Mal di Schiena: 10 Miti da Sfatare
Ultima modifica 16.03.2022
INDICE
  1. Introduzione
  2. Miti da Sfatare
  3. Altri articoli sul 'Mal di Schiena'
  4. Bibliografia

Introduzione

Mal di Schiena: un disturbo molto comune

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Il mal di schiena è un disturbo di salute molto comune, che colpisce uomini e donne di qualsiasi età e ceto sociale.

Le statistiche in merito alla sua diffusione sono abbastanza chiare: lo sperimentano almeno una volta nella vita all'incirca 9 persone su 10.

Il dolore alla schiena può risultare estremamente fastidioso e debilitante per chi ne soffre; non a caso, è uno dei principali motivi di consulto medico e di assenza dal lavoro per infortunio.

In genere, la porzione di schiena dolente è il tratto lombare, ossia la parte che precede il sedere (la cosiddetta lombalgia); tuttavia, occorre precisare che il dolore può riguardare qualsiasi segmento della schiena, quindi anche il tratto cervicale (o collo), quello toracico e quello coccigeo.

Il mal di schiena può essere acuto oppure cronico-ricorrente (molto spesso quest'ultimo corrisponde al cosiddetto mal di schiena aspecifico).

Alcuni pazienti lo descrivono come un dolore sordo; altri come una sensazione bruciante; altri ancora una manifestazione lancinante alternata a fasi di apparente remissione.

Questo articolo si propone di analizzare e sfatare 10 falsi miti che riguardano il mal di schiena; senza anticipare troppo i prossimi contenuti, cercherà di rispondere in modo esaustivo a domande tipo:

  • È sempre qualcosa di grave?
  • È sempre correlato a un'ernia discale o a una protrusione?
  • Fare una risonanza aiuta a scoprire le cause?
  • Quanto conta la postura?
  • Allenarsi in palestra è controindicato?
  • È possibile guarire?
  • Ecc.
Per approfondire: Mal di Schiena: da Cosa dipende e Come Alleviarlo

Miti da Sfatare

1 - Il Mal di Schiena rappresenta sempre il segnale di qualcosa di Grave

Il mal di schiena può pregiudicare senza dubbio la qualità della vita, ma raramente è il sintomo di una grave condizione di salute: nel 95% dei casi circa non rappresenta nulla di clinicamente serio.

I fattori che più spesso spiegano la presenza di mal di schiena sono: attività insolita che ha sovraccaricato i muscoli della schiena e/o le articolazioni, sedentarietà, posture prolungate (stare seduti a lungo; stare in piedi a lungo), stress, ansia, depressione, paura di determinati movimenti, scarsa qualità del sonno, timori infondati dovuti a esami strumentali svolti nel passato.

2- Il Mal di Schiena è una conseguenza della Vecchiaia

L'invecchiamento si accompagna a una degenerazione e a un'usura dell'apparato scheletrico; tra le strutture coinvolte c'è anche la colonna vertebrale, in particolare i dischi intervertebrali, quelli da cui dipendono le varie ernie e protrusioni.

Contrariamente a ciò che molti pensano, i suddetti fenomeni riguardanti il rachide non sono sempre responsabili di mal di schiena.

Quindi, l'avanzare dell'età non è una causa di dolore alla schiena; anzi, con terapie efficaci, anche il male alla schiena nell'anziano può migliorare.

Per approfondire: Discopatia Degenerativa: Cause, Sintomi e Cura

3- Il Mal di Schiena persistente è sempre dovuto a un’Ernia o a una Protrusione

L'ernia del disco è un infortunio acuto che può causare dolore alla schiena; del resto, il suo verificarsi corrisponde a una lesione dei tessuti del disco intervertebrale, innesca una risposta immunitaria che richiama agenti infiammatori e, non di rado, comporta un'irritazione delle radici nervose dei nervi spinali.

Le ernie discali, tuttavia, sono predisposte a guarire spontaneamente e senza strascichi: con il tempo, i tessuti cicatrizzano e il materiale erniato è oggetto di un processo di riassorbimento dall'esito benevolo.

Il tutto avviene generalmente nell'arco di 3 mesi.

Alla luce di ciò, un dolore alla schiena persistente, superiore a 3 mesi, sta a indicare che è imputabile, quanto meno, anche ad altri fattori favorenti, che vanno indagati a dovere.

Inoltre, non bisogna dimenticare che, spesso, il mal di schiena insorge dopo movimenti che rientrano nella routine quotidiana, ai quali è difficile attribuire una capacità lesiva nei confronti di strutture come i dischi intervertebrali; quest'ultimi, infatti, sebbene suscettibili all'erniazione, sono comunque sufficientemente resistenti alle stimolazioni quotidiane più banali (per un danno acuto, servono stress importanti).

Come già riportato, fattori più credibili che possono alimentare un dolore prolungato alla schiena sono:

  • Sovraccarico dei muscoli della schiena e/o delle articolazioni successivo ad attività insolite
  • Stress e ansia
  • Posture prolungate (stare seduti a lungo; stare in piedi a lungo)
  • Fatica e scarsa qualità del sonno
  • Inattività fisica
  • Depressione
  • Rabbia
  • Paura di determinati movimenti
  • Fattori psicologici di altra natura ("la risonanza magnetica ha evidenziato una protrusione, non posso piegarmi")

4- La Risonanza Magnetica aiuta a scoprire e a risolvere la Causa del Mal di Schiena

Da una serie di ricerche è emerso che il 90% delle persone over 60 sottoposto a studi di risonanza magnetica presenta protrusioni, degenerazione discale (discopatia degenerativa), ernie, artrosi delle faccette articolari e/o osteofiti, il tutto in assenza di sintomi o di storia clinica passata di dolore.

Ricerche analoghe, inoltre, hanno evidenziato anche che:

  • Solo la metà delle persone con dolore cronico alla schiena presenta, alla risonanza magnetica, alterazioni della colonna vertebrale e/o dei dischi intervertebrali.
  • Studi di risonanza magnetica positivi per alterazioni della colonna vertebrale, ripetuti a distanza di tempo sulle stesse persone che ormai non hanno più male alla schiena, continuano a evidenziare problematiche analoghe nonostante il dolore non sia più presente.

Alla luce di queste evidenze, la conclusione degli esperti è che non si può identificare inderogabilmente in un tessuto alterato del rachide la causa di un mal di schiena nel momento in cui ci sono persone asintomatiche che presentano le medesime alterazioni.

Con questo, non si vuole escludere l'utilizzo delle immagini diagnostiche e nemmeno sminuirne l'utilità: gli esami strumentali possono rappresentare un importante supporto alla diagnosi, ma solo in specifici contesti e per determinate persone.

Prima di una risonanza magnetica, quindi, è bene sottoporsi a una visita specialistica presso un ortopedico e poi presso un fisioterapista, i quali si affideranno prima di tutto alla loro esperienza e alla cosiddetta diagnosi clinica (racconto dei sintomi, esame obiettivo, valutazione posturale, anamnesi).

La risonanza magnetica è un esame diagnostico, non una procedura terapeutica.

5- Il Mal di Schiena è collegato alla Cattiva Postura

Le ultime evidenze scientifiche hanno dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra le alterazioni posturali e il mal di schiena.

Pertanto, iperlordosi lombare, ipolordosi, ipercifosi, dorso piatto ecc. e anche il modo in cui si sta seduti abitualmente non hanno un ruolo significativo nell'insorgenza del mal di schiena.

Potrebbe sembrare difficile da credere, tuttavia la ricerca ha osservato che ci sono persone con una buona postura che soffrono comunque di mal di schiena e persone con alterazioni posturali evidenti (es: importante iperlordosi lombare) che stanno bene.

È giusto precisare che, se ci si affida a un fisioterapista, con molta probabilità questo effettuerà una valutazione posturale e pianificherà un programma di esercizi che tiene conto della presenza di iperlordosi lombare, ipercifosi, ipolordosi o qualsiasi altra alterazione della postura.

Tuttavia, questi protocolli non si fondono sull'idea che sia l'assetto posturale la causa del mal di schiena, ma sul concetto che un miglioramento generale del tono muscolare, degli schemi motori e della propriocezione possa fornire alla schiena quegli stimoli utili a favorirne il benessere generale (nonostante, per esempio, un'attività lavorativa che impone di trascorrere molte ore seduti).

Anche perché non bisogna dimenticare che, spesso, iperlordosi, ipolordosi, ipercifosi ecc. sono atteggiamenti in parte dovuti alla genetica, difficilmente eliminabili.

Lo sapevi che…

Per la schiena, non esiste una postura da seduti più dannosa di un'altra.
La schiena soffre quando si mantiene una certa posizione per molto tempo, mentre trae beneficio quando la posizione cambia spesso.

6- Il Riposo fa passare il Mal di Schiena

Agli esordi del mal di schiena, quando il dolore è acuto e intenso, il riposo è sicuramente consigliabile.

Tuttavia, trascorsi pochi giorni, è bene rimettersi in movimento, perché la sedentarietà e lo stare a letto non farebbero altro che peggiorare la sintomatologia.

Mantenersi attivi, limitare il riposo a letto e tornare gradualmente alle attività quotidiane precedenti la comparsa del dolore sono le indicazioni fondamentali per guarire dal mal di schiena ed evitare ricadute future.

7- Piegarsi e Fare Palestra peggiorano il Mal di Schiena

La schiena è pensata anche per piegarsi in avanti (il termine più appropriato è flettersi) e magari sollevare oggetti da terra.
Ovviamente, deve essere un gesto praticato regolarmente e non bisogna farlo per sollevare carichi troppo pesanti per quelle che sono le potenzialità individuali (una persona allenata può sollevare pesi maggiori di una persona sedentaria).

Evitare di piegare la schiena in avanti potrebbe comportare, nel lungo periodo, una rigidità dei muscoli che contribuiscono alla flessione della schiena, rigidità che renderebbe questo movimento ancora più difficile e doloroso.

Per quanto concerne la palestra, un protocollo di allenamento graduale e personalizzato, e una tecnica quanto meno accettabile nell'esecuzione degli esercizi non peggiorano e non causano il mal di schiena; anzi, con molta probabilità, aiutano l'individuo a stare meglio e a prevenire episodi dolorosi.

Vale la pena ricordare che la palestra non è controindicata nemmeno alle persone con una storia passata di ernia discale o protrusione (*); anche per questi individui, infatti, è possibile allenarsi con i pesi, a patto però che l'approccio sia graduale, il programma di allenamento ben strutturato e la tecnica esecutoria degli esercizi pulita.

(*): si dà per scontato che il soggetto abbia seguito un programma di rieducazione funzionale e abbia ricevuto il benestare all'attività dal proprio medico curante.

8- Ho un’Ernia, non posso Fare Palestra

La presenza di un'ernia discale o una protrusione, così come un iniziale processo di degenerazione discale, non rappresentano una controindicazione assoluta all'allenamento in palestra.

Gli studi sull'imaging diagnostico riportati in precedenza hanno dimostrato che il mal di schiena, specie quello persistente, è solo in rari casi imputabile a una discopatia (persone asintomatiche con ernie o protrusioni VS persone sofferenti senza alterazioni del disco intervertebrale); più spesso, si è detto, sono altri i fattori che alimentano il dolore (stress, ansia ecc.).

Scoprire più o meno casualmente di avere un'ernia dopo un esame di risonanza alla schiena potrebbe spaventare e favorire l'instaurarsi di una sensazione di fragilità e pessimismo, che convince il soggetto a evitare certi movimenti, il sollevamento di pesi, fare palestra ecc.

Queste convinzioni sono controproducenti: il soggetto crede che il riposo sia la soluzione migliore, quando invece è proprio la sedentarietà a rappresentare un fattore di rischio per il mal di schiena aspecifico; ecco quindi che si vengono a creare le basi per la comparsa dei primi dolori ricorrenti, i quali verranno erroneamente imputati all'ernia riscontrata in precedenza (e che probabilmente era presente da molto tempo prima della diagnosi ufficiale).

Detto ciò, è tuttavia doveroso riconoscere che diverso è il caso del soggetto che, sempre nell'ambito della palestra, solleva un carico importante, maggiore del solito, e improvvisamente, durante l'atto di sollevamento, sviluppa un dolore acuto improvviso alla schiena: in tali frangenti, è plausibile pensare che una qualche struttura della colonna, probabilmente un disco intervertebrale, abbia subìto un danno.

Lo scenario che ne consegue è più complesso e merita le attenzioni di figure del settore medico-sanitario.

Come già detto, la maggior parte delle ernie discali guarisce senza problemi; tuttavia, bisogna avere pazienza e seguire un programma di recupero personalizzato, che prevede prima qualche giorno di riposo e poi un ritorno graduale, prima, alle attività di tutti i giorni e, poi, a quelle più tassanti per la schiena.

Per approfondire: Ernia del Disco: Cause, Sintomi e Cura

9- Le recidive del Mal di Schiena sono il segnale di un Infortunio Grave che Non Guarisce

Chi ha sofferto di mal di schiena cronico potrebbe sviluppare, a distanza di tempo e senza motivi apparenti, nuovamente dolore.

Le riacutizzazioni del dolore sono fenomeni abbastanza normali e solitamente non rappresentano la conseguenza di un danno ai tessuti della colonna vertebrale.

Il più delle volte, i fattori responsabili sono gli stessi intervenuti in passato: scarsa qualità del sonno, attività inusuali (ma non tali da danneggiare il rachide), lo stress, l'ansia ecc.

10- Operarsi o ricorrere a potenti Farmaci Antinfiammatori è l’unica soluzione al Mal di Schiena cronico

La chirurgia, la terapia infiltrativa e i farmaci antinfiammatori più potenti (es: cortisonici) non sono soluzioni terapeutiche così efficaci e risolutive contro il mal di schiena cronico.

Gli studi hanno dimostrato che, nella maggioranza dei casi, un'attività fisica graduale e regolare, combinata a un giusto riposo, è sufficiente a risolvere il mal di schiena persistente.

Tra l'altro, è giusto ricordarlo, gli approcci più invasivi (chirurgia ecc.) presentano tutti dei rischi e non sono esenti da effetti avversi.

Altri articoli sul 'Mal di Schiena'

Bibliografia

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Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza