Cicatrice Cesareo

Generalità

La cicatrice del parto cesareo è un segno che risulta dall'incisione chirurgica della parete dell'addome e dell'utero, che ha come finalità l'estrazione del bambino dal ventre materno. Questo taglio può estendersi in senso trasversale o longitudinale.

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Per molte donne, la cicatrice del cesareo rappresenta un inestetismo, più o meno evidente, con il quale convivere; altre volte, invece, si associa a complicanze (come cheloidi, ernie o aderenze) che ne rendono la presenza particolarmente fastidiosa.

Nonostante possa risultare difficile, proprio per il momento che la neo mamma si trova a vivere, è importante prestare alla cicatrice da cesareo le attenzioni che merita. Fin da subito, la ferita chirurgica che risulta dall'intervento deve essere medicata e trattata con cura, secondo le indicazioni del medico. Una volta che si forma la cicatrice, è consigliabile applicare prodotti specifici (dispositivi a base di silicone, farmaci o cosmetici), adatti a migliorarne l'aspetto e favorire, nel tempo, il suo appiattimento.

Tuttavia, se queste strategie non dovessero bastare, è possibile ricorrere all'opzione di chirurgia plastica o estetica più adeguata al proprio caso.

Cos’è

La cicatrice del cesareo è il risultato di un parto non portato a conclusione tramite la "tradizionale" via vaginale. In determinate circostanze, infatti, viene praticata dai medici un'incisione chirurgica per facilitare la nascita del bambino. Questo taglio si estende per 8-15 cm circa, in senso longitudinale (cioè in corrispondenza della linea centrale dell'addome, partendo dalla pelvi) o trasversale (al di sopra del pube).

Dopo alcune settimane, la ferita chirurgica regredisce in maniera naturale. Nel tempo, se gestita con le dovute attenzioni, la cicatrice del cesareo si trasforma in un segno sottile, quasi impercettibile. Altre volte, ciò che resta del taglio può evolvere in un cheloide o dare origine ad altre problematiche.

Taglio cesareo: punti chiave

  • Il parto cesareo è un intervento chirurgico durante il quale un bambino nasce attraverso un'incisione praticata nella parete sia dell'addome, sia dell'utero della gestante. Quest'opzione viene scelta solo quando la si ritiene più sicura per la futura mamma o per il feto, rispetto al parto naturale per via vaginale. L'intervento viene eseguito dopo la somministrazione dell'anestesia che può essere spinale, epidurale o generale.
  • Il parto cesareo può essere elettivo (cioè programmato al termine della gestazione, prima del travaglio) o adottata in regime d'emergenza (quando la salute della madre e del bambino sono in pericolo immediato).

Cause

Come ogni intervento di tipo chirurgico, il parto cesareo lascia sulla pelle una cicatrice più o meno visibile.

Subito dopo l'operazione, la ferita che risulta dall'incisione praticata a livello addominale, presenta una colorazione rossastra o rosata. Nel tempo, la pigmentazione della cicatrice tende a scurirsi, assumendo una tonalità che va dal porpora al marrone, a seconda della propria carnagione.

Dopo circa un anno, la cicatrice tende a schiarirsi fino ad assumere una tonalità chiara o bruna, divenendo sempre più simile alla tonalità della pelle.

Diversi fattori possono influenzare il processo di guarigione del taglio cesareo.

Innanzitutto, occorre considerare che, dopo il parto, vengono suturati fra loro due lembi di tessuto molto diversi tra loro: quello pubico, costituzionalmente più spesso e adiposo, e quello addominale, solitamente molto sottile proprio a causa della gravidanza. Ciò può predisporre alla formazione di cicatrici "a gradino" o ipertrofiche (cheloidi).

Cicatrice cheloide: perché si forma?

La cheloide da cesareo si forma a causa di un'eccessiva proliferazione di fibroblasti e di un aumento nella produzione di collagene. Quest'anomalie nel processo di guarigione si traducono in una cicatrice voluminosa, più estesa della ferita iniziale, già a distanza di poche settimane dal parto. Da morbido ed arrossato, questo segno può ispessirsi nel tempo e diventare ipertrofico, fino a risultare spesso e duro.

Lo sapevate che…

La qualità delle cicatrici è influenzata dalla genetica. Per questo motivo, alcune persone sono costituzionalmente predisposte a sviluppare segni evidenti, anche quando si adottano tutte le accortezze per favorirne la corretta guarigione.

Sintomi e Complicazioni

La cicatrice del cesareo può interessare la neo mamma in maniera differente: alcune ferite chirurgiche restano pressoché invisibili con il passare del tempo, altre risultano evidenti o provocano una deformazione dell'addome, in termini di ispessimenti o affossamenti.

Dopo il parto cesareo, i punti di sutura favoriscono la chiusura della ferita chirurgica, la quale si chiude in 7-10 giorni. Il consolidamento dei tessuti richiede, invece, alcuni mesi.

Cicatrice cesareo: disturbi associati

  • Istmocele: si tratta di un'ernia interna del tessuto uterino che si forma dopo il parto cesareo. Più precisamente, si crea una sorta di sacca nella zona della parete dell'utero (tra il canale cervicale e l'orifizio uterino interno) che viene incisa per estrarre il bambino e, poi, suturata. L'istmocele può causare vari disturbi, come dolori e perdite ematiche atipiche, fino all'infertilità.
  • Aderenze: si manifestano come delle fibrosità al di sotto della cicatrice del cesareo, che connettono due parti che non dovrebbero essere unite. In tal caso, i piani muscolari e gli organi del basso ventre non scorrono adeguatamente, causando un malfunzionamento della parte ed un forte dolore.
  • Infezione della cicatrice stessa: si manifesta con ipersensibilità della parte, bordi arrossati e molto gonfi, sanguinamento o pus e febbre alta. Nel caso si dovesse manifestare tale evenienza, è opportuno chiamare subito il medico.

Diagnosi

La valutazione della cicatrice del cesareo spetta al dermatologo, il quale può consigliare le strategie più adeguate per minimizzarla e favorire un buon processo di guarigione. Esistono, infatti, diverse opzioni per la gestione della problematica, ma è importante esaminare attentamente le caratteristiche della lesione e della pelle, per individuare il trattamento più indicato al proprio caso.

Da ricordare

Il processo di cicatrizzazione varia da persona a persona e può dipendere anche dal tipo di pelle.

Cure e Rimedi

La cicatrice del cesareo necessita, dopo il parto, di alcune attenzioni per aiutare i tessuti a rigenerarsi nel modo migliore. Queste misure servono ad evitare che il taglio in via di guarigione risulti ipertrofico, diventando ancor più evidente.

Le soluzioni disponibili per far scomparire progressivamente la cicatrice da parto cesareo sono molteplici e possono prevedere, ad esempio, pochi minuti di massaggio al giorno, uso topico di cosmetici adatti a migliorarne l'aspetto, prodotti idratanti e compressione con dispositivi a base di silicone. Nel puerperio, questi accorgimenti aiutano i tessuti di guarire al meglio e minimizzano l'esito dell'intervento in questione. Tuttavia, se queste strategie non dovessero bastare, per risolvere questo problema in modo definitivo, è possibile ricorrere alla chirurgia.

Subito dopo il parto cesareo

Dopo un parto cesareo, sono necessari alcuni accorgimenti per facilitare la cicatrizzazione della ferita.

Al termine dell'intervento, il chirurgo sutura l'incisione praticata nell'utero e nella parete addominale con del filo o delle graffette metalliche, che verranno rimosse nei 7-10 giorni successivi. Nella zona in cui è stato effettuato il taglio, è possibile la comparsa di dolore, pizzicore o bruciore, soprattutto quando si cambia posizione o ci si alza dal letto; in tal caso, è possibile assumere un analgesico, previo consiglio del medico. Questi sintomi dovrebbero diminuire di intensità entro una o due settimane.

Da subito, il taglio deve essere medicato e trattato con cura secondo le indicazioni del medico: la ferita del parto cesareo deve restare coperta e disinfettata, fino alla completa guarigione. Durante la convalescenza, bisogna fare attenzione ad evitare lo sfregamento dei vestiti, per non lacerare i punti di sutura.

Quando risulta rimarginata, la cicatrice può essere detersa con acqua e sapone neutro, tamponata con una garza sterile (senza strofinare) e lasciata asciugare all'aria per qualche minuto.

Massaggi

Una volta che la cicatrice si forma, quindi la ferita è rimarginata e non provoca più dolore, è consigliabile massaggiarla con movimenti delicati e prodotti specifici. Quest'abitudine quotidiana può favorire l'appiattimento della lesione, oltre a migliorarne l'aspetto nel tempo. L'ideale è eseguire il massaggio in posizione supina, per almeno 20 minuti. Si possono alternare movimenti circolari con la punta delle dita (sia sopra la cicatrice, che intorno ad essa) a lievi percussioni, ricordando che il massaggio non deve mai risultare doloroso.

Gel e cerotti di silicone

Un metodo semplice per minimizzare efficacemente la cicatrice del cesareo prevede l'utilizzo di un cerotto o una lamina di silicone. Questo dispositivo deve essere applicato regolarmente ogni notte, dopo il parto, sulla zona del taglio, finché la cicatrice non scompare.

Il cerotto in silicone è stato ideato per limitare l'ipertrofia della cicatrice, ovvero la sua espansione, evitando che essa rimanga troppo fibrosa e spessa.

Durante il giorno, l'effetto del cerotto in silicone dovrebbe essere coadiuvato dall'applicazione di un gel a base di silicone o di eparina, che favorisca la minimizzazione o addirittura la scomparsa della cicatrice.

Cosmetici e rimedi naturali

La cicatrice da cesareo può essere affrontata con prodotti ad uso topico formulati con ingredienti dalle elevate proprietà rigeneranti nei confronti del tessuto cutaneo.

Esistono creme, gel ed estratti naturali (come rosa mosqueta, aloe vera, borragine, calendula e lavanda) che attenuano l'infiammazione, stimolano la rigenerazione cutanea e presentano naturali proprietà antisettiche. Questi prodotti contribuiscono, inoltre, a ridurre lo spessore e la pigmentazione della cicatrice del cesareo.

Cicatrice cesareo: eliminarla con la chirurgia

Il ricorso alla chirurgia può essere indicato quando la cicatrice del cesareo risulta esteticamente sgradevole o provoca una deformazione evidente dell'addome, come nel caso della cosiddetta "pancia a grembiule" (cioè si forma una sorta di gradino) o della formazione di cheloidi particolarmente gravi.

Le opzioni disponibili comprendono:

  • Lifting microchirurgico: la pelle si restringe e riprende tonicità, "ritagliando" la vecchia cicatrice del cesareo e sostituendola con un segno poco visibile;
  • Addominoplastica: permette di rimuovere il lembo di pelle molle e grinzoso, eliminando al contempo parte del grasso sottocutaneo in eccesso e le smagliature da gravidanza. L'intervento minimizza, dunque, la cicatrice da cesareo e rimodella l'addome.

Altre opzioni terapeutiche

Per cancellare progressivamente la cicatrice del taglio cesareo, si possono valutare anche dei trattamenti specifici, come ad esempio laser terapia o lipofilling, da eseguirsi presso centri medici qualificati. Queste soluzioni rendono i tessuti più "vitali", attivandone la naturale rigenerazione. Dopo alcune sedute, è possibile osservare, di conseguenza, il miglioramento estetico della cicatrice del cesareo.

Altri interventi disponibili sono le pressoterapia, la crioterapia, le iniezioni intralesionali di farmaci e la radioterapia.

Qualche consiglio

  • Affidarsi ai consigli del medico di base o del proprio dermatologo è sicuramente un'ottima strategia per affrontare la cicatrice da cesareo nel modo più corretto;
  • Mantenere idratata l'area cicatriziale per favorire la naturale rigenerazione della pelle (ciò permette, inoltre, di ridurre al minimo il dolore causato da movimenti e stiramenti del corpo);
  • Proteggere la cicatrice da cesareo dal sole, per evitare fenomeni di iper-pigmentazione;
  • Adottare un regime alimentare sano ed equilibrato, ricco di frutta e verdura, è fondamentale per nutrire la pelle e assicurarle gli elementi necessari per favorire le sue normali funzioni, tra cui la rigenerazione dei tessuti.

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Ultima modifica dell'articolo: 06/07/2018