Clitoride: quali patologie lo interessano?
Ultima modifica 22.06.2023
INDICE
  1. Introduzione
  2. Quali disturbi possono interessare il Clitoride?
  3. Sintomi più comuni riferiti al clitoride
  4. Come prendersi cura del Clitoride

Introduzione

Clitoride che fa male, prude o risulta gonfio? La maggior parte dei problemi al clitoride non sono seri, ma se si prova dolore o se qualcosa non va in termini di comfort può comunque essere allarmante, soprattutto considerata la scarsa disponibilità di informazioni su quest'organo cruciale per la sessualità femminile.

Cenni di anatomia: cos’è il Clitoride?

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  • Il clitoride è un piccolo organo erettile che fa parte dei genitali femminili e svolge un ruolo importante nell'orgasmo durante il sesso.
  • Il clitoride è situato nella parte superiore e anteriore della vulva, nel punto di congiunzione delle piccole labbra, poco sopra l'apertura dell'uretra, che a sua volta si pone qualche millimetro più avanti rispetto all'orifizio della vagina.
  • La parte esterna è costituita dal glande, che è parzialmente coperto da un manicotto di pelle con funzione protettiva, chiamato cappuccio o prepuzio clitorideo (analogo del prepuzio maschile). Questa protuberanza si trova proprio all'apice del complesso clitorideo e rappresenta la parte più sensibile del clitoride. Tra glande e prepuzio esiste normalmente una piccola piega chiamata cavità prepuziale.
  • La maggior parte del clitoride - circa quattro quinti di esso – si trova all'interno. L'intera struttura ha la forma più o meno simile ad una Y, con due metà laterali oblique a forma di cono, chiamate radici del clitoride (o bulbi clitoridei), posizionati "a cavallo" dell'ingresso della vagina. Le radici convergono, infatti, superiormente verso il centro della vulva, dando vita a una struttura unica, cilindrica, detta corpo del clitoride. Tale zona si allunga per 2-3 centimetri prima di piegare bruscamente in avanti formando il cosiddetto gomito o ginocchio della clitoride; da qui si dirige in senso opposto, all'indietro e verso il basso.
Per approfondire: Clitoride: Anatomia, Funzioni, Piacere Sessuale e Disturbi

Quali disturbi possono interessare il Clitoride?

Come per il resto dei genitali, ci sono condizioni che possono influenzare direttamente la struttura o la salute del clitoride: alcune sono lievi e facili da trattare; altre sono più serie e necessitano di terapie mirate. Vediamo quali sono e come si manifestano.

Clitoridinia

La clitoralgia o clitoridinia è una forma di vulvodinia caratterizzata da episodi dolorosi frequenti e intensi, provocati e/o non, che hanno come epicentro il clitoride o che si manifestano insieme ad altre forme di dolore genitale.

Clitoromegalia

La clitoridomegalia (o ipertrofia clitoridea) è una condizione in cui il clitoride si presenta di dimensioni eccessive, cioè il glande misura più di 1,5 cm. Si tratta di un tipico problema legato al persistere di livelli troppo elevati di androgeni (ormoni sessuali - come il testosterone - tipici del maschio, prodotti in piccole quantità anche dalla donna).

L'eccesso di androgeni (responsabile di irsutismo - virilizzazione) si può registrare anche in concomitanza con ipertricosisindrome dell'ovaio policistico o abuso di steroidi anabolizzanti. Precisiamo che, sebbene un maggior livello di androgeni nella donna sia normalmente associato a un aumento del desiderio sessuale, non esiste alcun rapporto tra la dimensione della clitoride e l'efficacia della sua funzione.

Se si verifica in epoca prenatale, alti livelli di androgeni possono portare a iperplasia surrenale congenita, mentre quando l'eccesso di questi ormoni si presenta durante l'infanzia, è spesso associato a neurofibromatosi.

Squilibri ormonali

Altri problemi correlati ad uno squilibrio ormonale, come la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), possono anche causare ipertrofia clitoridea.

