Ultima modifica 07.08.2019

Prima parte: Varicocele »



Introduzione

Cos’è il Varicocele

Il varicocele è la dilatazione anomala delle vene situate all’interno dello scroto e deputate a drenare i testicoli dal sangue povero di ossigeno (vene del plesso pampiniforme). Il varicocele è perlopiù una condizione idiopatica, ossia che insorge a causa di fattori non definibili e riconoscibili; in rare circostanze, tuttavia, può essere anche una condizione secondaria a tumori con sede addominale o pelvica. Nella maggior parte dei casi, il varicocele è asintomatico; più raramente, è responsabile di disturbi, quali gonfiore e dolore scrotale, e può sfociare in complicanze, come l’atrofia testicolare e l’infertilità maschile.

Diagnosi

Varicocele: Come Riconoscerlo?

In genere, i medici giungono alla diagnosi di varicocele combinando il racconto dei sintomi lamentati dal pazienti alle informazioni fornite dall’esame obiettivo e dall’ecografia scrotale.

Varicocele-Diagnosi-e-Terapia

Se il varicocele è asintomatico, è dirimente soltanto l’ecografia scrotale.

Nel caso in cui il paziente con varicocele presenti un qualche fattore di rischio associato al varicocele secondario (es: età superiore ai 40 anni), il medico potrebbe prescrivere, in aggiunta alle indagini sopra indicate, un’ecografia addominale, così da stabilire in modo definitivo se la condizione dipenda o meno da un tumore pelvico o addominale.

È da segnalare che per tutti quegli uomini con varicocele che riscontrano una difficoltà ad avere figli è previsto anche un test di fertilità, quale lo spermiogramma.

Racconto dei Sintomi

In genere, il medico partecipa attivamente al racconto dei sintomi da parte del paziente, ponendo a quest’ultimo domande del tipo:

  • Avverte fastidio o dolore? Se sì, dove, da quanto tempo e qual è l’intensità della sensazione?
  • Soffre di altri disturbi, come dolore durante la minzione, malessere generale e/o febbre?
  • Ha subito recentemente traumi allo scroto o all’inguine?

Queste domande permettono il medico non solo di chiarire il quadro clinico, ma anche di escludere, dall’elenco delle possibili cause della sintomatologia in corso, condizioni morbose considerate più gravi del varicocele; tra queste condizioni morbose più gravi, si ricordano: la torsione testicolare, un’infiammazione del testicolo (orchite) o dell’epididimo (epididimite) ecc.

Esame Obiettivo

Durante l’esame obiettivo in un paziente con sospetto varicocele, il medico provvede a:

  • Analizzare le dimensioni dei testicoli;
  • Valutare la posizione del rigonfiamento scrotale/testicolare;
  • Toccare l’esatto punto in cui risiede il rigonfiamento, per vedere se il paziente avverte dolore oppure no;
  • Se il sospetto varicocele è lieve, far eseguire al paziente la cosiddetta manovra di Valsalva;
  • Valutare se la zona rigonfia ha una consistenza dura o molle.

Quest’ultimo punto (la valutazione della consistenza del gonfiore) è importante per escludere la possibilità che si tratti di un tumore ai testicoli, anziché di varicocele.

Ecografia Scrotale

L’ecografia è un esame di diagnostica per immagini sufficientemente esauriente e del tutto innocuo. Per la sua realizzazione occorre una sonda a ultrasuoni, la quale, appoggiata sulla cute del paziente, ne proietta su un monitor gli organi e i tessuti interni, presenti nella zona considerata.

L’ecografia scrotale è fondamentale per la diagnosi di varicocele; essa, infatti, è in grado di evidenziare con estrema chiarezza la dilatazione delle vene del plesso pampiniforme. In un contesto di varicocele, l’ecografia scrotale rappresenta l’esame di conferma diagnostica.

Ecografia Addominale

Nei pazienti a rischio di varicocele secondario, l’ecografia addominale serve a individuare eventuali tumori con sede addominale o pelvica.

Test di Fertilità: lo Spermiogramma

Lo spermiogramma è un'indagine di laboratorio che permette di osservare una serie di caratteristiche importanti di un campione di sperma, al fine di valutare la fertilità dell'uomo a cui il suddetto campione di sperma appartiene.

Tra le caratteristiche dello sperma, rilevate mediante spermiogramma, figurano:

  • La viscosità spermatica,
  • La liquefazione dello sperma,
  • Il numero di spermatozoi e
  • La motilità degli spermatozoi.

Lo spermiogramma è indicato a tutti gli uomini con varicocele che riscontrano una difficoltà ad avere figli.

