Perché gli sbadigli sono contagiosi?

Perché gli sbadigli sono contagiosi?
Ultima modifica 09.07.2024
INDICE
  1. Perché le persone sbadigliano in contemporanea?
  2. Cos’è e come funziona l’imitazione automatica?
  3. Si può controllare?

Perché le persone sbadigliano in contemporanea?

Spesso capita che se una persona in una stanza sbadiglia, le altre la seguano a pochi secondi di distanza. Questo fenomeno è stato a lungo studiato dalla scienza, che poi è giunta a conclusione che si tratta di imitazione automatica, un meccanismo messo in atto in modo inconscio che aiuterebbe a connettersi maggiormente alle persone.

Cos’è e come funziona l’imitazione automatica?

L'imitazione automatica è un comportamento imitativo che si verifica spesso nei gruppi di persone che si trovano nello stesso ambiente. Si tratta di un meccanismo inconscio che coinvolge la psiche ma anche il sistema motorio e quindi imuscoli, e che facilita l'interazione e la coesione sociale, consentendo alle persone di mettersi meglio in comunicazione tra di loro.

Trattandosi di un evento automatico è indipendente dalla volontà dei singoli. A cercare di capire meglio come funziona e se fosse in qualche modo possibile manipolarlo agendo sulla capacità del cervello di rispondere e adattarsi all'esperienza esterna, è stato anche uno studio realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori guidato dall'Università di Bologna e pubblicato sulla rivista su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Si può controllare?

Gli sbadigli che passano da persona a persona non sono controllabili dalle stesse ma la ricerca ha scoperto che il meccanismo di imitazione automatica alla base del fenomeno è modificabile attraverso stimolazioni cerebrali specifiche.

Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno suddiviso 80 persone in quattro gruppi, sottoponendo poi ciascuno a un protocollo diverso di stimolazione cerebrale non invasiva detta ccPAS, stimolazione appaiata associativa cortico-corticale, per cercare di capire se stimolando parti diverse del cervello fosse possibile modificare il comportamento imitativo e quindi spezzare la contagiosità degli sbadigli.

Ogni volontario è stato chiamato a eseguire due compiti comportamentali, uno prima e uno dopo la stimolazione, che hanno indebolito o rinforzato temporaneamente la comunicazione tra diverse aree del sistema motorio. In questo modo gli scienziati sono riusciti a stabilire il ruolo causale di alcuni circuiti cerebrali nel facilitare o meno l'imitazione automatica, dimostrando che se si interviene con la stimolazione cerebrale sulla connettività tra aree frontali del cervello si possono influenzare i processi di imitazione automatica e volontaria.

Anche se non sono in grado di porre fine agli sbadigli a catena, i risultati della ricerca aprono diversi scenari interessanti per la ricerca perché possono dare il via alla sperimentazione di nuove terapie volte a migliorare le prestazione cognitiva in persone che hanno alterazioni neurologiche o disturbi e difficoltà in termini di socialità e interazione interpersonale.

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