Alzheimer: Assistenza Sanitaria Gratuita ai Malati

Alzheimer: Assistenza Sanitaria Gratuita ai Malati
Ultima modifica 09.02.2021
INDICE
  1. Assistenza Sanitaria a Carico del SSN
  2. Il caso di Firenze
  3. Conseguenze della sentenza
  4. Alzheimer e quota Rsa

Assistenza Sanitaria a Carico del SSN

costi delle prestazioni sociosanitarie a rilevanza sociale, come ad esempio quelle relative alle terapie riabilitative, necessarie e di fondamentale importanza per i malati di Alzheimer, ma anche per i pazienti affetti da demenza senile di grado elevato, dovranno essere a carico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e non gravare sulle tasche dei parenti dei malati. Lo ha stabilito di principio una sentenza del Tribunale di Firenze in merito al pagamento delle rette delle RSA e delle strutture di ricovero convenzionate a carico dei parenti dei malati di Alzheimer, resa nota all'associazione Konsumer per la difesa dei diritti dei consumatori.

L'esperienza di assistere e vivere a fianco di una persona malata di Alzheimer o altre patologie degenerative, come la demenza senile, è particolarmente difficile da gestire nel quotidiano, spesso traumatizzante per i familiari. Con il progredire della malattia, la perdita di memoria si acutizza e improvvisamente anche riconoscere i propri mariti o mogli o figli diventa impossibile. Si rende necessaria continua assistenza socio-sanitaria e medica. In ogni famiglia in cui è presente un malato di Alzheimer, ciò si traduce con la conciliazione tra l'assistenza e le dinamiche del quotidiano, alle quali si aggiungono le spese economiche da sostenere relative al pagamento delle rette nelle case di cura abilitate.

Progressione della malattia e assistenza continua

Con il progredire della malattia, le funzioni cognitive vengono meno. Il morbo di Alzheimer influisce, infatti, sulle capacità di una persona di svolgere le più semplici attività quotidiane, andando a colpire aree cerebrali che controllano funzioni come la memoria, il pensiero, la parola. L'esordio della malattia è spesso subdolo e sottovalutato. Con il suo progredire, però, l'individuo ha difficoltà a svolgere le normali funzioni quotidiane, dimentica facilmente (in particolare eventi recenti e nomi di persone), ha difficoltà di linguaggio e può anche mostrare disturbi comportamentali.
In alcuni soggetti colpiti da morbo di Alzheimer, nelle fasi più gravi e avanzate, si possono manifestare anche allucinazionidisturbi dell'alimentazioneincontinenza e difficoltà di deambulazione.

Il caso di Firenze

ll Tribunale di Firenze si è espresso a favore della gratuità delle prestazioni socio sanitarie a favore di soggetti fragili affetti dalla malattia di Alzheimer o da demenza senile di livello grave. La sentenza arriva in seguito al ricorso presentato dalla nipote di una paziente con Alzheimer ricoverata presso una RSA facente capo all'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona di Firenze Montedomini, che aveva ricevuto un decreto ingiuntivo dalla struttura di ricovero della famigliare per il mancato pagamento della retta. La sentenza del Tribunale di Firenze emessa il 29 dicembre 2020 ha revocato tale decreto ingiuntivo, dichiarando nullo il contratto contenente l'impegno assunto dalla nipote, e condannato l'Azienda pubblica di Servizi alla Persona Firenze Montedomini alla restituzione delle rette di ricovero corrisposte fino a quel momento.

Conseguenze della sentenza

Questa sentenza sembra dunque esonerare le famiglie dei pazienti dal pagamento delle rette di ricovero presso le RSA e le strutture convenzionate, riconoscendo, di fatto, il diritto a un'assistenza qualificata gratuita, facendo riferimento al D.P.C.M. 14 febbraio 2001, per il quale le prestazioni sociosanitarie a elevata integrazione sanitaria e quelle sanitarie a rilevanza sociale (come ad esempio: Fisioterapista a domicilio, Recupero funzionale delle attività più semplici delle vita quotidiana, Assistenza infermieristica) devono ritenersi gratuite per il paziente e i suoi familiari, in quanto erogate e a carico del Fondo Sanitario Nazionale o Regionale.

Alzheimer e quota Rsa

Le rette di ricovero presso strutture sanitarie pubbliche, enti pubblici o case di cura convenzionate, per i malati di Alzheimer non devono essere a carico del paziente o dei suoi famigliari, trattandosi di spese che devono essere sostenute esclusivamente dal Servizio Sanitario Nazionale o Regionale.

In particolare, è necessario tenere conto che nella retta delle RSA ci sono due quote: una quota sanitaria e una quota alberghiera. Nel caso di riconoscimento del diritto d'ingresso del paziente in RSA, la quota sanitaria viene posta a carico del SSN, mentre la quota alberghiera viene sostenuta dallo stesso paziente e/o dalla sua famiglia, calcolata sulla base del reddito ISEE

I Comuni, quindi, determinano parti delle rette a proprio carico e l'ammontare dovuto dall'assistito sulla base del suo ISEE, e di quello dei parenti in linea di primo grado, sommando la pensione di invalidità, l'indennità di accompagnamento e persino la prima casa, in base alla rendita catastale. Questa precisazione, però, non risulta legittima per i malati di Alzheimer visto che per loro c'è una forte correlazione tra le prestazioni sanitarie e quelle assistenziali, entrambe da ritenersi a carico del SSN, come stabilito dalla legge 730 del 1983 all'art. 30. Quindi, anche in base al D.P.C.M. del 14.2.2001, risultano a carico del SSN gli interi costi delle prestazioni socio-assistenziali ad alta integrazione sanitaria, come quelle necessarie ai malati di Alzheimer, per i quali la retta della RSA diventa quindi totalmente gratuita.