Infezioni

Le infezioni da lieviti (come la candida), la vaginosi batterica, la tricomoniasi, la clamidia, la gonorrea, la sifilide e l'herpes possono colpire la vulva e, di conseguenza, possono finire con il coinvolgere anche il clitoride.

I segni generali di un'infezione genitale includono:

Condizioni della pelle

  • Aderenze del clitoride: possono verificarsi quando il cappuccio del clitoride si attacca al glande e non può più ritrarsi completamente. Il motivo per cui ciò accade sembra variare e non è completamente compreso. I fattori di rischio sembrano includere: lesioni genitali, infezioni da lieviti, lichen sclerosus e infezioni del tratto urinario. Queste aderenze possono essere da lievi a gravi e possono causare dolore al clitoride. La chirurgia minimamente invasiva può essere un'opzione di trattamento.
  • Lichen sclerosus genitale: compare nella regione cutanea intorno all'ano ed alla vulva provocando fessure cutanee, ipopigmentazione, atrofia cutanea, placche, escoriazioni, disuria e prurito. Nei casi più gravi, potrebbero comparire lividi di colore viola scuro (ecchimosi), perdite ematiche e cicatrici sulla vulva e sul clitoride, oltre a predisporre alle aderenze. Nei casi più gravi, il tessuto cicatriziale può influenzare la funzione del clitoride. La causa è sconosciuta, ma probabilmente all'eziologia partecipano fattori genetici o autoimmuni. Se i cambiamenti della pelle non risultano evidenti al controllo visivo, il medico può effettuare una biopsia della pelle per acquisire una diagnosi esatta. Il trattamento per il lichen sclerosus prevede l'uso di corticosteroidi topici.
  • Allergie: le reazioni d'ipersensibilità possono coinvolgere anche il clitoride; possono svilupparsi, per esempio, allergie a preservativi in lattice, detergenti utilizzati per l'igiene della zona genitale, deodoranti intimi e creme depilatorie, lubrificanti vaginali, spermicidi e residui di detersivi per il bucato.

Altri disturbi dermatologici che possono coinvolgere il clitoride comprendono: dermatite seborroica, lichen planus, psoriasi, dermatosi irritative e distrofie vulvari.

Infiammazione del clitoride

Le infiammazioni del clitoride riconoscono svariate cause, alcune delle quali sono state già menzionate (infezioni, malattie dermatologiche).

Oltre a queste, l'infiammazione clitoridea può essere la conseguenza di:

  • Micro-traumatismi indotti da grattamento per il prurito locale;
  • Abrasioni o altre lesioni durante i rapporti sessuali;
  • Sfregamenti da indumenti troppo aderenti (body, leggings, collant e jeans);
  • Contatto prolungato con un corpo estraneo, come residui di carta igienica o granelli di sabbia;
  • Irritazione chimica da urine;
  • Uso di assorbenti o proteggi-slip poco traspiranti.

Tumori

Sebbene raro, il cancro vulvare ed i tumori metastatici (come il tumore del collo dell'utero o il cancro endometriale) che si diffonde da un altro sito possono causare lesioni sul clitoride. La diffusione metastatica è stata segnalata anche in alcune casi di cancro al seno (carcinoma mammario duttale).

Altri disturbi che possono interessare il Clitoride

Una stimolazione sessuale troppo vigorosa o approssimativa può causare dolore in quest'area: il clitoride può sentirsi dolorante se il glande riceve troppa pressione o stimolazione diretta durante il sesso. Ricordiamo, infatti, che dopo l'orgasmo clitorideo, il clitoride va incontro ad una sorta di periodo refrattario e toccarlo può evocare una sensazione di fastidio (se non di dolore) per via dell'irrorazione sanguigna e dell'inturgidimento. In un certo senso, quindi, il clitoride non è sempre "disponibile" all'orgasmo e, in ciascun rapporto, è più probabile raggiungere un numero limitato di orgasmi mediante la sola stimolazione clitoridea. Se con la penetrazione si raggiunge di nuovo l'orgasmo, il disagio a livello del clitoride può aumentare.

Sintomi più comuni riferiti al clitoride

Alcuni dei sintomi più comuni di queste condizioni includono:

  • Prurito al clitoride o al cappuccio del clitoride intenso e persistente;
  • Arrossamento delle piccole e grandi labbra;
  • Edema e dolorabilità della vulva;
  • Dolore al clitoride durante o dopo la stimolazione sessuale.

L'irritazione locale può comportare anche secrezioni o lieve sanguinamento, sensazione di bruciore e disuria (dolore alla minzione).

Qualora si manifestasse prurito, bruciore, gonfiore o dolore al clitoride, potrebbe essere una buona idea valutare eventuali problemi sottostanti rivolgendosi al proprio ginecologo.

Dolore al Clitoride

Un clitoride dolente è abbastanza comune: potrebbe essere stato irritato, per esempio, da una stimolazione troppo vigorosa o approssimativa o, semplicemente, da abiti troppo stretti o da un nuovo detersivo per il bucato.

Qualsiasi pressione esterna eccessiva può finire per far male al clitoride.

Il dolore al clitoride è stato anche associato a traumi al clitoride, inclusi interventi chirurgici e parto vaginale. Il dolore al clitoride può rendere più difficili attività come camminare, fare esercizio o attività sessuale. Come qualsiasi tipo di dolore genitale, in caso sia motivo di preoccupazione, è bene parlarne con il medico.

Come prendersi cura del Clitoride

Preservare la salute del clitoride, è possibile innanzitutto proteggendosi dalle malattie sessualmente trasmissibili e sottoponendosi regolarmente ad una visita ginecologica. Sottoporsi a controlli ginecologici di routine – e non solamente in presenza di sintomi, per diagnosticare una condizione medica – può aiutare a riscontrare eventuali condizioni che potrebbero influire sulla salute del clitoride: prima si trovano eventuali problemi, più facile sarà trattarli.

In caso si sospetti di aver contratto un'infezione sessualmente trasmissibile è possibile fare il test per le MST, in modo da poterle curare quanto prima. A tal proposito, invitiamo a consultare il seguente articolo.

Per proteggersi dalle infezioni, è possibile usare preservativi o dighe dentali durante il sesso.

Infine, è importante curare quotidianamente l'igiene dell'area genitale con acqua tiepida e detergenti intimi neutri.

Trattamento

La maggior parte delle condizioni che colpiscono il clitoride, comprese le infezioni da lieviti o quelle a trasmissione sessuale (IST), possono essere trattate. A seconda della causa, il medico può suggerire farmaci o creme per lenire l'irritazione.

Oltre a seguire scrupolosamente la terapia indicata dal ginecologo, la gestione deve prevedere la correzione delle abitudini igieniche:

  • Mantenere la vulva, clitoride incluso, pulita ed asciutta, cambiando frequentemente la biancheria intima e curando l'igiene personale quotidiana. Preferire indumenti di cotone, tessuto che permette di ridurre l'umidità locale e garantisce una corretta traspirazione tissutale, oltre a limitare il ristagno di secrezioni e la proliferazione di microrganismi patogeni.
  • L'igiene intima quotidiana e post-coitale deve essere accurata, ma non eccessiva, in quanto potrebbe alterare le naturali difese immunitarie dei genitali esterni. Non utilizzare detergenti eccessivamente alcalini o ricchi di ingredienti aggressivi per l'igiene intima;
  • Dopo ogni evacuazione, ricordare di asciugare attentamente la cute e le mucose dall'avanti all'indietro e di lavare sempre le mani;
  • Evitare l'applicazione di deodoranti spray, salviette intime profumate e creme depilatorie su clitoride e vulva;
  • Limitare l'uso di salvaslip occlusivi ed antitraspiranti, assorbenti interni e biancheria intima sintetica per prevenire le variazioni ambientali vulvari e vaginali.
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Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici