Come ammalarsi meno in inverno

Come ammalarsi meno in inverno
Ultima modifica 02.01.2023
INDICE
  1. Introduzione
  2. Le infezioni più comuni in inverno
  3. Perché in inverno ci si ammala di più
  4. I consigli di prevenzione

Introduzione

L'inverno è una stagione particolarmente a rischio per i malanni: oltre all'influenza, sono diffuse molte altre problematiche, soprattutto a carico dell'apparato respiratorio, ma non solo. La colpa non è esclusivamente del freddo: le ragioni, infatti, sono diverse e variegate.

Le infezioni più comuni in inverno

Queste sono le principali infezioni respiratorie che si possono contrarre durante la stagione invernale, il periodo dell'anno più a rischio da questo punto di vista.

Perché in inverno ci si ammala di più

I motivi per cui in inverno ci si ammala di più sono diversi. Vediamo i principali.

Il freddo

Il clima più freddo può effettivamente consentire al virus dell'influenza e ad altri virus di circolare più facilmente e di essere più attivi. Lo dimostra il fatto che in laboratorio si potrebbero conservare i campioni di diversi microrganismi patogeni per alcuni giorni in frigorifero, ma questi stessi campioni verrebbero rapidamente inattivati ​​alle normali temperature. La temperatura e l'umidità hanno un ruolo importante, tuttavia ci sono anche altri fattori sono responsabili dell'aumento dei casi di malanni in inverno.

Si trascorre più tempo in luoghi chiusi

Una delle ragioni per cui la stagione invernale è il periodo dell'anno in cui si hanno più infezioni respiratorie è che si trascorre più tempo in spazi chiusi, a contatto gli uni con agli altri: di conseguenza, il rischio di contagio e trasmissione è più elevato. Occorre ricordare, infatti, che i virus respiratori si trasmettono principalmente attraverso le goccioline di salive e muco emesse da un soggetto infetto quando parla e starnutisce: più vicini si è e più le chance di ammalarsi aumentano. Ci si può ammalare anche toccando oggetti infetti.

La bassa umidità

Un'altra ragione ha a che fare con l'umidità. Nei periodi di bassa umidità come quello invernale, i virus tendono a rimanere nell'aria per un tempo abbastanza prolungato, per cui è più probabile che la persona venga contagiata.

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La scarsa esposizione al sole

La mancanza di una regolare esposizione alla luce solare durante i mesi più freddi potrebbe avere un impatto negativo sul sistema immunitario. Il ruolo della luce solare è poco conosciuto, ma la luce ultravioletta del sole è un noto decontaminante. Basti pensare che storicamente l'esposizione al sole è stata utilizzata per curare i pazienti con tubercolosi prima dell'avvento della terapia antibiotica con un certo successo. In effetti, senza sole l'organismo non produce la vitamina D, che è importante per il sistema di difesa.

La diminuita efficienza dei meccanismi di protezione

Gli sbalzi di temperatura e la secchezza ambientale possono rendere meno efficienti i sistemi di protezione e in particolare la clearance mucociliare, ossia l'azione combinata di muco e ciglia: il muco intrappola gli agenti e le particelle nocive e viene spinto dal movimento delle ciglia cellulari che ricoprono le vie respiratorie verso l'alto, dove viene ingerito o espulso con un colpo di tosse. Se questo sistema non funziona bene, si è più esposti alle malattie.

L'indebolimento di naso e gola

Le basse temperature sono nemiche di naso e gola non solo perché ostacolano il lavoro delle cellule cigliate deputate alla loro difesa, ma anche perché li raffreddano, esattamente come fanno con altre zone del corpo, come mani e piedi. Il risultato è che li irritano e li rendendo più vulnerabili e indifesi. Lo stesso vale per gli altri organi respiratori, come bronchi e polmoni.

Il riscaldamento

Il riscaldamento secca l'aria e, dunque, disidrata le mucose dei setti paranasali, che rappresentano una delle barriere principali contro virus e batteri. Solo, però, se sono adeguatamente idratate: se sono secche, non possono produrre il muco, necessario per intrappolare i "nemici" dell'organismo.

La dieta poco equilibrata

In inverno si tendono a mangiare più spesso cibi caldi e calorici a discapito di frutta e verdura. In questo modo ci si priva delle vitamine e dei sali minerali contenuti in abbondanza nei vegetali e fondamentali per migliorare l'efficienza del naturale sistema di difesa.

Bagnarsi non fa ammalare

Comunemente si pensa che esporsi alla pioggia possa contribuire alla comparsa del raffreddore e dell'influenza. In realtà, bagnarsi e raffreddarsi non farebbe ammalare. Secondo diversi esperti, i falsi miti relativi al clima umido e ai raffreddori si sono probabilmente sviluppati a causa di una scarsa comprensione dei virus. Oggi si sa che ci si ammala solo se esposti ai germi patogeni, indipendentemente dal tempo

I consigli di prevenzione

  • Lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi.
  • Evitare di toccare il viso, gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate.
  • Evitare il contatto ravvicinato con chi tossisce e starnutisce.
  • Disinfettare regolarmente le superfici toccate di frequente in casa come le maniglie delle porte.
  • Vestirsi in modo adeguato quando si esce, coprendosi in maniera idonea e indossando sciarpe, guanti e berrette.
  • Seguire una dieta sana e regolare, ricca di frutta e verdura.
  • Mantenersi idratati, cercando di bere in maniera regolare anche se non si ha sete.
  • Non fumare, non esporsi al fumo passivo e proteggersi per quanto possibile dallo smog, due fattori che possono rendere più vulnerabile l'apparato respiratorio.
  • Se si è malati, cercare di rimanere a casa per non contagiare le altre persone.

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