Caratteristiche delle persone ordinate ed effetti sulla salute mentale

Caratteristiche delle persone ordinate ed effetti sulla salute mentale
Ultima modifica 22.04.2024
INDICE
  1. Persone ordinate e salute mentale
  2. Benefici del pulire e del decluttering sulla salute mentale
  3. Disordine e depressione
  4. Uomini e donne: percezione del disordine e divisione dei carichi
  5. Pulizia e produttività
  6. Quando l'ordine diventa un'ossessione
  7. Bisogno di ordine, bisogno di controllo?
  8. Caratteristiche delle persone che preferiscono l’ordine
  9. Il caso del successo di Marie Kondo
  10. Conclusioni

Persone ordinate e salute mentale

Mantenere un ambiente pulito e organizzato va ben oltre l'estetica; influisce positivamente sulla nostra salute mentale. Un ambiente ordinato tende a ridurre stress e ansia e il processo di pulizia stesso può avere benefici terapeutici, incrementando il senso di controllo e realizzazione personale.
D'altro canto, ambienti disordinati possono elevare i livelli di stress e sovraccarico. Per molti, anche solo vedere uno spazio pulito può bastare per sentirsi rilassati e tranquilli dopo una giornata impegnativa. Ma la pulizia non è solo questione di organizzazione: ha radici profonde nella psicologia, come dimostra la ricerca che collega il disordine a un impatto negativo sull'umore e persino alla depressione. In un mondo caotico, l'ordine può offrire una tranquillità inestimabile.

Benefici del pulire e del decluttering sulla salute mentale

Alcune ricerche suggeriscono che pulire e riordinare possono avere effetti positivi sulla salute mentale poiché collegati a una sensazione di controllo sull'ambiente; inoltre, impegnare la mente in attività manuali e ripetitive può avere un effetto calmante.
La pulizia dell'ambiente domestico è cruciale anche per la dinamica familiare e le relazioni.
Alcune ricerche, come quelle condotte dall'UCLA, mostrano che le case disordinate possono portare ad elevati livelli di stress (con livelli più elevati di cortisolo) tra i membri della famiglia, influenzando negativamente le relazioni e l'armonia familiare.
Nonostante i chiari benefici di un ambiente ordinato, molti si trovano a fronteggiare ostacoli comuni come stili di vita impegnati, stanchezza e mancanza di tempo, che rendono sfidante mantenere gli spazi ordinati.
Questo è ancor più vero per le persone che affrontano anche problemi di salute mentale come la depressione, per le quali può essere difficile trovare l'energia e la motivazione necessarie per una pulizia regolare.

Disordine e depressione

Altre ricerche hanno evidenziato un legame significativo tra il disordine negli spazi abitativi e l'impatto negativo sulla salute mentale. Uno studio pubblicato su "Personality and Social Psychology Bulletin" ha rivelato che le donne che percepiscono la propria casa come disordinata o piena di progetti incompiuti tendono a sentirsi più stanche e depresse rispetto a quelle che descrivono il loro ambiente domestico come riposante e rigenerante. Il disordine viene spesso percepito dal cervello come una serie di compiti incompleti, creando un senso di inefficienza che può risultare molto stressante, specialmente in presenza di altre preoccupazioni significative nella vita di una persona.
Parallelamente, un'indagine dell'Università di Princeton ha dimostrato come il disordine possa compromettere la capacità di concentrazione. La ricerca ha mostrato che un ambiente caotico può sovraccaricare la corteccia visiva, rendendo difficile concentrarsi e completare compiti in maniera efficiente. Questo caos visivo e ambientale è spesso associato a sensazioni di confusione, tensione e irritabilità.
Come abbiamo visto, quindi, gestire il disordine non è solo una questione estetica ma incide profondamente sul benessere psicologico. Ridurre il disordine consente di ristabilire il controllo sull'ambiente, creando uno spazio più sereno che facilita la concentrazione e la gestione delle priorità quotidiane. Questo approccio non solo migliora la qualità della vita, ma aiuta anche a ridurre lo stress e l'ansia, promuovendo una salute mentale più stabile.

Uomini e donne: percezione del disordine e divisione dei carichi

La divisione dei carichi domestici tra uomini e donne rimane un tema di discussione significativo e attuale, in particolare riguardo alla percezione e alla reazione al disordine. Alcuni studi hanno mostrato che, in molte famiglie, le donne hanno una quota maggiore
della responsabilità per le attività domestiche (svolgono il 78% dei lavori domestici), compresa la gestione del disordine. Questa differenza non solo riflette dinamiche sociali e culturali profondamente radicate ma influisce anche sulla percezione individuale del
disordine stesso. Le donne sono più sensibili al disordine, ma questo non è un fatto dipendente dalla loro natura: va piuttosto attribuito ad aspettative sociali più elevate nei loro confronti per mantenere un ambiente domestico ordinato. Alcuni studi, poi
suggeriscono che gli uomini possono non percepire il disordine con lo stesso grado di urgenza, il che può portare a tensioni quando le aspettative per la pulizia e l'organizzazione non sono allineate. Queste dinamiche possono creare sfide nella negoziazione della giusta distribuzione delle responsabilità domestiche e nel mantenimento dell'armonia familiare.

Pulizia e produttività

Influendo sulla salute mentale, la pulizia e l'ordine svolgono un ruolo cruciale anche sulla produttività. Secondo uno studio condotto dall'Università di Princeton, il disordine può distrarci notevolmente, riducendo le nostre capacità cognitive e compromettendo la nostra concentrazione e efficienza. Il disordine non solo crea distrazione visiva ma limiterebbe anche la capacità del cervello di processare le informazioni. I ricercatori hanno osservato che le persone sono generalmente meno irritabili, meno distratte e più produttive in uno spazio di lavoro pulito e organizzato.
Se ti trovi ad avere difficoltà a concentrarti su un progetto, considera di riordinare il tuo spazio di lavoro prima di iniziare. Anche solo pochi minuti dedicati ad organizzare le cose e a rimuovere il disordine possono fare una grande differenza.

Quando l'ordine diventa un'ossessione

Quando parliamo di ordine e organizzazione nella nostra vita quotidiana, è utile distinguere un atteggiamento sano e uno che può rientrare nei criteri di un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). La differenza principale tra un ordine sano e l'ordine ossessivo-compulsivo si trova nell'impatto che questi comportamenti hanno sulla vita di una persona.

La semplice preferenza e disciplina verso l'ordine, come abbiamo visto, consente di stare in ambienti piacevoli e può aumentare la produttività e il benessere. In questo caso, l'ordine è flessibile e si adatta alle esigenze della vita senza causare stress o ansia. Ad esempio, una persona può preferire lavorare in uno spazio organizzato, ma essere in grado di adattarsi e funzionare bene anche in ambienti disordinati. Quando l'ordine è ossessivo-compulsivo, diventa una necessità impellente che interrompe significativamente le attività quotidiane. Le persone con questo disturbo possono trascorrere ore a riordinare o pulire e possono sentirsi estremamente ansiose o turbate se tutto non è allineato perfettamente. Questo comportamento non solo causa
un significativo disagio, ma impedisce anche il normale funzionamento nelle attività quotidiane, sociali e lavorative. Nel DOC, le persone possono riconoscere che i loro comportamenti sono eccessivi, ma si sentono comunque spinti a eseguirli, a differenza
delle persone che semplicemente preferiscono un ambiente ordinato.
Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) può essere curato con diversi approcci. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è una delle forme più comuni di trattamento. Questa terapia aiuta i pazienti a identificare e modificare i pensieri e i comportamenti
problematici che alimentano il disturbo, lavorando attraverso esercizi che riducono la compulsione verso l'ordine e il controllo.
Oltre alla CBT, gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono spesso prescritti per trattare il DOC. Questi farmaci aiutano a bilanciare i livelli di neurotrasmettitori nel cervello, alleviando così i sintomi di ansia e compulsione associati al disturbo.
I terapeuti possono anche raccomandare tecniche di riduzione dello stress come la mindfulness, che aiuta i pazienti a diventare più tolleranti verso l'incertezza e a gestire l'ansia in modo più efficace.

Per approfondire: Sintomi Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Bisogno di ordine, bisogno di controllo?

Quando è mosso da questa spinta compulsiva, il bisogno di ordine è spesso associato al bisogno di avere tutto sotto controllo. La persona sente l'impellente necessità di gestire ogni aspetto della propria vita - quindi anche dell'ambiente circostante. Questo bisogno spesso deriva da ansia e insicurezza, e può essere esacerbato da stress o eventi traumatici. Le persone che provano questo bisogno tendono a credere che mantenere il controllo ridurrà l'incertezza e preverrà situazioni negative.

Caratteristiche delle persone che preferiscono l’ordine

Le preferenze delle persone per l'ordine o il caos possono derivare da diversi tratti di personalità e modelli comportamentali. Alcune persone, guidate da un forte senso di perfezionismo, aspirano alla perfezione in ogni aspetto della loro vita. Questo desiderio può
portare a standard elevati e irrealistici, sia per sé stessi sia per gli altri, causando frustrazione e delusione quando tali standard non vengono raggiunti. Queste persone tendono a pianificare i dettagli delle loro giornate con grande cura, e possono provare ansia e stress se le cose non procedono secondo il piano stabilito. Questa necessità di controllo si estende spesso alla difficoltà nel delegare compiti ad altri, poiché temono che gli altri non siano in grado di soddisfare i loro elevati standard.
Inoltre, le persone con un forte bisogno di ordine possono reagire negativamente a cambiamenti imprevisti o situazioni che sfuggono al loro controllo, visto che tali eventi minacciano il loro senso di sicurezza e ordine. Questo può anche portare a tensioni nelle
relazioni interpersonali, poiché il loro bisogno di controllo può far sentire gli altri soffocati o eccessivamente criticati.

Il caso del successo di Marie Kondo

Marie Kondo è una consulente di organizzazione e decluttering giapponese che ha guadagnato fama internazionale con il suo metodo KonMari, un approccio sistemico al decluttering e all'organizzazione della casa. Il suo libro e la successiva serie TV "Tidying Up with Marie Kondo", hanno introdotto il suo metodo al grande pubblico. La popolarità di Kondo può essere attribuita alla sua filosofia di mantenere solo gli oggetti che "scatenano gioia", promuovendo così non solo un ambiente domestico più ordinato ma anche uno stile di vita che valorizza il benessere emotivo e la consapevolezza personale.

Dal punto di vista psicologico, il successo di Marie Kondo si spiega proprio attraverso il legame tra ordine fisico e benessere mentale che abbiamo discusso: il processo di organizzazione secondo il metodo KonMari può avere effetti terapeutici, aiutando le persone a sentirsi più in controllo della loro vita e a ridurre l'ansia legata al disordine. La semplicità del suo metodo, che enfatizza il piacere e la soddisfazione personale piuttosto che l'adempimento di standard esterni, risuona con molti che cercano di liberarsi dello stress quotidiano attraverso pratiche di mindfulness e il minimalismo. Inoltre, il suo approccio incoraggia le persone a riflettere sulle proprie abitudini di consumo e sugli oggetti che veramente valorizzano, promuovendo così uno stile di vita più intenzionale e focalizzato.

Conclusioni

In conclusione, sebbene sia importante riconoscere il valore dell'ordine, è altrettanto importante che non sia l'ossessione a regolare la nostra vita. Non è necessario né utile sentirsi in colpa se non siamo sempre ordinati ed è possibile impegnarsi per un ambiente più ordinato con graduali modifiche e nuove routine.
Per chi sospetta di avere un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), è importante cercare il supporto di uno psicologo, poiché il bisogno eccessivo di ordine può talvolta nascondere questioni più profonde che meritano attenzione professionale.
Incorporare la pulizia nella propria vita, specialmente quando si è sommersi da impegni come la cura di un neonato o la gestione di una vita particolarmente caotica, può sembrare un obiettivo irraggiungibile. Tuttavia, stabilire una routine di pulizia che inizia con piccoli passi e dividere i carichi con i partner e gli altri membri della famiglia può gradualmente trasformare il modo in cui viviamo e percepiamo il nostro ambiente.

Fonti

  • Saxbe, D. E., & Repetti, R. (2010). No place like home: Home tours correlate with daily patterns of mood and cortisol. Personality & Social Psychology Bulletin, 36(1).
  • McMains, S., & Kastner, S. (2011). Interactions of top-down and bottom-up mechanisms in human visual cortex. The Journal of Neuroscience: The Official Journal of the Society for Neuroscience, 31(2).
  • Arnold, J. E., Graesch, A. P., Ragazzini, E., & Ochs, E. (2012). Life at Home in the Twenty-First Century: 32 Families Open Their Doors. Cotsen Institute of Archaeology Press at UCLA.
  • Lee, H. M. (2017). In pursuit of happiness: Phenomenological study of the Konmari decluttering method. ACR North American Advances.
  • Lang, M., Krátký, J., Shaver, J. H., Jerotijević, D., & Xygalatas, D. (2015). Effects of anxiety on spontaneous ritualized behavior. Current Biology, 25(14), 1892-1897 Hanley, A. W., Warner, A. R., Dehili, V. M., Canto, A. I., & Garland, E. L. (2015). Washing
    dishes to wash the dishes: Brief instruction in an informal mindfulness practice. Mindfulness, 6(5), 1095-1103

Autore

Dott.ssa Donatella Ruggeri
Dott.ssa Donatella Ruggeri, psicologa e divulgatrice scientifica. Si occupa di ricerca e progettazione, consulenza a seduta singola e neuroscienze. E’ la fondatrice della Settimana del Cervello, manifestazione che si svolge in Italia ogni anno a marzo per l'educazione e la sensibilizzazione sulle meraviglie del cervello umano.