Calo dell’udito: prevenzione e i principali campanelli dall’allarme

Calo dell’udito: prevenzione e i principali campanelli dall’allarme
Ultima modifica 30.08.2021
INDICE
  1. Ipoacusia: in Italia coinvolge 7 Milioni di Persone
  2. Calo dell’Udito: Segnali più Comuni a cui Fare Attenzione
  3. Calo Uditivo: Prevenzione per Affrontarlo al Meglio

Ipoacusia: in Italia coinvolge 7 Milioni di Persone

Il calo dell'udito o ipoacusia è una condizione molto comune che evolve in maniera lenta e progressiva e si manifesta in seguito a un indebolimento dell'apparato uditivo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che l'ipoacusia interessi circa 500 milioni di persone al mondo e oltre 7 milioni di italiani con un'incidenza del 12%. Nonostante queste statistiche, in genere, trascorrono in media 7 anni prima di cercare una soluzione, a causa della tendenza a non accettare o a sottovalutare il problema.

Sentire bene, però, è fondamentale poiché significa godersi appieno i suoni di ogni giorno. Oggi, grazie ai moderni prodotti, tecnologici e invisibili, e a una maggiore attenzione verso la prevenzione, è più facile prendersi cura della propria salute uditiva.

Per approfondire: Ipoacusia cosa è, conseguenze e prevenzione

Calo dell’Udito: Segnali più Comuni a cui Fare Attenzione

Il calo dell'udito è un processo generalmente lento e progressivo che comporta tipicamente una difficoltà a capire le parole, soprattutto in ambienti rumorosi, e seguire una conversazione effettuata a voce bassa. All'inizio, è possibile non riuscire a distinguere con chiarezza alcuni suoni, come lo squillo del telefono, oppure risulta difficile sentire cosa dice il partner mentre parla dall'altra stanza, il commento del figlio sulla partita di calcio mentre la tv è accesa, il racconto della festa di compleanno della nipotina. Nel tempo, possono manifestarsi altri segnali che possono riguardare vari contesti della vita quotidiana, come ad esempio:

  • Alzare troppo il volume della televisione o alla radio;
  • Non sentire bene le conversazioni al telefono;
  • Avere difficoltà quando più persone parlano contemporaneamente al ristorante o ad una festa, e non riuscire a seguire bene i discorsi;
  • Udire un ronzio o un fischio del quale non si riesce a individuare la fonte;
  • Avere difficoltà a sentire suonare il campanello della porta;
  • Percepire i suoni ovattati, come se l'orecchio fosse "chiuso".

Come sostiene il prof. Carlo Antonio Leone, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale dell'ospedale Monaldi di Napoli: «In presenza di ipoacusia, la correzione precoce è importantissima perché anche un semplice abbassamento della funzione uditiva può contribuire allo sviluppo di un decadimento cognitivo. È fondamentale comprendere che la sua correzione porta un beneficio sia per la persona sia per la comunicazione in famiglia e al lavoro»

Riconoscere un calo uditivo sin dai primi sintomi, significa intervenire in maniera efficace e tempestiva per migliorare la qualità di vita della persona, dal punto di vista sia fisico, che mentale. Non va sottovalutato, infatti, che un buon udito consente, tra l'altro, di mantenere allenata la memoria, comunicare con gli altri e permettere l'interazione in varie circostanze della quotidianità, garantendo una vita familiare e sociale più soddisfacente.

Calo Uditivo: Prevenzione per Affrontarlo al Meglio

La prevenzione è il primo passo per tornare a sentire bene. Se far controllare la vista quando si abbassa è per tutti una cosa normale e ovvia, al contrario solo poche persone pensano di far controllare il proprio udito quando avvertono un calo. L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) prevede che entro il 2050 a soffrire di perdite uditive sarà addirittura il 10% della popolazione mondiale: per questo raccomanda a chi ha più di 55 anni di sottoporsi ogni anno a una regolare valutazione dell'udito.

Un pensiero piuttosto comune è, infatti, quello di dover cercare un consulto specialistico per l'udito o valutare come necessario l'indossare un apparecchio acustico solo quando il calo uditivo porta ad avere gravi difficoltà di comunicazione.

«Sempre nell'ottica della prevenzione, se ci rendiamo conto di avere un problema di udito o di soffrire di quei disturbi che denunciano una sofferenza dell'orecchio interno, quali vertigini e ronzii o fischi, è evidente che dobbiamo rivolgerci ad uno specialista» sottolinea Ettore Cassandro, Professore Ordinario di Otorinolaringoiatria presso l'Università di Salerno, proseguendo ricordando come oggi fare un esame audiometrico sia una possibilità routinaria.

In realtà, la compromissione delle capacità uditive può essere di varia entità: ad ogni tipologia di problema e sulla base di diverse necessità correlate allo stile di vita individuale, il mercato propone molte alternative adatte alle proprie esigenze e, soprattutto, prodotti specifici, sempre più piccoli, comodi e tecnologici.