Perché vengono gli attacchi di panico e come comportarsi?

Perché vengono gli attacchi di panico e come comportarsi?
Ultima modifica 08.11.2022
INDICE
  1. Attacchi di panico: cosa sono?
  2. Cause degli attacchi di panico
  3. Cosa innesca un attacco di panico?
  4. Come comportarsi in caso di attacco di panico?
  5. Come gestire un attacco di panico

Attacchi di panico: cosa sono?

Gli attacchi di panico sono attimi improvvisi di paura intensa e disagio, nei quali ci sembra di morire, di impazzire o di perdere il controllo. Il Disturbo da Attacchi di Panico (DAP) è uno dei disturbi d'ansia più diffusi. Presenta un'incidenza maggiore in persone tra i 15 e i 19 anni e tra i 25 e 30 anni; inoltre, secondo alcune rilevazioni, le donne hanno più probabilità di sviluppare il disturbo rispetto agli uomini, con una frequenza doppia. Soffrire di attacchi di panico è un'esperienza intensa e spesso invalidante e può avere ripercussioni notevoli sulla qualità della vita della persona.

Come riconoscere un attacco di panico?

Durante un attacco di panico il corpo è coinvolto in maniera totalizzante: sentiamo il battito del cuore accelerato, la sudorazione eccessiva o il tremore alle mani e queste sensazioni sono così tanto intense da indurci a pensare di stare sul punto di morire o d'impazzire. Non solo: un attacco di panico si può riconoscere anche da altri sintomi, quali dolori al petto, mancanza di respiro, nausea, vertigini, svenimenti, formicolii ed esperienze di derealizzazione e depersonalizzazione, come quando ci sentiamo "dentro una bolla" e percepiamo la realtà o noi stessi in modo distante e irreale. Fortunatamente, l'attacco di panico è un'esperienza di breve durata e i suoi sintomi durano generalmente solo pochi minuti.

Cause degli attacchi di panico

Perché ci viene un attacco di panico?

Le cause degli attacchi di panico dipendono dall'interazione di fattori biologici, psicologici e sociali e, per questa ragione, il loro sviluppo è diverso da persona a persona, pur presentando degli aspetti comuni.

  • Fattori biologici

Il cervello dispone di una serie di risposte al pericolo e mette in atto l'attivazione fisica e mentale necessaria a reagire allo stimolo minaccioso. È stata riscontrata una vulnerabilità genetica trasmessa familiarmente che porta alcune persone a soffrire maggiormente di attacchi di panico. In questi casi, il nostro meccanismo di allerta potrebbe attivarsi eccessivamente proprio a causa di questa predisposizione biologica.

  • Fattori psicologici

La nostra storia personale, le credenze su noi stessi, sul mondo e sugli altri possono influenzare l'attivazione e l'intensità del nostro sistema di allerta. Dal punto di vista psicologico, l'ansia può essere dovuta a un'attenzione particolare e specifica verso alcuni stimoli che interpretiamo come pericolosi e dai quali vogliamo metterci in allerta. In questo quadro, anche lo stress contribuisce ad aumentare le nostre interpretazioni "catastrofiche" e a incrementare esponenzialmente l'ansia percepita, al punto da innescare, in certi casi, l'attacco di panico.

  • Fattori sociali

Esistono molti fattori sociali che possono attivare il sistema di allerta e innescare il circuito dell'ansia. Si pensi, ad esempio, al lockdown pandemico e all'impatto di questo fenomeno sulla percezione del rischio personale. Ne sono altri esempi il burn-out lavorativo, lo stress relazionale, ma anche i cambiamenti e la ridefinizione delle abitudini e dei propri ruoli. Alcune situazioni sociali possono essere percepite come angoscianti a tal punto da innescare il nostro sistema di allerta fino a portare all'attacco
di panico.

Cosa innesca un attacco di panico?

Cos'è la paura?

La paura è un'emozione primaria che attiva una risposta automatica a seguito di uno stimolo, percepito come minaccioso. Come tutte le emozioni, ha una sua funzionalità evolutiva, in quanto ci permette di metterci in guardia nelle situazioni di pericolo: senza la paura l'essere umano non sarebbe sopravvissuto fino ad oggi. Quando la paura diventa l'emozione predominante delle nostre giornate, allora possiamo parlare di ansia, di cui ne è il nucleo centrale.

Cos'è l'ansia?

L'ansia è uno stato emotivo spiacevole che si verifica molto spesso nel corso della nostra vita. Tutti abbiamo provato dei momenti di ansia. Si pensi all'"ansia da prestazione", quando dobbiamo affrontare una prova importante, oppure all'ansia che proviamo quando siamo in ritardo e non abbiamo tempo sufficiente per fare tutto.

L'ansia è un complesso sistema di risposta alle situazioni che percepiamo come stressanti o minacciose e serve per proteggerci e
analizzare adeguatamente il contesto e i comportamenti da mettere in atto. L'ansia ci permette di attivare l'organismo: molto spesso gestiamo questa attivazione in maniera funzionale, orientando l'energia verso la risoluzione del problema, tramite le risposte di attacco o fuga.

Gli attacchi di ansia possono essere frequenti nelle nostre vite quotidiane e si risolvono autonomamente con delle azioni funzionali.
Se, però, l'ansia diventa molto intensa e di difficile gestione, la sua stessa attivazione si dimostra invalidante: in questo caso si parla di attacco di panico.

Durante un attacco di panico abbiamo la sensazione di dover avere conseguenze psicologiche e fisiche irreversibili. Fortunatamente non è così e gli attacchi di panico sono l'espressione di un'ansia intensa, ma che tende rapidamente a finire.

Il circolo dell'ansia

Quando dobbiamo valutare uno stimolo, interno o esterno alla nostra persona, entrano in campo le nostre predisposizioni biologiche, il nostro vissuto psicologico e il contesto sociale in cui siamo immersi. Il risultato di questa interazione ci porterà a interpretare lo stesso stimolo in modo più o meno catastrofico.

Quando ci sentiamo particolarmente in pericolo, si attivano la paura e le sensazioni tipiche dell'ansia. Ma non sempre siamo in grado di riconoscere l'ansia, essendo questa uno stato complesso le cui manifestazioni corporee possono facilmente essere confuse con i sintomi di altre patologie.


Di fronte, ad esempio, all'aumento della sudorazione o del battito cardiaco innescati dall'ansia, interpreteremo questi segnali come sintomi di patologie gravi, allarmandoci ulteriormente, e questo "filtro catastrofico" amplificherà l'intensità dell'ansia percepita, alimentando un circolo vizioso che, se non interrotto, potrebbe, infine, dar luogo a un attacco di panico.

Per approfondire: "Effetto Batman" contro l'ansia da prestazione: come funziona

Come comportarsi in caso di attacco di panico?

Cosa fare se ho un attacco di panico?

L'attacco di panico ha un inizio e una fine ma non per questo è un episodio estemporaneo. Se non lo affrontiamo con la giusta consapevolezza, l'attacco di panico potrebbe verificarsi nuovamente nel corso della vita. Per questa ragione è importante parlarne con un professionista per iniziare un lavoro mirato al riconoscimento dei sintomi, delle emozioni e dei pensieri collegati allo stato ansioso. Con lo specialista sarà, inoltre, possibile imparare alcune strategie da utilizzare al momento dell'attacco di panico.
Esistono diverse strategie per imparare a gestire gli attacchi di panico e ripristinare il proprio equilibrio in questi momenti di difficoltà.

La respirazione

Quando stiamo vivendo un attacco di panico noteremo spesso un cambiamento del nostro modo di respirare. Ci sembra che ci manchi il fiato e il respiro può spesso diventare affannoso. Imparare a controllare il modo di respirare, provando a rallentarlo nelle situazioni di ansia, può aiutare a sentire più sollievo e a gestire l'urgenza del momento.

Tecniche di rilassamento

Anche i muscoli possono risultare più tesi in caso di attacchi di panico: rilassarli attraverso delle tecniche specifiche di rilassamento può essere una valida strategia per aiutarci in quelle occasioni.

Il ruolo cruciale della terapia

"Devo essere felice", "non posso essere triste" sono solo alcune delle frasi che ripetiamo continuamente, convinti che ci facciano star meglio e ci diano l'illusione di "controllare" i nostri stati d'animo. Siamo abituati a valutare le emozioni come "positive" o "negative" e questa valutazione ci porta inevitabilmente a un giudizio e a delle aspettative riguardo la nostra sfera emotiva.

Le emozioni provano a parlarci e a darci informazioni preziose: ma, pur di mantenere un equilibrio, tendiamo a reprimere quelle che non ci piacciono. Solo che, oltre a non riuscirci, ci frustriamo ulteriormente per aver perso il controllo su di loro. Questo meccanismo avviene anche con la paura e con l'ansia, quando la vergogna di provarle costituisce un ulteriore peso da gestire.

Purtroppo non è possibile "cancellare" le sensazioni spiacevoli, ma è importante imparare a riconoscere ed accettare tutte le emozioni che proviamo, per evitare il rischio che le stesse rivendichino il loro spazio in maniera violenta e improvvisa, come accade con gli attacchi di panico. È importante chiedere il supporto di uno specialista con il quale imparare a lavorare con le proprie emozioni. Solo riconoscendo e accettando ciò che proviamo, sarà possibile gestire gli attacchi di panico e permetterci di ripristinare la nostra serenità personale.

Come gestire un attacco di panico

Come gestire un attacco di panico? Risponde il dottor Matteo Radavelli, psicologo e psicoterapeuta di GuidaPsicologi.it

Ascolta su Spreaker.

Autore

Dott.ssa Ilaria Albano
Dr. Ilaria Albano, psicologa con formazione in Psicologia Cognitiva e Neuroscienze, si occupa di divulgazione scientifica, benessere e empowerment. Founder del progetto "Psicologa Scortese", ogni sabato mattina ha una rubrica in diretta su Radiofreccia.