Osso Occipitale di A.Griguolo

Generalità

L'osso occipitale è l'osso del cranio impari e simile a un piatto fondo da cucina, che, situato nell'occipite, fornisce protezione ai lobi occipitali del cervello e al cervelletto.

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Confinante con le ossa parietali (superiormente), le ossa temporali (lateralmente) e l'osso sfenoide (anteriormente), l'osso occipitale è suddivisibile in 4 parti principali, che in senso fronte-retro sono: la parte basilare, le parti laterali e la parte squamosa.
Tra i numerosi elementi anatomici presenti sull'osso occipitale, figura anche il foro occipitale o foramen magnum; quest'ultimo è l'apertura attraverso cui transita il midollo allungato prima di imboccare il canale vertebrale e diventare midollo spinale.

Cos'è l'Osso Occipitale?

L'osso occipitale è l'osso impari della porzione postero-inferiore del cranio, occupante la regione dell'occipite e posto a protezione dei lobi occipitali del cervello e degli emisferi del cervelletto.
L'osso occipitale rappresenta una delle 8 ossa del cosiddetto neurocranio, ossia il complesso scheletrico superiore del cranio.

Breve ripasso anatomico

  • Il cranio dell'essere umano è suddivisibile in due complessi scheletrici principali: il già citato neurocranio e lo splancnocranio.
    Oltre all'osso occipitale, al neurocranio appartengono: l'osso frontale, le due ossa temporali, le due ossa parietali, l'osso sfenoide e l'osso etmoide.
    Allo splancnocranio, invece, appartengono ben 14 ossa, che sono: le due ossa zigomatiche, le due ossa lacrimali, le due ossa nasali, le due ossa palatine, i due cornetti nasali inferiori, le due ossa mascellari, il vomere e la mandibola.
  • Occipite è il termine anatomico indicante la regione posteriore del capo, quella in cui risiede il lobo occipitale del cervello e l'osso occipitale.

Anatomia

Simile nei contorni a un trapezio, l'osso occipitale è dotato di una convessità interna (cioè dalla parte del cervello), che lo fa assomigliare moltissimo a un piatto fondo da cucina; questa sua particolare convessità trova giustificazione nella necessità di ospitare al meglio il lobo occipitale del cervello.
L'osso occipitale appartiene alla categoria delle ossa piatte; quest'ultime sono ossa tipicamente sviluppate in lunghezza e larghezza, ma non in spessore (quindi sono fini).
Per rendere più agevole la descrizione dell'osso occipitale, gli anatomisti suddividono quest'ultimo in 4 parti principali, che, procedendo in senso fronte della testa–retro della testa, sono: la cosiddetta parte basilare, le cosiddette due parti laterali e la cosiddetta parte squamosa.

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La parte basilare: è la sezione di osso occipitale più prossima alla fronte; morfologicamente simile a un quadrilatero, prende posto davanti al foro occipitale (o foramen magnum), ossia la caratteristica apertura presente sull'osso occipitale e che sarà oggetto di approfondimenti in un capitolo a sé stante.

Le parti laterali: allontanandosi dalla fronte, sono le due sezioni immediatamente successive alla parte basilare; di fatto, sono le componenti dell'osso occipitale che costituiscono i lati del foro occipitale.

La parte squamosa: è la sezione di osso occipitale più distante dalla fronte; localizza successivamente alle parti laterali, quindi è posteriore al foro occipitale. È la parte più grande dell'osso occipitale e quella che dona a quest'ultimo la maggior parte dell'aspetto convesso.

Lo sapevi che…

Per via della loro composizione e forma, le ossa piatte come l'osso occipitale sono molto resistenti.

Relazioni dell'osso occipitale

L'osso occipitale ha rapporti con ben 5 ossa del cranio; per la precisione, confina con:

  • Le due ossa parietali, superiormente;
  • Le ossa temporali, latero-inferiormente;
  • L'osso sfenoide, anteriormente.

Elementi strutturali fondamentali dell'osso occipitale

Le più classiche descrizioni strutturali dell'osso occipitale riconoscono in quest'ultimo l'esistenza di:

  • Due superfici, la superficie esterna e la superficie interna;
  • Il foro occipitale;
  • Quattro angoli, l'angolo superiore, l'angolo inferiore e i due angoli laterali;
  • Due bordi, il bordo superiore e il bordo inferiore.

SUPERFICIE ESTERNA

La superficie esterna dell'osso occipitale è la superficie di quest'ultimo a stretto rapporto con la cute del capo.
Dal punto di vista anatomico, di tale superficie sono particolarmente rilevanti la parte squamosa e le due parti laterali; sulla parte squamosa, infatti, è possibile notare:

  • Un prominenza centrale, chiamata protuberanza occipitale esterna, il cui punto culminante è detto inion;
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  • Una cresta, chiamata cresta occipitale esterna o linea nucale mediale, che decorre dall'inion al foro occipitale e su cui trova inserzione il cosiddetto legamento nucale;
  • Tre coppie di linee rilevate e simmetriche, poste ai lati della protuberanza occipitale esterna e della cresta occipitale, e con un orientamento quasi perpendicolare a quest'ultima. Collocate una sopra l'altra, queste coppie di linee prendono il nome di linee nucali e sono sede di aggancio per diversi muscoli e legamenti.

Sulle parti laterali, invece, uno a destra e uno a sinistra del foro occipitale, hanno sede i due cosiddetti condili occipitali, il cui ruolo sarà tema di discussione più avanti.

Lo sapevi che…

Le tre coppie di linee nucali comprendono: le linee nucali supreme, che sono quelle situate più in alto, le linee nucali superiori, che sono quelle collocate poco sotto le linee nucali supreme, e infine le linee nucali inferiori, che sono quelle poste più in basso.

SUPERFICIE INTERNA

La superficie interna dell'osso occipitale è la superficie di quest'ultimo situata dalla parte del lobo occipitale del cervello.
Dal punto di vista anatomico, di tale superficie sono importanti tutte le sue parti costituenti; ecco perché:

  • Nelle due parti laterali (ossia le regioni laterali al foro occipitale) risiedono i due canali ipoglossi (in cui scorrono il nervo cranico ipoglosso destro e il nervo cranico ipoglosso sinistro) e i due fori giugulari;
  • Nella parte basilare, localizza il clivo, una depressione non molto profonda e liscia, posta anteriormente al foro occipitale e preposta ad accogliere il ponte di Varolio poco prima di diventare midollo allungato.
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  • Nella parte squamosa, prendono posto: la cresta occipitale interna (coincide con l'interno della cresta occipitale esterna), la protuberanza occipitale interna (corrisponde all'interno della protuberanza occipitale interna), le due fosse ospitanti ciascuna uno dei due lobi occipitali del cervello (fosse cerebrali), le due fosse accoglienti ciascuna uno dei due emisferi del cervelletto (fosse cerebellari) e le due scanalature con decorso laterale rispetto alla protuberanza occipitale interna, in cui scorrono i cosiddetti seni trasversi (sono i vasi venosi che drenano il sangue povero di ossigeno dalla parte posteriore della testa).

Breve approfondimento sulle fosse cerebrali e cerebellari

Le fosse cerebrali dell'osso occipitale giacciono nella porzione della superficie interna e ciò spiega perché sono anche dette fosse superiori.
Le fosse cerebellari dell'osso occipitale, invece, risiedono nella porzione inferiore della superficie interna e questo è il motivo per cui sono anche chiamate fosse inferiori.

FORO OCCIPITALE

Il più volte menzionato foro occipitale è la caratteristica apertura del foro occipitale compresa tra:

  • Le parti laterali dell'osso occipitale, a destra e a sinistra;
  • La parte basilare dell'osso occipitale, anteriormente (più vicino alla fronte);
  • La parte squamosa dell'osso occipitale, posteriormente (più distante dalla fronte).

Il foro occipitale deve la propria notorietà al fatto di essere la fessura del cranio attraverso cui transita il midollo allungato poco prima di imboccare il canale vertebrale e diventare midollo spinale, e attraverso cui passano altre importanti strutture anatomiche, come le arterie vertebrali, il nervo accessorio (XI nervo cranico), la membrana tectoria e le arterie spinali anteriori e posteriori.

Midollo allungato e ponte di Varolio

Il midollo allungato e il ponte di Varolio citato in precedenza costituiscono, assieme al mesencefalo, un'importante struttura del sistema nervoso centrale: il tronco encefalico.
Questi tre elementi sono collegati tra loro, con il mesencefalo sovrapposto al ponte di Varolio, il quale, a sua volta, risiede sopra il midollo allungato.

ANGOLO SUPERIORE, ANGOLO INFERIORE E ANGOLI LATERALI

L'angolo superiore dell'osso occipitale è la porzione di quest'ultimo confinante e in unione, per mezzo di un'articolazione, con gli angoli occipitali delle due ossa parietali, situate superiormente.
L'angolo inferiore dell'osso occipitale è l'elemento strutturale di quest'ultimo confinante e in unione, per mezzo di un'altra articolazione, con l'osso sfenoide, posto anteriormente.
Infine, gli angoli laterali dell'osso occipitale sono le porzioni destra e sinistra di quest'ultimo, localizzate all'estremità del solco dei sopraccitati seni trasversi (superficie interna) e confinanti nonché in unione con l'angolo mastoideo delle ossa parietali e l'angolo mastoideo delle ossa temporali (N.B: chiaramente, l'angolo laterale destro confina con l'angolo mastoideo dell'osso parietale e dell'osso temporale di destra, mentre l'angolo laterale sinistro con l'angolo mastoideo dell'osso parietale e dell'osso temporale di sinistra).

Lo sapevi che…

Nel cranio del feto e del bambino appena nato, l'angolo superiore dell'osso occipitale è nelle immediate vicinanze della fontanella posteriore.

BORDO SUPERIORE E BORDO INFERIORE

I bordi dell'osso occipitale sono, di fatto, gli elementi di quest'ultimo che ne segnano lo spessore; i bordi sono anatomicamente importanti, perché sono i veri artefici delle articolazioni tra l'osso occipitale e le altre ossa craniche.
Entrando di ogni singolo bordo, il bordo superiore comprende l'intero spessore dell'angolo superiore e della parte di angoli laterali più contigua all'appena citato angolo superiore. Il bordo inferiore, invece, include l'intero spessore dell'angolo inferiore e della parte di angoli laterali più prossima all'appena menzionato angolo inferiore.

Articolazioni

Nel descrivere gli angoli e poi i bordi, questo articolo sull'osso occipitale ha parlato di articolazioni.
Tali articolazioni sono esempi di articolazioni craniche o, come sarebbe meglio chiamarle, suture craniche.

La sutura cranica che unisce l'angolo superiore dell'osso occipitale alle ossa parietali la cosiddetta sutura lambdoidea.
Le suture craniche che collegano gli angoli laterali del'osso occipitale agli angoli mastoidei di ossa temporali e ossa parietali sono le cosiddette suture occipito-mastoidee.

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La sutura cranica che unisce l'angolo inferiore dell'osso occipitale all'osso sfenoide è la cosiddetta sutura sfeno-occipitale.

Le suture craniche, tuttavia, non solo le uniche articolazioni di cui è dotato l'osso occipitale; quest'ultimo, infatti, presenta anche la cosiddetta articolazione atlo-occipitale, una diartrosi (cioè un'articolazione mobile) che ha il fondamentale compito di congiungere il cranio alla colonna vertebrale.

L'articolazione atlo-occipitale vede il congiungimento dei due condili occipitali dell'osso occipitale alle faccetta articolari superiori della prima vertebra cervicale della colonna vertebrale, vertebra il cui nome è atlante.

Curiosità

A causa di alcune malattie genetiche (es: sindrome di Crouzon), la sutura lambdoidea dell'osso occipitale può essere oggetto di craniostenosi, ossia fusione prematura.
La fusione prematura della sutura lambdoidea – così come di altre suture craniche – può pregiudicare il normale sviluppo del cervello, con ripercussioni a livello di capacità intellettive.

Sviluppo fetale e post-natale

Il processo di formazione dell'osso occipitale, nel corso dello sviluppo fetale, avviene con tempi e modalità diverse, a seconda della parte di osso considerata:

  • La parte squamosa risulta dal contributo di 6 centri di ossificazione, 4 dei quali si attivano al secondo mese di vita fetale e i restanti 2 al terzo mese di vita fetale; inizialmente, la parte squamosa è separata in due, ma dal terzo mese di vita fetale in poi (quindi quando si attivano anche gli ultimi due centri di ossificazione) diviene un pezzo unico;
  • Le parti laterali risultano dall'operato di un centro di ossificazione per ciascuna parte, il quale si attiva all'ottava settimana di vita fetale;
  • La parte basilare è frutto dell'azione di 2 centri di ossificazione, i quali operano a partire dalla sesta settimana di vita fetale.

DOPO LA NASCITA

Alla nascita, le varie parti che formano l'osso occipitale sono separate tra loro (sono cioè degli elementi distinti). Tale situazione rimane immutata fino al IV anno di vita, quando la parte squamosa e le parti laterali cominciano a fondersi tra loro; in prossimità del VI anno di vita, poi, alla fusione tra la parte squamosa e le parti laterali si aggiunge la fusione tra le parti laterali e la parte basilare.
In definitiva, da dopo il VI anno di vita, l'osso occipitale è un osso unico, per il quale la suddivisione in parti è solo ideale e serve a semplificare la sua descrizione.

VITA ADULTA

Al raggiungimento dell'età adulta, quando ormai l'encefalo si è accresciuto a dovere, l'osso occipitale si fonda alle altre ossa craniche che gli sono confinanti.
Nello specifico, tra i 18 e i 25 anni, entra in fusione con l'osso sfenoide posto anteriormente, mentre, tra i 26 e i 40 anni, entra in fusione con le ossa parietali situate superiormente.

Funzione

L'osso occipitale è una delle ossa del cranio coinvolte nella formazione della volta cranica, ossia la struttura scheletrica deputata a racchiudere e proteggere l'encefalo (N.B: l'encefalo è l'insieme di cervello, cervelletto, diencefalo e tronco encefalico). Nello specifico, per la posizione che occupa, l'osso occipitale costituisce l'area della volta cranica preposta alla protezione di: i lobi occipitali di entrambi gli emisferi cerebrali e i due emisferi del cervelletto.
Le funzioni dell'osso occipitale, tuttavia, non si esauriscono alla protezione dell'encefalo; l'osso in questione infatti è, per via del suo contributo alla formazione della sopraccitata articolazione atlo-occipitale, un fondamentale elemento di congiunzione tra il capo e la colonna vertebrale.

Le funzioni dell'articolazione atlo-occipitale

L'articolazione atlo-occipitale consente alla testa il movimento di flessione, il movimento di estensione e un moderato movimento di piegatura laterale (flessione laterale).

Patologie

L'osso occipitale è un osso resistente, tuttavia, come tutte le altre ossa del corpo umano, può essere oggetto di frattura, se sottoposto a traumi di una certa entità.
Al problema fratture, si aggiunga inoltre la possibilità di un coinvolgimento dell'osso occipitale in malattie genetiche, che ne alterano la morfologia, come la sindrome di Edwards e la sindrome di Beckwith-Wiedemann.

Frattura dell'osso occipitale

L'osso occipitale è particolarmente suscettibile alle fratture nella sua parte basilare, dove ha sede la cosiddetta fossa occipitale posteriore.

Alterazioni morfologiche dell'osso occipitale

Malattie genetiche come la sindrome di Edwards e la sindrome di Beckwith-Wiedemann inducono un'alterazione morfologica dell'osso occipitale, tale per cui la testa risulta particolarmente prominente nella regione dell'occipite.

Antonio Griguolo

L'autore

Antonio Griguolo

Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza