Attacco di cuore: i fattori di rischio negli italiani

Attacco di cuore: i fattori di rischio negli italiani
Ultima modifica 17.11.2022
INDICE
  1. Introduzione
  2. Molti fanno un uso consapevole del sale
  3. I principali fattori di rischio cardiovascolare
  4. Ipertensione
  5. Ipercolesterolemia
  6. Sovrappeso
  7. Sedentarietà
  8. Fumo
  9. Gli altri fattori di rischio
  10. Le regole di prevenzione

Introduzione

Ancora oggi le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte in Italia: secondo i dati ufficiali, infatti, sono responsabili del 44% di tutti i decessi. In particolare, ad associarsi a una mortalità elevata, ma anche a un peggioramento significativo della qualità della vita e alla comparsa di importanti conseguenze, è l'attacco di cuore. Gli italiani sembrano conoscere la pericolosità di alcuni fattori di rischio, ma sembrano ignorare quella di altri: se per esempio sono molto attenti all'uso del sale, sottovalutano il ruolo dell'ipercolesterolemia e dell'ipertensione

Molti fanno un uso consapevole del sale

Secondo un'indagine dell'Istituto Superiore di Sanità –Iss, pubblicata sul sito Epicentro dell'Istituto stesso, il 61% delle donne e il 50% degli uomini usa in maniera consapevole il sale, il cui eccesso nell'alimentazione può aumentare i rischi a carico del sistema cardiovascolare. Inoltre, il 76% della popolazione usa il sale iodato, il migliore per la salute. Tuttavia, il 41% del campione presenta almeno tre fattori di rischio cardiovascolare: nel dettaglio, il 19% degli intervistati soffre di ipertensione, un altro 19% di ipercolesterolemia, il 34% è sedentario, il 25% fuma e il 43% è in sovrappeso. Non solo: meno di otto persone consumano cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, come raccomandato dagli esperti.

I principali fattori di rischio cardiovascolare

  • Ipertensione
  • Ipercolesterolemia
  • Sovrappeso
  • Fumo
  • Sedentarietà.

Quelli appena elencati sono quali sono i principali fattori di rischio cardiovascolare. Eccoli nel dettaglio.

 

Ipertensione

La pressione arteriosa è la forza esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi sanguigni mentre scorre al loro interno. Quando i valori sono costantemente elevati, in linea di massima sopra i 140 millimetri di mercurio (mmHg) per la massima e i 90 mmHg per la minima, si parla di ipertensione. Si tratta di una condizione pericolosa perché causa un deterioramento e una perdita di elasticità dei vasi sanguigni. Questo favorisce anche l'accumulo di colesterolo negli strati più interni, che si ispessiscono fino a ostruire il lume e a ostacolare la circolazione. Di conseguenza, il sangue scorre con fatica nell'organismo. Alla lunga possono comparire malattie a carico dei vasi sanguigni, del cuore, del cervello, dei reni e dell'occhio.

Ipercolesterolemia

Il colesterolo è un tipo di grasso presente nel sangue e in tutto l'organismo, che in piccole dosi svolge una serie di azioni benefiche, per esempio partecipa alla produzione di importanti ormoni. Se, però, supera determinate soglie diventa nocivo, contribuendo alla comparsa dell'arteriosclerosi, una malattia caratterizzata da un indurimento e ispessimento delle pareti dei vasi e dalla formazione di una placca all'interno del loro lume. A lungo andare, se non si interviene, l'aterosclerosi causa una riduzione del flusso sanguigno all'interno delle arterie, mettendo a rischio il sistema cardiovascolare.

Sovrappeso

Il sovrappeso è l'accumulo di tessuto adiposo nel corpo, un tessuto composto che se presente in quantità limitate, costituisce una riserva fondamentale per le esigenze energetiche dell'organismo in situazioni di emergenza. Se aumenta troppo però diventa pericoloso perché affatica il cuore; altera la struttura e le funzioni cardiache; provoca uno stato di infiammazione generale e un aumento del rischio di trombosi e di accumulo di placche nelle arterie; causa degli squilibri metabolici ed emodinamici.

Sedentarietà

Uno stile di vita sedentario determina una minore tolleranza allo sforzo per la mancanza di allenamento: il cuore si affatica di più e aumenta rapidamente la frequenza, consumando più ossigeno. Inoltre, in una persona sedentaria si verifica un aumento del lavoro cardiaco anche in risposta a stimoli emotivi. Senza dimenticare che la sedentarietà favorisce l'obesità, peggiora l'assetto lipidico e favorisce l'ostruzione delle coronarie.

Fumo

Le sostanze contenute nelle sigarette innalzano la pressione sanguigna e fanno battere più velocemente il cuore, che quindi è costretto a lavorare di più. Inoltre, il fumo danneggia lo strato cellulare che riveste l'interno dei vasi sanguigni, e logora i vasi stessi, anche quelli che trasportano il sangue dal e al cuore, favorendo anche l'accumulo di grasso nelle arterie, soprattutto nelle coronarie.

Gli altri fattori di rischio

La salute del cuore e dell'intero apparato cardiocircolatorio è direttamente influenzata anche da questi fattori:

  • eccesso di trigliceridi, perché facilita la comparsa di processi infiammatori (che peggiorano la salute cardiovascolare), delle malattie cardiovascolari e del diabete;
  • diabete, perché favorisce l'accumulo di grasso nelle arterie, la formazione di placche di aterosclerosi sulle loro pareti e la riduzione del flusso sanguigno diretto al cuore;
  • insulinoresistenza (quando le cellule dell'organismo presentano una scarsa sensibilità all'azione dell'insulina), perché fa venire meno i fattori protettivi esercitati dall'insulina nei confronti dei vasi arteriosi;
  • sindrome metabolica, perché si associa a un rischio aumentato di malattie gravi come diabete e patologie cardiovascolari (infarto, ictus);
  • ansia e depressione, perché aumentano la pressione e i battiti del cuore, rendono il sangue più viscoso e facilitano la deposizione di colesterolo nelle arterie;
  • stress, perché affatica il cuore;
  • dieta scorretta, perché favorisce la comparsa di una serie di problematiche che hanno un legame diretto con la salute del cuore, come ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, sindrome metabolica, arteriosclerosi, obesità.

 

Le regole di prevenzione