Cura

Come si Cura il Varicocele?

In presenza di un varicocele idiopatico (caso più comune), l’adozione di un trattamento e il tipo di cure adottate dipendono sostanzialmente dalla sintomatologia; infatti:

  • Se il varicocele è asintomatico e non impedisce al paziente di condurre una vita normale, non è previsto alcun tipo di trattamento;
  • Se il varicocele causa dolore sporadico, il medico potrebbe indicare dei rimedi conservativi utili a limitare la sintomatologia;
  • Infine, se il varicocele si accompagna a dolore scrotale persistente, riduzione della fertilità e/o atrofia testicolare, è indispensabile ricorrere alla chirurgia o alla radiologia interventistica.

In presenza di un varicocele secondario (meno diffuso dell’idiopatico), invece, la cura è in funzione della causa e consiste in un intervento chirurgico di asportazione della massa tumorale situata a livello pelvico o addominale (N.B: in linea teorica, l’asportazione del tumore dovrebbe ripristinare il flusso sanguigno venoso lungo il reparto scrotale e addominale, così da annullare le dilatazioni a carico del plesso pampiniforme).

Rimedi Conservativi per il Varicocele

In caso di varicoceli idiopatici non particolarmente gravi (quindi caratterizzati da fastidio o dolore lieve e sporadico), i medici potrebbero prescrivere delle mutande ideate appositamente per i soggetti con varicocele e l’assunzione, al bisogno, di un farmaco antinfiammatorio.

ANTINFIAMMATORI PER IL VARICOCELE

Vedi anche: Farmaci per la cura del Varicocele

Gli antinfiammatori più usati nelle forme lievi di varicocele sono il paracetamolo e l’ibuprofene.

Chirurgia

Lo scopo della chirurgia per la cura del varicocele idiopatico è isolare le vene del plesso pampiniforme oggetto di dilatazione e costringere il sangue venoso in uscita dai testicoli a intraprendere, sempre all’interno della rete di canali costituenti il plesso pampiniforme, un percorso alternativo privo di ostacoli.


Attualmente, esistono due approcci chirurgici per la cura del varicocele idiopatico: la chirurgia tradizionale (o “a cielo aperto”) e la chirurgia laparoscopica.

Entrambi gli approcci chirurgici sopra indicati presentano vantaggi e svantaggi specifici; l’illustrazione al paziente dei pro e dei contro dei due approcci chirurgici possibili avviene, ovviamente, prima dell’operazione e, a occuparsene, è in genere il medico che effettuerà l’intervento.


Rischi e possibili complicanze della chirurgia per la cura del varicocele idiopatico:

  • Recidiva;
  • Accumulo di un fluido trasparente attorno al testicolo (idrocele);
  • Atrofia testicolare;
  • Infezioni di vario genere;
  • Danno a un’arteria testicolare;

CHIRURGIA TRADIZIONALE

Caratteristiche principali: eseguita in anestesia generale o locale, la chirurgia tradizionale per il varicocele idiopatico prevede un’incisione cutanea di diversi centimetri in prossimità dell’inguine e l’isolamento delle vene dilatate del plesso pampiniforme. L’incisione può avvenire in più sedi alternative: a livello inguinale, a livello addominale (o retroperitoneale) o a livello sottoinguinale. Per poter isolare correttamente e soltanto le vene dilatate, il chirurgo si avvale di un microscopio chirurgico o di un ecodoppler. Alla conclusione della fase dedicata all’isolamento delle vene dilatate – che è il momento più importante di tutto l’intervento – segue l’ultimo passaggio della procedura: la chiusura dell’incisione tramite diversi punti di sutura. Al termine dell’operazione, è previsto un periodo di osservazione della durata di qualche ora, che serve a monitorare le condizioni del paziente.


Tempi di recupero: dopo 2 giorni il paziente può già tornare a svolgere le attività di vita quotidiana più leggere. Per la ripresa delle attività più pesanti (come per esempio lo sport), occorrono almeno 2 settimane.


Attività sessuale: prima di riprendere una normale attività sessuale, il paziente operato deve attendere almeno 3 settimane.


Terapia farmacologica post-intervento: dopo l’intervento il paziente potrebbe avvertire dolore in corrispondenza della zona operata; in tali frangenti, il medico consiglia di assumere alcuni farmaci antidolorifici, come per esempio paracetamolo o ibuprofene.

CHIRURGIA LAPAROSCOPICA

Caratteristiche principali: la chirurgia laparoscopica prevede il ricorso alla laparoscopia. La laparoscopia (o Video-Laparo-Chirurgia – VLC) è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, grazie alla quale il medico operante può accedere alla cavità addominale e alla cavità pelvica di un paziente, senza ricorrere alle grandi incisioni richieste dalla chirurgia tradizionale “a cielo aperto”; le incisioni laparoscopiche, infatti, misurano solo un centimetro, che è quanto basta per introdurre gli strumenti chirurgici necessari all’isolamento delle vene del plesso pampiniforme dilatate. La laparoscopia prevede il ricorso all’anestesia generale e un ricovero ospedaliero normalmente non più lungo di una giornata.


Tempi di recupero: poiché le incisioni sono più piccole, rispetto a quelle effettuate per un intervento di chirurgia tradizionale, i tempi di recupero sono leggermente più brevi (tra i 10 e i 14 giorni al massimo).


Attività sessuale: la minore invasività dell’operazione permette di riprendere la normale attività sessuale in tempi più veloci, rispetto a quanto accade per l’intervento di chirurgia tradizionale.


Terapia farmacologica post-intervento: come nel caso della procedura tradizionale, se il paziente dovesse avvertire qualche dolore, è invitato ad assumere degli antidolorifici come il paracetamolo.


Radiologia Interventistica

Per la cura del varicocele idiopatico sintomatico, la radiologia interventistica mette a disposizione dei paziente una procedura minimamente invasiva nota come embolizzazione percutanea.

EMBOLIZZAZIONE PERCUTANEA

Scopo: negli obiettivi, l’embolizzazione percutanea è molto simile alla chirurgia. L’unica differenza risiede nel fatto che anziché isolare le vene dilatate, le blocca per mezzo di una sostanza apposita.


Caratteristiche principali: eseguita in anestesia locale, l’embolizzazione percutanea consiste nel bloccare le vene del plesso pampiniforme dilatate, mediante speciali sostanze embolizzanti o piccole spirali metalliche (N.B: “embolizzanti” significa “che creano un embolo”; un embolo è una qualsiasi sostanza o corpo, incapace di sciogliersi nel sangue e che blocca il flusso sanguigno nei vasi in cui si trova). La collocazione del materiale embolizzante avviene per mezzo di un catetere speciale, che il chirurgo operante introduce nel corpo umano a partire da una vena del braccio o dell’inguine e porta a destinazione tramite l’impiego di una strumentazione a raggi X. Le dimissioni sono previste, di solito, al termine degli effetti dell’anestesia locale.


Tempi di recupero: la procedura non prevede incisioni, pertanto i tempi di recupero sono molto rapidi; il paziente, infatti, può tornare alla vita di tutti i giorni nel giro di 7-10 giorni al massimo.


Attività sessuale: per la ripresa dell’attività sessuale, il paziente deve attendere da 1 a 2 settimane.

Prognosi

La maggior parte dei varicoceli ha prognosi positiva; tuttavia, è bene comunque non sottovalutare mai la situazione e, non appena dovessero comparire sintomi o segni mai avvertiti in precedenza, sottoporsi a una visita medica specialistica (visita urologica).

Varicocele e Recidive

È doveroso segnalare che, purtroppo, la chirurgia e l’embolizzazione percutanea per la cura del varicocele idiopatica non sono sempre risolutive: anche quando sono eseguite nel modo corretto, infatti, potrebbe aver luogo una recidiva, ovvero la formazione di un altro varicocele (questa volta a carico dei “nuovi” vasi venosi verso cui è stata dirottata la circolazione sanguigna di ritorno al cuore). Quando il varicocele si ripresenta, è necessario un secondo intervento chirurgico.

Quanto tempo Dopo l’Operazione di Varicocele è possibile avere Rapporti Sessuali?

I tempi di ripresa dell’attività sessuale dopo l’intervento di varicocele variano in funzione dell’approccio terapeutico adottato:

  • Dopo la chirurgia tradizionale, occorre rispettare una sosta di circa 3 settimane;
  • Dopo la chirurgia laparoscopica, serve una pausa di almeno 2 settimane;
  • Infine, dopo l’embolizzazione percutanea, è doverosa un’interruzione dei rapporti sessuali di 1-2 settimane.

Intervento di Varicocele e Fertilità

Non è ancora del tutto chiaro se l’intervento di varicocele, sia chirurgico che di radiologia interventistica, sia veramente efficace nel ripristinare la fertilità di uomo. Secondo i vari studi a riguardo, la qualità dello sperma migliorerebbe in 6 pazienti su 10 sottoposti a intervento di varicocele.

È importante segnalare che gli effetti sulla fertilità dell’intervento di varicocele non sono immediati, ma richiedono almeno 3 mesi.

Si ricorda che l’infertilità maschile da varicocele è una complicazione molto rara.

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza