Sindrome del papavero alto: cosa è, come si manifesta e come affrontarla

Sindrome del papavero alto: cosa è, come si manifesta e come affrontarla
Ultima modifica 15.03.2023
INDICE
  1. Sindrome del papavero alto
  2. Cos'è la sindrome del papavero alto?
  3. Come si manifesta la sindrome del papavero alto?
  4. Cos'è l'invidia?
  5. Le conseguenze della sindrome del papavero alto
  6. Come si affronta la sindrome del papavero alto

Sindrome del papavero alto

Quando assistiamo al successo degli altri può capitare di sentirci invidiosi, frustrati o insoddisfatti verso la nostra stessa vita. La chiamano "sindrome del papavero alto" ed è una condizione di particolare disagio dovuta all'invidia del successo altrui.

Cos'è la sindrome del papavero alto?

La sindrome del papavero alto è quella sensazione di invidia che potremmo provare quando qualcuno attorno a noi sta avendo successo. Il nome "sindrome del papavero alto" trae spunto da un aneddoto storico sull'imperatore Tarquinio il Superbo. Quando gli fu chiesto consiglio su come mantenere un buon controllo sulla popolazione, Tarquinio il Superbo iniziò a camminare nei campi tagliando i papaveri che trovava più alti rispetto ad altri. Con questo gesto, l'imperatore spiegò che, per mantenere il controllo, occorreva "eliminare tutto ciò che stava al di sopra degli altri". Da questo aneddoto, il nome "sindrome del papavero alto" è stato, quindi, utilizzato per indicare le ripercussioni del successo altrui sulle singole persone.

Come si manifesta la sindrome del papavero alto?

Quando nel nostro cammino incontriamo un "papavero alto", capita spesso di provare invidia. L'invidia è un'emozione che appartiene a tutti gli essere umani e, in alcuni casi, può influenzare la nostra esistenza in modo molto significativo. Il successo altrui può innescare sentimenti di inferiorità, frustrazione, ingiustizia. È il caso in cui si provi insoddisfazione per la propria vita o si avverta forte il timore di non raggiungere la propria realizzazione personale. La sindrome del papavero alto si verifica quando ci scontriamo con qualcosa degli altri che noi non abbiamo; può manifestarsi a livello comportamentale con il desiderio di emulare il successo osservato, ma anche con la negazione dei traguardi altrui o con il tentativo di sabotarli. 

Cos'è l'invidia?

L'invidia è un'emozione complessa che riguarda sentimenti di rivalità, di inadeguatezza e di inferiorità. L'invidia è strettamente collegata alla realizzazione dei singoli obiettivi personali, ma può toccare anche tematiche più profonde ed esistenziali, come la consapevolezza dei propri valori di vita o la valutazione della propria autostima, ossia il giudizio che ognuno ha di sé.
All'interno della nostra società provare invidia è oggetto di vergogna e rifiuto; al contrario, è un'emozione che attribuiamo spesso agli altri per fare inferenze sulle loro intenzioni. In realtà, provare invidia è un fenomeno del tutto comune e solo in certe condizioni può considerarsi patologico. L'invidia diventa patologica quando è retta da processi cognitivi rigidi e disfunzionali: se dal confronto con l'altro scaturiscono pensieri persistenti di autosvalutazione e inferiorità, potrebbero conseguire comportamenti disfunzionali come, ad esempio, condotte aggressive verso altri o se stessi.

Per approfondire: Come aumentare l'autostima con lo yoga

Le conseguenze della sindrome del papavero alto

L'invidia è frequentemente associata a emozioni e sentimenti quali ammirazione, ma anche rabbia, disprezzo, indignazione. Chi prova disagio nei confronti di persone di successo, può, in effetti, destinar loro continue critiche e svalutazioni. La sindrome del papavero alto spesso può racchiudere un generale senso di sfiducia verso se stessi, che si può manifestare con azioni aggressive, ma anche con un atteggiamento di passività nei confronti della propria esistenza: se raggiungere il successo porta a un maggior rischio di essere esposti, rifiutati, criticati, alcune persone potrebbero implicitamente convincersi che è sempre bene restare "nell'ombra". Intimoriti dall'opinione altrui, abbandonare l'idea di raggiungere la propria realizzazione personale potrebbe sembrare la soluzione più sostenibile, in termini di "costi emotivi", anche se questo implicherebbe il mancato raggiungimento dei propri obiettivi. Un meccanismo di questo tipo potrebbe essere un indicatore di diverse problematiche, quali bassa autostima o ansia sociale.

Come si affronta la sindrome del papavero alto

In una società in cui la performance e il successo sono considerati i principali indicatori di valore personale, assistere ai traguardi altrui è fonte di forte disagio per molte persone. Siamo costantemente esposti a narrazioni di successo e, complice anche lo sviluppo di nuove piattaforme e reti sociali, le vite degli altri ci sembrano sempre più irraggiungibili e perfette. I confronti sociali mettono spesso in luce insicurezze personali e sentimenti di inferiorità, facendo leva sul proprio senso di inadeguatezza.


Appare, ormai, impossibile evitare del tutto questo tipo di esposizioni, pertanto, potrebbe essere più opportuno rivalutare le potenzialità del confronto sociale in un'ottica di empowerment personale: l'invidia è un'emozione umana ed è importante riconoscere che non è "sbagliato" provarla, ma, anzi, ci può dire tanto di noi stessi e di ciò che vogliamo. L'ormai inevitabile esposizione al successo altrui può costituire, quindi, un'occasione per riflettere sui propri valori e sulla propria realizzazione personale.

Se sentiamo di avere anche noi la sindrome del papavero alto, potrebbe essere un buon momento per iniziare un percorso psicologico e identificare quali obiettivi sono davvero importanti per la nostra realizzazione personale e quali assumiamo perché ci vengono implicitamente "imposti", lavorando sulle azioni da mettere in atto affinché la nostra invidia sia il motore di un atteggiamento funzionale verso noi stessi.


Attraverso un percorso con uno psicologo si potrà lavorare sulla propria autostima, sul confronto sociale e sui propri valori e progetti di vita, per fare in modo che l'invidia e le altre emozioni legate alla sindrome del papavero alto non diventino l'elemento predominante del nostro modo di vivere e di relazionarci agli altri.

 

Fonti

  • Castelfranchi, C., Miceli, M. e Parisi, D. (1988). Invidia, in C. Castelfranchi, Che figura. Emozione e immagine sociale, Il mulino, Bologna.
  • D'Urso, V. (2013). Psicologia della gelosia e dell'invidia. Carocci Editore
  • Girotti, G., Marchetti, A., e Antonietti, A. (1992). Tra il dire e il sentire, Cleup, Padova

Autore

Dott.ssa Ilaria Albano
Dr. Ilaria Albano, psicologa con formazione in Psicologia Cognitiva e Neuroscienze, si occupa di divulgazione scientifica, benessere e empowerment. Founder del progetto "Psicologa Scortese", ogni sabato mattina ha una rubrica in diretta su Radiofreccia.