Psittacosi: sintomi e cura
Ultima modifica 07.03.2024
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Cause
  4. Sintomi e Complicanze
  5. Diagnosi
  6. Terapia
  7. Prevenzione
  8. Prognosi

Generalità

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La psittacosi, detta anche ornitosi o malattia del pappagallo, è un'infezione che l'essere umano contrae solitamente dagli uccelli, a causa di un batterio chiamato Chlamydia psittaci.

Nell'essere umano, è responsabile di un'infezione delle vie respiratorie.

Gli uccelli capaci di trasmettere questa malattia infettiva sono: pappagalli, pappagallini, canarini, passeri, colombi ecc.

Per ammalarsi, è necessario un contatto diretto con le urine, le feci, le uova o le piume degli animali infetti.

Le forme meno gravi di psittacosi possono essere asintomatiche o caratterizzate da sintomi simil-influenzali; le forme più gravi, invece, possono dar luogo a una polmonite.

Per la diagnosi, serve uno specifico esame del sangue, che quantifica i livelli di anticorpi contro il batterio infettante.

Se la terapia antibiotica è adeguata, la guarigione avviene nel giro di 2-3 settimane.

Cos'è

Conosciuta anche con il nome di ornitosi o malattia del pappagallo, la psittacosi è un'infezione che colpisce certi uccelli e che, in alcuni casi, può trasmettersi anche all'essere umano.

Nell'essere umano, la psittacosi è responsabile di un'infezione respiratoria acuta.

Infezione di origine batterica, la psittacosi appartiene alla classe delle zoonosi, ovvero le malattie infettive che si trasmettono dagli animali all'essere umano.
Salvo non si adattino alla specie umana, le zoonosi provocano disturbi solo all'individuo che le contrae.

Epidemiologia e storia della Psittacosi

I primi casi di psittacosi furono registrati in Svizzera, nel 1879: le 7 persone infette si ammalarono di polmonite dopo il contatto con uccelli tipici delle zone tropicali.
La scoperta della natura infettiva della psittacosi risale al 1930, ma l'identificazione del batterio Chlamydia psittaci è avvenuta soltanto nel 1960, dopo l'avvento della microscopia elettronica.
Oggi, i casi registrati di psittacosi sono pochi, soprattutto perché l'infezione viene scambiata spesso per una semplice influenza.
Secondo una ricerca statistica statunitense, dal 2002 al 2009 i casi di ornitosi sono stati appena 66 (ma probabilmente il dato è sottostimato).
A marzo 2024, l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha emesso un alert riguardante la psittacosi, in seguito a un aumento di casi nell'Unione Europea che ha provocato anche 5 decessi; sempre l'OMS ha segnalato che la maggior parte dei casi è correlata all'esposizione a uccelli selvatici o domestici e ha riguardato soprattutto coloro che lavorano con uccelli da compagnia, pollame e veterinari.

Cause

Cosa provoca la Psittacosi?

La psittacosi è dovuta a un batterio conosciuto con il nome di Chlamydia psittaci.

Chlamydia psittaci, o Chlamydophila psittaci, è un batterio di dimensioni pari a circa 0,5 micrometri, appartenente al genere Chlamydophila, come la più famosa Chlamydophila pneumoniae (Chlamydia pneumoniae).

Diffuso soprattutto tra gli uccelli (in particolare tra i pappagalli, i canarini, i pappagallini, i piccioni, i passeri, le anatre, le galline e i gabbiani), questo batterio può ritrovarsi molto raramente anche tra i bovini, i maiali, le pecore e i cavalli.

Per quanto riguarda gli uccelli, Chlamydia psittaci può risiedere nel tratto gastrointestinale, nelle cellule epiteliali della maggior parte degli organi, nelle uova, negli escrementi, nelle secrezioni delle vie respiratorie e nel piumaggio.

Il batterio può sopravvivere all'aria per diverso tempo (anche mesi), in quanto appartiene a una specie molto resistente.

