Osteoma Osteoide

Generalità

L'osteoma osteoide è un tumore alle ossa di natura benigna, che presenta la particolarità di trarre origine dagli osteoblasti.

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Dovuto a cause ancora ignote, l'osteoma osteoide colpisce, prevalentemente, le ossa lunghe degli arti (femore, omero, tibia ecc.) e, anche se in misura inferiore rispetto al caso appena citato, le vertebre della colonna vertebrale (in particolare le vertebre cervicali e le vertebre lombari).
Laddove insorge, l'osteoma osteoide è responsabile di sintomi e segni, quali: dolore (sintomo principale), gonfiore, deformità ossee, alterazioni della crescita ossea e atrofia muscolare; nei casi più gravi, questa sintomatologia può essere così severa da pregiudicare fortemente la qualità della vita del paziente.
In genere, i medici giungono alla diagnosi di osteoma osteoide dopo: un esame obiettivo accurato, un'anamnesi approfondita e una serie di esami radiologici; talvolta, però, necessitano di ricorrere anche ad analisi del sangue e soprattutto ad una biopsia.
L'osteoma osteoide guarisce spontaneamente nel giro di alcuni anni; ciononostante, necessita comunque di un trattamento, in quanto il dolore che esso provoca è molto intenso e debilitante (soprattutto nel corso della notte).

Cos'è l'Osteoma Osteoide?

L'osteoma osteoide è un esempio di tumore alle ossa di tipo benigno, che ha la particolarità di originare dagli osteoblasti. L'osteoma osteoide, quindi, è definibile con l'espressione di tumore osteoblastico benigno (dove il termine "osteoblastico" esprime non solo il legame agli osteoblasti, ma anche l'appartenenza del tumore in questione alla categoria delle neoplasie ossee).

Caratteristiche principali dell'osteoma osteoide

L'osteoma osteoide può insorgere in un qualunque osso dello scheletro umano; tuttavia, numerosi studi medici hanno evidenziato che tale tumore benigno:

  • Nell'80-90% dei casi, colpisce le ossa lunghe degli arti, quindi elementi scheletrici come il femore, l'omero, la tibia ecc.
  • Nel 7-10% dei casi, interessa le vertebre della colonna vertebrale, con una particolare preferenza per le vertebre lombari (59% dei pazienti con un osteoma osteoide vertebrale) e per le vertebre cervicali (27% dei pazienti con un osteoma osteoide vertebrale).
  • Nella percentuale restante, ha sede sulle falangi delle dita della mano, sull'astragalo del piede oppure all'interno di articolazioni "importanti" come per esempio il ginocchio, la caviglia o l'anca.

Per quanto concerne dimensioni e aspetto, l'osteoma osteoide consiste generalmente in una massa cellulare grande al massimo 1,5-2 centimetri, molto simile a un nodulo, riccamente vascolarizzata e di colore giallastro oppure rosso.
La formazione di un osteoma osteoide può coinvolgere, indifferente, un osso soltanto oppure più ossa adiacenti.

Breve approfondimento sulle sedi dell'osteoma osteoide

A livello femorale, l'osteoma osteoide sembra prediligere l'epifisi prossimale, in particolare la zona compresa tra il grande e il piccolo trocantere del femore; a livello di tibia e omero, invece, sembra avere una preferenza per la diafisi, ossia la porzione ossea centrale compresa fra le due epifisi.

Sulle vertebre, le sedi in cui è più facile ritrovare un osteoma osteoide sono: il processo spinoso, la cosiddetta spongiosa vertebrale e i peduncoli; raramente, l'osteoma osteoide coinvolge i corpi delle vertebre.

Epidemiologia

L'osteoma osteoide rappresenta il 10-12% di tutti i tumori alle ossa di tipo benigno; detto in altre parole, tra le 10 e le 12 persone ogni 100 con un tumore osseo benigno è portatore di un osteoma osteoide.
L'osteoma osteoide può colpire persone di qualsiasi età; tuttavia, le statistiche dicono che ha una predilezione per i soggetti di età compresa tra i 4 e i 25 anni.
Per ragioni ancora sconosciute, tra maschi e femmine, l'osteoma osteoide ha una predilezione per i primi (il rapporto è di 3 a 1 a favore degli uomini).

Cause

Nonostante i numerosi studi condotti in merito, le cause dell'osteoma osteoide sono sconosciute.
Ultimamente, poi, alcuni esperti hanno messo in dubbio la natura tumorale dell'osteoma osteoide, avanzando l'ipotesi che quest'ultima sia il risultato di un processo infiammatorio.

Sintomi e Complicazioni

Laddove l'osteoma osteoide ha sede, i sintomi e i segni da esso derivanti sono:

  • Dolore. È il sintomo principale dell'osteoma osteoide nonché il più comune;
  • Gonfiore. L'aspetto nodulare dell'osteoma osteoide fa sì che, a livello cutaneo, compaia una zona rigonfia simile a una piccola protuberanza;
  • Aumento o riduzione anomali della crescita ossea (ovviamente, sono due sintomi che possono interessare i pazienti più giovani, in cui lo sviluppo osseo non è ancora terminato);
  • Deformità ossea;
  • Difficoltà a muovere l'arto interessato (quando, chiaramente, l'osteoma osteoide localizza a livello di un femore, una tibia, un omero ecc.);
  • Atrofia muscolare.

Caratteristiche del dolore

Il dolore derivante dalla presenza di un osteoma osteoide è una sensazione dolorosa di tipo sordo, che tende a mantenersi lieve, nel corso delle ore diurne, e farsi decisamente più intensa, durante la notte.
In genere, non è correlato all'attività fisica (quindi non aumenta facendo movimento), ma può comunque impedirne lo svolgimento regolare e costante.
All'esordio e per i primi tempi che seguono l'esordio, è sensibile all'utilizzo di farmaci antidolorifici tradizionali (es: FANS); dopodiché, quest'ultimi diventano gradualmente sempre meno efficaci.
In linea generale, il dolore correlato alla presenza di un osteoma osteoide tende a peggiorare col tempo.

Complicazioni

A lungo andare, il dolore prodotto da un osteoma osteoide può peggiorare al punto che, di notte, disturba profondamente il riposo notturno, mentre, di giorno, rende molto difficile lo svolgimento delle più normali attività quotidiane.
Negli individui di giovane età, l'osteoma osteoide può provocare, a distanza di diverso tempo dalla sua insorgenza, problemi di scoliosi più o meno gravi.

È POSSIBILE UNA SUA TRASFORMAZIONE MALIGNA?

La letteratura medica non riporta casi di osteoma osteoide in cui da quest'ultimo ha preso origine un tumore alle ossa di tipo maligno. In altre parole, finora non si sono mai osservati casi di trasformazione in senso maligno di un osteoma osteoide.

Diagnosi

In genere, i medici giungono alla diagnosi di osteoma osteoide dopo: un accurato esame obiettivo, un'approfondita anamnesi, una serie di indagini di tipo radiologico, una biopsia ossea del nodulo anomalo e, infine, un'analisi del sangue.

Esame obiettivo e anamnesi

L'esame obiettivo e l'anamnesi consistono, sostanzialmente, in una valutazione attenta e precisa dei sintomi e dei segni presentati dal paziente, al momento della prima visita medica.
Per individuo con un sospetto osteoma osteoide, queste due indagini prevedono di norma:

  • Domande relative al dolore. Relativamente alla sensazione dolorosa, il medico può chiedere: quando è insorto e da quanto tempo è in atto; se peggiora nel corso della notte oppure rimane stabile; se impedisce lo svolgimento delle più comuni attività giornaliere; ecc.
  • La palpazione della zona dolente e rigonfia. Il medico palpa l'area dolorosa e gonfia, per capire la consistenza della protuberanza e se il dolore associato a quest'ultima peggiora o meno.
  • Domande relative allo stato di salute. Le risposte sono utili in proiezione futura, in occasione della pianificazione di un eventuale trattamento.

Per quanto accurati, l'esame obiettivo e l'anamnesi non permettono di trarre alcuna conclusione definitiva; per questa servono le già citate indagini radiologiche ed eventualmente la biopsia.

Esami radiologici

Osservato attraverso esami come i raggi X, la TAC, la scintigrafia ossea o la risonanza magnetica nucleare, l'osteoma osteoide esibisce alcune caratteristiche che lo contraddistinguono dalla maggior parte degli altri tumori alle ossa sia di tipo benigno sia di tipo maligno.
Queste caratteristiche spiegano l'importanza e l'indispensabilità del ricorso a un'accurata indagine radiologica.

Curiosità

Un tumore alle ossa che, agli esami radiologici, appare molto simile all'osteoma osteoide (complicando in questo modo la diagnosi) è il cosiddetto osteoblastoma; esattamente come l'osteoma osteoide, l'osteoblastoma è una neoplasia ossea di tipo benigno che trae origine dagli osteoblasti.

Biopsia

La biopsia ossea consiste nel prelievo e nelle successive analisi in laboratorio di un campione di cellule appartenenti all'osteoma osteoide (o alla massa nodulare che il medico ritiene essere un osteoma osteoide).
L'esame bioptico è un'indagine di conferma, che elimina ogni dubbio relativo agli studi diagnostici precedenti.

Analisi del sangue

Nel corso delle ricerche diagnostiche relative a un osteoma osteoide, le analisi del sangue sono utili in ottica "diagnosi differenziale"; servono, infatti, a verificare che la sintomatologia presente non dipenda da un'infezione ossea o un tumore alle ossa di tipo maligno.

Terapia

Prima di parlare del trattamento dell'osteoma osteoide, occorre puntualizzare due concetti:

  • L'osteoma osteoide è un'alterazione del tessuto osseo con la tendenza a scomparire in modo del tutto spontaneo, nel giro di qualche anno.
  • Nel tempo di permanenza dell'osteoma osteoide, il dolore dipendente da quest'ultimo può essere (per motivi ancora inspiegati) una sensazione sopportabile o assolutamente intollerabile.

Il trattamento dell'osteoma osteoide dipende dall'intensità della sensazione dolorosa presente. Infatti, quando il dolore è lieve e fintanto che si mantiene tale, la terapia è conservativa; mentre, quando il dolore è molto intenso e insopportabile, la cura adottata è di tipo chirurgico.

Terapia conservativa

Il trattamento conservativo dell'osteoma osteoide consiste, sostanzialmente, nella somministrazione dei cosiddetti FANS, ossia medicinali noti non solo per le loro proprietà antinfiammatorie (la sigla FANS sta per Farmaci Antinfiammatori Non-Steroidei) ma anche per le loro proprietà antidolorifiche.
I FANS sono indicati in presenza di un dolore contenuto, in quanto tendono a essere efficaci soltanto in questa circostanza; questo vuol dire che un eventuale peggioramento della sensazione dolorosa potrebbe coincidere con una loro totale perdita di efficacia.
Nel momento in cui i FANS perdono gran parte della loro efficacia e il dolore ha raggiunto un livello di intensità insopportabile, il paziente è costretto, se vuol star meglio, a sottoporsi al trattamento chirurgico.

DURATA DELLA CURA CONSERVATIVA

In assenza di peggioramenti della sensazione dolorosa, la necessità di ricorrere ai FANS viene meno nel momento in cui l'osteoma osteoide scompare.
In altre parole, la cura conservativa dell'osteoma osteoide dura il tempo di permanenza di quest'ultimo (se, ovviamente, il dolore non peggiora).

Nota importante

I FANS sono farmaci sicuri; tuttavia, prima di un loro impiego prolungato, è bene che il paziente si rivolga al proprio medico curante, per conoscere il dosaggio appropriato, controindicazioni e possibili effetti collaterali.

Terapia chirurgica

Il trattamento chirurgico dell'osteoma osteoide consiste nell'operazione di rimozione della massa nodulare rappresentante il tumore in questione.
Attualmente, esistono due tecniche chirurgiche per l'esecuzione della suddetta operazione di rimozione: il cosiddetto curettage (o raschiamento) e la cosiddetta ablazione a radiofrequenza.

CURETTAGE

La rimozione di un osteoma osteoide eseguita tramite la tecnica del curettage rappresenta un'operazione di chirurgia "a cielo aperto" (o chirurgia tradizionale); questo vuol dire che prevede l'anestesia generale e un'incisione dei tessuti cutanei laddove, al di sotto, risiede l'osteoma osteoide da rimuovere.
La particolarità del curettage è che, durante la sua esecuzione, il chirurgo utilizza uno speciale strumento raschiatore (chiamato curette), attraverso cui appunto raschia, fino all'eliminazione completa, il nodulo che forma l'osteoma osteoide.
La tecnica di curettage è molto efficace; tuttavia, presenta alcuni rischi, che dipendono soprattutto dal ricorso all'anestesia generale e alla pratica dell'incisione cutanea.

Essendo un intervento invasivo e da eseguire in anestesia generale, il curettage per l'eliminazione di un osteoma osteoide richiede che il paziente goda di buona salute.

ABLAZIONE A RADIOFREQUENZA

L'ablazione a radiofrequenza per la rimozione di un osteoma osteoide rappresenta un approccio chirurgico innovativo, che si distingue dal curettage per la minore invasività. La sua esecuzione, infatti, prevede un'incisione cutanea minima, che serve al chirurgo per introdurre lo strumento necessario all'opera di rimozione dell'osteoma osteoide. Volendo essere più precisi, tale strumento consiste in una sonda a radiofrequenza, che, attraverso la generazione di una corrente elettrica ad altissima frequenza, genera un calore tale da bruciare l'elemento indesiderato.
L'intervento di eliminazione di un osteoma osteoide tramite ablazione a radiofrequenza richiede l'impiego di un'apparecchiatura per la TAC, al fine di guidare il medico curante nel collocamento appropriato, a ridosso della massa tumorale, della sonda a radiofrequenza.
Eseguibile da un radiologo interventista o da un chirurgo ortopedico, l'ablazione a radiofrequenza per la rimozione di un osteoma osteoide è una procedura efficace, della durata non superiore alle 2 ore e che non sempre impone il ricorso all'anestesia generale.

TEMPI DI RECUPERO DALL'INTERVENTO CHIRURGICO

Dopo il trattamento chirurgico dell'osteoma osteoide, i tempi di recupero e il ritorno alle normali attività quotidiane dipendono, principalmente, da due fattori, che sono:

  • La tecnica chirurgica adottata. Essendo più invasivo dell'ablazione a radiofrequenza, il curettage presenta tempi di recupero leggermente più lunghi;
  • La posizione dell'osteoma osteoide. Le incisioni praticate in alcuni sedi anatomiche impiegano, rispetto ad altre operate altrove, più tempo a rimarginarsi e questo allunga, ovviamente, la tempistica di recupero.

In linea generale, comunque, il recupero da un'operazione chirurgica per l'eliminazione di un osteoma osteoide avviene nel giro di qualche giorno, così come il ritorno alle normali attività di tutti i giorni.

Prognosi

Come affermato in precedenza, l'osteoma osteoide è protagonista di un processo di guarigione del tutto spontaneo. Questo aspetto potrebbe indurre a pensare a una prognosi positiva dell'osteoma osteoide, se non fosse che:

  • La risoluzione spontanea di un osteoma osteoide avviene in un arco di tempo molto lungo, che può andare da un minimo di 6 a un massimo di (ben) 15 anni;
  • Durante il suo decorso, l'osteoma osteoide può essere responsabile di un dolore così grave e intenso, da pregiudicare profondamente la qualità della vita del paziente;
  • Un osteoma osteoide molto doloroso impone il ricorso alla chirurgia, la quale presenta dei rischi non sempre trascurabili.

Prevenzione

Non essendo note le sue cause scatenanti, l'osteoma osteoide è una condizione nei confronti della quale è impossibile attuare una prevenzione.


Ultima modifica dell'articolo: 27/01/2018

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