Cosa significa Pressione Bassa e Battiti Alti e quali sono le cause

Cosa significa Pressione Bassa e Battiti Alti e quali sono le cause
Ultima modifica 14.05.2024
INDICE
  1. Introduzione
  2. Cosa significa avere la Pressione Bassa?
  3. Cosa vuol dire avere i Battiti Alti?
  4. Perché con la Pressione Bassa i Battiti sono Alti?
  5. Quali sono le cause di Pressione Bassa e Battiti Alti?
  6. Quando preoccuparsi?
  7. Quali sono i sintomi?
  8. Cosa fare
  9. Conclusioni

Introduzione

Pressione Bassa e Battiti Alti: cosa significa?

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La pressione bassa e i battiti alti sono due condizioni che spesso si manifestano insieme, alle volte con sintomi lievi e in altre occasioni con sintomi più severi.

Avere la pressione bassi e i battiti alti significa che la pressione arteriosa è calata oltre il limite inferiore di normalità (90/60 mmHg), mentre i battiti cardiaci hanno superato la soglia di 100 per minuto.

Le cause della contemporanea presenza di questi due disturbi sono numerose.
Fattori scatenanti di lievi entità clinica sono generalmente responsabili di conseguenze temporanee, facilmente gestibili senza una cura particolare; fattori causali clinicamente più gravi, invece, sono all'origine di alterazioni ricorrenti e persistenti a carico della pressione e della frequenza cardiaca.

Questo articolo è dedicato all'approfondimento delle cause della pressione bassa in associazione ai battiti alti e all'analisi dei sintomi e dei potenziali rimedi.

Cosa significa avere la Pressione Bassa?

La pressione arteriosa, o pressione sanguigna arteriosa, è la forza che il sangue esercita sulle pareti dei vasi sanguigni, a seguito dell'azione di pompa svolta dal cuore.

La pressione arteriosa è da considerarsi normale quando i suoi valori a riposo sono compresi tra 90/60 mmHg e 130/85 mmHg.

Alla luce di ciò, si parla di pressione bassa (o ipotensione) quando i valori pressori a riposo sono inferiori a 90/60 mmHg.

Avere la pressione bassa non è sempre un male: secondo gli esperti, infatti, la presenza fisiologica di una pressione di poco inferiore alla normalità è da ritenersi protettiva nei confronti della condizione opposta, l'ipertensione (o pressione alta), che è notoriamente associata a rischio cardiovascolare; inoltre, molto spesso, un'ipotensione lieve è asintomatica.

Quando allora bisogna preoccuparsi per la pressione bassa?

La risposta è abbastanza semplice: quando i valori si discostano in modo significativo dal limite inferiore di normalità (90/60 mmHg). In tali frangenti, lo stato ipotensivo è sintomatico e la persona interessata si sente poco bene.
Le forme di pressione bassa di grado moderato-grave riconoscono varie cause, tra cui: patologie (es: cardiopatie), terapie farmacologiche (es: diuretici), nelle donne incinte, la gravidanza (vasodilatazione indotta dal progesterone).

Per approfondire: Pressione Bassa: quali sono i valori, i sintomi e i rimedi?

Cosa vuol dire avere i Battiti Alti?

Quando si parla di battiti cardiaci, il riferimento è alla frequenza cardiaca; la frequenza cardiaca è il numero di battiti cardiaci al minuto.

In una persona sana, la frequenza cardiaca a riposo misura un valore compreso tra 60 e 100 battiti per minuto.
Alla luce di ciò, con l'espressione battiti alti, si intende una frequenza cardiaca caratterizzata da un numero di battiti per minuto superiore a 100.

Il termine medico che definisce un numero di battiti cardiaci a riposo superiori alla norma è tachicardia.

L'aumento della frequenza cardiaca può dipendere da svariati fattori, alcuni preoccupanti, come per esempio l'esercizio fisico, e altri meno, come nel caso delle cardiopatie.

Il rialzo della frequenza cardiaca è una risposta messa in atto dal cuore quando c'è una maggiore richiesta di ossigeno in organi e tessuti; come analizzato poc'anzi, questa maggiore richiesta può scaturire da un aumento dell'attività fisica, da una difficoltà del cuore stesso di pompare il sangue in circolo o da altri motivi ancora.

Perché con la Pressione Bassa i Battiti sono Alti?

Quando la pressione arteriosa si abbassa in modo significativo, si verifica una riduzione dell'afflusso di sangue ossigenato a organi e tessuti, che il cuore potrebbe non riuscire a controbilanciare senza variare la sua attività.

Ecco, allora, che, quando ciò accade, il corpo umano risponde con un aumento della frequenza cardiaca (in altre parole, stimola il cuore ad aumentare il numero di battiti per minuto), nel tentativo di ripristinare il corretto apporto di sangue a organi o tessuti.

Sostanzialmente, l'aumento dei battiti cardiaci è un modo che l'organismo umano adotta per contrastare la pressione bassa e lo scarso afflusso di sangue ai tessuti che l'ipotensione comporta.

È doveroso precisare che non sempre un calo della pressione arteriosa si combina a un rialzo della frequenza cardiaca.

Quali sono le cause di Pressione Bassa e Battiti Alti?

Le cause del fenomeno della pressione bassa combinato ai battiti alti sono numerose.

I fattori scatenanti possono benigni (non pericolosi) oppure condizioni serie e, talvolta, anche pericolose per la vita.

Esercizio fisico

L'esercizio fisico è notoriamente associato a un aumento della frequenza cardiaca: quando una persona fa sport, il suo cuore batte più velocemente per diffondere efficacemente sangue ai muscoli, che sono i protagonisti dell'attività motoria.

Nel mentre, però, accade anche altro: per motivi ormonali e per modificazioni del calibro vasale, la pressione arteriosa si alza.

Quindi, nel pieno di un'attività fisica, si ha un aumento della frequenza cardiaca e un aumento della pressione sanguigna.

Alla luce di quanto appena detto, è lecito chiedersi in che modo e quando l'esercizio fisico è responsabile del fenomeno della pressione bassa combinato ai battiti alti? Com'è possibile questo binomio?

Nelle ore successive alla conclusione di un'attività fisica, la pressione sanguigna si abbassa, talvolta anche sotto i limiti di normalità, sotto l'influenza di vari fattori, compresa la perdita di liquidi (disidratazione); in alcuni casi, questo cambiamento è abbastanza rapido rispetto alla fine dell'attività.

Se è vero che la pressione cambia nel post-allenamento, anche in modo immediato, è altrettanto vero che la frequenza cardiaca potrebbe rimanere temporaneamente elevata anche al termine della pratica sportiva; questa eventualità dipende da svariati fattori, come la salute generale della persona, il suo grado alla forma fisica e l'attività svolta.

Il fenomeno della pressione bassa combinato ai battiti alti indotto dall'esercizio fisico si verifica proprio in questi momenti e in presenza delle circostanze sopra indicate.

Sindrome da tachicardia posturale ortostatica

Anche nota con la sigla POTS, la sindrome da tachicardia posturale ortostatica è una condizione contraddistinta da un malfunzionamento del sistema nervoso autonomo; quest'ultimo regola i processi fisici involontari, come la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la respirazione e la digestione.

Nelle persone affette da POTS, il passaggio dalla posizione sdraiata o seduta a quella eretta causa tipicamente tachicardia, ossia un aumento del numero dei battiti cardiaci.

Solo in alcuni casi, questo disturbo include anche un calo della pressione sanguigna e conseguente senso di svenimento.

La POTS è una condizione fastidiosa, che, in assenza di un trattamento adeguato, può compromettere significativamente la qualità di vita del paziente.

Ipotensione ortostatica

L'ipotensione ortostatica è una condizione caratterizzata da un abbassamento della pressione sanguigno durante il passaggio alla stazione eretta.

Quando una persona si alza dalla posizione sdraiata o seduta, la forza di gravità esercita la sua forza anche nei confronti del sangue, il quale sosta per qualche secondo nella parte inferiore del corpo. Ciò vuol dire che il cuore ha meno disponibilità di sangue da inviare in circolo.
Il risultato finale di quanto appena descritto è un calo della pressione arteriosa, che si protrae fino al ritorno al cuore del sangue provenienti dagli arti inferiori.

Alle volte, il calo pressorio tipico dell'ipotensione ortostatica è tale da indurre anche battiti alti, come risposta a una necessità di organi e tessuti di ricevere sangue ossigenato.

Pressione Bassa e Battiti Alti in gravidanza

Almeno fino alle 24esima settimana di gravidanza, è normale sperimentare ipotensione.
La pressione bassa in gravidanza è dovuta all'espansione della circolazione sanguigna materna e ai cambiamenti ormonali (il progesterone ha un ruolo chiave).

L'ipotensione gravidica può combinarsi a un aumento della frequenza cardiaca, nel tentativo di compensare la variazione pressoria.

Disidratazione

La perdita di liquidi (disidratazione) riduce la volemia, ossia il volume di sangue circolante.

La volemia è un fattore da cui dipende la pressione sanguigna: l'ipovolemia (cioè la riduzione della volemia), infatti, induce ipotensione.

La disidratazione e l'ipovolemia che ne consegue può influenzare l'attività del cuore, in quanto il sangue diviene più denso e difficile da pompare in circolo: aumentando la propria la frequenza di battito, il cuore prova a migliorare l'irrorazione sanguigna verso organi e tessuti.
Quando ciò accade, l'ipotensione ipovolemica si combina ai battiti alti.

Shock

Lo shock è una grave condizione di salute, potenzialmente letale, caratterizzata da un ridotto apporto di ossigeno a organi e tessuti.

Nella persona in stato di shock, la pressione arteriosa cala bruscamente.

La risposta del corpo umano a questo calo pressorio è l'aumento della frequenza di battito del cuore, nel tentativo di favorire l'irrorazione di organi e tessuti così da proteggerli dai danni dovuti alla mancanza di ossigeno.

Lo shock è un'emergenza medica, che richiede un trattamento immediato.

Potenziali cause di shock sono:

Aritmie

Le aritmie sono patologie cardiache caratterizzate da un'alterazione del sistema di conduzione del segnale elettrico che governa le contrazioni del muscolo del cuore (miocardio).

Le forme di aritmia che comportano un aumento della frequenza cardiaca (come, per esempio, la fibrillazione atriale) compromettono la performance e l'efficienza del cuore; tale interferenza induce, a sua volta, ipotensione.

Insufficienza cardiaca congestizia

L'insufficienza cardiaca congestizia è una grave condizione cardiaca, in cui il cuore è incapace di pompare efficacemente il sangue in circolo e irrorare correttamente organi e tessuti.

Come accade nelle aritmie, anche nell'insufficienza cardiaca congestizia, l'incapacità del cuore di pompare adeguatamente il sangue comporta un calo della pressione sanguigna (pressione bassa), a cui il corpo umano risponde con l'aumento della frequenza cardiaca (battiti alti).

Tra le cause di insufficienza cardiaca congestizia, figurano:

Altre cause di pressione bassa e battiti alti

Altre potenziali cause di pressione bassa e battiti alti sono:

Quando preoccuparsi?

Quando il calo della pressione arteriosa combinato all'aumento della frequenza cardiaca è un fenomeno temporaneo, non deve preoccupare eccessivamente, in quanto può considerarsi una sorta di meccanismo fisiologico che il corpo adotta per ripristinare l'equilibrio tra pressione sanguigna, frequenza cardiaca e afflusso di sangue ai tessuti.

Bisogna preoccuparsi, invece, quando il calo pressorio e l'aumento dei battiti persistono, con il cuore che risulta sottoposto a un carico di lavoro maggiore per più tempo.
In questi casi, molto probabilmente, a sostenere il tutto c'è una condizione medica che necessita di un trattamento mirato.

Quali sono i sintomi?

La presenza di pressione bassa e battiti alti può manifestarsi con:

Cosa fare

Quali sono i rimedi per Pressione Bassa e Battiti Alti?

Il trattamento varia in funzione della causa; questo vuol dire che, per esempio, se il disturbo è dovuto a una determinata terapia farmacologica, occorre agire su questa, interrompendola oppure variandola.

In linea generale, se il fattore scatenante di lieve entità clinica, sono sufficienti alcuni accorgimenti che possono riguardare lo stile di vita e la dieta; al contrario, se il fattore causale è clinicamente importante, occorre un piano terapeutico specifico, che tenga conto dello stato di salute del paziente.

In questa sezione dedicata alla terapia, l'articolo tratta i rimedi per la pressione bassa e quelli per i battiti alti separatamente, ma non bisogna dimenticare che si sta sempre parlando di condizioni in cui i due fenomeni avvengono contemporaneamente.
È complesso dare informazioni più precise, poiché bisognerebbe analizzare caso per caso, allungando enormemente il contenuto dell'articolo in questione.
Alla luce di ciò, si è deciso di fornire alcune rapide indicazioni sui potenziali trattamenti e rimedi.

Come curare la pressione bassa?

Le forme di lieve ipotensione possono trarre giovamento da:

  • Idratarsi in modo adeguato (in altre parole bere quanto serve all'organismo);
  • Aggiungere un pizzico di sale in più nella dieta quotidiana;
  • Sdraiarsi con le gambe elevate;
  • Eseguire degli esercizi muscolari di tipo isometrico (es: stringere i pugni o i glutei);
  • Sdraiarsi e attendere di sentirsi meglio;
  • Indossare delle calze compressive;
  • Evitare il consumo di pasti troppo abbondanti.

I soggetti con forme gravi di ipotensione, invece, potrebbero aver bisogno cure ospedaliere, comprendenti a seconda dei casi:

Come curare i battiti alti?

Anche in questo caso, bisogna distinguere le forme di tachicardia benigna e quelle che, invece, sono sostenute da una grave condizione di salute.

Quando la causa dei battiti è clinicamente poco rilevante (es: esercizio fisico esagerato), è sufficiente che la persona faccia una sosta, si riposi e riprenda ciò che stava facendo solo quando si sente meglio.

Quando invece la causa della tachicardia è clinicamente importante, serve una terapia specifica, che potrebbe anche doversi svolgere in ambito ospedaliero; potenziali trattamenti potrebbero essere:

Conclusioni

Il fenomeno pressione bassa – battiti alti ha varie interpretazioni possibili, che dipendono dalle cause.

Se dovuto a fattori scatenanti non gravi, il disturbo è temporaneo e, spesso, sono sufficienti alcuni accorgimenti per stare meglio e per evitare che si ripeta.

Se dovuto a fattori causale gravi, invece, occorre una terapia specifica, talvolta d'emergenza come nel caso dello shock.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza