Acido Urico Basso

Generalità

L'acido urico basso indica una ridotta concentrazione di questo metabolita nel sangue o nelle urine. Attraverso il dosaggio di questo composto è possibile diagnosticare, monitorare o prevenire alcune malattie che possono dipendere dalla scarsa capacità del nostro organismo di eliminarlo correttamente.

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In particolare, valori ridotti di acido urico rispetto alla norma possono essere indicativi di patologie del fegato o del rene. Tra le cause principali di tale reperto risultano anche l'acidosi lattica, il digiuno, l'abuso cronico di alcol e le emopatie, come l'anemia. L'acido urico basso può dipendere anche da difetti metabolici ereditari, esposizione a sostanze tossiche e terapie farmacologiche.

In ogni caso, il risultato deve essere supportato da altri esami e va interpretato nell'ambito di un quadro clinico completo.

Acido urico: breve premessa

  • L'acido urico è il prodotto terminale della degradazione delle purine (adenina e guanina). Quest'ultime sono basi azotate che costituiscono elementi del nostro corpo, come il DNA presente nel nucleo delle cellule. La gran parte delle purine proviene dalla sintesi endogena (cioè attraverso il normale ricambio cellulare), mentre solo una minima percentuale deriva dagli alimenti introdotti con la dieta (come fegato, acciughe, sgombri, piselli e fagioli secchi).
  • L'acido urico circola nel sangue, in parte libero ed in parte legato a proteine di trasporto. L'organo deputato alla sua rimozione dal corpo è il rene, che, attraverso la sua particolare, azione di filtro, regola l'escrezione del metabolita con le urine; in minor misura, l'acido urico è eliminato con le feci.
  • L'uricemia è il parametro che esprime la quantità di acido urico presente nel circolo ematico. Livelli elevati del metabolita nel sangue sono definiti "iperuricemia", mentre concentrazioni inferiori rispetto alla norma vengono definite "ipouricemia".

Cos’è

L'acido urico è una sostanza che viene fisiologicamente prodotta dal nostro organismo. Questo rappresenta, in particolare, un prodotto di scarto che viene filtrato dai reni ed eliminato attraverso le urine e le feci. La sua concentrazione nel sangue (uricemia) è il risultato dell'equilibrio tra la sua produzione da parte dell'organismo e la sua escrezione.

L'acido urico è uno degli indicatori più comuni del funzionamento dei reni, più o meno efficiente. Quando i livelli di questo metabolita nel sangue sono troppo bassi, cioè stanno al di sotto dei valori di normalità, abbiamo a che fare con un'ipouricemia.

Tale condizione si riscontra abbastanza raramente e, di solito, è meno preoccupante rispetto all'iperuricemia (acido urico alto nel sangue per eccesso di produzione e/o difficoltosa escrezione renale).

Perché si Misura

L'esame dell'acido urico viene utilizzato per rilevare o monitorare i livelli di questo metabolita. Il dosaggio può essere eseguito mediante un prelievo di sangue (effettuato a digiuno) o nelle urine delle 24 ore.

La finalità di quest'accertamento consiste principalmente nel:

  • Confermare il sospetto di livelli bassi rispetto alla norma;
  • Monitorare nel tempo i valori di acido urico, durante certe terapie farmacologiche.

Eventuali alterazioni rispetto ai valori normali potrebbero essere oggetto di approfondimento da parte del medico, allo scopo di identificare le cause dell'acido urico basso. Questo percorso diagnostico è utile per instaurare la terapia più adeguata a ripristinare una situazione di normalità.

Valori normali

I valori normali dell'acido urico nel sangue oscillano da 4 a 8 mg/dl (milligrammi su decilitro).

Le concentrazioni del metabolita variano con l'età ed il sesso e, così come accade per qualsiasi altro tipo di esame per valutare i parametri del sangue, è bene ricordare che ogni laboratorio di analisi può avere un range di riferimento. Se il valore che risulta dalle analisi è inferiore ai valori riportati nel referto, significa che l'acido urico è basso.

In linea generale, però, si può parlare di acido urico basso quando i valori sono inferiori ai 4 mg/dl.

Acido urico Basso - Cause

Le cause principali dell'acido urico basso sono essenzialmente due:

  • Ridotta produzione di acidi urici;
  • Aumentata eliminazione renale o intestinale di urati.

Queste condizioni si possono riscontrare in numerose problematiche. Innanzitutto, una diminuzione del metabolita nel sangue e nelle urine può dipendere da un'alterata funzionalità renale, transitoria o cronica. Pertanto, l'acido urico basso si può osservare nell'ambito di qualsiasi processo patologico a carico dei reni (nefropatie). Tra queste condizioni rientra la sindrome di Fanconi (caratterizzata da difetti multipli nel riassorbimento tubulare prossimale).  

Più semplicemente, il ridotto quantitativo del metabolita può risultare dal digiuno o da una scarsa assunzione di proteine animali e purine derivanti da alimenti come fegato, reni, acciughe e sardine. Ridotti livelli del metabolita nelle urine si possono osservare anche in caso di abuso cronico di alcolici.

L'ipouricemia, ossia la bassa concentrazione di acido urico nel sangue, si riscontra anche nelle emopatie, come l'anemia, il mieloma multiplo ed il linfoma di Hodgkin. I valori del metabolita possono diminuire anche in corso di alcune patologie del fegato, come le epatiti virali.

L'acido urico basso può risultare anche dall'acidosi lattica, uno scompenso metabolico che determinata un accumulo di acidi nei tessuti e nei fluidi corporei.

Valori ridotti del metabolita possono essere causati dall'esposizione a sostanze tossiche. Altre volte, l'acido urico basso dipende da alcune forme di tumore o da difetti metabolici ereditari, come nel caso della malattia di Wilson (condizione caratterizzata da un accumulo sistemico di rame in diversi tessuti dell'organismo, tra cui fegato e sistema nervoso centrale).

Un abbassamento dei livelli dell'acido urico nel sangue potrebbe essere associato a diverse altre condizioni patologiche, tra cui: celiachia, acromegalia, sindrome da inappropriata secrezione di ADH (SIADH) e xantinuria (dismetabolismo delle purine da deficit dell'enzima xantina deidrogenasi/ossidasi).

Un'altra causa dell'acido urico basso sono alcune terapie farmacologiche che hanno come effetto quello di inibire il riassorbimento tubulare del metabolita a livello del rene. In particolare, basse concentrazioni si riscontrano in corso di trattamenti a base di estrogeni e cortisonici. Anche l'assunzione di aspirina o di altri salicilati ad alte dosi riduce la concentrazione di acido urico; questi farmaci possono essere utilizzati per trattare, ad esempio, l'artrite reumatoide. Altri medicinali che possono indurre quest'effetto sono probenecid, sulfinpirazone, allopurinolo e dicumarolici.

Anche in gravidanza i valori di acido urico possono essere bassi: questa rappresenta una condizione di assoluta normalità; allo stesso modo, si riscontrano bassi livelli di creatinina ed elevati livelli di fibrinogeno.

Acido urico Alto – Cause e possibili conseguenze

Se l'acido urico è prodotto in eccesso o non viene eliminato in modo sufficiente dai reni, può accumularsi nell'organismo. L'aumentata sintesi del metabolita si può riscontrare in caso di un'incrementata morte cellulare (come accade quando si è sottoposti ad alcuni trattamenti chemioterapici o radioterapici per il cancro). La ridotta escrezione di acido urico è, invece, il risultato di una funzione renale compromessa.

Quanto maggiore è il livello e la durata dell'iperuricemia, tanto più elevata è la probabilità di sviluppare la gotta. Quest'ultima condizione è caratterizzata da un'infiammazione dolorosa delle articolazioni, associata alla precipitazione dell'acido urico sotto forma di cristalli aghiformi di urato monosodico all'interno del liquido sinoviale.

Quando si accumula nelle urine senza potersi disciogliere, poi, l'acido urico resta nelle vie urinarie. Qui può precipitare sotto forma di piccoli cristalli di forma appiattita o talvolta irregolare, che si possono aggregare in granelli o calcoli. Questi elementi possono causare un'uropatia ostruttiva, oltre a predisporre l'insorgenza di patologie renali.

Come si misura

Il dosaggio dell'uricemia avviene dopo un prelievo di sangue da una vena dell'avambraccio. Se necessario, la persona deve portare con sé un contenitore con le urine raccolte nelle 24 ore, in modo da poter valutare l'uricosuria, ossia la valutazione della quantità di acido urico presente nelle urine.

Preparazione

Il dosaggio dell'uricemia prevede che il paziente sia a digiuno da almeno 8-10 ore prima del prelievo, ma è possibile bere piccole quantità di acqua. Prima dell'esame, è opportuno restare in posizione eretta per almeno 30 minuti.

Interpretazione dei Risultati

Bassi livelli di acido urico nel sangue vengono riscontrati meno spesso rispetto all'iperuricemia. In ogni caso, questo risultato va approfondito mediante esami specifici.

I sintomi che si possono riscontrare in presenza di acido urico basso dipendono strettamente dalla causa da cui è provocata la diminuzione. Tuttavia, nelle forme più significative si possono manifestare:

La causa principale di una riduzione dei livelli di acido urico nel sangue è un'alimentazione non adeguata (digiuno o dieta povera di alimenti ricchi di purine, come le carni).

Una diminuzione della concentrazione del metabolita nel sangue può dipendere da un'alterata funzionalità renale (nefropatie acute o croniche). L'ipouricemia, ossia la bassa concentrazione di acido urico nel sangue, si riscontra anche nella malattia di Wilson (difetto metabolico ereditario) e nelle emopatie.

Valori bassi possono essere associati ad alcune patologie del fegato (soprattutto in corso di epatiti virali), alla sindrome di Fanconi o all'esposizione a sostanze tossiche.

I livelli dell'uricemia diminuiscono in corso di terapie con vari farmaci, tra cui cortisonici, estrogeni e salicilati ad alte dosi.

L'acido urico basso nelle urine può essere osservato soprattutto in caso di alcolismo cronico.

Ipouricemia – Cause principali

L'uricemia bassa può essere determinata da:

  • Acidosi lattica;
  • Anemia;
  • Alcune forme di tumore;
  • Digiuno e scarsa assunzione di proteine animali e purine;
  • Alcolismo;
  • Malattie del fegato, in particolare le epatiti virali;
  • Nefropatie, come i difetti del tubulo renale o la sindrome di Fanconi;
  • Terapie a base di cortisone, estrogeni e salicilati;
  • Gravidanza.

Ultima modifica dell'articolo: 03/01/2018