Tubercoli di Montgomery di A.Griguolo

Generalità

I tubercoli di Montgomery sono i rilievi cutanei che emergono sull'areola delle mammelle femminili, quando le ghiandole di Montgomery aumentano di volume.

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Tratto da Wikipedia.org

Nella maggior parte dei casi, la presenza dei tubercoli di Montgomery è associata a circostanze come la gravidanza, la pubertà e le mestruazioni; più raramente, a un eccesso di stress, gli sbalzi repentini di peso, il tumore al seno, l'uso di certi farmaci, l'impiego abituale di un reggiseno troppo stretto ecc.
Di norma i tubercoli di Montgomery non rappresentano nulla di pericoloso e fastidioso; tuttavia, se le loro dimensioni sono notevoli e la loro presenza non è correlata a qualcosa di fisiologico (come potrebbe essere nel caso di una gravidanza), potrebbero costituire un problema estetico da trattare con attenzione.

Breve ripasso anatomico della Mammella Femminile

La mammella della donna è un rilievo cutaneo, pari e simmetrico, situato nella parte anteriore e superiore del torace.
Nella mammella femminile, le parti anatomiche principali sono 4 e corrispondono a: la ghiandola mammaria, il capezzolo, l'areola e il tessuto adiposo.

  • Ghiandola mammaria: localizzata internamente alla mammella, è la ghiandola esocrina deputata a secernere latte sotto lo stimolo dell'ormone prolattina.
  • Capezzolo: dotato di forma conica, rappresenta l'apice esterno della mammella e il punto di sbocco dei dotti galattofori della ghiandola mammaria (N.B: sono i dotti da cui fuoriesce il latte).
  • Areola: è la caratteristica regione pigmentata che circonda il capezzolo; in genere, il suo diametro si aggira attorno ai 3-5 centimetri.
  • Tessuto adiposo: risiede internamente alla mammella, attorno alla ghiandola mammaria; le sue quantità variano da donna a donna e risentono dell'età.

Cosa sono i Tubercoli di Montgomery?

I tubercoli di Montgomery sono i piccoli rilievi cutanei che compaiono sull'areola delle mammelle femminili come conseguenza dell'ingrossamento delle ghiandole sebacee presenti nella zona in questione e conosciute con l'appellativo di ghiandole di Montgomery.
Con altri termini, i tubercoli di Montgomery sono la parte delle ghiandole di Montgomery che emerge sulla superficie areolare, nel momento in cui le suddette ghiandole diventano più pronunciate rispetto al normale.

Cosa sono le ghiandole sebacee?

Le ghiandole sebacee sono ghiandole esocrine deputate alla produzione di sebo.
Il sebo è una sostanza grassa e untuosa, che contribuisce a mantenere morbida la pelle e a difenderla dagli agenti esterni potenzialmente pericolosi (es: germi).

Caratteristiche

I tubercoli di Montgomery possono avere l'aspetto e le dimensioni di piccoli brufoli oppure assomigliare ai rilievi cutanei prodotti dal fenomeno della pelle d'oca.
Di norma, emergono sull'areola; tuttavia, se è presente qualche ghiandola di Montgomery anche a livello del capezzolo, possono presentarsi pure a livello di quest'ultimo.
Per ovvie ragioni, il numero di tubercoli di Montgomery dipende dal numero di ghiandole di Montgomery; in una donna, tali ghiandole possono essere dalle 4 alle quasi 30 unità, quindi è possibile imbattersi in soggetti con soli 4 tubercoli di Montgomery e in soggetti con 28-29 tubercoli di Montgomery.

A cosa servono le ghiandole di Montgomery?

Le ghiandole di Montgomery producono il sebo deputato a:

  • Mantenere umida e morbida la pelle del seno, e
  • Disinfettare il capezzolo e l'areola, in modo tale che, quando una donna dovrà provvedere all'allattamento al seno, fornirà al neonato un latte privo di contaminazioni.

Origine del nome

I tubercoli di Montgomery, così come le ghiandole di Montgomery, devono il loro nome a William Fetherstone Montgomery (1797-1859), l'ostetrico irlandese che li descrisse per la prima volta nel 1837.

Cause

I tubercoli di Montgomery sono il risultato dell'ingrossamento delle ghiandole di Montgomery.
Le cause più comuni dell'ingrossamento delle ghiandole di Montgomery sono i tipici cambiamenti ormonali che si verificano nella donna in tre occasioni:

  • Durante e nei mesi successivi a una gravidanza;
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  • Durante la pubertà;
  • Poco prima di e durante le mestruazioni.

È importante precisare che i cambiamenti ormonali caratteristici delle tre sopraccitate circostanze non sono sempre correlati all'ingrossamento delle ghiandole di Montgomery; in termini pratici, questo vuol dire che, per esempio, non tutte le donne incinte o in procinto di avere le mestruazioni presentano i tubercoli di Montgomery a livello areolare.

Altri Fattori che portano alla comparsa dei Tubercoli di Montgomery

Anche se con frequenza minore rispetto a gravidanza, pubertà e mestruazioni, a causare l'ingrossamento delle ghiandole di Montgomery e la conseguente comparsa dei tubercoli di Montgomery possono essere fattori o circostanze come:

  • L'eccessivo stress;
  • Gli squilibri ormonali dovuti a circostanze diverse da gravidanza, pubertà e mestruazioni;
  • Il tumore al seno (raro);
  • Un aumento repentino o un calo altrettanto repentino del peso corporeo;
  • L'uso abituale di un reggiseno troppo stretto;
  • La stimolazione del capezzolo;
  • L'assunzione di certi farmaci.

Significato Clinico

Le ghiandole di Montgomery diventano più grosse quando aumentano la loro attività, ossia quando aumentano la produzione di sebo; questo significa che i tubercoli di Montgomery rappresentano il segnale visivo di un'attività più intensa da parte delle omonime ghiandole.

Non sempre la maggiore attività delle ghiandole di Montgomery coincide con un loro ingrossamento. Quando ciò capita, è impossibile osservare i tubercoli di Montgomery.

Tubercoli di Montgomery e Gravidanza

I tubercoli di Montgomery devono la propria notorietà soprattutto alla correlazione con la gravidanza. Rispetto a questo importante momento della vita di una donna, infatti, i tubercoli di Montgomery rappresentano una sorta di sintomo o segnale di un avvenuto concepimento, esattamente come:

Secondo le statistiche più recenti, i tubercoli di Montgomery sarebbero riscontrabili in 3-5 donne incinte ogni 10 (quindi nel 30-50% delle gravidanza). Con tale dato numerico, s'intende ricordare ai lettori che non tutte le donne incinte presentano i tubercoli di Montgomery.

Rimedi

Per una donna in salute e non in stato di gravidanza, i tubercoli di Montgomery possono rappresentare una sorta di inestetismo, specie quando sono di grandi dimensioni.
In circostanze siffatte, per ridurre i tubercoli di Montgomery esistono vari rimedi naturali, tra cui:

  • L'applicazione in corrispondenza del seno di un asciugamano imbevuto d'acqua calda per circa 20 minuti. Il momento ideale per attuare questo rimedio è alla sera, prima di addormentarsi;
  • Aumentare l'assunzione di acqua. L'acqua favorisce la liberazione dal sebo in eccesso dei dotti escretori delle ghiandole di Montgomery; il sebo in eccesso nei detti escretori delle suddette ghiandole favorisce l'ingrossamento di quest'ultime e la comparsa dei tubercoli di Montgomery;
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  • Adottare una dieta sana, a basso contenuto di sale e zucchero, e povera di grassi. Diversi esperimenti hanno dimostrato che l'eccesso di sale, zucchero e grassi nella dieta favorisce l'ingrandimento della ghiandole di Montgomery e conseguentemente le dimensioni dei tubercoli di Montgomery;
  • L'applicazione sui capezzoli e sull'areola di gel di aloe vera, combinato a burro di karité e/o burro di cacao. L'aloe gel assorbe le sostanze grasse come quelle contenute nel sebo; ciò libera i dotti escretori della ghiandole di Montgomery, favorendo lo sgonfiamento di quest'ultime;
  • L'applicazione sul seno di una soluzione acquosa contenente soltanto del tè verde disciolto. Il tè verde è un agente antiossidante, che contrasta i radicali liberi e deterge i dotti escretori delle ghiandole cutanee come le ghiandole di Montgomery;
  • L'applicazione sulla zona del capezzolo e dell'areola di succo d'aglio per un totale di circa 20 minuti;
  • L'applicazione su capezzolo e areola di una lozione a base a di calamina. La calamina agisce assorbendo il sebo in eccesso presente all'interno dei dotti escretori delle ghiandole di Montgomery.   
    Il momento migliore per pratica questo rimedio naturale è alla sera, prima di andare a letto;
  • Il lavaggio del seno con detergenti per la pelle a base di perossido di benzoile. Il perossido di benzoile riduce la produzione di sebo da parte delle ghiandole di Montgomery, quindi favorisce lo sgonfiamento di quest'ultime;
  • L'applicazione sul seno di cetrioli. I cetrioli contengono acido salicilico, il quale ha, nei confronti della pelle, un'azione esfoliante e detergente;
  • L'applicazione sulla pelle del seno di succo di agrumi. Il succo di agrumi deterge la cute favorisce l'eliminazione del troppo sebo prodotto dalle ghiandole di Montgomery.

Se i rimedi naturali dovessero fallire, è bene contattare il medico e chiedere consiglio a lui su come rimuoverli/ridurli.

Cosa fare se i Tubercoli di Montgomery persistono?

Quando i tubercoli di Montgomery persistono nonostante il tempo e il ricorso ai rimedi naturali sopra riportati, il medico di riferimento potrebbe proporre, come soluzione, un intervento chirurgico finalizzato alla loro rimozione. L'intervento chirurgico in questione non è nulla di particolarmente invasivo, tuttavia potrebbe compromettere la capacità di allattare al seno (ciò è di interesse, ovviamente, per le pazienti intenzionate, prima o poi, ad avere dei figli).

Consigli e Raccomandazioni importanti

In merito alla gestione dei tubercoli di Montgomery, consigli e raccomandazioni importanti includono:

  • Curare quotidianamente l'igiene del seno, al fine di evitare infezioni o infiammazioni a carico delle ghiandole di Montgomery. L'ingrossamento delle ghiandole di Montgomery richiede una maggiore attenzione all'igiene delle mammelle, perché rende più suscettibili le ghiandole stesse a contrarre infezioni o a infiammarsi.
    La pulizia quotidiana del seno è molto importante soprattutto per le donne che allattano al seno, le quali, se sviluppano un'infezione, potrebbero trasmetterla al lattante;
  • Evitare l'applicazione sul seno di sostanze oleose, perché queste potrebbero favorire l'ingrossamento dei tubercoli di Montgomery;
  • Indossare un reggiseno comodo e pulito ogni giorno. Questo comportamento riduce le possibilità di sviluppare infezioni a carico delle ghiandole di Montgomery particolarmente sensibili, quando ingrossate;
  • Non tentare di scoppiare i tubercoli di Montgomery. Quest'atto potrebbe innescare un processo infettivo.
Antonio Griguolo

L'autore

Antonio Griguolo

Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza


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Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2018