Reflusso del Neonato: sintomi, come riconoscerlo e rimedi

Reflusso del Neonato: sintomi, come riconoscerlo e rimedi
Ultima modifica 09.04.2024
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Cause
  4. Sintomi e Complicanze
  5. Diagnosi
  6. Terapia e Rimedi

Generalità

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Il reflusso del neonato è un fenomeno che si verifica nei primissimi mesi di vita e che consiste nella risalita verso l'esofago del cibo presente a livello gastrico (cioè nello stomaco).

La sua presenza, di solito, è temporanea e generalmente priva di conseguenze spiacevoli. Infatti, nella maggior parte dei casi è dovuta a un cardias - ovvero la valvola situata tra esofago e stomaco - ancora immaturo e poco funzionale.

Se il reflusso risulta essere un problema persistente e con gravi ripercussioni sull'infante (perdita di peso, pianto ricorrente, repulsione per il cibo, vomito violento e con tracce di sangue ecc.), allora alla sua origine potrebbero esserci condizioni morbose che richiedono un trattamento specifico.

Tra queste condizioni morbose, rientrano: la malattia da reflusso gastroesofageo, l'esofagite, la gastroenterite allergica e la stenosi pilorica.

Cos'è

Il reflusso del neonato è un fenomeno tipico dei primi 12-14 mesi di vita e che consiste nella risalita, dallo stomaco verso l'esofago, del cibo ingerito con una poppata o un pasto.
Contrassegnato talvolta da rigurgiti fino alla bocca (con tanto di piccole emissioni di cibo), è una condizione alquanto comune e solo in rari casi motivo di apprensione e allarmismi.
Se con il cibo risalgono anche i succhi gastrici, si parla anche di reflusso acido del neonato, dove la parola acido fa riferimento all'acidità (basso pH) dei succhi gastrici.

Epidemiologia: quanto è diffuso il Reflusso del Neonato?

Il 50% circa dei bambini entro il terzo mese di vita manifesta fenomeni di reflusso. Tuttavia, solo in pochi di questi, il suo verificarsi è legato a un problema di salute serio.
Tra i bambini al 10° mese, la percentuale di casi di reflusso scende al 5%.
Sebbene avvenga assai raramente, è possibile che alcuni bambini continuino a soffrire di reflusso anche fino al 18esimo mese.

Cause

In genere, il reflusso del neonato insorge per una combinazione di fattori.
Sicuramente il motivo più importante e influente è il fatto che il cardias dei bambini appena nati (e fino al 12esimo-18esimo mese) è ancora immaturo e poco funzionale.

Il cardias, o sfintere esofageo inferiore, è la valvola situata tra esofago e stomaco, che regola il passaggio unidirezionale del cibo tra questi due comportamenti (il senso corretto è: esofago → stomaco).
In secondo luogo, possono incidere sulla comparsa del reflusso:

  • La dieta liquida (latte in particolare), tipica dell'età neonatale.
  • La formazione di bolle nello stomaco che "spingono" il cibo presente verso l'esofago.
  • L'eccessiva velocità nel bere da parte del bambino.
  • Un'eccessiva quantità di cibo somministrata al neonato.

Il cardias si apre soltanto quando una persona ingurgita il cibo, cioè quando deglutisce. In tutti gli altri momenti della giornata è chiuso, così che sia impossibile per il contenuto dello stomaco (sia che si tratti di cibo o succhi gastrici) risalire nell'esofago o più in alto.

Quando il Reflusso del Neonato è un problema serio?

In un numero esiguo di casi, il reflusso del neonato è la conseguenza di alcune condizioni morbose gravi o comunque problematiche, come:

Sintomi e Complicanze

Sebbene non si verifichi sempre, il segno più caratteristico del reflusso del neonato è il rigurgito fino alla bocca del contento gastrico.
Al rigurgito può aggiungersi anche il vomito, ma si tratta di un fenomeno più raro e associato a condizioni di reflusso gravi (come per esempio la gastroenterite allergica, la malattia da reflusso gastroesofageo ecc).

Altri sintomi di Reflusso del Neonato

Se il contenuto gastrico non risale fino alla bocca, ma si ferma alla gola o all'esofago, un genitore può sospettare la presenza di episodi di reflusso in caso di:

  • Inappetenza, ovvero scarso appetito accompagnato molte volte anche da un senso di repulsione per il cibo.
  • Mancata crescita del proprio bambino o, nei casi peggiori, calo del peso corporeo.
  • Pianti frequenti, soprattutto dopo i pasti e alla notte, quando il proprio bambino è disteso.
  • Irritabilità frequente nel bambino.
  • Tosse frequente, anche quando il neonato non è affetto da alcuna forma di raffreddore.

Quando rivolgersi al medico?

Come ricordato più volte, il reflusso del neonato è una condizione che, in forma lieve, si verifica abbastanza di frequente; pertanto, è da considerarsi un fenomeno quasi normale.
Se, però, il bambino manifesta:

  • Episodi violenti di vomito, o vomito "a proiettile",
  • Perdita o mancato aumento di peso,
  • Rigurgiti fino alla bocca di color giallo o verde,
  • Vomito con tracce di sangue o con un qualcosa che ricorda i fondi di caffè (N.B: la presenza di sangue è conseguente all'irritazione prodotta dai succhi gastrici ai danni della mucosa dell'esofago),
  • Difficoltà respiratorie,
  • Sangue nelle feci,
  • Vomito a partire dall'età di 6 mesi e
  • Forte repulsione per il cibo,

è consigliabile contattare immediatamente il proprio medico pediatra e richiedere un appuntamento, per approfondire la situazione.

Infatti, le manifestazioni sopraccitate potrebbero essere il segnale di stati morbosi - come la malattia da reflusso gastroesofageo, l'esofagite eosinofila, la stenosi pilorica ecc. - giunti anche a uno stadio avanzato/grave.

Complicanze

Oltre a un rallentamento della crescita e ai problemi respiratori, il reflusso del neonato sembrerebbe essere una delle cause che, in età adolescenziale, in certi individui, scatena la malattia da reflusso gastroesofageo.
Tuttavia, è bene precisare che i ricercatori non possiedono ancora prove precise in merito a tale possibilità.

Diagnosi

Come riconoscere il Reflusso del Neonato?

Per capire l'entità del reflusso (cioè se si tratta o meno un problema grave), il medico pediatra deve sottoporre il neonato a un esame obiettivo accurato, durante il quale visita il bambino e interroga i genitori sui sintomi o segni notati fino a quel momento.
Se non emergono problemi particolari (come per esempio il calo del peso corporeo ecc), l'iter diagnostico può ritenersi già concluso: il bambino, infatti, è sano e nel giro di pochi mesi non presenterà più alcun disturbo.
Se, al contrario, l'esame obiettivo rivela la presenza di complicanze, diventa fondamentale la realizzazione di test diagnostici più approfonditi, tra cui:

Ecografia

L'ecografia è un esame di diagnostica per immagini molto praticato, perché innocuo e sufficientemente esauriente.
Per la sua realizzazione, si utilizza una sonda a ultrasuoni che, appoggiata sulla cute del paziente, consente la visualizzazione degli organi e dei tessuti sottostanti, grazie a immagini proiettate su un monitor opportunamente collegato.
L'ecografia del tratto gastroesofageo può chiarire se il paziente soffre di stenosi pilorica o di altri problemi analoghi.

Esami di laboratorio

Gli esami di laboratorio consistono nell'esecuzione di analisi su campioni di urine e sangue.
La loro esecuzione serve a identificare alcune cause che possono indurre il vomito o la perdita di peso. Sono utili anche ai fini di una diagnosi differenziale, cioè quando si valutano eventuali condizioni dai sintomi simili a quella sospettata.

Monitoraggio del pH esofageo

Il monitoraggio del pH esofageo, o pH-metria, è la misurazione dei livelli di acidità all'interno dell'esofago e dello stomaco.
Per la sua realizzazione, occorre inserire un apposito sondino, che viene inserito nel naso e poi condotto pian piano fino ai due compartimenti dell'apparato digerente sopraccitati. All'estremità del sondino, è installato un piccolo sensore (un elettrodo) capace di registrare il livello di acidità e riportarlo su un apparecchio esterno (a cui è ovviamente collegato).
Per gli adulti, la pH-metria non è dolorosa, ma risulta fastidiosa quando il medico inserisce il sondino (per questo si usa un anestetico); nei neonati, è difficile stabilire cosa la sua esecuzione provochi, tuttavia non comporta generalmente alcuna complicanza.
Particolarmente utile nei casi di sospetto reflusso gastroesofageo a carattere acido, l'esame può durare diverse ore (di solito 24 ore) e richiede il ricovero ospedaliero dell'infante (per il monitoraggio del pH).

Radiografia del tratto gastrointestinale

La radiografia del tratto gastrointestinale può fornire delle importanti informazioni relative allo stato di salute delle pareti interne di stomaco e intestino (parte iniziale).
È detta anche "pasto di bario" perché, per migliorare la visione delle porzioni interessate, il medico radiologo somministra al paziente un liquido contenente solfato di bario (N.B: il liquido è di colore bianco e ha un aspetto lattescente).
La radiografia del tratto gastrointestinale risulta particolarmente utile anche quando si sospetta la presenza di un'ostruzione tra stomaco e intestino (stenosi pilorica).

Endoscopia del tratto digestivo superiore

Si chiama endoscopia, o esame endoscopico, la procedura diagnostica che prevede l'osservazione delle parti interne del corpo, per mezzo di uno strumento chiamato endoscopio.
Un endoscopio è un tubo lungo, sottile e flessibile, munito a un'estremità (quella inserita nelle cavità del corpo) di una sorgente di luce e di una telecamera (N.B: la telecamera è collegata a un monitor esterno, su cui compaiono le immagini dell'area osservata).
L'endoscopia del tratto digestivo superiore permette la visualizzazione dell'esofago, dello stomaco e del tratto iniziale di intestino; se vi sono restringimenti o stati infiammatori (per esempio esofagite), questi vengono facilmente identificati.
Inoltre, la procedura possiede un altro vantaggio, che i test precedentemente descritti non hanno: la possibilità di raccogliere un campione di cellule sospette (biopsia), per un futuro esame istologico di laboratorio.

Terapia e Rimedi

Nella maggior parte dei casi il reflusso del neonato prevede, più che dei trattamenti terapeutici particolari, dei semplici (ma efficaci) accorgimenti come:

  • Pasti piccoli (cioè in piccole quantità) e frequenti;
  • Moderare la velocità di somministrazione del cibo;
  • Diverse soste durante il pasto, per permettere all'infante di "fare il ruttino";
  • Mantenere il bambino in posizione verticale, sia durante che dopo ogni pasto.

Se tali rimedi risultano inefficaci (perché alle spalle c'è una malattia da reflusso gastroesofageo ecc.), o se è confermata la presenza di un'allergia al latte vaccino, bisogna ricorrere a cure più specifiche. Addirittura, nei casi più complicati, diventa necessaria la pratica chirurgica.

Farmaci contro il Reflusso del Neonato

Se il reflusso del neonato ha carattere cronico e impedisce al bambino di crescere, il medico può prescrivere la somministrazione di farmaci come la ranitidina e/o l'omeprazolo.

La ranitidina è un antagonista dei recettori H2 dell'istamina, con la funzione di inibire la produzione acida da parte dello stomaco (quindi evita una produzione massiccia di succhi gastrici).

L'omeprazolo, invece, è un inibitore di pompa protonica, che - come la ranitidina - riduce la produzione di acido nello stomaco.

Attenzione a ranitidina e omeprazolo

Specie nei bambini molto piccoli, la ranitidina e l'omeprazolo (e tutti i medicinali simili) vanno usati con cautela e solo se strettamente necessario, perché potrebbero provocare anche gravi effetti collaterali. Infatti, possono dare origine a disturbi gastrointestinali (ranitidina) e a infezioni intestinali e delle vie respiratorie (omeprazolo).

Rimedi contro l'allergia al latte vaccino

Se viene confermata dagli esami diagnostici la presenza di un'allergia al latte vaccino, è possibile sostituire tale prodotto con un latte altamente idrolizzato, le cui proteine sono più piccole, quindi più facili da digerire e meno potenti dal punto di vista allergico.
In altre parole, viene utilizzato un preparato potenzialmente meno reattivo e verso cui c'è una maggiore tollerabilità.

Chirurgia

L'intervento chirurgico consiste in una procedura, nota come fundoplicatio, durante la quale una parte di stomaco viene suturata attorno alla base dell'esofago, esattamente dove risiede il cardias. Ciò viene realizzato allo scopo di opporre una maggiore resistenza alla risalita del cibo verso l'alto.
L'operazione di fundoplicatio risulta indispensabile quando il reflusso del neonato è grave e non risponde ad alcun altro rimedio o trattamento.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza