Sindrome della brava bambina. Cosa è, come superarla e liberarsene

Sindrome della brava bambina. Cosa è, come superarla e liberarsene
Ultima modifica 05.07.2023
INDICE
  1. Sindrome della brava bambina: le sue radici nell'infanzia
  2. Cos'è la sindrome della brava bambina?
  3. Come si manifesta la sindrome della brava bambina?
  4. Perché vogliamo essere delle “brave bambine”?
  5. Come superare la sindrome della brava bambina

Sindrome della brava bambina: le sue radici nell'infanzia

Fin dall'infanzia una bambina impara che "deve fare la brava", "deve essere diligente", "deve stare composta". La "sindrome della brava bambina" è un modello comportamentale che ha le sue radici nell'educazione che le bambine ricevono fin da piccole, con importanti conseguenze anche in età adulta.

Cos'è la sindrome della brava bambina?

La sindrome della brava bambina riguarda prevalentemente le donne e consiste in un insieme di comportamenti accomodanti, messi in atto fin dall'infanzia. Questo modello comportamentale si basa sull'idea di dover essere sempre conforme al modello di "brava bambina", ossia diligente, affidabile, quasi perfetta, all'interno di contesti sociali, lavorativi, privati come modalità per ottenere riconoscimento del proprio valore e della propria efficacia. Questa tendenza a cercare costantemente l'approvazione degli altri e accontentarli, a discapito dei propri bisogni, ha, però, importanti conseguenze sulla salute mentale della persona, sulla sua autostima e sul suo senso di autorealizzazione.
 
Per approfondire: Autostima nei vari ambiti della vita: come migliorarla

Come si manifesta la sindrome della brava bambina?

La sindrome della brava bambina ha radici nell'infanzia per poi svilupparsi in età adulta nel modo di vivere i rapporti e nello stare in relazione nei diversi contesti.
La sindrome della brava bambina si manifesta con comportamenti accondiscendenti, paura di esprimere dissenso, autosvalutazione e costante preoccupazione riguardo le emozioni degli altri, che passano, spesso, in primo piano rispetto alle proprie.
Si tende a dare più importanza e validità ai bisogni altrui, a discapito dei propri, per non creare rotture o non deludere le aspettative che si presume ci siano nei propri confronti. La costante preoccupazione riguardo i bisogni, giudizi e valutazioni dell'altro diventa un fattore chiave del vivere le relazioni, con un conseguente sovraccarico mentale, energetico, emotivo molto difficile da sostenere.
Chi soffre della sindrome della brava bambina tende ad avere alto perfezionismo e autocritica, con impatto negativo sull'autostima, sulla capacità di autoaffermarsi e sulla possibilità di perseguire i propri obiettivi.
Essere accomodanti in ogni ambito della vita, oltre a dar luogo a dinamiche relazionali viziate, può portare a provare diversi vissuti emotivi spiacevoli quali:
  • ansia, dovuta alla costante preoccupazione dell'interpretare bisogni, aspettative e richieste del contesto, per timore di sembrare "egoista";
  • sensi di colpa, nei casi in cui non è possibile soddisfare aspettative e bisogni, reali o presunti, delle persone attorno;
  • inadeguatezza, nei casi in cui non ci si senta in grado di compiacere l'altro e, quindi, ricevere il dovuto riconoscimento;
  • frustrazione e senso di scarsa efficacia, dovute al mancato ascolto dei propri bisogni e alla percezione di sé come "persona debole".

 

Perché vogliamo essere delle “brave bambine”?

La sindrome della brava bambina trova le sue radici nell'educazione emotiva ricevuta e nel modo in cui viene trasmesso e presentato il dissenso nel contesto educativo. Se la rabbia o le altre emozioni utili a manifestare i propri bisogni vengono spesso punite, invalidate e non riconosciute come parte importante del proprio vissuto psichico infantile, apprenderemo presto che l'unico modo per ricevere amore e riconoscimento da parte degli adulti sia mettere da parte ciò che si sente, adattandosi alle richieste degli altri. Questo può dar luogo, di fatto, a uno schema comportamentale che potrebbe costituire un modello generalizzabile anche nelle relazioni future. 
 
La sindrome della brava bambina è una problematica che si riscontra prevalentemente nelle donne: questo pone inevitabilmente l'attenzione, tra i fattori responsabili della sua insorgenza, alle differenze di stili educativi tra generi diversi. Aspettative e ruoli di genere predefiniti influenzano da sempre l'educazione e, quindi, il modo in cui impariamo a stare nel mondo e affrontare i problemi. Le pressioni e le aspettative sociali, differenziate a seconda del genere, incoraggiano spesso le bambine a essere brave, compiacenti e diligenti. Di contro, i bambini sono invitati a "non piangere", a reprimere le proprie emozioni per essere forti e coraggiosi. Questi modelli, oltre a limitare il potenziale espressivo di bambine e bambini, vengono spesso interiorizzati al punto da manifestarsi anche in età adulta: gli uomini tendono ad avere più difficoltà ad entrare in contatto con la propria sfera emotiva, perché da sempre considerata una pratica "femminile", mentre le donne possono imparare che il proprio valore personale dipende dalla capacità di soddisfare le richieste dell'altro, senza prendere troppo spazio o "far rumore" con i propri bisogni. 
 
Tutte queste dinamiche hanno un impatto sulla salute mentale di bambine e bambini e sulla loro futura capacità di far fronte ai problemi della vita. Chi soffre della sindrome della brava bambina potrebbe avere molte difficoltà nello sviluppo di una sana autostima e nell'apprendimento delle capacità assertive necessarie per dar spazio ai propri bisogni, con conseguenze sulla percezione di sé e sul proprio senso di autoefficacia.

 

Come superare la sindrome della brava bambina

Superare la sindrome della brava bambina richiede un percorso di consapevolezza e cambiamento che è bene intraprendere con l'aiuto di un professionista della salute mentale. 
 
È importante liberarsi dall'idea che il nostro ruolo all'interno delle relazioni debba essere necessariamente "meritato" e che, per farlo, ci sia bisogno di azioni accondiscendenti che mettano in secondo piano i nostri bisogni. 
Per liberarsi dalla sindrome della brava bambina e, quindi, emanciparsi dalla tendenza a compiacere gli altri è importante innanzitutto lavorare sul riconoscimento di questo schema comportamentale, sulla comprensione delle sue radici e sulle ripercussioni che ha sul nostro presente e sulla nostra vita quotidiana. È importante prendere consapevolezza dei pensieri e dei comportamenti che limitano il proprio modo di esprimersi all'interno delle relazioni e delle conseguenze degli stessi sulla qualità di vita. 
Attraverso l'aiuto di uno psicologo sarà possibile imparare a riconoscere i propri diritti all'interno delle relazioni, sentimentali, amicali, familiari, lavorative, imparando a comunicare con assertività i propri bisogni e stabilendo dei confini sani tra sé e l'altro. 
 
È, inoltre, importante ricordare che la sindrome della brava bambina può essere prevenuta, proprio a partire dagli apprendimenti destinati alle nuove generazioni: in tal senso, potrebbe essere molto utile promuovere un'educazione che permetta a tutti i bambini e a tutte le bambine di esprimere le loro emozioni e bisogni, promuovendo autonomia e sensibilità, senza distinzioni di genere.
 

Fonti

  • Brown, B. (2010). The Gifts of Imperfection: Let Go of Who You Think You're Supposed to Be and Embrace Who You Are. Hazelden Publishing.
  • Neff, K. D. (2011). Self-Compassion: Stop Beating Yourself Up and Leave Insecurity Behind. William Morrow.
  • Pipher, M. (1995). Reviving Ophelia: Saving the Selves of Adolescent Girls. Riverhead Books.

Autore

Dott.ssa Ilaria Albano
Dr. Ilaria Albano, psicologa con formazione in Psicologia Cognitiva e Neuroscienze, si occupa di divulgazione scientifica, benessere e empowerment. Founder del progetto "Psicologa Scortese", ogni sabato mattina ha una rubrica in diretta su Radiofreccia.