Pennichella: come farla per ottenere il massimo dei benefici

Pennichella: come farla per ottenere il massimo dei benefici
Ultima modifica 30.03.2022
INDICE
  1. Introduzione
  2. Sì o no al riposino?
  3. Le regole utili
  4. Farla subito dopo pranzo
  5. Se possibile, andare in camera da letto
  6. Non più di 20 minuti
  7. Cercare di rilassarsi
  8. Quando fare attenzione

Introduzione

È una domanda che, almeno una volta, si sono posti molti di noi: se dopo pranzo ci si sente stanchi, affaticati e assonnati è meglio combattere la sensazione di spossatezza e sforzarsi di essere produttivi, continuando a dedicarsi alle proprie incombenze, o cedere al sonno? In realtà, la pennichella è meno dannosa di quanto si potrebbe pensare, purché si seguano alcune regole e strategie.

Sì o no al riposino?

Un pisolino di 20 minuti che viene fatto dopo pranzo per recuperare le energie, aumentare le prestazioni e sollevare l'umore non è affatto una cattiva idea. Diverso il discorso per pennichelle che in realtà pennichelle non sono perché durano più a lungo, addirittura prolungandosi per un'ora o due: in questo caso, infatti, non ci si sveglierà più riposati, bensì maggiormente storditi e confusi, per cui si faticherà a essere nuovamente produttivi. Non solo: se si dorme a lungo il pomeriggio, sarà più fatico rilassarsi e addormentarsi la sera.

Da sapere

Chi soffre di insonnia - cioè ha difficoltà ad addormentarsi, è soggetto a risvegli frequenti o si alza presto al mattino - dovrebbe evitare del tutto le pennichelle perché dormendo il pomeriggio rischia di peggiorare l'insonnia notturna. Se un pisolino può apportare benefici dopo una brutta nottata, pisolini regolari per compensare costantemente il cattivo sonno non fanno bene perché compromettono il naturale ritmo sonno-veglia e interferiscono con il sonno notturno. In questi casi, per combattere la sensazione di stanchezza, nella fascia "critica" della giornata può essere utile svolgere attività eccitanti che aiutano a risvegliarsi, come alzarsi e fare due passi, ascoltare una musica movimentata, concedersi una pausa alla macchinetta del caffè.

Le regole utili

Ecco alcuni semplici consigli da seguire per ottenere i massimi benefici dalla pennichella.

Farla subito dopo pranzo

Dopo pranzo subentra una sensazione naturale di sonnolenza: è consigliabile cercare di sfruttare questa finestra per fare la propria pennichella, così da addormentarsi più facilmente. Se si aspetta troppo a lungo dopo aver pranzato, invece, si potrebbe far più fatica a prendere sonno. Inoltre, una pennichella ritardata potrebbe interferire con l'orario in cui ci si corica e ci si addormenta la sera. Se si ha intenzione di concedersi un riposino, silenziare il cellulare e assicurarsi di pianificare le attività in modo appropriato. Attenzione però a non sdraiarsi subito dopo un pasto abbondante, per non compromettere la digestione. Chi soffre di reflusso gastroesofageo non dovrebbe sdraiarsi per almeno due ore dopo i pasti: in questi casi meglio appisolarsi in posizione seduta.

Se possibile, andare in camera da letto

Se si è a casa o si ha la possibilità di andarci, l'ideale è dormire nella propria camera, nel proprio letto. In questo modo, infatti, è più facile ricreare le condizioni ottimali di sonno, quelle che tipicamente accompagnano il sonno notturno. Se non è possibile, cercare un luogo fresco, buio e confortevole in cui sdraiarsi. È utile indossare una maschera per gli occhi per bloccare luci inopportune e fastidiose. Non è comunque necessario spogliarsi: basta togliere le scarpe e allentare gli abiti troppo stretti.

Non più di 20 minuti

La pennichella dovrebbe durare fra i 10 e i 20 minuti: secondo la Sleep Foundation, si tratta del tempo giusto per sentirsi riposati ma non "intontiti" al risveglio. In questo modo non si corre nemmeno il rischio di entrare in una fase di sonno profondo (le fasi 3 e 4 del sonno non REM) dalla quale è difficile risvegliarsi in condizioni adatte a riprendere le normali attività. Considerato che sono necessari alcuni minuti per prendere sonno, il consiglio è di impostare una sveglia dopo 30 minuti dal momento in cui ci si corica. Non dimenticarsi di mettere il timer perché altrimenti il rischio è di dormire a oltranza e, dunque, in maniera eccessiva.

Cercare di rilassarsi

Forzare il sonno è inutile e anche controproducente. Se si fa fatica ad addormentarsi, dunque, non insistere, innervosendosi per la propria incapacità di abbandonarsi fra le braccia di Morfeo. Molto meglio ricordare a se stessi che si tratta di un momento di relax e riposo, in cui decomprimersi e rigenerarsi. In questo modo si favorirà il rilassamento necessario all'addormentamento e, nella peggiore delle ipotesi, si godrà comunque di una piacevole pausa, anche se in stato di veglia.

Un trucco

Chi è veramente assonnato e non sa se riuscirà a svegliarsi o ha in programma un'attività impegnativa che richiede attenzione nel pomeriggio potrebbe bere una tazza di caffè prima del pisolino. No, non si tratta di una mossa-paradosso: la caffeina impiega circa 30 minuti per entrare nel flusso sanguigno, quindi inizierà ad agire proprio nel momento del risveglio, regalando una sferzata di vitalità in più.

Quando fare attenzione

Aver bisogno di una pennichella ogni tanto non è una necessità preoccupante; invece è il caso di preoccuparsi e rivolgersi al medico quando:

  • ci si sente regolarmente, ogni giorno o quasi, assonnati o addormentati in alcuni momenti;
  • si ha bisogno di più sonnellini al giorno;
  • le pennichelle non danno gli effetti sperati e non regalano alcuna energia e rigenerazione;
  • si ha la necessità di fare un pisolino ogni giorno.