Come si trasmette la Psittacosi?

La trasmissione di Chlamydia psittaci all'essere umano avviene principalmente attraverso la semplice inalazione delle particelle d'aria contaminate dal batterio (chiaramente in un ambiente popolato da uccelli infetti).

Un'altra via di contagio è il contatto con urina, feci e secrezioni respiratorie degli uccelli infetti.

Infine, l'essere umano può infettarsi anche in seguito alla manipolazione del piumaggio o dei tessuti degli animali infetti.

Altre vie di trasmissione meno comuni:

  • Contatto bocca-becco di un uccello infetto;
  • Beccata d'uccello infetto;
  • Contatto diretto con tessuti del corpo appartenenti a un uccello infetto.

Come accorgersi che un uccello ha Psittacosi?

Gli uccelli infettati da Chlamydia psittaci possono sembrare del tutto sani (infezione latente) oppure presentare i seguenti segni patologici:

Nei casi di infezione latente, gli animali sono comunque capaci di trasmettere la malattia, soprattutto quando si trovano in una situazione di stress (scarso cibo, gabbie in cui vivono sovraffollate, trasporto prolungato, accoppiamento forzato ecc).
Nei casi in cui i sintomi sono evidenti, questi possono comparire dopo pochi giorni (3 in genere) o dopo diverse settimane.

Psittacosi nell'essere umano: qual è il periodo di incubazione

La psittacosi nell'essere umano ha un tempo di incubazione che varia da 1 a 4 settimane.

Nella maggior parte dei casi, l'incubazione è di 10-14 giorni.

Psittacosi: è possibile la trasmissione tra esseri umani?

La trasmissione da uomo a uomo è molto rara e avviene soltanto in casi d'infezione molto grave.

Fattori di rischio per la Psittacosi nell'essere umano

Le persone più a rischio di psittacosi sono quelle che trascorrono molto tempo a stretto contatto con gli uccelli, cioè:

  • Appassionati d'uccelli;
  • Allevatori di colombi;
  • Lavoratori delle aziende avicole;
  • Lavoratori delle aziende che producono mangimi per uccelli;
  • Impiegati dei negozi d'animali domestici;
  • Veterinari;
  • Allevatori di uccelli esotici;
  • Impiegati dei laboratori diagnostici.

Sintomi e Complicanze

Come si manifesta la Psittacosi nell'uomo?

Il quadro sintomatologico dipende dalla gravità dell'infezione: le psittacosi gravi possono provocare sintomi e segni simili a una polmonite; le psittacosi lievi o moderate, invece, possono causare manifestazioni simili a quelle di una normale influenza.

Di seguito, ecco un elenco di tutti i possibili sintomi della psittacosi nell'essere umano:

Perché la Psittacosi può causare polmonite?

La psittacosi è primariamente un'infezione delle vie respiratorie e dei polmoni. Ciò spiega per quale motivo una grave infezione da Chlamydia psittaci possa provocare una polmonite, cioè una grave infiammazione dell'apparato respiratorio.

Psittacosi asintomatica

Talvolta, la psittacosi nell'essere umano è asintomatica o caratterizzata da sintomi lievi.
In tali frangenti, l'infezione passa inosservata, scambiata per un banale raffredore o una forma influenzale leggera. 

Ciò spiega anche per quale ragione la psittacosi è un'infezione sottodiagnosticata.

A chi rivolgersi?

I soggetti più a rischio di psittacosi (quindi allevatori d'uccelli, appassionati ecc.) dovrebbero contattare immediatamente il proprio medico, a puro scopo precauzionale, non appena avvertono disturbi simil-influenzali o alle vie respiratorie di natura sospetta.

Complicanze

Oltre ai polmoni, la psittacosi può colpire anche altri organi, quali: fegatocuorecervello e/o cornea.

Gli effetti che possono scaturire da tali interessamenti sono: epatite (infiammazione del fegato), endocardite (infiammazione dell'endocardio, ovvero la membrana che avvolge le cavità interne e le valvole del cuore), miocardite (infiammazione del miocardio, cioè il muscolo del cuore), encefalite (infiammazione dell'encefalo) e cheratocongiuntivite (infiammazione della cornea e della congiuntiva).

Diagnosi

Come riconoscere la Psittacosi?

Per diagnosticare la psittacosi, bisogna prelevare un campione di sangue dell'individuo sospetto e analizzarne il contenuto anticorpale (cioè il tipo di anticorpi presenti).

Se nel campione sanguigno ci sono anticorpi contro Chlamydia psittaci, significa che il paziente sotto esame è affetto da psittacosi.

Seppur in misura minore rispetto al contenuto anticorpale, possono risultare significativi ai fini diagnostici anche gli alti livelli di enzimi epatici e i bassi valori sanguigni di globuli bianchi (leucopenia) e piastrine (trombocitopenia).

Informazioni importanti, inoltre, provengono anche dall'anamnesi: conoscere le abitudini del paziente può aiutare a capire se è un soggetto a rischio di psittacosi.

Patologie simili alla psittacosi

Quando il medico deve sospettare la Psittacosi?

Se dall'anamnesi emerge che il paziente con sintomi simili a una polmonite trascorre molto tempo a stretto contatto con gli uccelli, il medico è tenuto a sospettare la psittacosi e a prescrivere degli esami del sangue.

Terapia

Come si cura la Psittacosi?

La psittacosi prevede un trattamento a base di antibiotici, in particolare con tetracicline (doxiciclina e tetraciclina cloridrato) e con cloramfenicolo palmitato.

In genere, all'inizio del percorso terapeutico è meglio che la somministrazione farmacologica avvenga per via endovenosa.

Il trattamento deve durare circa 2-3 settimane, anche se i primi miglioramenti si hanno già dopo appena 48-72 ore.

Una sospensione prematura delle cure potrebbe rallentare la guarigione e causare la ricomparsa dei stessi sintomi.

Esistono altri trattamenti efficaci?

Se le tetracicline e il cloramfenicolo sono controindicati (è il caso, per esempio, dei pazienti di giovane età e delle donne incinte), è possibile sostituirli con l'eritromicina.

Psittacosi grave: cosa fare?

I pazienti con gravi sintomi di polmonite devono ricevere i classici trattamenti che servono in tali circostanze: quindi terapia di supporto respiratoria e cardiocircolatoria, drenaggio dei versamenti pleuriciantidolorifici.

Prevenzione

Per prevenire la diffusione di Chlamydia psittaci in un allevamento di uccelli (ma anche nel contesto domestico e ricreativo), è bene attenersi alle seguenti raccomandazioni:

  • Somministrare cibo sicuro e alle dosi adeguate;
  • Evitare il sovraffollamento delle gabbie;
  • Munire lo stabilimento in cui si trovano gli animali di un adeguato impianto di ventilazione. Ciò serve a pulire l'aria dalla presenza di eventuali microrganismi patogeni, tra cui anche Chlamydia psittaci;
  • Evitare di accatastare le gabbie, in maniera tale che feci, piume o residui di cibo di una gabbia non finiscano in quelle adiacenti;
  • Pulire periodicamente le gabbie.

Cosa fare in caso di sospetta Psittacosi negli uccelli?

Se si sospetta che qualche animale sia stato infettato da Chlamydia psittaci, è opportuno aggiungere una piccola dose di antibiotici al cibo somministrato, e isolare i possibili esemplari malati.
Inoltre, si raccomanda di disinfettare tutti gli ambienti venuti a contatto con gli uccelli malati.
disinfettanti utilizzabili sono: i composti dell'ammonio quaternario, l'etanolo al 70%, l'alcool isopropilico, la glutarladeide e la candeggina.

Prognosi

Se diagnosticata e curata in modo adeguato, la psittacosi ha una prognosi positiva.

In caso contrario, la mortalità è circa del 15%.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza