Ciclo mestruale: come influenza la cistite

Ciclo mestruale: come influenza la cistite
Ultima modifica 02.04.2024
INDICE
  1. Come il ciclo mestruale influenza la cistite
  2. Il ciclo mestruale
  3. Mestruazione
  4. Fase post mestruale (o follicolare o proliferativa)
  5. Ovulazione
  6. Fase premestruale (o luteinica o secretiva)

Come il ciclo mestruale influenza la cistite

L'insorgenza della cistite è fortemente influenzata dalle varie fasi del ciclo mestruale poiché l'uretra (il canale che collega la vescica con l'esterno) e il trigono (la parte più bassa della vescica) hanno la stessa origine embrionale del tessuto vaginale e sono quindi influenzati dalle modificazioni ormonali, che aumenteranno il rischio di recidiva in base alla fase del ciclo mestruale in cui si trova la donna. Grazie ai numerosi dati raccolti in 20 anni di attività dalla nostra associazione no profit (Cistite.info APS) abbiamo potuto constatare che l'ovulazione e la fase premestruale rappresentano i momenti più critici.
Ma vediamo cos'è il ciclo mestruale e come influenza la salute urologica della donna.

Il ciclo mestruale

Il ciclo mestruale inizia col primo giorno di mestruazione e termina con l'inizio della mestruazione successiva. E' un processo fisiologico che prepara il corpo femminile ad accogliere una gravidanza. Ciò avviene attraverso la produzione di ormoni, a sua volta regolata dalle ghiandole endocrine, dal sistema nervoso e dalle ovaie, che lavorano in sinergia ciclicamente. Il ciclo ha una durata media stabilita convenzionalmente in 28 giorni, ma può variare da persona a persona, senza che questa variazione debba essere considerata patologica.


Questo ciclo coinvolge una serie di cambiamenti ormonali e fisiologici utili alla produzione dell'ovulo da fecondare e alle modifiche dell'utero affinché l'embrione si possa poi impiantare e lì crescere.
Il ciclo mestruale è scandito da 4 fasi:

  1. Fase mestruale: inizia il primo giorno del ciclo mestruale, quando il rivestimento uterino (endometrio) viene espulso attraverso il canale vaginale sotto forma di sangue mestruale. Questa fase dura solitamente da 3 a 7 giorni.
  2. Fase follicolare: durante questa fase l'aumento degli estrogeni causa ispessimento dell'endometrio in preparazione di una possibile gravidanza.
  3. Ovulazione: in questa fase un picco di ormone luteinizzante (LH) fa sì che l'ovaio rilasci un ovocita maturo nell'ovidotto.
  4. Fase luteale: dopo l'ovulazione, il follicolo vuoto diventa il corpo luteo, che produce progesterone, utile a mantenere lo spessore dell'endometrio e a prepararlo per un possibile impianto dell'ovulo fecondato. Se non avviene la fecondazione, i livelli di estrogeni e progesterone diminuiscono, causando lo sfaldamento dell'endometrio e quindi l'inizio del ciclo mestruale successivo.


Questo ciclo si ripete mensilmente fino alla menopausa, quando cessa la produzione di ovociti e la mestruazione cessa. La regolarità del ciclo mestruale può essere influenzata da vari fattori come lo stress, la malattia, l'esercizio fisico e gli squilibri ormonali.
Una delle domande che vengono poste con maggior frequenza alla nostra associazione (Cistite.info APS) è se la cistite è responsabile di ritardi delle mestruazioni. La nostra risposta è NO. E' più probabile il contrario: che la cistite sia provocata dalle alterazioni ormonali responsabili dell'irregolarità mestruale.
Ma vediamo come ognuna di queste 4 fasi mestruali può incidere sull'insorgenza di una cistite.

Mestruazione

La mestruazione è indice di fertilità femminile ed è un aspetto normale e naturale della vita delle donne. La prima mestruazione è chiamata menarca, l'ultima menopausa.
Avviene quando l'ovulo non viene fecondato e l'endometrio (il rivestimento interno dell'utero) inizia a sfaldarsi dando origine alla mestruazione, ossia ad un'emorragia grazie alla quale attraverso l'apertura vaginale vengono espulsi piccoli frammenti di tessuto endometriale insieme al sangue proveniente dai capillari in esso presenti.
La mestruazione di solito dura in media 5 giorni, ma la durata può variare da persona a persona. In questa fase c'è un brusco calo di estrogeni e progesterone, il follicolo (la parte dell'ovaio che accoglie l'ovulo) è molto piccolo, l'endometrio si assottiglia notevolmente, la temperatura corporea si abbassa. Per questi motivi durante le mestruazioni molte donne possono avere sintomi come crampi addominali, mal di testa, ipersensibilità, affaticamento. Di fronte al sanguinamento eccessivo (menorragia), all'assenza di mestruazioni (amenorrea) o a dolori invalidanti (dismenorrea) è sempre bene indagare.


Durante le mestruazioni di solito la sintomatologia dolorosa a livello vescicale diminuisce o scompare del tutto poiché aumentata frequenza minzionale che consente un maggior lavaggio vescicale, prevenendo l'insorgenza di infezioni urinarie. Ciò avviene a causa del brusco calo di progesterone fa sì che vengano eliminati i liquidi accumulati nella fase premestruale (quando il progesterone era ai massimi livelli).
Il calo di progesterone inoltre aumenta i movimenti intestinali e la quantità di liquidi espulsi anche attraverso le feci. Ciò provoca un cambiamento nelle scariche fecali che diventano più morbide (talvolta diarroiche) e più frequenti.
Con l'intestino vuoto e l'utero diminuito di volume diminuisce anche la pressione esercitata su vescica e nervi pelvici offrendo alla donna un momento di benessere dai dolori neuropatici.

Fase post mestruale (o follicolare o proliferativa)

La fase follicolare segue la mestruazione e dura circa 8 giorni. In questa fase gli estrogeni incrementano e raggiungono il loro picco massimo. Questo incremento estrogenico fa maturare il follicolo che contiene l'ovulo fecondabile. Anche lo spessore dell'endometrio inizia ad aumentare così come il muco vaginale che raggiungerà il picco massimo in fase ovulatoria. L'aumento di estrogeni, l'incremento di lubrificazione vaginale e l'utero ancora poco ingombrante offrono alla donna un certo benessere uro-genitale.

Ovulazione

La fase ovulatoria è successiva alla fase follicolare e dura circa 48 ore. Il follicolo ormai maturo attiva la secrezione di ormone luteinizzante a cui segue un brusco calo di estrogeni e progesterone. Queste variazioni ormonali indeboliscono le pareti del follicolo che si rompe espellendo l'ovulo. L'ovulo viene catturato dalle tube e qui potrà essere fecondato dallo spermatozoo maschile.
In questa fase il muco vaginale diventa più alcalino, più fluido e più abbondante per permettere la sopravvivenza degli spermatozoi.
Durante l'ovulazione la donna può avere dolori ovarici e leggere perdite di sangue.
In questa fase il rischio di sviluppare un'infezione urinaria aumenta per vari motivi.

  • Calo di estrogeni
    Gli estrogeni migliorano la nutrizione e la vascolarizzazione delle mucose uro-genitali incrementando la loro capacità di difesa . Inoltre stimolano la produzione di glicogeno, importante nutrimento dei lattobacilli (i batteri "buoni") inibendo la sopravvivenza dei microrganismi patogeni. La diminuzione di estrogeni comporta una minore capacità difensiva del tessuto uro-genitale ed una riduzione dei lattobacilli benèfici. Tutto ciò aumenta il rischio di recidiva batterica urinaria.
  • Alcalinità delle secrezioni vaginali
    Le secrezioni vaginali più alcaline ostacolano la riproduzione dei lattobacilli, che vivono bene in ambiente acido, in favore di quella dei patogeni.
  • Ricerca di una gravidanza
    Chi cerca una gravidanza durante la fase ovulatoria vede un incremento di recidive. Questo è dovuto, oltre ai 2 fattori precedenti, anche ad altre due variabili: la frequenza dei rapporti sessuali in questa fase e l'alcalinità dello sperma che innalzando ulteriormente il ph vaginale ostacola la sopravvivenza dei lattobacilli benefici.
Per approfondire: Cistite post coitale

Fase premestruale (o luteinica o secretiva)

La fase luteinica inizia subito dopo l'ovulazione e dura 14 giorni. A differenza delle altre fasi che hanno durata variabile, la fase luteinica ha sempre la stessa durata.
In questa fase il follicolo che durante l'ovulazione ha espulso l'ovulo si trasforma in corpo luteo (giallastro, atrofizzato e rimpicciolito), aumentano le dimensioni dell'endometrio che si riempie di nuovi vasi sanguigni per accogliere e nutrire l'eventuale embrione impiantato, il progesterone aumenta in maniera significativa. Se l'ovulo viene fecondato, attraverso le tube di Falloppio arriverà nell'utero e lì si impianterà. Se l'ovulo non viene fecondato il corpo luteo scomparirà, il livello di progesterone si abbasserà bruscamente insieme a quello estrogenico avviando la mestruazione ed un nuovo ciclo mestruale.
La fase premestruale rappresenta il periodo più critico per quanto riguarda le recidive di cistite per vari motivi.

