Biohacking: Cos’è, Esempi, Utilità e Rischi

Biohacking: Cos’è, Esempi, Utilità e Rischi
Ultima modifica 08.02.2022
INDICE
  1. Introduzione
  2. Cos’è
  3. Quali Sono
  4. Perché Farlo
  5. Biohacking VS Medicina Convenzionale
  6. Rischi e Pericoli
  7. Diventare Immortali è Possibile?
  8. Biohacking e Sostenibilità
  9. Conclusioni

Introduzione

In questo breve articolo parleremo di biohacking, una tendenza wellness molto particolare che si basa sulla "gestione" (controllo, modifica) dell'ambiente e di sé stessi, con l'obbiettivo di migliorare la longevità o le prestazioni fisiche e mentali.

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Nato nella Silicon Valley, il biohacking è in rapida espansione anche al di fuori degli USA.

Si tratta di un'attitudine realmente "salutare"? È realmente efficacie nel migliorare lo stato di benessere generale dell'uomo?

Non esiste una risposta valida per tutte le tipologie di biohacking, e di seguito capiremo meglio perché.

Cos’è

Cos’è il biohacking?

Biohacking è un termine di recente coniatura utilizzato per indicare una sorta di "riprogrammazione" che riguarda tanto la mente quanto il corpo dell'essere umano.

Etimologicamente parlando, si tratta di un sostantivo nato dall'unione delle parole "biology" e "hacker" - il che lascia intendere un tentativo di "hackeraggio" del proprio patrimonio biologico/genetico.

Per alcuni, il biohacking rappresenta "l'arte e la scienza di gestire/modificare l'ambiente intorno e dentro di sé, in modo da esercitare il controllo sulla propria biologia, ottimizzandola ed aggiornandola".

Potremmo indentificare il biohacking anche come "l'anello di giunzione" tra l'approccio olistico, l'edonismo tecnologico (la ricerca di piacere attraverso la tecnologizzazione) e il transumanesimo (un movimento che sostiene che gli esseri umani possono e devono usare la tecnologia per aumentare ed evolvere la nostra specie).

Quella del biohacking non è quindi una tecnica, una metodica o un sistema, bensì un "modalità progressista, futurista, quasi fantascientifica, di pensare ed agire".

Quali Sono

Diverse tipologie di biohacking

Diverse linee di pensiero, anche piuttosto eterogenee, vengono raggruppate in questo vastissimo - e talvolta disorientante - insieme di "stili di vita e comportamenti".

Noto anche come DIY biology, il biohacking spazia dall'esecuzione di esperimenti scientifici sui lieviti o altri organismi, al monitoraggio del sonno e della dieta, fino al tentativo di "cambiare la propria biologia".

Alcuni esempi di biohacking sono: il digiuno intermittente (metodologia dietetica), la meditazione Vipassana, il tentativo di modifica genetica CRISPR, il Dopamine Fasting, l'integrazione alimentare (nootropi, antiaging ecc.), il doping, il trapianto di cellule staminali, l'emotrasfusione, l'uso di luci artificiali come l'infrarosso, i bagni ghiacciati, l'uso di dispositivi che monitorano le funzioni vitali, neurofeedback, vasche di galleggianto virtuale ecc.

A supporto del biohacking, com'è deducibile, sta un certo livello tecnologico; superiore è il grado di avanguardia, maggiori sono le aspettative (o illusioni) di ottenere risultati apprezzabili. In pratica: più dati si possiedono sulle funzioni meccaniche del tuo corpo, maggiore dovrebbe essere il margine di miglioramento.

Un sottoinsieme di biohacking, chiamato grinder, arriva al punto di impiantare nel corpo dispositivi come i chip dei computer. Gli impianti consentono loro di fare qualsiasi cosa, dall'apertura delle porte senza telecomando al monitoraggio dei livelli di glucosio per via sottocutanea - per dire il vero, questi hanno un'utilità specifica nel miglioramento della qualità di vita delle persone diversamente abili.

Può quindi essere molto difficile capire la pertinenza dei diversi tipi di hack, cosa li differenzia dalla medicina tradizionale e quanto siano sicuri o legali.

Il biohacking è spesso utilizzato come alibi da chi soffre di disturbi del comportamento alimentare.

Il biohacking attualmente "più di moda" è quello che, al di fuori delle istituzioni tradizionali, sperimenta sul proprio corpo nuove tecniche e concetti nella speranza di migliorarsi fisicamente e intellettualmente - non sempre consigliabile.

Perché Farlo

Perché darsi al biohacker?

Ciò che spinge a cimentarsi nel biohacking è il desiderio di sentirsi meglio e la curiosità di verificare fino a che punto è possibile aumentare le potenzialità del nostro corpo.

Alcuni vorrebbero semplicemente guarire da condizioni disagevoli o patologie; altri vorrebbero diventare più intelligenti e forti possibile. Una terza categoria di persone mira invece ad aumentare la propria aspettativa di vita.

Ciò che spesso accade tuttavia, è che da modesti e semplici obbiettivi salutistici si "alzi l'asticella" man mano che si ottengono dei risultati.

Un'altra motivazione è quella della "speranza" in caso di malattie gravi. Per lo sviluppo e l'approvazione di un nuovo farmaco ci possono volere molti anni. Inoltre, i tempi burocratici della sanità pubblica si dimostrano spesso inadatti al trattamento di certe patologie - questo non sembra valere, in realtà, per l'Italia. In queste circostanze, non è raro che le persone cerchino altre soluzioni, tra le quali proprio il biohackeraggio.

La comunità di biohacking offre anche un certo senso di "appartenenza". Dà alle persone la possibilità di esplorare idee non convenzionali in un ambiente non gerarchico, e di reinterpretare la sensazione di essere fuori dagli schemi, in un'identità comunque abbastanza "modaiola".

I biohacker si riuniscono in reti online dedicate e in gruppi social. Di presenza, conducono esperimenti e tengono/prendono lezioni in "hacklab" - laboratori aperti al pubblico - e conducono/partecipano a conferenze.

Biohacking VS Medicina Convenzionale

Alcuni tipi di biohacking vanno ben oltre la medicina tradizionale, mentre altri tipi vi si assimilano.

Ciò che differenzia il biohacking non è il fatto che si tratti di un genere a sé stante, ma che le attività vengano intraprese con una certa mentalità.

La filosofia di fondo è che: non abbiamo bisogno di accettare i difetti del nostro corpo: possiamo superarli utilizzando una gamma di soluzioni high e low-tech.

Per il principio del biohacking non si deve necessariamente aspettare uno studio in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo - che sarebbe il gold-standard della medicina tradizionale.

I biohacker non sembrano interessati a detronizzare la medicina convenzionale; al contrario, ciò che avviene più spesso è l'inverso. Semplicemente non ritengono corretto sentirsi esclusi.

Quanto di questo è supportato dalla ricerca scientifica?

Alcuni biohack sono supportati da solide prove scientifiche, sottoposti a debug nel corso di secoli di sperimentazione, ed è probabile che siano utili.

Ad esempio, studi clinici hanno dimostrato che la meditazione di consapevolezza può aiutare a ridurre l'ansia e il dolore cronico.

Ma altri hack, basati su prove deboli o incomplete, potrebbero essere inefficaci o effettivamente dannosi.

Rischi e Pericoli

Quali sono i tipi più pericolosi di biohacking in fase di sperimentazione?

Alcuni dei biohacking più rischiosi vengono intrapresi da persone disperate. A un certo livello, dopotutto, è comprensibile.

Se sei malato e soffri costantemente, o se sei vecchio e hai paura di morire, e la medicina tradizionale non ha nulla che funzioni per sedare la tua sofferenza, "chi potrebbe biasimarti per aver cercato una soluzione altrove?"

Eppure alcune delle soluzioni provate in tal contesto sono così pericolose da non valere il rischio.

Le trasfusioni da donatore giovane ad anziano sono una delle pratiche più rischiose.

Questo presunto trattamento "vampirico" ha guadagnato popolarità nell'area della Silicon Valley, dove alcune persone hanno pagato 8.000 $ per partecipare ai test.

Sebbene alcuni limitati studi ed ipotesi suggeriscano che queste trasfusioni potrebbero agire positivamente su malattie come l'Alzheimer, il Parkinson, le malattie cardiache e la sclerosi multipla, nel pratico l'efficacia non è dimostrata.

La Food and Drug Administration ha pubblicamente dimostrato preoccupazione a causa dell'elevato rischio di "fishing".

Un altro biohacking che, ad oggi, rientra sicuramente nella categoria da "non provare a casa" è il trapianto fecale o trasferimento di feci da un donatore sano nel tratto gastrointestinale di un ricevente malsano.

È vero che, ad oggi (2022), i trapianti fecali vengono presi fortemente in considerazione per la cura di disturbi come la disbiosi intestinale; ma si tratta di procedure ancora sperimentali e non approvate da alcune istituzioni governative.

Negli USA due persone hanno contratto gravissime infezioni da trapianto fecale che conteneva batteri resistenti ai farmaci. Una è morta.

Questo è avvenuto nel contesto di una sperimentazione clinica: presumibilmente, un tentativo fai-da-te potrebbe essere ancora più rischioso.

Nel 2017, Zayner si è iniettato il DNA di CRISPR durante una conferenza sulla biotecnologia, trasmettendo in streaming l'esperimento. In seguito ha sostenuto di essersi pentito di quella bravata, perché potrebbe indurre altri ad emularlo.

Queste attività di biohacking sono legali?

Le normative vigenti non sono state concepite per dare un senso a qualcosa come il biohacking.

Ciò significa che molte attività di biohacking rientrano in una "zona grigia di legalità", cioè disapprovate da organismi come la FDA, ma non ancora del tutto illegali, o non applicate in quanto tali.

Per quanto a far parlare di sé siano sempre e comunque i milionari e i grossi imprenditori, la maggior parte dei biohacker è tuttavia "attenta alla sicurezza".

Diventare Immortali è Possibile?

Prospettive di immortalità del biohacking

Alcuni biohacker credono che, sfruttando la tecnologia, saranno in grado di vivere più a lungo e rimanendo più giovani. Il gerontologo Aubrey de Grey afferma che, prima o poi, le persone potranno vivere fino a 1.000 anni.

De Gray si sta concentrando sullo sviluppo di strategie per riparare sette tipi di danni cellulari e molecolari associati all'invecchiamento (Strategies for Engineered Negligible Senescence) - i danni ai mitocondri e i cambiamenti epigenetici sono un paio di esempi.

Un integratore ricavato da un composto vegetale chiamato fisetina, osservato in un recente ma piccolo studio della Mayo Clinic, potrebbe eliminare le cellule senescenti negli esseri umani - quelle che hanno smesso di replicarsi e che contribuiscono all'invecchiamento.

Il biohacking si orienta anche sull'ingegneria genetica; i risultati sono buoni, ma purtroppo inutili. Creare animali o persone "già corretti" non aiuta concretamente quelli in vita ma malati nel risolvere i propri problemi.

Biohacking e Sostenibilità

Esatto; esiste una branca di biohacking incentrata sul miglioramento dell'impatto ambientale dello sviluppo umano - per esempio, cercando un modo per produrre plastica riciclabile o biocarburante, agendo anche sull'impronta idrica e sulla crisi climatica.

Anche gli experimental artists (artisti sperimentali) sono interessati al biohacking. Per loro, la biologia è solo "un'altra tavolozza". Oron Catts e Ionat Zurr della "Università dell'Australia occidentale" sono stati le prime persone a creare e servire carne sintetica, ovvero carne coltivata in laboratorio.

Hanno preso alcune cellule starter di rana e le hanno usate per coltivare piccole "bistecche", servite in un'esposizione del 2003 chiamata "Disembodied Cuisine".

Più di recente, Alexandra Daisy Ginsberg ha utilizzato il vecchio DNA floreale per ricreare il profumo dei fiori portati all'estinzione dagli esseri umani, permettendoci di coglierne ancora una volta l'odore.

Un museo londinese ha esposto il "formaggio delle celebrità", creato con i batteri raccolti dalle ascelle, dalle dita dei piedi, dall'ombelico e dalle narici di personaggi famosi. Il cibo non è stato effettivamente mangiato; si è trattato più che altro di un esperimento mentale e sociale.

Conclusioni

Dovremmo preoccuparci del biohacking?

Parlando di trasfusioni sanguigne e modifiche del DNA, è facile rabbrividire.

Tuttavia, l'essere umano ha tentato di cambiare sé stesso dal momento in cui ha acquisito coscienza e consapevolezza dell'essere.

L'invenzione dell'agricoltura, ad esempio, ci ha aiutato a trasformarci da cacciatori-raccoglitori nomadi in civiltà sedentarie.

Gran parte del disagio collettivo nei confronti del biohacking si riduce alla semplice neofobia: la paura del nuovo.

40 anni fa, i "bambini in provetta" sembravano innaturali, quasi un abominio; oggi la fecondazione in vitro rende felici milioni di persone.

E se, ad esempio, la cura per l'invecchiamento diventasse disponibile solo per i ricchi? Ciò porterebbe a un divario di aspettativa di vita ancora più ampio, in cui i ricchi vivono più a lungo e i poveri muoiono più giovani.

Rendendoci più intelligenti, più forti e potenzialmente anche immortali, potremmo creare una società in cui tutti sentono la pressione di modificare la propria biologia, anche se non vogliono? In tal caso, rifiutare un hack significherebbe trovarsi in enorme svantaggio professionale o affrontare la condanna morale per essere rimasti "non ottimali".

Il rovescio della medaglia, il cosiddetto lato oscuro, sarebbe il concetto di "umano perfetto"; la storia ci ha già insegnato che il concetto eugenetico è un argomento da prendere con estrema cautela.

In un mondo di superumani, potrebbe diventare sempre più difficile rimanere "semplicemente umani".

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer