Ovariectomia: Cos'è? Quando Serve, Come si Esegue e Rischi di Antonio Griguolo

Generalità

L'ovariectomia è la procedura chirurgica finalizzata alla rimozione di una o entrambe le ovaie.

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Talvolta associata all'asportazione delle tube di Falloppio e dell'utero, l'ovariectomia è indicata in presenza di: grave endometriosi, cancro dell'ovaio, cisti ovariche di grandi dimensioni, dolore pelvico cronico resistente alla terapia conservativa, torsione ovarica in fase avanzata e gravidanza ectopica ovarica resistente alla terapia farmacologica.
L'ovariectomia richiede una preparazione specifica e prevede una pratica anestetica tra l'anestesia generale, l'anestesia epidurale e l'anestesia spinale (il tipo di anestesia adottato dipende dall'approccio chirurgico).
Dopo l'ovariectomia, è previsto un periodo di ricovero ospedaliero, a cui deve seguire un adeguato programma di recupero. 
Nelle donne in età fertile, l'ovariectomia bilaterale comporta l'impossibilità di avere figli e dà avvio al fenomeno della menopausa precoce.

Cos'è l'Ovariectomia?

L'ovariectomia è l'intervento chirurgico finalizzato alla rimozione di una o entrambe le ovaie.
Talvolta associata alla rimozione delle tube di Falloppio ed eventualmente anche dell'utero (rispettivamente salpingectomia e isterectomia), l'ovariectomia è un'operazione che può avere importanti ripercussioni a carico della fertilità femminile: le donne in età fertile costrette a sottoporsi alla rimozione di entrambe le ovaie, infatti, non possono più avere figli.
L'ovariectomia è anche nota con il nome di ooforectomia.

Cosa sono le Ovaie: un veloce ripasso

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Le ovaie (al singolare ovaia, ma anche ovaio od ovario) sono le gonadi femminili, ossia le ghiandole endocrine che, nella donna, hanno il compito di produrre i gameti (la cosiddetta cellula uovo) e gli ormoni sessuali (estrogeno e progesterone).
Considerata la loro funzione, quindi, le ovaie sono due organi fondamentali nel decretare la fertilità di una donna.

Equivalenti ai testicoli nell'uomo, le ovaie sono due e risiedono a livello pelvico, in una zona chiamata fossa ovarica, disposte una a sinistra e una a destra dell'utero.

Indicazioni

Perché si esegue l’Ovariectomia?

I medici praticano l'ovariectomia per scopi terapeutici in donne che soffrono di:

  • Forme di endometriosi particolarmente gravi, in cui il tessuto endometriale ha intaccato anche una o entrambe le ovaie;
  • Il cancro all'ovaio (è il tumore maligno dell'ovaio);
  • Cisti ovariche di grandi dimensioni (le cisti ovariche comprendono anche i tumori benigni dell'ovaio);
  • Forme di dolore pelvico cronico resistenti alle terapie conservative;
  • Episodi di torsione ovarica in fase avanzata, in cui la salute dell'ovaia colpita è già stata irrimediabilmente compromessa;
  • Forme di gravidanza ectopica ovarica che sono risultate insensibili alla terapia farmacologica.

L'ovariectomia può avere anche finalità preventive e, in queste vesti, trovare impiego nelle donne con una predisposizione congenita al cancro dell'ovaio o del seno, predisposizione congenita dovuta alla presenza di una mutazione nei geni BRCA1 o BRCA2.

BRCA1 e BRCA2 sono due geni soppressori di tumori, la cui mutazione aumenta il rischio di sviluppare neoplasie quali il tumore al seno e/o all'ovaio, nelle donne, e il tumore alla prostata, negli uomini.

Tipi

A seconda del suo scopo, l'ovariectomia può essere monolaterale o bilaterale e può associarsi a interventi come la salpingectomia (rimozione di una o entrambe le tube di Falloppio) e l'isterectomia (rimozione dell'utero).

Ovariectomia Monolaterale: cos’è

L'ovariectomia monolaterale è l'intervento chirurgico di rimozione di una sola delle due ovaie.

Ovariectomia Bilaterale: cos’è

L'ovariectomia bilaterale è la rimozione chirurgica di entrambe le ovaie.

Salpingo-Ovariectomia: cos’è

L'ovariectomia combinata alla salpingectomia prende il nome di salpingo-ovariectomia.
La salpingo-ovariectomia si definisce monolaterale, se interessa un'ovaia e la tuba di Falloppio collegata, o bilaterale, se riguarda entrambe le ovaie ed entrambe le tube di Falloppio.

Salpingo-Ovariectomia con Isterectomia: cos’è

L'ovariectomia eseguita in combinazione alla salpingectomia e all'isterectomia si chiama più propriamente salpingo-ovariectomia con isterectomia (o isterectomia con salpingo-ovariectomia).
In genere, la salpingo-ovariectomia con isterectomia interessa entrambe le ovaie e le tube di Falloppio, pertanto non esiste, per l'interevento in questione, una distinzione in monolaterale e bilaterale.

Preparazione

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Prima di un'ovariectomia, sono previsti:

  1. Una visita medica accurata, in occasione della quale il medico che effettuerà l'intervento conosce la candidata paziente, ne apprende problematiche e storia clinica (es: presenza di allergie, farmaci assunti, stato di salute generale, presenza di malattie croniche ecc.), e la mette al corrente di tutti i dettagli dell'intervento, dalle norme pre-operatorie che è bene rispettare per la buona riuscita della procedura alle conseguenze di quest'ultima.
  2. Una serie di esami diagnostici, quali analisi del sangue, elettrocardiogramma, esame delle urine ecc., i quali servono a chiarire lo stato di salute della candidata paziente e accertare che quest'ultima sia idonea a sottoporsi a un intervento chirurgico.

Come prepararsi all’Ovariectomia: le istruzioni pre-operatorie

Le istruzioni pre-operatorie sono quelle indicazioni che un paziente deve avere l'accortezza di seguire nei giorni precedenti una certa procedura chirurgica.

Nel caso dell'ovariectomia, le istruzioni pre-operatorie consistono in:

  • Smettere di fumare (ciò ha senso, chiaramente, se la paziente è una fumatrice). Il fumo di sigaretta rende le incisioni chirurgiche più suscettibili alle infezioni e ne rallenta il processo di rimarginazione.
    Secondo gli esperti del settore, i pazienti fumatori dovrebbero dare avvio all'astensione dal fumo almeno 2 settimane prima dell'intervento e attuarla fino ad almeno 2 settimane dopo l'operazione.
  • Interrompere temporaneamente, a partire da pochi giorni prima dell'ovariectomia, qualsiasi terapia farmacologica che alteri il normale processo di coagulazione del sangue (quindi, sospendere eventuali trattamenti a base di aspirina, warfarineparina ecc.).
  • Presentarsi, nel giorno della procedura, a digiuno completo da almeno 8 ore. Ciò vuol dire che, se l'ovariectomia è prevista al mattino, l'ultimo pasto concesso alla paziente è la cena del giorno precedente l'operazione.
    Il digiuno rientra nelle istruzioni pre-operatorie di qualsiasi intervento chirurgico che, come l'ovariectomia, preveda una pratica anestetica tra l'anestesia generale, l'anestesia epidurale e l'anestesia spinale.
  • A un giorno dall'intervento, assumere un prodotto per la pulizia intestinale. In genere, è il medico che effettuerà l'intervento a indicare l'esatto preparato da utilizzare e il momento migliore per l'assunzione.
  • Preparare una valigia o una borsa che contenga tutti quegli oggetti personali (vestiti, biancheria, articoli per l'igiene personale ecc.) utili per affrontare un ricovero ospedaliero di qualche giorno. Come si vedrà nei dettagli più avanti, l'ovariectomia impone alla paziente il ricovero in ospedale, ricovero la cui durata in termini di giorni varia in relazione alla tecnica chirurgica utilizzata per l'intervento.
  • Chiedere a un parente o un amico stretto il suo supporto nel giorno della procedura, soprattutto per quanto concerne il rientro a casa, una volta terminata l'operazione.

Come si Esegue

Come si Esegue l’Ovariectomia: i passaggi principali

L'intervento di ovariectomia comprende sostanzialmente due fasi: una prima fase dedicata all'anestesia della paziente e una seconda fase riservata all'asportazione di una o entrambe le ovaie (in altre parole all'operazione vera e propria).

È da segnalare che, in presenza di determinate condizioni, l'ovariectomia potrebbe arricchirsi di un'ulteriore fase: la rimozione di una o entrambe le tube di Falloppio e la resezione dell'utero.

Anestesia

La pratica dell'anestesia dà inizio, di fatto, all'ovariectomia
L'anestesia rappresenta un passaggio obbligato, in quanto permette alla paziente di non avvertire dolore durante l'intervento chirurgico.

Il tipo di anestesia adottato varia in funzione della tecnica chirurgica che il medico curante impiegherà nella fase successiva, dedicata all'asportazione di una o tutte e due le ovaie. 
Tra i tipi di anestesia adottabili per l'ovariectomia figurano: l'anestesia generale, l'anestesia spinale e l'anestesia epidurale.

L'esecuzione dell'anestesia spetta a un anestesista, ossia un medico specializzato in Anestesiologia e Rianimazione.

L'anestesia generale comporta l'addormentamento della paziente per tutta la durata dell'intervento.
Durante gli interventi in anestesia spinale o epidurale, invece, la paziente rimane cosciente per tutta la durata dell'operazione.

Rimozione delle Ovaie: come avviene

Attualmente , esistono tre diverse tecniche chirurgiche per eseguire la rimozione di una o entrambe le ovaie:

  • La tecnica per via addominale o tecnica laparotomica (in tali circostanze, si parla di ovariectomia addominale od ovariectomia laparotomica);
  • La tecnica per via vaginale (ovariectomia vaginale);
  • La tecnica laparoscopica (ovariectomia laparoscopica od ovariectomia in laparoscopia).

La scelta della tecnica chirurgica impiegata per la realizzazione di un'ovariectomia non è casuale, ma dipende da fattori quali: lo scopo dell'intervento, la condizione da curare e lo stato di salute della paziente.

La figura medica specificatamente preparata a realizzare la fase cruciale dell'ovariectomia è il ginecologo.

Qualora ce ne fosse bisogno, le tre tecniche chirurgiche sopra menzionate consentono anche l'asportazione delle tube di Falloppio e dell'utero.

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OVARIECTOMIA addominale

In occasione degli interventi di ovariectomia addominale, il ginecologo effettua la rimozione di una o entrambe le ovaie attraverso un'incisione lunga qualche centimetro in sede addominale da lui stesso praticata.

Alla rimozione di una o di tutte e due le ovaie, seguono, nell'ordine, la riparazione dei muscoli addominali, la chiusura dell'incisione tramite punti di sutura e il bendaggio dell'area operata.

A causa delle dimensioni dell'incisione chirurgica, l'ovariectomia addominale non è soltanto la tecnica chirurgica più invasiva (delle tre possibili), ma anche quella a più alto rischio di effetti avversi.

Trattandosi di un'operazione invasiva, l'ovariectomia addominale richiede la pratica dell'anestesia generale.

Ovariectomia vaginale

Durante le operazioni di ovariectomia vaginale, il ginecologo asporta una o entrambe le ovaie, attraverso un'incisione a livello della superficie superiore del canale vaginale da lui stesso eseguita.

Alla rimozione di una o entrambe le gonadi femminili seguono la cucitura della ferita chirurgica, attraverso l'applicazione di appositi punti di sutura, e l'applicazione di un bendaggio interno.

Eseguibile sia in anestesia generale che in anestesia spinale o epidurale, l'ovariectomia vaginale è meno invasiva dell'ovariectomia addominale, ma più invasiva dell'ovariectomia laparoscopica.

OVARIECTOMIA laparoscopica

Durante gli interventi di ovariectomia laparoscopica, il ginecologo accede agli organi da rimuovere attraverso 3 piccole incisioni di un centimetro praticate a livello addominale e mediante l'impiego di strumenti chirurgici (chiaramente, delle dimensioni delle suddette incisioni), tra cui il cosiddetto laparoscopio.

All'asportazione degli organi seguono, come nei casi precedenti, la chiusura delle incisioni tramite punti di sutura e il bendaggio delle ferite.

Eseguita di solito in anestesia generale, l'ovariectomia in laparoscopia è una soluzione minimamente invasiva: essa, infatti, permette di eseguire l'asportazione di una o entrambe le ovaie senza il ricorso a grandi incisioni.

La minima invasività dell'ovariectomia laparoscopica comporta una riduzione importante dei tempi di ricovero e di recupero post-operatorio.

Sfortunatamente, l'ovariectomia laparoscopica presenta un limite: non è eseguibile su tutte le  pazienti che necessitano dell'asportazione di una o entrambe le ovaie.

Lo sapevi che...

Oggi, per gli interventi di ovariectomia laparoscopica, le strutture ospedaliere più all'avanguardia mettono a disposizione del proprio personale medico un robot, il quale garantisce maggiore precisione e un'ulteriore minore invasività (ovariectomia robotica).

Durata dell’ovariectomia

L'ovariectomia può durare da 1 a 4 ore.
Sulla durata dell'ovariectomia incidono la tecnica chirurgica utilizzata e l'eventuale esecuzione di altre operazioni, come la rimozione delle tube di Falloppio e dell'utero.

L’ovariectomia è dolorosa?

Da quando l'anestesia comincia a fare effetto, la paziente sottoposta a ovariectomia non avverte più alcun tipo di dolore.

L'anestesia spinale e l'anestesia epidurale possono risultare leggermente fastidiose al momento dell'inserimento dell'ago per la somministrazione dell'anestetico.

Recupero

Alla conclusione degli interventi di ovariectomia, è previsto il ricovero in ospedale; la durata di tale ricovero dipende dall'invasività della tecnica chirurgica impiegata: tecniche chirurgiche più invasive comportano un ricovero ospedaliero più lungo.

Al termine del ricovero (quindi una volta a casa), le donne sottoposte a ovariectomia devono attenersi a un programma di recupero, che prevede il riposo dalle attività stancanti e una serie di altri importanti accorgimenti.

Sensazioni Post-Operatorie

Una volta svaniti gli effetti dell'anestesia e per alcuni giorni successivi all'ovariectomia, la paziente avvertirà un dolore alla zona; tale sensazione è tanto più intensa, quando più invasiva è stata la tecnica chirurgica impiegata (questo vuol dire, per esempio, che l'ovariectomia addominale produrrà un dolore più intenso dell'ovariectomia laparoscopica).

Qualora l'ovariectomia abbia previsto l'anestesia generale, è altamente probabile che, al risveglio,  la paziente lamenti stanchezza, confusione, mancanza di equilibrio, lentezza nei riflessi e mal di testa; si tratta di sensazioni temporanee, che svaniscono nell'arco delle 24 ore successive alla pratica anestetica suddetta.

Ricovero: Durata e altri dettagli

  • Dopo gli interventi di ovariectomia addominale, il ricovero ospedaliero previsto ha una durata canonica 2-4 giorni
  • Dopo un'ovariectomia vaginale, il ricovero ospedaliero previsto dura di norma 1-3 giorni.
  • Dopo le operazioni di ovariectomia laparoscopica, il ricovero ospedaliero previsto dura generalmente 1-2 giorni.

È da segnalare che il ricovero ospedaliero successivo all'ovariectomia comporta l'istallazione di un catetere vescicale, il collegamento a una flebo, la somministrazione di antidolorifici (se la paziente lamenta dolore) e, esclusivamente in caso di ovariectomia addominale, l'ulteriore collegamento a un tubo di drenaggio addominale (quest'ultimo serve a evitare l'accumulo di sangue laddove il ginecologo ha praticato l'incisione).

Ovariectomia: quando rimuovere i Punti di Sutura

Salvo casi particolari, la rimozione dei punti di sutura applicati durante l'ovariectomia avviene 5-7 giorni dopo l'intervento.

Ovariectomia: i Tempi di Recupero

I tempi di recupero da un'ovariectomia variano in funzione della tecnica chirurgica impiegata.
In linea generale, più la tecnica chirurgica è invasiva e più i tempi di recupero si allungano: 

  • Per il recupero completo da un'ovariectomia addominale, servono almeno 6 settimane;
  • Per il recupero completo da un'ovariectomia vaginale, occorrono dalle 2 alle 4 settimane;
  • Infine, per il recupero completo da un'ovariectomia laparoscopica, possono bastare anche 2 settimane.

Ovariectomia: Cosa Fare e Non Fare durante il Recupero?

Durante il recupero da un intervento di ovariectomia, la paziente deve:

  • Stare a riposo, senza però eccedere. Fin dai primi momenti successivi all'intervento, la paziente dovrebbe alzarsi in piede e camminare, anche per pochi minuti; tale accorgimento serve a prevenire le pericolose complicanze vascolari connesse all'eccessiva immobilità (trombosi venosa profonda).
  • Evitare di sollevare oggetti pesanti per almeno 4 settimane. La ripresa di tutte quelle attività che richiedono un certo sforzo deve avvenire in modo graduale.
  • Evitare di guidare fintanto che si prova dolore.
  • Evitare di affrontare viaggi prima che siano trascorse 3 settimane dall'intervento.
  • Evitare l'attività sportiva nelle prime 4-6 settimane successive all'operazione.
  • Evitare di avere rapporti sessuali nelle 6 settimane successive all'ovariectomia.

A ciò, è doveroso aggiungere che la paziente può riprendere la normale dieta fin da subito e fare il bagno, a patto che abbia cura di lavare con delicatezza l'area operata (N.B: in caso di ovariectomia vaginale è assolutamente da evitare il lavaggio interno della vagina).

Rischi e Complicanze

L'ovariectomia è una pratica sicura; è doveroso ricordare tuttavia che si tratta pur sempre di un intervento di chirurgia maggiore, pertanto la sua esecuzione è sempre associata a un certo margine di rischio non eliminabile.

Quando è bilaterale, l'ovariectomia ha una serie di ripercussioni sulla fertilità della paziente.

Rischi dell’Ovariectomia: i possibili effetti avversi

Tra i rischi dell'ovariectomia, figurano:

  • Le complicazioni associate all'impiego dell'anestesia generale (reazione allergica all'anestetico, danno nervoso e morte);
  • Sanguinamento post-operatorio;
  • Sviluppo di infezioni a livello delle ferite chirurgiche;
  • Formazione di coaguli sanguigni anomali;
  • Le complicanze specifiche dell'ovariectomia, tra cui: danno a uno degli organi localizzate vicino all'utero (ureteri, vescica e intestino), prolasso vaginale e fistola vaginale.

Lo sapevi che...

La morte dovuta alla pratica dell'anestesia generale è un fenomeno che riguarda 1 individuo ogni 100.000-200.000 persone; quindi è molto raro.

Conseguenze dell’Ovariectomia Bilaterale

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Nelle donne in età fertile, l'ovariectomia bilaterale comporta l'impossibilità di avere figli e dà avvio al fenomeno della menopausa precoce.

Controindicazioni

Quando l'Ovariectomia è controindicata?

L'ovariectomia è controindicata in caso di cancro all'ovaio in fase avanzata e a tutte le donne il cui stato di salute non permette loro di tollerare un intervento di chirurgia maggiore.

Antonio Griguolo

L'autore

Antonio Griguolo

Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza


Ultima modifica dell'articolo: 09/08/2019

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