  • Secchezza vaginale
    L'aumento del progesterone provoca concentrazione delle secrezioni causando secchezza vaginale, che da una parte rende più sofferente la mucosa genitale e dall'altra aumenta l'attrito ed i microtraumi durante il rapporto sessuale, favorendo così le cistiti post coitali. Poiché nel muco vaginale sono presenti importanti sostanze antibatteriche, la sua riduzione si associa ad un aumentato rischio in fase premestruale di infezioni batteriche.
  • Riduzione della peristalsi
    Il progesterone provoca anche riduzione della peristalsi (il movimento involontario delle pareti) sia intestinale che uretrale incrementando non solo la stipsi, ma anche la difficoltà di svuotamento urinario e quindi il ristagno vescicale. Più i batteri stazioneranno in vescica e nell'ampolla rettale e più avranno il tempo per riprodursi.
  • Diminuzione dell'estrogeno
    24/48 ore prima della mestruazione vi è un decremento dei livelli di estrogeno che provoca la diminuzione del glicogeno nell'ambiente vaginale e di conseguenza, dei lattobacilli benefici con conseguente aumento del rischio di recidive batteriche. Inoltre queste fluttuazioni estrogeniche attivano i mastociti e i processi infiammatori.
  • Ritenzione idrica
    L'aumento del progesterone in questa fase comporta ritenzione idrica, che riduce la quantità di liquidi che arrivano in vescica. Le urine diventano quindi più concentrate e il lavaggio vescicale viene meno. La ritenzione idrica coinvolge anche le feci che in assenza di liquidi diventano più dure e difficili da espellere. La stipsi è un fattore di rischio della cistite.
  • Aumento del volume dell'utero
    L'utero ingrossato va a comprimere la vescica impedendone il completo riempimento. Inoltre l'aumento di spessore dell'endometrio e dei suoi vasi sanguigni provoca un maggiore afflusso di sangue a livello uterino ai danni delle altre strutture pelviche vicine (vescica, uretra, retto, vagina, vulva), che soffrono e diventano più vulnerabili agli attacchi batterici.
  • Irritabilità e depressione
    Lo sbalzo ormonale tipico di questa fase comporta un aumento della sensibilità femminile, che predispone la donna a reazioni più accentuate davanti a situazioni irritanti e deprimenti. Ansia, stress e depressione diminuiscono la soglia del dolore, aumentano la contrattura muscolare ed abbassano le difese immunitarie predisponendo la vescica a nuove infezioni.

Bibliografia

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  • Gattei, U. (2007). Il corpo delle donne: Storia del ciclo mestruale. Meltemi Editore

Autore

Cistite.info APS

Cistite.info APS

Associazione No-Profit
Cistite.info APS è un’associazione NO-PROFIT di promozione sociale composta da donne affette da patologie uro-genitali croniche, che si attivano volontariamente in favore di donne con le stesse problematiche (cistiti recidivanti e infezioni vaginali, vulvodinia, endometriosi, neuropatia del pudendo, ipertono pelvico, ecc). Ci occupiamo di educazione sanitaria finalizzata alla promozione della salute femminile e alla prevenzione delle patologie pelviche promuovendo la conoscenza del proprio apparato uro-genitale, delle problematiche ad esso connesse e delle modalità per mantenerlo in salute. Accogliamo le donne che si sentono sole ed incomprese a causa della cronicizzazione delle loro patologie uro-genitali e le supportiamo dando loro consigli pratici, sostegno morale, sostegno economico, convenzioni e strumenti per interagire con altre pazienti e medici esperti. Contribuiamo alla ricerca collaborando con cliniche e università al fine di trovare nuove soluzioni sempre più efficaci a questi problemi tanto comuni quanto invalidanti.