Sindrome primaverile: sintomi, cause e rimedi

Sindrome primaverile: sintomi, cause e rimedi
Ultima modifica 28.03.2024
INDICE
  1. Introduzione
  2. Che cos'è la sindrome primaverile
  3. Sindrome primaverile, cause
  4. Perché l'organismo tende a stressarsi
  5. Sintomi della sindrome primaverile
  6. Come affrontare la sindrome primaverile

Introduzione

Non per tutti l'inizio della primavera comporta una rinascita e un'iniezione di buon umore. Alcune persone, all'arrivo della bella stagione, si sentono decisamente sotto tono, dal punto di vista fisico e mentale. Talvolta compare una vera e propria sindrome primaverile, caratterizzata da tutta una serie di difficoltà e da sintomi specifici, che possono essere anche intensi e invalidanti.

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Che cos'è la sindrome primaverile

La depressione stagionale, nota anche come disturbo affettivo stagionale (SAD), comporta sintomi che si intensificano con il cambio delle stagioni. L'edizione più recente del "Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5)" riconosce ufficialmente questa condizione come disturbo depressivo maggiore (MDD) con un andamento stagionale.

Nella maggior parte dei casi, la depressione stagionale si accentua in autunno e in inverno e migliora con l'avvicinarsi della primavera, ma non è sempre così. 

In alcune persone, è esattamente il contrario: i cambiamenti di umore iniziano in primavera e possono persistere fino all'estate. Alcuni esperti chiamano questo tipo di depressione "SAD inverso".

Evidentemente, nei soggetti colpiti, i tratti caratteristici della primavera, come il numero maggiore di ore di sole, le giornate più lunghe, la natura che sta sbocciando, la vegetazione in fiore, hanno un effetto contrario a quello che si verifica normalmente, scatenando una sofferenza invece di un'attivazione positiva.

Sindrome primaverile, cause

La depressione primaverile è meno comune di quella invernale e anche per questa ragione gli esperti non sanno esattamente che cosa la scateni. Secondo alcune teorie, paradossalmente potrebbe essere legata alla maggiore luce diurna e alle temperature miti, che invece in genere si associano a un maggior benessere.

Infatti, se mal gestiti, la luminosità e il calore potrebbero causare disagio, comportare una maggiore irrequietezza e irritabilità e far sentire la persona triste e demotivata.

L'aumento della luce solare può anche modificare i ritmi circadiani e interrompere il solito ciclo sonno-veglia, rendendo più difficile dormire il numero di ore necessario per ottenere una salute e un benessere ottimali. L'insonnia, infatti, potrebbe aumentare, fra le altre cose, le probabilità di sviluppare depressione. In altre parole, le giornate luminose, calde e potrebbero mettere il cervello in allerta, rendendo difficile rilassarsi quando sarebbe importante farlo.

Alla base della sindrome primaverile potrebbero esserci anche degli squilibri nelle sostanze chimiche del cervello. Occorre sapere che il cervello produce diversi neurotrasmettitori, o messaggeri chimici, che aiutano a regolare l'umore, le emozioni e altri importanti processi corporei. Se questi neurotrasmettitori vengono sintetizzati in maniera eccessiva o, al contrario, in scarse quantità potrebbero subentrare interferenze nella salute mentale e problemi di umore.

È stato dimostrato che la depressione invernale è correlata, almeno in parte, a un calo della serotonina, una sostanza chimica che viene prodotta in seguito all'esposizione alla luce naturale, e di contro a un aumento della melatonina, un ormone che può far sentire più stanchi e letargici.

Ebbene, la depressione primaverile potrebbe seguire lo schema inverso:l'improvviso aumento della luce solare induce il corpo a produrre quantità inferiori di melatonina, con il risultato che la persona dorme meno del necessario. Questa mancanza di sonno può contribuire o peggiorare la depressione.

In contemporanea, come conseguenza naturale delle giornate più lunghe e del clima più soleggiato, i livelli di serotonina nel corpo aumentano. E anche un livello eccessivo di serotonina potrebbe contribuire a problemi di salute mentale.

Infine, un ruolo importante potrebbe essere giocato dalla sensibilità ai pollini.

Perché l'organismo tende a stressarsi

Il passaggio fra una stagione e l'altra rappresenta sempre un piccolo stress: infatti, l'organismo deve abituarsi a nuovi ritmi, l'alimentazione cambia, il rapporto fra ore di luce e di buio si modifica leggermente, di conseguenza anche i ritmi biologici variano. Per queste ragioni, è normale non essere al massimo della propria condizione fisica e psichica in questi periodi. 

Se tutti i passaggi di stagione possono creare piccoli disagi, quello fra l'inverno e la primavera può essere ancora più critico. Le persone hanno trascorso intere settimane al chiuso, sono uscite meno frequentemente, hanno mangiato cibi elaborati e dovuto seguire tutti gli impegni professionali e famigliari, che spesso diventano più pressanti nei mesi freddi.

Quando possono iniziare a stare all'aperto, a svestirsi, a concedersi qualche ora di libertà in più possono avere un piccolo crollo, dovuto ai nuovi ritmi e alle nuove abitudini.

Sintomi della sindrome primaverile

  • Umore generale tendenzialmente basso
  • Sentimenti persistenti di tristezza e disperazione   
  • Scarso o nessun interesse per le attività abituali
  • Difficoltà a trovare la motivazione per la normale routine quotidiana   
  • Cambiamenti nei livelli di energia, con letargia o al contrario irrequietezza    
  • Insonnia e altri disturbi del sonno    
  • Difficoltà a concentrarsi o a ricordare le informazioni   
  • Variazioni nell'appetito
  • Insoddisfazione
  • Cambiamento nel peso corporeo
  • Agitazione o irritabilità insolita   
  • Sentimenti di rabbia o aggressività    
  • Pensieri di morte o di suicidio 

Come affrontare la sindrome primaverile

  • Per il pasto serale preferire cibi a base di proteine: contengono il triptofano, un aminoacido che di notte favorisce la produzione di melatonina.
  • Se la sera e la notte ci si può concedere un riposo più prolungato del solito, durante il giorno cercare di contrastare la naturale propensione a non fare nulla. 
  • Di giorno, è fondamentale uscire il più possibile.
  • Su consiglio del medico, si possono prendere degli integratori, anche naturali, per esempio a base di ginseng o magnesio.
  • Avere uno stile di vita attivo e praticare sport per alleviare lo stress e i sintomi di depressione e ansia e migliorare il sonno.
  • Ritagliarsi delle pause di relax da dedicare ad attività che piacciono e rilassano.