Paranoia: cos'è, quali sono i sintomi e come si cura
Ultima modifica 24.01.2024
INDICE
  1. Paranoia, definizione
  2. Caratteristiche della paranoia
  3. La paranoia nella storia della psicologia e della medicina
  4. “Non essere paranoico/a!”: la paranoia nel linguaggio quotidiano
  5. Sintomi della paranoia
  6. Trattamenti e interventi terapeutici per il Disturbo paranoide di personalità

Paranoia, definizione

Dal punto di vista clinico, la paranoia è definita come un disturbo psichico caratterizzato da un delirio lucido. Ciò significa che, nonostante la persona possa avere una percezione distorta della realtà, questa mantiene una logica di pensiero coerente. La forma più comune di paranoia è il delirio di persecuzione, in cui la persona è convinta che gli altri (spesso qualcuno in particolare) vogliano danneggiarla. Questa condizione può manifestarsi in vari contesti, inclusi disturbi psichiatrici come il disturbo bipolare e alcune forme di schizofrenia, e può essere indotta anche da sostanze come cocaina e anfetamine.

Caratteristiche della paranoia

La paranoia - tecnicamente Disturbo paranoide di personalità - è una condizione caratterizzata da una serie di comportamenti e percezioni che indicano una visione distorta e aggressiva della realtà.
Le persone che soffrono di Disturbo paranoide di personalità manifestano una estrema diffidenza e una sospettosità immotivata verso gli altri, percepiscono un costante stato di pericolo e minaccia dall'esterno e tendono a interpretare in modo distorto gli eventi, anche i più innocui, come se fossero direttamente rivolti contro di loro.

La prevalenza del Disturbo paranoide di personalità nella popolazione è stimata tra lo 0,5% e il 2,5%, con una incidenza più elevata tra le minoranze etniche e gli immigrati. Questo disturbo tende a manifestarsi più frequentemente negli uomini rispetto alle donne. Generalmente, i sintomi iniziano in adolescenza o all'inizio della vita adulta, ma spesso le persone con questo
disturbo cercano aiuto professionale solo dopo aver raggiunto i 30-40 anni. Le persone con Disturbo paranoide di personalità spesso appaiono fredde, distaccate e possono essere litigiose o ostili. Questa condizione porta a vivere in uno stato di allerta continuo che influenza negativamente sia le relazioni personali che altre aree della vita quotidiana, portando come risultato a un funzionamento sociale e lavorativo ridotto.

La causa esatta del Disturbo paranoide di personalità non è chiara, ma un ruolo sarebbe svolto da una combinazione di fattori biologici e ambientali. Ad esempio, esperienze traumatiche durante l'infanzia, come il bullismo o l'abuso, possono aumentare il rischio di sviluppare disturbi paranoidi più tardi nella vita.

Per approfondire: Paper tiger paranoia: cosa è e come affrontarla

La paranoia nella storia della psicologia e della medicina

La paranoia è stata oggetto di studio e dibattito per diversi secoli. Il termine risale all'antica Grecia, dove era generalmente associato al concetto di follia.Tuttavia, la comprensione della paranoia come un disturbo specifico non era ancora chiara.

La paranoia entra nel campo della psichiatria moderna nel XIX secolo, principalmente grazie al lavoro di Emil Kraepelin, psichiatra tedesco. Kraepelin usò il termine "paranoia" per descrivere un tipo di malattia mentale caratterizzata principalmente dalla presenza di un sistema di credenze illusorie, che alterano la percezione della realtà del paziente. Questi deliri, secondo Kraepelin, non intaccavano le altre facoltà intellettuali del soggetto.

Nel tardo XIX e inizio del XX secolo, Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, iniziò a esplorare la paranoia sotto una luce differente. Freud vedeva la paranoia più come un meccanismo di difesa contro desideri e pensieri inaccettabili, spesso di natura sessuale. La sua interpretazione ha aperto la strada a una comprensione più profonda dei processi psicologici sottostanti la paranoia.

Nel corso del XX secolo, il termine "paranoia" ha assunto un'accezione più restrittiva, riferendosi specificamente a complessi di credenze a tema persecutorio. Allo stesso tempo, è stata adottata l'espressione "disturbo delirante" per riferirsi al concetto più generale di delirio lucido e razionale, che comprende vari tipi di convinzioni patologiche. Nel tempo, la comprensione della paranoia ha continuato ad evolversi, con una maggiore enfasi sui suoi aspetti neurobiologici, genetici e ambientali. La ricerca contemporanea tende infatti ad esplorare come i fattori biologici interagiscano con l'ambiente e le esperienze personali per influenzare lo sviluppo e il decorso della paranoia.

Una visione parzialmente diversa viene da una recente ricerca (2023) che suggerisce che la paranoia è una caratteristica trasversale comune a diversi disturbi di personalità, piuttosto che un disturbo specifico. Lo studio ha mappato la letteratura empirica sulla paranoia nei disturbi di personalità, considerando una gamma di manifestazioni paranoidi. È stata riscontrata una vasta gamma di presentazioni paranoidi, da forme più lievi a gravi, specialmente nei disturbi di personalità Paranoide, Schizotipico e Borderline. Alcune forme più lievi di paranoia sono state osservate anche nei disturbi di personalità Evitante, Antisociale e Narcisistico, mentre vi è una limitata evidenza di presentazioni paranoidi nei disturbi Schizoide, Istrionico, Dipendente o Ossessivo-compulsivo. Questa ricerca sottolinea l'importanza di considerare la paranoia in diversi disturbi di personalità, riconoscendo la sua variabilità in gravità e manifestazioni.

“Non essere paranoico/a!”: la paranoia nel linguaggio quotidiano

Nel linguaggio comune, il termine "paranoia" viene spesso usato estendendosi oltre le sue connotazioni cliniche. In un contesto colloquiale, la paranoia può riferirsi a vari comportamenti o atteggiamenti che non necessariamente indicano un disturbo psichiatrico.
Nell'uso quotidiano, la paranoia può semplicemente indicare una sospettosità o un timore irragionevole. Ad esempio, una persona che interpreta erroneamente i commenti innocui come offensivi o minacciosi può essere descritta come "paranoica", anche se non soddisfa i criteri clinici per un disturbo paranoide di personalità.

In un'epoca di crescente sorveglianza digitale e preoccupazione per la privacy online, poi, il termine può essere usato per descrivere preoccupazioni legittime ma esagerate riguardo alla sicurezza personale e alla privacy. Ancora, alcune persone che aderiscono fermamente a teorie del complotto, senza necessariamente mostrare altri sintomi di un disturbo paranoide, possono essere etichettate come "paranoiche". Il termine può poi anche essere usato per descrivere persone che sono generalmente ansiose o apprensive.

Infine, tra i più giovani, "paranoia" può assumere significati ancora più lontani dalla sua definizione clinica, talvolta usata per esprimere noia o frustrazione (con questa accezione è presente anche in alcune canzoni). È importante notare che l'uso del termine "paranoia" in questi contesti non clinici differisce significativamente dal suo significato in ambito psichiatrico, dove indica un disturbo specifico con criteri diagnostici precisi. Questo uso colloquiale può talvolta minimizzare la serietà della paranoia come condizione clinica e contribuire a fraintendimenti sulla sua natura.

Sintomi della paranoia

In ambito psichiatrico, il Disturbo paranoide di personalità (DPP) è un disturbo della personalità caratterizzato da persistenti diffidenza e sospettosità verso gli altri, tali che i loro motivi sono interpretati come malevoli. I sintomi in genere includono:

  • Sospettosità
    La persona sospetta, senza sufficienti basi, che gli altri lo stiano sfruttando, danneggiando o ingannando.
  • Preoccupazione per dubbi sulla fedeltà
    Preoccupazioni infondate riguardo alla fedeltà o alla lealtà di amici o partner
  • Riluttanza a confidarsi
    Riluttanza a confidarsi con gli altri per paura che le informazioni possano essere usate contro di lui o lei.
  • Ricerca di significati nascosti
    Interpretazione di commenti innocui o incidenti normali come umilianti o minacciosi.
  • Rancore Persistente
    Serbare rancore per lungo tempo, non riuscire a perdonare insulti o ferite.
  • Percezione di attacchi alla propria persona
    Percezione di attacchi alla propria persona o alla propria reputazione, non evidenti agli altri, con rapida reazione di rabbia o contrattacco (sproporzionate secondo gli altri).
  • Sospetti ingiustificati
    Sospetti ingiustificati, ricorrenti, riguardo alla fedeltà sessuale del coniuge o del partner.

Trattamenti e interventi terapeutici per il Disturbo paranoide di personalità

Innanzitutto, è necessario dire che il trattamento del Disturbo paranoide di personalità può essere difficile, poiché le persone con questo disturbo spesso non vedono i loro sospetti e la loro diffidenza come problematici. In più, a causa della natura stessa del disturbo, la costruzione di una relazione terapeutica di fiducia con il medico, lo psichiatra o lo psicologo può richiedere molto tempo.

Esistono principalmente tre famiglie di trattamenti.

  • Trattandosi di un disturbo psichiatrico, può essere necessaria una terapia farmacologica attentamente prescritta da un medico psichiatra. Sebbene non esistano farmaci specifici per il Disturbo paranoide di personalità, i farmaci (antipsicotici, antidepressivi e ansiolitici) possono essere utili per trattare alcuni sintomi specifici o disturbi concomitanti.
  • Un altro trattamento possibile risiede nella psicoterapia, e in particolare nella Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) e nella terapia di gruppo. La CBT può aiutare a identificare e cambiare pensieri e convinzioni distorte, insegnando strategie per gestire meglio il comportamento e le emozioni. Attraverso la CBT, i pazienti possono imparare a sfidare i propri pensieri paranoidi e a sviluppare un approccio più realistico alle interazioni sociali. Anche la terapia di gruppo può essere utile, poiché fornisce supporto e feedback da parte di altri che affrontano problemi simili, e ciò aiuta a ridurre il senso di isolamento e a migliorare le abilità sociali.
  • Infine, a supporto, possono essere utili strategie di auto-aiuto e il supporto familiare. Tra le prime abbiamo strategie come la mindfulness e le tecniche di rilassamento possono aiutare a ridurre lo stress e a gestire meglio l'ansia; anche l'educazione e l'informazione sulla condizione possono aiutare le persone a comprendere meglio il loro disturbo e a sviluppare strategie per affrontarlo. Infine, il supporto familiare integrato nelle terapie può essere molto utile. La terapia familiare può aiutare i membri della famiglia a capire la condizione e a sviluppare modi migliori per comunicare e supportare la persona. La scelta del trattamento più appropriato dipende dai sintomi specifici e dalla loro gravità. Davanti ai primi dubbi è importante consultare un professionista della salute mentale per una valutazione accurata e per sviluppare un piano di trattamento personalizzato.

Fonti

  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders
    (5th Edition).
  • Carroll, A. (2009). Are you looking at me? Understanding and managing paranoid personality
    disorder.
  • Esterberg, M.L., Goulding, S.M., & Walker, E.F. (2010). A personality disorders: schizotypal, schizoid and paranoid personality disorders in childhood and adolescence.
  • Lee, R. (2017) Mistrustful and Misunderstood: A Review of Paranoid Personality Disorder.
  • Mueser, K.T., et al. (2013). Paranoid Personality Disorder.
  • Fanti, E., Di Sarno, M., & Di Pierro, R. (2023). In search of hidden threats: A scoping review on paranoid presentations in personality disorders. Clinical Psychology & Psychotherapy

Autore

Dott.ssa Donatella Ruggeri
Dott.ssa Donatella Ruggeri, psicologa e divulgatrice scientifica. Si occupa di ricerca e progettazione, consulenza a seduta singola e neuroscienze. E’ la fondatrice della Settimana del Cervello, manifestazione che si svolge in Italia ogni anno a marzo per l'educazione e la sensibilizzazione sulle meraviglie del cervello umano.