Ogni quanto buttare la biancheria intima e sostituirla

Ogni quanto buttare la biancheria intima e sostituirla
Ultima modifica 16.02.2023
INDICE
  1. Introduzione
  2. Cambio biancheria intima: in sintesi
  3. Biancheria intima: rischi correlati
  4. Ogni quanto cambiare la biancheria intima
  5. Infezioni batteriche: buttare la biancheria?
  6. Consigli

Introduzione

Reggiseno, slip, canotte intime. Ogni quanto tempo andrebbero cambiate, nel senso di disfarsene e sostituire per intero il cassetto dell'abbigliamento intimo? Se è assodato che la biancheria vada cambiata ogni giorno, o tenuta un massimo di tempo limite di due giorni, pulendosi e lavandosi accuratamente ogni volta che ci si reca in bagno, diversa è la questione sul gettare slip e mutande.

Disparate teorie e pareri di professionisti sono generalmente in contrasto: chi sostiene che sia sufficiente lavare con cura la biancheria ed utilizzarla sino a quando tessuti e vestibilità lo consentano, chi, invece, sostiene che sia necessario disfarsi della propria biancheria intima almeno due volte all'anno, quindi cambiarla ogni sei mesi. 

Cambio biancheria intima: in sintesi

  • Cambiare biancheria intimia quotidianamente
  • Non è necessario sostituire la biancheria ogni sei mesi, ma lavare correttamente
  • Lavaggi a 30-40°
  • Lavaggi a 90° in presenza di infezioni batteriche come Candida
  • Usare cotone traspirante o seta
  • Non usare materiale sintetico che ostacola la circolazione dell'aria

Biancheria intima: rischi correlati

Prurito, fastidio, rossori e vere e proprie infezione intime ricorrenti, possono essere dei campanelli d'allarme in merito all'utilizzo della biancheria intima, la sua composizione e la frequenza con la quale la si cambia. Il tessuto degli sli, infatti, può fungere da covo di batteri e funghi che entrano facilmente a contatto con la pelle e la zona intima. Indossare un corretto abbigliamento intimo è fondamentale per prevenire malattie e infezioni, prestando massima attenzione alle forme e ai materiali che possono favorire lo sviluppo e il proliferare di funghi e batteri. 

Ciò avviene anche in presenza di un tessuto non idoneo e poco traspirante, che trattiene maggiore quantità di umidità e ostacola il passaggio di aria, impendendo alla pelle di respirare ed essere asciutta. 

In merito alle tempistiche, invece, potrebbe bastare un corretto lavaggio, a detemrinati gradi e con determinati detergenti, per debellare la carica batterica presente sui nostri indumenti. 

 

 

Migliori tessuti per indumenti intimi

Nella scelta dei tessuti migliori per slip, reggiseni e canottiere intime, indistintamente che si tratti di abbigliamento maschile o femminile, è meglio privilegiare tessuti naturali e non sintetici. Anche i pizzi, per quanto piacevoli alla vista, sono tuttavia insidiosi in caso di pelle delicata, incline ad arrossamenti e dermatiti. La salute intima, passa anche attraverso il tessuto degli indumenti che dovranno essere preferibilmente in cotone traspirante, o in seta  (fibroina di seta), anallergico, adatta anche a pelli delicate, e antibatterica.

Ogni quanto cambiare la biancheria intima

Di norma, per un'igiene perfetta e mantenere la zona intima pulita e priva di cattivi odori, si doivrebbe cambiare la biancheria intima  una volta al giorno, in riferimento agli slip (per il reggiseno i tempi possono allungarsi anche a tre giorni, se si deterge e si mantiene asciutta la zona del seno e del sottoseno). Mutande, slip, boxer, rappresentano un terreno fertile per batteri e microbi dannosi per la salute.

Gettare nella spazzatura gli indumenti intimi ogni sei mesi, tuttavia, non è una regola che gli specialisti in ginecologia o andrologia, consigliano sostenuta da ragioni valide e scientifiche. Non è necessario buttare l'intimo due volte all'anno, ma lavarlo correttamente. Ecco come: in lavatrice, a 30-40°, con un detergente a ossigeno attivo. In caso di infezioni batteriche, gli slip andranno lavati in lavatrice a 90°, così da debellarne ogni presenza. 

Le infezioni più frequenti causate di una scarsa igiene possono essere:

Infezioni batteriche: buttare la biancheria?

In caso di Candida, come consigliano gli esperti, occorre qualche accortezza in più, essendo questa infezione intima molto frequente e tendente a recidivare con Bisogna porre particolare attenzione nei confronti della Candida, dal momento che rappresenta una delle infezioni intime più frequenti e tende ad essere recidiva

Le perdite biancastre e dense che si depositano sui tessuti della biancheria intima, possono resistere ai lavaggi a bassa temepratura, essendo ostici da rimuovere totalmente. In questo caso, gli indumenti intimi andranno lavati in lavatrice ad alte temperature o addirittura a 90 gradi: la Candida non riesce a resistere a questo tipo di lavaggio.

 

Consigli

Per assicurarsi una corretta igiene intima, occore detergersi quotidianamente con acqua e detergenti delicati a pH acido (3,5-5,5). E' fondamentale, inoltre, cambiare frequentemente salvaslip, e assorbenti esterni, poiché il loro prolungato contatto con la zona intima, aumenta il calore e l'umidità locale favorendo le infezioni ed il cattivo odore.

Inoltre è bene:

  • Detergere il cestello della lavatrice dopo il lavaggio dell'intimo per evitare la diffusione dei batteri, che nel cestello trovano l'habitat ideale per proliferare
  • Non lasciare a lungo la biancheria intima sporca nel cestone: i batteri rischiano di contaminare gli altri indumenti, magari anche i tesstili della cucina
  • Dopo il lavaggio, non lasciare il bucato nella lavatrice
  • Asciugare il bucato all'aria aperta.