Il rumore come fattore di stress ambientale. Come ridurlo?

Il rumore come fattore di stress ambientale. Come ridurlo?
Ultima modifica 09.04.2024
INDICE
  1. Rumore come fattore di stress
  2. Il rumore: le caratteristiche
  3. Soluzioni per ridurre il rumore
  4. Conclusioni

Rumore come fattore di stress

Tra i diversi fattori di stress ambientale, il rumore gioca un ruolo significativo, influenzando la salute mentale e fisica degli individui. In questo articolo, esploreremo il ruolo del rumore come fattore di stress, analizzandone le caratteristiche, le conseguenze e le possibili soluzioni.
Il rumore, con la sua presenza costante o improvvisa, può provocare una serie di disturbi che vanno dall'irritabilità alla perdita temporanea dell'udito, e può avere un impatto negativo sul sonno, sulla concentrazione e sulla salute in generale.

Considerando che il rumore è una componente molto presente della vita moderna, è fondamentale comprendere meglio il suo impatto e trovare strategie efficaci per smorzare gli effetti nocivi.
Il rumore, nelle sue diverse forme, può permeare ogni aspetto della nostra giornata, rendendo difficile trovare momenti di tranquillità. Tuttavia, comprendere le sue caratteristiche e le sue fonti può fornire un punto di partenza per affrontare questo problema e migliorare la qualità della vita.
In questo articolo, esploreremo il rumore, i suoi effetti sulla salute fisica e mentale, e le strategie disponibili per ridurne l'impatto.

Per approfondire: Stress ambientale: quando l'ambiente genera malessere

Il rumore: le caratteristiche

Il rumore, in contrapposizione al suono, è definito come indesiderato o fastidioso. La sua presenza può interferire con le attività quotidiane, con possibili effetti negativi sul benessere fisico, psicologico e comportamentale degli individui.
Dal punto di vista caratteristico, il suono si articola con il tono, l'ampiezza e il timbro, mentre dal punto di vista psicologico, è associato generalmente alla sua desiderabilità, prevedibilità, episodicità, significato e al controllo sulla sua sorgente.

Il rumore può diventare una fonte di stress quando è cronico e percepito come incontrollabile. Un esempio è rappresentato dall'inquinamento acustico derivante dai trasporti o dalle attività industriali in prossimità di abitazioni e uffici. Il rumore derivante da queste attività potrebbe diventare un fattore di stress ambientale che può compromettere le normali attività quotidiane.
Lo stress da rumore si manifesta attraverso il fastidio, un sintomo psicologico che, seppur temporaneo, ha effetti immediati sul piano cognitivo, emotivo e comportamentale, riducendo la capacità delle persone di interagire con l'ambiente circostante.
Sotto il profilo fisiologico, l'esposizione prolungata al rumore può provocare un aumento dei livelli di cortisolo, della pressione sanguigna arteriosa, della conduttanza cutanea e della frequenza cardiaca, con conseguenze quali patologie cardiovascolari, tensione, stanchezza, cefalea, disturbi del sonno e compromissioni cognitive, emotive e relazionali.
I rumori con un'intensità compresa tra 85 e 110 dB(A) possono danneggiare il sistema uditivo e influenzare negativamente i sistemi cardiovascolare, endocrino, nervoso e immunitario.
L'esposizione al rumore non solo compromette il benessere fisico, ma anche quello psicologico. Nelle aree urbane più esposte al rumore del traffico, si registrano riduzioni lievi, ma significative in termini di benessere e qualità di vita. Quando il rumore supera i 65 dB(A), possono insorgere sintomi di depressione, fatica e irritabilità.
È stato dimostrato che lo stress derivante dal rumore può influenzare negativamente l'attenzione e la sensibilità verso gli altri, riducendo l'adozione di comportamenti altruistici. Inoltre, dal punto di vista cognitivo, il rumore può compromettere l'esecuzione di compiti come la lettura o la comprensione di testi, soprattutto nei bambini in età prescolare o in quelli che frequentano la scuola primaria.
Negli ambienti di lavoro, il rumore costante può causare danni al sistema cardiovascolare e ridurre le prestazioni lavorative, aumentando il rischio di incidenti e errori.

Soluzioni per ridurre il rumore

Esistono diverse strategie per ridurre il rumore negli ambienti interni. Tra queste, gli interventi strutturali giocano un ruolo fondamentale. L'isolamento acustico esterno è efficace per ridurre il rumore negli edifici. Questo può essere ottenuto mediante l'installazione di materiali isolanti nelle pareti, nei soffitti e nei pavimenti, nonché l'adozione di finestre a doppio o triplo vetro che riducono la trasmissione del suono.
Similmente, l'insonorizzazione interna è importante per limitare la propagazione del rumore all'interno degli ambienti. Questo può essere realizzato attraverso l'impiego di materiali fonoassorbenti, come pannelli in lana di vetro o poliuretano. Inoltre, la
disposizione di tali materiali lungo le pareti e nei soffitti può contribuire a migliorare l'acustica degli spazi interni.

Oltre agli interventi strutturali, l'utilizzo di tecnologie avanzate può fornire ulteriori soluzioni per ridurre l'impatto acustico. Ad esempio, l'adozione di macchinari elettrodomestici e industriali progettati per emettere meno rumore può contribuire a creare ambienti più silenziosi.
In sintesi, l'utilizzo di interventi strutturali insieme all'adozione di tecnologie avanzate per ridurre l'impatto del rumore, può contribuire significativamente a creare ambienti più silenziosi e confortevoli, migliorando il benessere e la qualità della vita delle persone.

Conclusioni

In conclusione, il rumore costituisce un importante fattore di stress ambientale che può avere un impatto negativo sulla salute e sul benessere individuale. Bisogna porre molta attenzione al rumore durante la fase di progettazione degli ambienti abitativi e lavorativi al fine di favorire la creazione di spazi più sani e confortevoli per tutti gli occupanti.
Investire in soluzioni per ridurre il rumore può apportare significativi benefici in termini di miglioramento della qualità della vita e del benessere complessivo delle persone.
Questo non solo favorisce una maggiore serenità, benessere e tranquillità nell'ambiente circostante, ma può anche contribuire a ridurre lo stress e migliorare la concentrazione e le prestazioni cognitive.

Bibliografia

  1. Filighera, T. & Micalizzi, A. (2018). Psicologia dell'abitare. Marketing, Architettura e Neuroscienze per lo sviluppo di nuovi modelli abitativi. Milano: Franco Angeli.
    2. Pazzaglia, F. Tizi & L. (2022). Che cos'è il restorative design. Roma: Carocci editore.

Autore

Dott.ssa Beatrice Dicuonzo

Dott.ssa Beatrice Dicuonzo

Psicologa del benessere
Sono una psicologa del benessere specializzata in psicologia ambientale e biofilia. Il mio lavoro si concentra sulla consulenza per la progettazione di ambienti rigenerativi, con particolare attenzione alle esigenze delle persone. Collaboro con professionisti dell'edilizia per creare spazi che favoriscano il benessere psicofisico attraverso una progettazione orientata al contatto con la natura e all'ottimizzazione dell'ambiente per migliorare la qualità della vita delle persone