Cheilite (Infiammazione delle Labbra): Cos’è? Cause, Sintomi e Cura di G.Bertelli

Generalità

La cheilite è un'infiammazione delle labbra.

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Le cause possono essere diverse e comprendono: irritazioni croniche, agenti atmosferici (sole, freddo e vento), infezioni (herpes labiale, candidosi ecc.), allergie, traumi locali, deficit nutrizionali e stati di debilitazione generale (diabete, assunzione di alcuni medicinali ecc.).  

La cheilite può coinvolgere le labbra in toto o solo in parte. A seconda della causa, l'infiammazione si presenta con un quadro sintomatologico di entità da lieve a severa. Nella maggior parte dei casi, la cheilite si manifesta con secchezza, dolore, bruciore, gonfiore, desquamazione e screpolature che partono dagli angoli o dal bordo e si estendono sulle labbra. Talvolta, sono presenti anche vescicole, ulcerazioni e ragadi.

Il trattamento della cheilite si basa sul riconoscimento e sulla rimozione dei fattori favorenti la malattia.

Cos’è

"Cheilite" è il termine medico che indica la presenza di un'infiammazione delle labbra.

Che cos'è la Cheilite?

La cheilite è un'infiammazione che può coinvolgere:

  • Parte cutanea delle labbra: è la zona periorale (cioè intorno alla bocca), che coincide con la superficie anteriore del labbro, provvista di epitelio cheratinizzato;
  • Mucosa labiale: corrisponde al margine dorsale del labbro (per intenderci, è la parte rossa e morbida);
  • Zone di transizione:
  • Il bordo delle labbra (la cheilite può insorgere a livello del cosiddetto "orlo rosa" labiale, cioè la parte di transizione fra quella mucosa e quella cutanea);

e/o

  • Le commissure labiali, cioè i due angoli della bocca (nota: le commissure sono dette anche pliche labiali; la cheilite può colpire una sola commissura o entrambe).

Nella maggior parte dei casi, la cheilite è limitata ai margini della bocca, nella zona di passaggio dalla mucosa delle labbra alla cute del viso. La zona periorale e l'orlo labiale sono, infatti, più comunemente coinvolti da reazioni infiammatorie, ma la cheilite e le manifestazioni che ne conseguono possono estendersi anche alle mucose labiali.

L'infiammazione delle labbra può essere acuta o cronica.

Cheilite: forme

Il termine "cheilite" è abbastanza aspecifico, in quanto fa riferimento ad una generica infiammazione delle labbra.

Esistono, infatti, varie forme di cheilite:

  • Cheilite comune (o labbra screpolate);
  • Cheilite angolare: riguarda gli angoli della bocca; in gergo comune, è nota anche come boccarola;
  • Cheilite infettiva: dovuta, ad esempio, alle infezioni da virus Herpes labialis o alla candidosi;
  • Cheilite irritativa e cheilite allergica: sono ambedue causate, con meccanismi diversi, da cosmetici, dentifrici, alimenti, oggetti metallici o altre sostanze che vengono a contatto con la bocca;
  • Cheilite eczematosa: associata a dermatite atopica e allergica da contatto, quest'infiammazione delle labbra insorge in seguito all'applicazione locale di prodotti irritanti o sensibilizzanti come rossetti, unguenti, smalti per le unghie nei soggetti affetti da onicofagia ecc.;
  • Cheilite attinica: detta anche "cheilite solare", è un'affezione precancerosa delle labbra che insorge per effetto delle radiazioni ultraviolette;
  • Cheilite granulomatosa: comporta un edema cronico delle labbra; si manifesta nei quadri clinici della sindrome di Melkersson-Rosenthal e della cheilite di Miescher;
  • Cheilite ghiandolare: è determinata dall'infiammazione e dall'edema delle ghiandole salivari labiali.

Esistono, poi, cheiliti in corso di dermatosi (lupus eritematoso cutaneo, psoriasi, sarcoidosi, lichen planus ecc.) e neoplasie a localizzazione labiale che possono esordire proprio con un'infiammazione (come carcinomi e melanomi).

Cause e Fattori di Rischio

La cheilite è un'infiammazione che colpisce le labbra e/o la cute intorno ad esse. Il disturbo si accompagna tipicamente ad arrossamento, secchezza e screpolatura fastidiosa e dolente.

La cheilite può essere provocata da numerose cause, incluse:

  • Infezioni, come herpes labiale e candidosi
    • I processi infettivi sono favoriti da fattori locali (es. umidità degli angoli della bocca dovuta ad un'eccesiva salivazione) o generali (stati d'immunodeficienza, diabete, terapie farmacologiche ecc.). L'infezione che sostiene la cheilite può essere di origine micotica: il fungo più frequentemente implicato nell'insorgenza di una cheilite è la Candida albicans. Altre infezioni sono di natura batterica e sono sostenute soprattutto da stafilococchi, streptococchi ed enterococchi. Non è escluso, poi, che venga a determinarsi una sovrapposizione di più quadri infettivi (non a caso quest'evenienza si riscontra più facilmente nei soggetti più debilitati o il cui sistema immunitario è compromesso). L'infiammazione delle labbra può essere anche virale, come nel caso della cheilite erpetica, sostenuta dal virus Herpes simplex primario e da recidive, che tipicamente si manifesta con vescicole urenti e pruriginose. Altri patogeni che possono essere implicati nell'insorgenza della cheilite sono: HPV (Papilloma Virus Umano), Herpes zoster e Coxsackie virus.
  • Carenze nutrizionali, come i deficit di vitamina B2 e ferro
    • Tra le cause più comuni della cheilite rientrano le avitaminosi; nella maggior parte dei casi, il deficit nutrizionale riscontrato è relativo alle vitamine del gruppo B (B2, B12 ecc.). Un'altra carenza tipicamente correlata all'insorgenza delle cheiliti è quella del ferro. L'infiammazione delle labbra può riscontrarsi anche negli stati di malnutrizione e debilitazione generale dell'organismo, anoressia nervosa e malassorbimento (es. celiachia).
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  • Irritazioni croniche
    • Il processo infiammatorio può risultare da qualsiasi forma di traumatismo o irritazione cronica della zona di passaggio dalla mucosa delle labbra alla cute del viso. Ne sono un esempio le cheiliti dei musicisti – come i clarinettisti - che si manifestano in seguito al contatto con imboccature di strumenti musicali. Le situazioni di stress psico-fisico possono determinare lo stesso risultato: l'instaurarsi di tic nervosi, la ripetizione di gesti automatici (tipo l'abitudine di mordersi o di bagnarsi le labbra con la lingua), l'onicofagia, il toccarsi continuamente con le dita o il semplice portarsi le mani sporche in bocca possono predisporre alle cheiliti. Se ripetuti nell'arco della giornata e per molto tempo, questi ed altri simili gesti provocano, infatti, delle irritazioni croniche.
    • Nell'insorgenza della cheilite, sono da tenere in considerazione anche i cosmetici contenenti sostanze irritanti o formulati con materie prime di scarsa qualità, come struccanti, creme idratanti, detergenti per il viso e prodotti per l'igiene orale. Oltre che dalle irritazioni, la cheilite può dipendere da reazioni allergiche, scatenate da oggetti metallici (piercing) o all'introduzione nel cavo orale di alcuni cibi (spezie, agrumi, pomodoro ecc.) e sostanze, come l'aldeide cinnamica o la menta piperita contenute nel dentifricio e l'acido carminico o la lanolina nel rossetto.
  • Esposizione al sole o agli agenti atmosferici
    • La cheilite può risultare anche dall'azione di fattori ambientali e temperature estreme (sole, vento, freddo molto intenso ecc.).
  • Immunodeficienza
    • Tutte le condizioni patologiche che compromettono la funzionalità del sistema immunitario rendono il paziente più vulnerabile alle infezioni da parte di germi opportunisti. Nella maggior parte dei casi, infatti, la cheilite è provocata dagli stessi microorganismi che costituiscono la normale flora del nostro corpo e, soltanto in determinate circostanze, diventano patogeni. La compromissione delle difese immunitarie possono essere congenite (presenti sin dalla nascita) o acquisite, cioè secondarie a patologie sistemiche, tumori, trattamenti con immunosoppressori o chemioterapici Un esempio di d'immunodeficienza acquisita è quella indotta dall'infezione da HIV.

Le cheilite può essere anche la conseguenza di:

  • Malattie dermatologiche, come dermatite atopica, lupus eritematoso cutaneo, psoriasi e lichen planus;
  • Processo d'invecchiamento: l'infiammazione delle labbra può associarsi alle modifiche correlate alle degenerazioni cutanee tipiche dell'età avanzata;
  • Uso di alcuni farmaci (cortisone, antibiotici, isotretinoina ecc.): alcuni principi attivi determinano una riduzione della quantità di saliva (xerostomia), provocando secchezza delle labbra e comparsa della cheilite;
  • Interventi chirurgici: le cheiliti possono insorgere in seguito a procedure diagnostiche o terapeutiche con accesso dal cavo orale, come nel caso della tonsillectomia;
  • Problemi odontoiatrici, come malocclusione, mancanza di igiene orale, protesi incongrue o mal posizionamento di apparecchi dentali che sfregano contro le mucose orali;
  • Scialorrea (eccessiva salivazione);
  • Ustioni;
  • Diabete;
  • Abitudine al fumo di tabacco;
  • Patologie tumorali.

Cheilite: chi è più a rischio?

La cheilite si manifesta principalmente in persone debilitate o che presentano i fattori predisponenti per lo sviluppo dell'infiammazione (come deficit nutrizionali, candidosi ecc.).

Sintomi e Complicazioni

La presentazione clinica della cheilite è variabile: il quadro sintomatologico dipende fondamentalmente dalla causa che ne è responsabile. Tuttavia, la cheilite comporta, spesso, arrossamento, bruciore e dolore, che viene accentuato da tutti i movimenti della bocca.

Anche la mimica del viso può sollecitare l'area infiammata, inducendo una sensazione di tensione, prevalentemente a livello di guance o mento, nonostante non siano interessate in modo diretto dalle lesioni.

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La cheilite è spesso bilaterale (quindi si manifesta su entrambi i lati della bocca), ma può essere anche monolaterale.

Cheilite: come si riconosce?

La cheilite si manifesta generalmente con secchezza, screpolature o fissurazioni che partono spesso dal bordo o dagli angoli della bocca. La presenza di queste lesioni rende difficile mangiare, ridere e masticare.

Al contempo, la cheilite comporta:

  • Dolore: viene percepito come una sensazione urente, continuativa e persistente, a livello delle labbra e della cute circostante;
  • Arrossamento: l'area interessata dalla cheilite può evidenziare un eritema, segno comunemente considerato come l'espressione di un'infiammazione;
  • Secchezza: in qualche caso, la cheilite comporta uno scolo laterale di saliva, specie durante la notte, che contribuisce ad irritare ulteriormente l'area lesa e provoca un forte senso di bruciore;
  • Prurito: in presenza della cheilite o durante il trattamento, è possibile avvertire una sensazione pruriginosa; se il paziente non resiste allo stimolo di grattarsi, contribuisce ad acuire l'infiammazione, irritando ulteriormente la zona;
  • Desquamazione: se lo stato infiammatorio è protratto, l'area lesa va incontro ad uno sfaldamento con perdita degli strati più superficiali della pelle. La desquamazione comporta la presenza di crosticine bianche o giallastre che, sollevandosi, possono lasciare piccole erosioni.

Altri segni che possono manifestarsi in caso di cheilite sono:

  • Gonfiore dell'area infiammata (nota: l'edema labiale non è sempre presente quale sintomo della cheilite);
  • Suppurazione: la presenza di pus si associa alla presenza di un'infezione batterica;
  • Vescicole o bollicine sulle labbra;
  • Erosioni o ulcerazioni;
  • Macerazione della pelle.

Cheilite: possibile evoluzione dell'infiammazione

In generale, le manifestazioni della cheilite riflettono il processo infiammatorio in atto e l'entità del danno tissutale e comprendono:

  • Screpolature e piccoli taglietti, simili ad abrasioni o crosticine: è il quadro di presentazione della cheilite più comune; in qualche caso, è possibile la progressione in una vera e propria ragade.
  • Ulcerazioni: caratterizzano, di solito, le fasi più tardive di un'affezione non trattata;
  • Atrofia: il tessuto perde trofismo, cioè nutrimento e vitalità.

Cheilite: complicanze

La cheilite può essere invalidante per chi ne soffre: oltre ad essere molto dolorosa, l'infiammazione delle labbra produce amimia del volto e può degenerare ulteriormente. Quando la cheilite evolve in una ragade vera e propria, il trattamento è più complesso e, nei casi estremi, può evolvere in una neoplasia.

In qualche caso, poi, la cheilite cronicizza: se non viene trattata in maniera poco adeguata o quando il soggetto non ha difese immunitarie efficaci, il problema può ripresentarsi a distanza di qualche tempo.

Diagnosi

Cheilite: come viene diagnosticata?

La diagnosi di cheilite è semplice, in quanto si basa sulla valutazione dei fattori di rischio e sull'esame obiettivo: il medico di base, il dermatologo e/o il dentista possono riconoscere un'infiammazione di questo tipo con l'osservazione dell'area lesa.

La visita può essere completata dalla ricerca microbiologica del patogeno coinvolto nel processo infettivo. Il patch test o altri esami allergologici possono contribuire ad identificare gli allergeni che causano la cheilite. Se il sospetto diagnostico è orientato verso cause di malnutrizione, invece, può essere utile un emocromo completo (conta completa delle cellule del sangue), integrato dalla determinazione dei livelli di ferro, ferritina, vitamina B12 (e, se possibile, altre vitamine del gruppo B) e folati.

Trattamento e Rimedi

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La cheilite dev'essere trattata in modo adeguato e tempestivo, affinché possa essere contrastata la sua evoluzione. Il perno del trattamento, ovvero ciò che effettivamente lo rende efficace, è la possibilità di capire quale sia l'origine del disturbo.

Le cure della cheilite variano, quindi, a seconda della causa che l'ha scatenata.

Ad esempio:

  • La cheilite che comporta quale manifestazione principale una semplice secchezza può essere trattata con un prodotto idratante (in forma di burrocacao o pomate), da applicare più volte al giorno;
  • Se la cheilite è di tipo allergico, occorre eliminare il rossetto o il cosmetico che provoca la reazione; anche le forme d'irritazione indotte da una sostanza a cui si risulta sensibilizzati o formulato con ingredienti di scarsa qualità si risolvono sospendendo l'uso del prodotto;
  • Quando la cheilite dipende da apparecchi o protesi dentali incongrue, diviene necessario l'intervento del dentista;
  • Se la cheilite è infettiva, il medico prescrive farmaci diversi a seconda del microrganismo responsabile: dalle pomate antimicotiche contro i funghi a quelle antibiotiche contro i batteri;
  • Nel caso in cui la cheilite sia provocata dall'uso di un farmaco, su indicazione del medico, si deve sospenderne l'impiego, sostituendolo con altre medicine che non provocano il disturbo.

Da ricordare

Ogni tipo di cheilite ha una cura appropriata. Un trattamento sbagliato può allungare i tempi di guarigione o, addirittura, peggiorare la situazione. Pertanto, si consiglia fortemente di rivolgersi al proprio medico di base o al dermatologo di riferimento.

Farmaci per la Cheilite

Nei casi più lievi, il medico può prescrivere un trattamento che contribuisca alla riepitelizzazione del tessuto (pomate lenitive e cicatrizzanti), da applicare più volte al giorno. Per ridurre i sintomi correlati alla cheilite, inoltre, potrebbe essere indicata l'applicazione locale di emollienti con blando effetto antiinfiammatorio. Quando la cheilite è più severa, queste creme possono essere formulate in combinazione con il cortisone, da utilizzare per brevi periodi e sempre sotto controllo medico.

Se il processo flogistico è particolarmente grave, invece, è opportuno rivolgersi al dermatologo per ricevere consigli specifici.

Cheilite infettiva: quale terapia è prevista?

Quando la cheilite è provocata da una micosi da Candida albicans, il trattamento mirato prevede l'utilizzo di un antimicotico, rigorosamente prescritto da un medico. Se l'agente infettivo è batterico, invece, è opportuno seguire una terapia a base di antibiotici specifici per il tipo di patogeno coinvolto. A tal proposito, è fondamentale sottolineare l'importanza di una prescrizione medica adeguata: nel caso della cheilite infettiva, l'auto-medicazione risulta lesiva non solo per il paziente stesso, che, nel tempo, diventa sempre meno responsivo alle terapie successive, per l'insorgenza di resistenze agli antibiotici. La mancata adesione al corretto trattamento, inoltre, predispone alla cronicizzazione della cheilite ed alla formazione di una ragade vera e propria (soluzione di continuo a livello cutaneo, che difficilmente riesce a guarire spontaneamente). Quando il quadro diventa più complesso l'unico approccio risolutivo proponibile diventa quello chirurgico.

Qualche consiglio

Alcuni accorgimenti possono attenuare la sintomatologia della cheilite e facilitarne la guarigione:

  • Nella fase acuta della cheilite, è importante evitare alimenti che possono aumentare l'irritazione, come agrumi, bevande o cibi molto caldi, piccanti e salati;
  • Al contempo, andrebbe evitata l'umidità dell'area, pertanto andrebbero evitati gli automatismi che portano a leccarsi o mordersi continuamente le labbra;
  • Per evitare l'eccessiva secchezza - comune soprattutto durante i mesi invernali - nella zona soggetta alla cheilite, è utile applicare un burrocacao o una crema idratante specifica per il contorno labbra. Allo stesso modo, durante l'esposizione ai raggi del sole estivo, andrebbe utilizzato un balsamo con SPF anti-UV per mantenere le labbra protette.

Attenzione! In presenza di cheilite, l'esposizione ai raggi solari andrebbe evitata: recentemente, è stato dimostrato che questo fattore può aggravare il quadro clinico, favorendone l'evoluzione della lesione infiammatoria in ragade.

Prevenzione

La cheilite si previene soprattutto con l'igiene, quindi è importante evitare di:

  • Asciugarsi la bocca con fazzoletti o tovaglioli sporchi;
  • Condividere con altre persone un rossetto o un cosmetico specifico per il contorno labbra, sulla cui superficie possono svilupparsi dei germi;
  • Inumidire spesso le labbra o gli angoli della bocca con la lingua;
  • Toccarsi le labbra con le dita o con oggetti non puliti, come il tappo di una penna.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici


Ultima modifica dell'articolo: 27/11/2018

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