Ultima modifica 19.07.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos’è
  3. Funzioni del Colesterolo
  4. Valori nel Sangue
  5. Ipercolesterolemia Familiare
  6. Ipercolesterolemia Poligenica

Generalità

Il colesterolo endogeno è la quota di colesterolo sintetizzata dall'organismo.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2019/02/27/colesterolo-endogeno-orig.jpeg Redazione

Entro certi limiti, il colesterolo è, infatti, una sostanza essenziale per il corretto funzionamento degli organi: è un componente importantissimo della membrana plasmatica che delimita le cellule e partecipa alla sintesi di ormoni steroidei, bile e vitamina D.

Non potendo contare sul solo apporto alimentare, il corpo umano si è evoluto in modo tale da riuscire a sviluppare un efficace meccanismo per la biosintesi del colesterolo. Questa capacità di sintesi risulta sviluppata soprattutto in tre organi: il fegato, l'intestino e la pelle.

Ogni giorno, l'organismo di un adulto produce, per fare fronte alle varie necessità, circa 600-1000 mg di colesterolo endogeno.

Cos’è

Cosa s'intende per Colesterolo Endogeno?

Il termine Colesterolo Endogeno si riferisce alla quota di colesterolo prodotta dall'organismo.

Il Corpo Produce Colesterolo

In condizioni normali, il corpo di una persona adulta sintetizza circa 600-1000 mg di colesterolo endogeno al giorno.

Il fegato in misura prevalente, ma anche intestino, pelle e surreni, sono, in tal senso, gli organi più attivi.

Alla quota di colesterolo endogeno si affianca quella assunta dall'esterno, attraverso gli alimenti, definita "Colesterolo Esogeno"; in genere, una dieta equilibrata apporta da 200 a 300 mg di colesterolo al giorno.

Funzioni del Colesterolo

Quali importanti funzioni svolge il Colesterolo Endogeno?

Il fatto che una quota così importante di colesterolo sia prodotta all'interno dell'organismo, ci rammenta quanto questo lipide sia importante per la salute del nostro corpo.

Il colesterolo risulta essenziale, infatti, per:

Valori nel Sangue

Colesterolo Endogeno: valori plasmatici

Dati alla mano, la quota endogena influisce per circa il 70-80% sui valori plasmatici di colesterolo (colesterolemia), mentre il contributo alimentare è modesto. Si tratta comunque di percentuali indicative, dal momento che l'organismo è perfettamente in grado di adattare la sintesi endogena all'apporto alimentare, e ancor di più ai livelli del lipide nell'organismo. Di fatto, la sintesi endogena viene tanto più rallentata quanto maggiore è il colesterolo ricavato dagli alimenti, e viceversa. Ne consegue che la concentrazione plasmatica del colesterolo, di solito, non varia oltre il ± 15% in risposta a variazioni dell'apporto dietetico (sebbene la risposta individuale possa variare sensibilmente).

Ipercolesterolemia Familiare

In alcuni soggetti, a parità di apporto alimentare, la sintesi di colesterolo endogeno è superiore alla norma; ne consegue che qualunque sforzo dietetico atto a ridurre la colesterolemia, risulta insufficiente a riportare nella norma i livelli plasmatici di colesterolo.

L'ipercolesterolemia familiare è una malattia ereditaria caratterizzata da un difetto dei geni coinvolti nella sintesi dei recettori di membrana per le LDL; in assenza di tali recettori, il fegato non riesce a captare le lipoproteine IDL e LDL derivanti dal metabolismo periferico del lipide, interpretando la situazione come una carenza di colesterolo; di conseguenza, la sintesi del lipide viene esaltata.

I soggetti affetti da ipercolesterolemia familiare presentano concentrazioni di colesterolo plasmatico finanche 6 volte superiori alla norma (600-1000 mg/dl); non sorprende, quindi, come molti di questi soggetti muoiano prima dei 20 anni per fenomeni aterosclerotici e malattie correlate.

Ipercolesterolemia Poligenica

Fortunatamente, l'ipercolesterolemia familiare (monogenica, omozigote) è abbastanza rara (un caso circa ogni milione di soggetti), mentre la forma eterozigote interessa un individuo su 500. La maggior parte della popolazione (fino al 20% di quella occidentale) è soggetta ad una condizione più moderata, definita ipercolesterolemia poligenica, con valori di colesterolo di solito compresi tra 250 e 300 mg per decilitro di sangue.

L'aumento dei livelli di colesterolo oltre la norma deriva dalla combinazione di un'innata predisposizione genetica con fattori ambientali, quali dieta aterogenica (alto apporto di grassi saturi, idrogenti e colesterolo), obesità e sedentarietà.

L'età tipica di insorgenza dell'ipercolesterolemia poligenica è quella adulta, in genere dopo i 30 anni.

Importanza di una dieta corretta

A differenza della precedente, questa forma risponde abbastanza bene alla dieta.

Prima di ricorrere ai farmaci per abbassare il colesterolo è importante, quindi, intervenire in prima istanza sull'alimentazione, associandola eventualmente ad un regolare esercizio fisico (previo consulto medico).

Le raccomandazioni dietetiche si basano generalmente su questi punti:

Per approfondire: Esempio Dieta per Colesterolo Alto

Farmaci

L'eventuale insuccesso della dieta impone il ricorso a farmaci ipolipidemizzanti, che non devono tuttavia sostituirsi, ma associarsi, ad essa, in modo da sfruttare l'azione sinergica dei due interventi terapeutici. I medicinali più utilizzati in presenza di ipercolesterolemia sono le statine (inibitori dell'HMG-CoA reduttasi) ed i fibrati (più utili in presenza di trigliceridi alti). Altri farmaci comunemente impiegati sono l'ezetimibe, la niacina e i sequestranti degli acidi biliari.

Per approfondire: Farmaci per il Colesterolo Alto