Tumore alle Ovaie: diagnosi precoce e test di screening

Tumore alle Ovaie: diagnosi precoce e test di screening
Ultima modifica 30.01.2024
INDICE
  1. Introduzione
  2. Esiste un test di screening per il Tumore alle Ovaie?
  3. Test di analisi delle lesioni ovariche
  4. Vantaggi dell’indagine genetica
  5. Come prevenire il Tumore alle Ovaie

Introduzione

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Il tumore alle ovaie è, purtroppo, una neoplasia difficile da diagnosticare ai suoi esordi, poiché all'inizio tende a essere asintomatica o a causare sintomi poco specifici.

Una diagnosi tardiva comporta che il tumore abbia tempo per svilupparsi e accrescersi ulteriormente, fino a diffondere metastasi in altre parti del corpo.

Esistono tumori dell'ovaio a crescita così rapida che, nel giro di un anno, possono aver diffuso metastasi in altri organi e tessuti.

La diagnosi precoce del tumore ovarico potrebbe rappresentare un passo importante verso la cura tempestiva di questa pericolosa neoplasia prettamente femminile.

Le stime più recenti riportano che, in Italia, ogni anno, le nuove diagnosi di tumore alle ovaie sono circa 5.200, mentre i decessi nel 2021 sono stati circa 3.200.
Inoltre, affermano anche che poco più del 40% delle donne colpite è ancora in vita a 5 anni dalla diagnosi.

Per approfondire: Tumore Ovaie: sintomi e sopravvivenza

Esiste un test di screening per il Tumore alle Ovaie?

Al momento, purtroppo, non esiste un test di screening per il tumore dell'ovaio.
Ciò rappresenta il più grande scoglio alla diagnosi precoce di questa neoplasia.

Le attuali strategie, basate sull'uso dell'ecografia transvaginale e sul dosaggio del biomarcatore CA-125, sembrano essere poco efficaci e inaffidabili.

A confermare quanto appena detto è un lungo studio condotto nel Regno Unito e iniziato addirittura nel 2001.

Questa ricerca ha coinvolto oltre 200.000 donne di età compresa tra i 50 e i 74 anni e ha indagato se uno screening annuale basato su ecografia transvaginale e dosaggio di CA-125 potesse essere utile in chiave diagnosi precoce e sopravvivenza.

I ricercatori hanno testato tre modalità di screening:

  • Una modalità basata sulla sola ecografia transvaginale;
  • Una modalità che prevedeva il dosaggio del CA-125 ed eventualmente anche un'ecografia transvaginale;
  • Una modalità in cui non era previsto alcuno dei controlli sopraccitati.

Pubblicati recentemente sul Lancet, i risultati sono stati che:

  • Nel gruppo delle donne sottoposte a entrambe le procedure, si è osservata una riduzione del 10% delle diagnosi di tumore a uno stadio avanzato (stadio III e stadio IV), mentre sono aumentate quelle dei tumori allo stadio I e stadio II;
  • In tutti e tre i gruppi, il tasso di mortalità è stato lo stesso.

Alla luce di ciò, quindi, i ricercatori hanno concluso che nessuna strategia adottata ha favorito la sopravvivenza e si è dimostrata più efficace anche dell'assenza di indagini.

Perché il dosaggio di CA-125 non è attendibile?

Il dosaggio di CA-125 non può considerarsi un test di screening attendibile per almeno due motivi:

  • Il biomarcatore (CA-125) può risultare molto elevato non solo nelle donne con tumore ovarico, ma anche in quelle non malate.
  • Esistono altre condizioni che possono indurre un innalzamento del CA-125.

È da segnalare altresì che, in presenza di una diagnosi positiva per il tumore dell'ovaio, il dosaggio di CA-125 costituisce un reperto importante nel valutare l'efficacia della terapia.

Test di analisi delle lesioni ovariche

La ricerca di un metodo di screening o di diagnosi precoce del tumore alle ovaie è sempre attiva.

Recentemente, alcuni studiosi si sono concentrati su una metodica basata sulla classificazione delle lesioni ovariche osservate all'ecografia.

Questa classificazione riconosce due tipi di lesione: le classiche e le non classiche.

Dall'analisi di 878 donne e 970 lesioni è emerso che:

  • Nelle donne con lesioni classiche, la frequenza di malignità è risultata bassa;
  • Nelle donne con lesioni non classiche, invece, la frequenza di malignità è risultata relativamente elevata, soprattutto nei soggetti sopra i 60 anni.

Per la classificazione delle lesioni ovariche, i ricercatori hanno adottato uno schema accurato, sensibile e altamente specifico, in modo che la distinzione fosse netta.

Alla luce di quanto emerso da questo studio, gli esperti hanno concluso che le donne con lesioni non classiche osservate all'esame ecografico dovrebbero rivolgersi a un ginecologo chirurgo, per approfondire ulteriormente la situazione ed eventualmente sottoporsi ad altre indagini o addirittura a un trattamento.

Gli sperimentatori hanno anche consigliato di valutare la grandezza delle lesioni, in quanto anche questa caratteristica potrebbe essere significativa.

Vantaggi dell’indagine genetica

L'indagine genetica può rappresentare un aiuto importante nel contrastare il tumore dell'ovaio.
Non può considerarsi un test di screening, ma i vantaggi in chiave prevenzione possono rilevarsi vitali.

È ormai noto da tempo che la presenza di mutazioni in BRCA1 e BRCA2, due geni coinvolti nei meccanismi di riparazione del DNA, è associata a un rischio maggiore di tumore ovarico e tumore del seno.

In genere, sono mutazioni di natura ereditaria, ragion per cui, in caso di familiarità per questo tipo di alterazioni genetiche, gli esperti consigliano opportuno un test genetico per confermare o smentire eventuali anomalie.

L'adozione delle contromisure appropriate laddove sia confermata la presenza di mutazioni in BRCA1 o BRCA2 può prevenire lo sviluppo di tumori dall'esito fatale.

Si ricorda, inoltre, il test genetico per BRCA1 e BRCA2 è comunque importante anche se il tumore ovarico è già presente, poiché, in caso di esito positivo, può fornire indicazioni relative all'efficacia dei farmaci.

Come prevenire il Tumore alle Ovaie

Esistono diversi comportamenti e precauzioni in grado di ridurre o addirittura annullare il rischio di tumore alle ovaie.

Aiutano a ridurre il rischio:

  • Seguire uno stile di vita sano; nella pratica: mangiare in maniera salutare ed equilibrata, mantenere sotto controllo il peso corporeo, praticare regolarmente esercizio fisico, non fumare ecc.
  • Assumere la pillola anticoncezionale negli anni della fertilità in cui non si desidera ancora avere figli o non se ne vogliono altri.
  • Portare a termine almeno una gravidanza nella vita e allattare al seno.

Per annullare il rischio, invece, bisognerebbe agire in modo più radicale, ricorrendo all'intervento chirurgico di ovariectomia, ossia l'asportazione delle ovaie.
Conosciuta anche come ovariectomia preventiva, questa operazione rappresenta un'opzione percorribile esclusivamente per quelle donne con una predisposizione genetica al tumore ovarico, emersa dopo test genetico per la ricerca di mutazioni a carico di BRCA1 o BRCA2.

Per approfondire: Ovariectomia: conseguenze e tempi di recupero

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza