Perché la memoria peggiora con l'età e come evitarlo

Perché la memoria peggiora con l'età e come evitarlo
Ultima modifica 04.10.2021
INDICE
  1. Cause della perdita di memoria
  2. Come contrastare la perdita di memoria

Come è noto la memoria diminuisce soprattutto con il sopraggiungere di un'età avanzata, anche se alcuni lievi peggioramenti possono verificarsi già a 20 anni.

I fattori che portano a questo fenomeno sono diversi e mentre alcuni sono incontrovertibili, su altri non è possibile intervenire, arginando almeno in parte la perdita della memoria.

Cause della perdita di memoria

La memoria diminuisce naturalmente di circa il 2% ogni decennio di vita e i motivi sono molteplici.

Il volume del cervello si riduce

Con lo scorrere del tempo parte del cervello umano si riduce. Nello specifico, il restringimento riguarda l'ippocampo, l'area che immagazzina i ricordi.

Alcune condizioni di salute

L'alta pressione sanguigna, specialmente nella mezza età, è associata a un rischio più elevato di demenza nel proseguimento della vita. L'ipertensione infatti, se non trattata restringe e blocca le arterie ovunque, incluso il cervello.

Anche il colesterolo alto è tossico per il cervello perché innesca la formazione della proteina beta-amiloide, che gioca un ruolo chiave nello sviluppo dell'Alzheimer.

Infine anche la perdita di udito potrebbe essere un campanello d'allarme. Una ricerca pubblicata a settembre 2019, infatti, mostra un collegamento tra questo evento e la demenza.

Gli ormoni che cambiano

Molte persone notano di essere particolarmente smemorate quando sono incinte o attraversano il periodo della menopausa. Tale fenomeno è dovuto al calo temporaneo degli estrogeni ma una volta che gli ormoni si sono regolati la memoria dovrebbe tornare alla normalità.

Come contrastare la perdita di memoria

Mentre alcune fattori responsabili del declino della memoria sono impossibili da combattere, altri invece sono contrastabili in parte mettendo in atto alcune azioni specifiche.

Fare attività fisica

Esiste un forte legame tra sport e salute del cervello. A dirlo, uno studio del febbraio 2011 che ha preso in esame un gruppo di anziani a cui era stato chiesto di camminare a passo svelto per 40 minuti tre volte alla settimana per un anno. Alla fine ciò che è emerso è che l'ippocampo dei partecipanti era cresciuto di circa il 2%, a fronte del fatto che normalmente l'ippocampo si restringe di circa lo 0,5% all'anno.

A complemento di questa tesi, un altro studio ma del 2017 ha trovato un'associazione tra bassa attività fisica e rischio di demenza, prendendo in esame circa 2.000 persone di età superiore ai 60 anni e scoprendo che più erano attive, più grande era il loro ippocampo.

Non stare troppo tempo seduti

Fondamentale per preservare la memoria, anche evitare di stare troppo seduti durante il giorno.

Uno studio di aprile 2018 ha esaminato adulti di età compresa tra 45 e 75 anni e ha scoperto che tra coloro che stavano seduti da tre a sette ore ogni giorno avevano un assottigliamento sostanziale della loro mediale del lobo temporale, che è il luogo dove il cervello forma nuovi ricordi. Questo evento di solito precede anche la demenza.

Allontanare ansia e stress

Lo stress è tossico per le cellule cerebrali, al punto da ucciderle e ridurre sia la corteccia prefrontale sia l'ippocampo, entrambe aree responsabili della memoria e dell'apprendimento.

Un insieme di osservazioni del 2018 che ha seguito quasi 30.000 persone per almeno 10 anni ha trovato che coloro che avevano detto di soffrire di ansia significativa avevano una maggiore probabilità di sviluppare demenza più tardi nella vita.

Praticare tecniche di consapevolezza come la meditazione o lo yoga può aiutare a combattere lo stress e preservare la memoria.

Seguire la dieta mediterranea

La dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, grassi sani come olio d'oliva e pesce, legumi e cereali integrali, offre benefici per la salute del cuore ma non solo: anche il cervello sembra giovarne parecchio.

I grassi sani nella dieta, infatti, riducono l'infiammazione cerebrale, mentre gli antiossidanti in molti alimenti aiutano a proteggere le cellule cerebrali dall'usura, a tutto vantaggio anche della memoria.

Nello specifico, secondo uno studio condotto nel 2017 dalla University of California di San Francisco, seguire la dieta mediterranea sarebbe legato ad una diminuzione del 35% del rischio di deterioramento cognitivo negli anziani.

Dormire a sufficienza

Mentre si è nella fase di sonno profondo il cervello è impegnato a rafforzare le connessioni tra le sue cellule, trasferendo informazioni dall'ippocampo, responsabile della memoria a breve termine, alla neocorteccia, responsabile di quella a lungo termine.

Questo processo sposta essenzialmente i ricordi e le abilità in una regione del cervello più efficiente in modo che diventino stabili e sia più facile richiamarli, consolidando la memoria.

Inoltre, il sonno consente anche al cervello di eliminare i rifiuti come l'amiloide-beta che aumenta il rischio di Alzheimer.

Se si soffre di insonnia, se possibile meglio evitare di assumere ansiolitici o sonniferi. Secondo uno studio del 2019 apparso sul Journal of Clinical Neurology, infatti, questo porta a circa il 50% in più probabilità di sviluppare l'Alzheimer.

Molto meglio portare avanti pratiche che agevolino un buon riposo come andare a letto e svegliarti alla stessa ora ogni giorno ed evitare gli schermi di tv e device per un paio d'ore prima di andare a letto.