Cistite Post Coitale: Cistite da Luna di Miele o Del Giorno Dopo

Cistite Post Coitale: Cistite da Luna di Miele o Del Giorno Dopo
Ultima modifica 26.05.2021
INDICE
  1. Cos’è
  2. Sesso e Cistite: Quale Correlazione?
  3. Sintomi Cistite da Luna di Miele
  4. Diagnosi
  5. Trattamento e Rimedi Naturali
  6. Prevenzione

Cos’è

Cos'è la Cistite Post Coitale?

La cistite post coitale (in gergo, detta anche cistite da luna di miele o cistite del giorno dopo) è un'infiammazione della mucosa vescicale, nella maggior parte dei casi su base infettiva, che si presenta tipicamente dopo 24-72 ore da un rapporto sessuale.

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Dal punto di vista epidemiologico, la cistite da rapporto sessuale interessa soprattutto le donne per diversi motivi, tra cui la conformazione anatomica gioca sicuramente un ruolo: l'uretra femminile è molto più breve rispetto a quella maschile e gli orifizi dell'ano e dell'uretra sono più vicini tra loro. Di conseguenza, si possono creare condizioni favorevoli al passaggio degli agenti infettivi fino alla vescica, dove possono proliferare. Per difendersi da questa "invasione" l'organismo inizia a reagire contro i patogeni e si instaura così un'infiammazione, che si manifesta con sintomi peculiari: stimolo minzionale impellente e frequente, senso di pesantezza al basso ventre, bruciore uretrale e dolori al riempimento della vescica.

La cistite post coitale presenta, in genere, un decorso benigno, a patto che venga trattata adeguatamente. Qualche volta, però, questi disturbi possono essere molto fastidiosi e cronicizzare, cioè ripresentarsi in modo frequente nella stessa persona. Inoltre, se trascurata o sottovalutata, la cistite può finire con il coinvolgere gli ureteri o, addirittura, i reni.

Nelle donne, si parla spesso di cistite da luna di miele, per indicare gli episodi di cistite che seguono i rapporti sessuali.

Sesso e Cistite: Quale Correlazione?

I rapporti sessuali rientrano tra i fattori che possono favorire l'insorgenza di una cistite, soprattutto se frequenti e non protetti. Le cause sono attribuibili a diversi fattori concausali, nonostante le infezioni del tratto urinario (UTI) svolgano un ruolo primario.

Nella donna, la predisposizione alla cistite da luna di miele dipende in parte dal traumatismo meccanico che si verifica a carico di vulva, uretra e vagina durante i rapporti sessuali. Le microlesioni che si vengono così a determinare per l'attrito conducono all'insorgenza di dolore uretrale e vescicale (riferito spesso come "bruciore intimo"), urgenza, frequenza, senso di pesantezza vescicale che, entro pochi giorni, si concretizza nella cistite.

A favorire la cistite post coitale sono anche:

  • Insufficiente lubrificazione della mucosa vulvo-vaginale;
  • Contrattura del muscolo elevatore dell'ano durante la penetrazione;
  • Infiammazione cronica dei genitali esterni (vestibolodinia).

Perché viene la Cistite Dopo i Rapporti Sessuali?

I rapporti sessuali permettono il contagio grazie al passaggio dei batteri dal canale vaginale alla vescica.

Occorre ricordare infatti che, nella maggior parte dei casi, l'insorgenza della cistite è riconducibile ad un'infezione delle vie urinarie, spesso endogena, dovuta cioè alla proliferazione anomala di batteri della flora intestinale.

Il patogeno più frequentemente implicato è, infatti, l'Escherichia coli. Questo microrganismo raggiunge la vescica, attraverso l'uretra, dall'esterno; di norma, l'E. coli non ha modo di proliferare e diventare aggressivo, poiché viene rapidamente neutralizzato tramite diversi sistemi di protezione.

Il transito dell'urina, per esempio, da un lato possiede potenti proprietà battericide grazie all'urea, dall'altro determina una vero e proprio lavaggio della vescica che trasporta all'esterno gli eventuali agenti infettivi presenti. Le vie urinarie sono protette anche dalle difese naturali dell'organismo che producono anticorpi per contrastare la comparsa dell'infezione.

La cistite post coitale può essere sostenuta da altri batteri (come Stafilococchi, Proteus e Klebsiella) che raggiungono la vescica attraverso l'uretra; meno spesso, il disturbo è scatenato da infezioni virali o fungine.

DA RICORDARE

  • Il sesso può aumentare la probabilità di contrarre la cistite, soprattutto se non si fa pipì dopo ogni rapporto.
  • In media, il 60% delle recidive delle UTI è post-coitale; il rischio che queste siano sintomatiche aumenta da tre a quattro volte il secondo giorno dopo un rapporto sessuale.
  • Nelle donne predisposte a soffrire di cistite da luna di miele, la frequenza dei rapporti sessuali rappresenta il più forte fattore di rischio di recidiva; a questa vulnerabilità, si associa spesso dispareunia introitale.

Cos’altro può scatenare la Cistite Post-Coitale?

Accanto a queste cause primarie, esistono dei fattori corresponsabili che indirettamente favoriscono l'insorgenza della cistite da luna di miele, come:

Infine, alcune problematiche delle vie urinarie rendono più vulnerabili nei confronti della cistite, poiché impediscono il normale deflusso di urina e lo svuotamento vescicale completo, favorendo la proliferazione dei microbi nella vescica. Tra queste condizioni rientrano, ad esempio, la presenza di calcoli urinari, il diabete e, negli uomini, l'ipertrofia della prostata e la prostatite batterica cronica. La cistite post coitale è comune anche nelle donne in gravidanza o in menopausa.

Sintomi Cistite da Luna di Miele

Cistite Post Coitale: Come si Manifesta?

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La cistite post coitale si riconosce dalla comparsa di determinati segnali, che, in genere, esordiscono in modo brusco e comprendono provocando un forte discomfort e peggioramento nella qualità della vita.

Questi sintomi comprendono:

  • Senso di pesantezza e fastidio nella parte bassa della pancia;
  • Dolore quando si fa pipì;
  • Bruciore specialmente al termine della minzione.

 Il tutto è peggiorato dal fatto che lo stimolo ad andare in bagno è improvviso e frequente, ma con l'emissione di poche gocce di urina. Quest'ultima può avere un odore intenso e può apparire torbida, in quanto contiene globuli bianchi, segno della reazione dell'organismo nei confronti dell'infezione. L'urina può contenere persino con qualche goccia di sangue (ematuria). A questi sintomi, in alcuni casi, si possono aggiungere mal di schiena e febbre con brividi.

La cistite cronica è spesso determinata dall'evoluzione della forma acuta. Questa variante dell'infiammazione ha la tendenza a ripetersi con gli stessi sintomi della cistite acuta, anche se questi sono meno intensi e più prolungati, ma più frequenti o ciclici.

Diagnosi

Cistite Post Coitale: Esami per la Diagnosi

La diagnosi di cistite post coitale è suggerita dall'anamnesi: in presenza dei sintomi, il medico può prescrivere in prima battuta l'analisi delle urine con urinocoltura (partendo dalla considerazione che la comune cistite è spesso causata da un'infezione) ed eventuale antibiogramma, per testare la sensibilità agli antibiotici di uso più comune.

L'urinocoltura è utile per isolare il tipo di patogeno responsabile dell'infezione (batteri, virus o miceti) e, in base all'antibiogramma, consente poi di impostare un'antibiotico-terapia mirata. L'esame di un campione di urine rileverà un aumentato numero di globuli bianchi, la presenza di sangue e di nitriti, prodotti da alcuni batteri, come l'Escherichia coli.

Se le urine sono sterili, ma il paziente presenta la stessa sintomatologia della cistite post coitale, probabilmente si tratta di cistite interstiziale (vedi articolo dedicato), forma non associata ad un'infezione.

Se la cistite non regredisce rapidamente o se tende a divenire cronica saranno prescritti altri esami specifici, come la cistoscopia (esame endoscopico dello stato della vescica che si esegue in anestesia generale o locale). Lo scopo è quello di escludere la presenza di condizioni predisponenti di base che possono essere la causa della cistite.

Trattamento e Rimedi Naturali

Come Curare la Cistite Post Coitale?

Se la cistite post coitale viene curata tempestivamente e in modo corretto, i sintomi, di solito, si risolvono entro pochi giorni.

Più in generale, il trattamento più adatto dipende dalla causa alla base dell'infiammazione.

Ad esempio, il medico può prescrivere disinfettanti delle vie urinarie e, per lenire il dolore, antispastici. Talvolta, però non è possibile evidenziare alcuna causa e le recidive sono frequenti. Pertanto, possono essere utili dei piccoli cambiamenti di stile di vita.

Quando servono gli Antibiotici?

La terapia di scelta della cistite post coitale ad eziologia batterica si basa sull'assunzione di antibiotici di facile eliminazione attraverso le vie urinarie, dove svolgono la loro azione. Questi farmaci andrebbero usati solo per curare le infezioni che l'urinocoltura rileva e sempre previo parere del medico. Alla comparsa dei sintomi, è importante, quindi, consultare il medico, che può indicare in prima battuta l'analisi delle urine con urinocoltura e antibiogramma, per testare la sensibilità agli antibiotici di uso più comune. L'esame di un campione di urine rileverà un aumentato numero di globuli bianchi, la presenza di sangue e di nitriti, prodotti da alcuni batteri, come l'Escherichia coli. L'urinocoltura, invece, è utile per isolare il tipo di patogeno responsabile dell'infezione e, in base all'antibiogramma, consente poi di impostare un'antibiotico-terapia mirata.  Bisogna ricordare, inoltre, che un abuso di antibiotici provoca diversi problemi, come quello dell'alterazione della flora vaginale a difesa delle mucose; ciò può rendere più semplice un attacco da parte di batteri come l'Escherichia coli o di altri patogeni. Un ulteriore grande rischio è che si può sviluppare resistenza agli antibiotici: in questo caso, la cura è inutile e predispone ad uno stato infiammatorio cronico.

Rimedi Naturali: Acqua, Mirtillo Rosso e D-Mannosio

Bere almeno dure litri di acqua al giorno è importante sia per accelerare la guarigione, sia per la prevenzione della cistite da luna di miele. L'acqua favorisce, infatti, la diuresi, quindi l'eliminazione di eventuali batteri aggressivi.

Un rimedio naturale particolarmente adatto a contrastare le cistiti post coitali di origine batterica non complicate è il mirtillo rosso (o cranberry americano), utile sia per prevenire le forme ricorrenti, sia per contrastare i primi sintomi, grazie alle sue proprietà antibatteriche e depurative. Le proantocianidine (PACs) contenute nelle bacche del cranberry creano, infatti, un ambiente sfavorevole ai batteri uropatogenici, tra cui l'Escherichia coli, e ne contrasta l'adesione alle pareti del tratto urinario, riducendone la capacità di colonizzazione ed il potere aggressivo nei confronti della mucosa vescicale.

Simile effetto è prodotto dal D–mannosio, uno zucchero semplice estratto dalla corteccia di betulle e larici, anch'esso annoverato tra i rimedi più efficaci nell'ostacolare la proliferazione dei batteri nella mucosa della vescica. Il D-mannosio possiede un'elevata affinità per le lectine presenti sulle fimbrie, sistemi di adesione alla parete vescicale di molti batteri. Quest'interazione fra zucchero e patogeni ne promuove l'eliminazione attraverso le urine. Il D-mannosio, inoltre, è in grado di agire in sinergia con le PACs contenute nel cranberry.

Prevenzione

Come prevenire la Cistite Post Coitale

Per il benessere delle vie urinarie, sono particolarmente utili i seguenti accorgimenti:

  • Ricordare di fare la pipì prima e dopo ogni rapporto sessuale: si contribuisce così ad eliminare i germi che ristagnano nelle basse vie urinarie, aiutando a ridurre il rischio di infezioni.
  • Prima del rapporto sessuale, non trascurare l'importanza dei preliminari: favoriscono un'abbondante lubrificazione e migliorano il confort all'inizio penetrazione, limitando l'eventuale dispareunia.
  • Lavare le mani prima e dopo il sesso; cercare di non venire a contatto coi i genitali dopo aver toccato l'ano proprio o del partner. Il retto, l'ano e l'inguine hanno un'alta densità di batteri che possono essere facilmente trasferiti all'uretra.
  • Tenere presente che è possibile contrarre un'infezione del tratto urinario anche praticando del sesso orale, non solo, quindi, con un rapporto sessuale penetrativo.
  • Lavare delicatamente la zona genitale con acqua calda, sempre procedendo dalla parte anteriore a quella posteriore, prima del sesso può ridurre il rischio di introdurre batteri nell'uretra.
  • Diaframmi e spermicidi possono aumentare il rischio di infezioni del tratto urinario: in caso di sensibilità, è opportuno considerare altre forme di contraccezione.
  • Buona idea è senz'altro assumere mirtillo rosso e D-mannosio in associazione, come coadiuvante nella prevenzione delle infezioni ricorrenti del tratto urinario.
Per approfondire Preliminari: Cosa Sono e Perché Sono Importanti? Leggi anche Sesso Orale Non Protetto: Quali Rischi?

Consigli Utili per il Benessere delle Vie Urinarie

  • Bere molto, almeno 1,5-2 litri d'acqua nell'arco della giornata, per permettere la diluizione e l'eliminazione degli agenti patogeni;
  • Curare ogni giorno l'igiene intima, evitando l'uso di saponi o agenti cosmetici troppo aggressivi che, al contrario, possono favorire l'attacco da parte di agenti infettivi;
  • Cercare di non trattenere l'urina per troppe ore, assecondando sempre lo stimolo alla minzione e svuotando bene la vescica;
  • Evitare rapporti sessuali non protetti, limitare l'assunzione di alcol e combattere la stipsi con una vita attiva e un'alimentazione adeguata; andrebbe preferita una dieta ricca di frutta e verdura, che comprenda formaggi non stagionati e cereali integrali. L'assunzione abituale di cibi piccanti, cioccolata, caffè e tè, invece, può irritare le vie urinarie e peggiorare il problema.
  • Andrebbe evitato, infine, l'uso abituale di indumenti troppo stretti e biancheria intima in tessuto sintetico. Questi riducono la traspirazione delle parti intime e possono causare irritazioni locali e disturbi fastidiosi, come arrossamenti cutanei e comparsa di prurito, preparando il terreno ai batteri.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici