, la cinetosi, l'emicrania e l'eccesso di alcool.

Che sia dovuto a postumi di una sbornia, cinetosi o malattia, esistono alcuni rimedi universali per fermare il vomito.

Questo articolo spiega come smettere di vomitare, passo dopo passo, in modo da poter sostenere il corpo durante il recupero e sentirsi meglio più velocemente.

Vomito: punti chiave

  • Il vomito è un riflesso che aiuta il corpo a liberarsi di sostanze che potrebbero essere dannose.
  • La gastroenterite, un'infezione del tratto digestivo, è una delle cause più comuni di nausea e vomito improvviso.
  • Se il vomito è causato da un'infezione, come la gastroenterite o un'intossicazione alimentare, spesso può essere gestito a casa, prestando particolare attenzione a rimanere ben idratati.
  • Il vomito dovuto alla gastroenterite virale di solito si risolve senza alcun trattamento specifico entro 2 giorni.
  • Episodi continui o ricorrenti di vomito devono essere esaminati dal medico.
Per saperne di più: Vomito: cos’è, cause, quando preoccuparsi e cosa fare subito

Nausea e vomito

Sebbene sia possibile provare nausea senza vomitare, la nausea a volte può essere un precursore del vomito. Oltre ad essere una risposta alla nausea, il vomito può rappresentare lo sforzo del corpo di liberarsi di virus, batteri e sostanze nocive.

Per approfondire: Influenza Intestinale: Sintomi, Come si trasmette e Quanto Dura

Cosa fare in caso di vomito

Molti episodi di vomito hanno una causa evidente e benigna e richiedono un trattamento esclusivamente sintomatico; in altri casi, si attua una terapia specifica in relazione alla patologia di base.

Cause comuni di vomito

Come trattare il vomito?

Oltre a trattare l'eventuale disidratazione, il vomito va curato, in prima istanza, individuando e trattando in maniera opportuna la malattia o la condizione che l'ha provocato. Ad esempio, si potrebbe riuscire a ridurre il vomito assumendo farmaci antiemetici (previo indicazione del medico).

Per approfondire: Farmaci Antiemetici o Anti-vomito: quali sono?

Oltre agli approcci farmacologici, riposare, introdurre lentamente acqua (e successivamente cibi leggeri) e usare rimedi naturali, come una tisana allo zenzero sono tutti suggerimenti utili per smettere di vomitare e alleviare la nausea. Anche se non sono garantiti, possono dare allo stomaco la possibilità di calmarsi, riducendo la probabilità di vomitare di nuovo e di disidratarsi.

Vomito e diarrea

La causa della contemporanea presenza di vomito e diarrea è spesso rappresentata da una gastroenterite acuta (influenza intestinale).

Cosa fare dopo aver vomitato

  1. Non mangiare né bere nulla finché non si ha il vomito sotto controllo. Se si ha vomitato, il primo passo è lasciare riposare lo stomaco. Dopo aver smesso di vomitare, non provare a mangiare o bere nulla per 15-20 minuti in modo da dare allo stomaco il tempo di riprendersi.
  2. Sedersi in silenzio ed evitare di sdraiarti durante un episodio di vomito; muoversi può peggiorare la nausea. Dare ai muscoli dello stomaco il tempo di riposare ridurrà le probabilità di vomitare quando si ricomincerà a mangiare e bere.
  3. Prima di provare il cibo, bere dei liquidi chiari come acqua o brodo vegetale, succo di mela o di mirtillo rosso, gelati senza pezzi di frutta, ghiaccioli, tisane ecc.: se non si vomita di nuovo dopo un periodo di riposo, provare a bere piccoli sorsi ogni 5-10 minuti. Iniziare con 1 cucchiaino ogni 10 minuti, aumentando gradualmente la quantità fino a 1 cucchiaio ogni 20 minuti, quindi provare 2 cucchiai ogni 30 minuti o come tollerato
  4. Sebbene sia importante non sovraccaricare lo stomaco, è anche importante evitare di disidratarsi a causa del vomito. Bevande come bibite gassate e latte dovrebbero essere evitate finché non si sarà in grado di iniziare a seguire la dieta normale.

Se ci si prende cura di un bambino piccolo che è malato, fare attenzione a non fargli bere molti liquidi tutti in una volta. Potrebbe essere più semplice tenere d'occhio tali quantità utilizzando una siringa o un cucchiaio per somministrare il liquido, piuttosto che una tazza o un biberon.

Se il vomito ricomincia dopo aver iniziato a bere, tornare al passaggio 1.

Cosa mangiare dopo aver vomitato

Quando si riesce trattenere i liquidi per 8-12 ore, è possibile provare a mangiare, iniziando con piccole quantità di cibi insipidi e ricchi di amido (ad es. pasta semplice, cracker, pane tostato, purè di patate, riso, purea di frutta, frullati e yogurt ecc.). Gli alimenti pesanti, grassi o acidi dovrebbero essere evitati finché non ci si sente meglio.

Se si riesce a trattenere sia i liquidi, che i cibi leggeri, si potrebbe esser pronti a tornare alla propria dieta normale. Tuttavia, è probabile siano necessari un giorno o due dopo aver smesso di vomitare, prima che si possa riprendere completamente a mangiare.

In linea generale, anche se ci si sente meglio, è consigliabile reintrodurre gli alimenti gradualmente; qualora si iniziasse a sentirsi male dopo aver mangiato, ma non si vomita, è meglio tornare ad una dieta blanda, costituita da cibi leggeri e facilmente digeribili. Se si ricomincia a vomitare, invece, meglio chiamare il proprio medico.

Mangiare cracker secchi o zenzero può aiutare ad alleviare il vomito causato da alcune condizioni come la nausea mattutina o la chinetosi.

Rimedi naturali e terapie alternative

Lo zenzero è un rimedio utilizzato nella tradizione contro la nausea e il vomito. L'assunzione di integratori che contengono l'estratto di Zingiber officinale può aiutare a prevenire nausea e vomito, tuttavia non tutte le ricerche confermano un evidente beneficio applicato alla specifica condizione. Prima di assumere un integratore di zenzero, è comunque utile controllare con il medico che non esistano eventuali interazioni con altri farmaci assunti regolarmente. Ad esempio, lo zenzero può aumentare il rischio di sanguinamento, soprattutto se contemporaneamente si assumono anticoagulanti come il warfarin (Coumadin) o l'aspirina.

Altri rimedi erboristici che si ritiene possano alleviare la nausea e/o il vomito includono:

Anche la digitopressione può essere utilizzata per alleviare vomito:

  • Posizionare le prime tre dita della mano orizzontalmente sull'altro polso.
  • Individuare i due grandi tendini sotto il pollice.
  • Usando il pollice e l'indice, esercitare pressione su questo punto per due o tre minuti.

Respirazione profonda

Gli esercizi di respirazione profonda possono aiutare con la nausea e il vomito; per provare, è possibile seguire questi passaggi:

  • Sdraiarsi sulla schiena o sedersi in una posizione comoda.
  • Mettere una mano sul petto e l'altra sullo stomaco, appena sotto le costole.
  • Inspirare attraverso il naso e lasciare che il respiro spinga la pancia verso l'esterno senza forzarla. Cercare di tenere fermo il petto.
  • Espirare attraverso la bocca con le labbra serrate in una posizione da fischio. Lasciare che la pancia ricada verso l'interno, spingendo fuori tutta l'aria.
  • Ripetere questo esercizio fino a 10 volte, cercando di mantenere il respiro lento e costante.

Segnali d’allarme

Vomito: quando consultare il medico?

La maggior parte delle malattie che causano il vomito si risolvono da sole. In alcuni casi, però, il vomito può essere il segnale di qualcosa di più serio. Consultare immediatamente un medico se il vomito è grave o dura più di un giorno o due oppure quando:

Vomito: quando preoccuparsi?

Se il vomito è dovuto a un semplice caso di gastroenterite, spesso può essere gestito a casa senza la necessità di consultare un medico. Tuttavia, alcune cause alla base del vomito possono essere più gravi. Recarsi al pronto soccorso dell'ospedale o chiamare un'ambulanza nei seguenti casi:

  • Si vomita sangue o una sostanza simile al caffè macinato
  • Si vomita bile: questo colora il vomito di verde
  • Si vomita materiale fecale
  • Si manifesta dolore alla pancia (addominale) grave o costante
  • Si presentano rigidità nucale e febbre alta con o senza fotofobia (dolore quando si guardano luci intense)
  • Insorge un forte mal di testa
  • Si sanguina dal retto o si manifesta diarrea con sangue
  • Si ha dolore al petto

Il vomito che dura a lungo o si manifesta con sintomi gravi (es. convulsioni, confusione o difficoltà a rimanere cosciente) può rappresentare un'emergenza.  

Vomito: quando è un’emergenza

Episodi di vomito sporadici associati a sintomi di malessere lieve e passeggero, non dovrebbero preoccupare eccessivamente; discorso diverso sono tutti quei casi in cui il vomito:

  • Insorge sistematicamente oppure quando più episodi si ripetono a breve distanza di tempo
  • Compare in concomitanza di una patologia ben nota o di sintomi severi di altra natura (febbre alta, forti dolori addominali, colorazione gialla della cute)
  • Assume un colorito particolarmente espressivo (vomito ematico o biliare, quindi rosso-nero giallo-verdastro) o un odore nauseabondo (vomito fecaloide)

Specie se associato a diarrea, il vomito diventa pericoloso - soprattutto per i bambini - perché causa disidratazione severa. L'impossibilità di intraprendere la terapia reidratante per via orale, richiede, in certi casi, un'infusione di fisiologica per via endovenosa.

Per approfondire: Vomito Caffeano: cosa significa e come si presenta

Autore

Giulia Bertelli

Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici