Lombosciatalgia: sintomi, cura e quanto dura

Lombosciatalgia: sintomi, cura e quanto dura
Ultima modifica 06.12.2023
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Cause
  4. Sintomi e Complicazioni
  5. Diagnosi
  6. Cura
  7. Prognosi
  8. Prevenzione

Generalità

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La lombosciatalgia, o radicolopatia lombare, è una condizione responsabile di un caratteristico dolore che si estende dalla parte bassa della schiena e a tutta la porzione posteriore di uno dei due arti inferiori, piede compreso.

La lombosciatalgia insorge per effetto della compressione del nervo sciatico (o nervo ischiatico), compressione che ne causa l'irritazione e l'infiammazione.

La radicolopatia lombare potrebbe associarsi a sintomi di carattere neurologico, come formicolio, intorpidimento e debolezza muscolare, tutti riferiti lungo la stessa area dolorosa.

Nella maggior parte dei casi, per la diagnosi di lombosciatalgia sono sufficiente l'anamnesi e l'esame obiettivo; gli esami strumentali, infatti, servono solo in determinate circostanze (per esempio quando si sospetta una causa ben specificato, che va indagata approfonditamente).

Il trattamento della lombosciatalgia varia in funzione della sintomatologia e delle cause scatenanti.

Cos'è

Lombosciatalgia: cosa si intende?

La lombosciatalgia è una sindrome da compressione nervosa, che provoca un caratteristico dolore che comincia dalla parte bassa della schiena e si diffonde lungo uno dei due arti inferiori, passando per il gluteo, la coscia e la gamba, e terminando sul piede.

La lombosciatalgia è una forma di sciatica (o sciatalgia), con la peculiarità che il dolore riguarda il tratto lombare della colonna vertebrale e l'area percorsa dal nervo sciatico ("sciatica" e "sciatalgia" sono termini più vaghi, che indicano in modo generico una condizione di dolore che interessa la zona percorsa dal nervo sciatico).

Anatomia del Nervo Sciatico (o Nervo Ischiatico)

Il nervo sciatico, o nervo ischiatico, è il più grande e più lungo nervo del corpo umano.

Esso ha inizio nella parte bassa della schiena e percorre tutto l'arto inferiore, terminando a livello del piede.

Appartenente alla categoria dei nervi misti, è una derivazione degli ultimi due nervi spinali lombari (L4 ed L5) e dei primi tre nervi sacrali (S1, S2 ed S3): queste strutture nervose si uniscono a formare il nervo sciatico all'incirca a livello del muscolo piriforme e del gluteo.

Dal muscolo piriforme e dal gluteo, il nervo ischiatico scende lungo la parte posteriore della coscia e, superato il ginocchio, si dirama in varie branche.

Le branche del nervo sciatico si distribuiscono tra la parte posteriore della gamba, la parte anteriore della gamba, il dorso del piede e la pianta del piede.

Cosa vuol dire Lombosciatalgia?

La parola lombosciatalgia richiama tutte le caratteristiche principali della condizione a cui fa riferimento.
Infatti, "-algia" in medicina significa "dolore"; "-sciat-" fa riferimento all'interessamento del nervo sciatico; infine, "lombo-" si riferisce al coinvolgimento della zona lombare della schiena.

Per approfondire: Sciatica o Sciatalgia: sintomi e rimedi

Cause

Perché viene la Lombosciatalgia?

La lombosciatalgia compare a seguito della compressione di uno dei nervi spinali (o le loro radici) che convergono per formare il nervo sciatico.
La compressione causa infiammazione e irritazione, il che spiega l'insorgenza del dolore e di altri sintomi a carattere neurologico. 

Varie condizioni possono comprimere i nervi spinali  dello sciatico o le loro radici; tra queste, le principali sono:

  • Ernia del disco. Responsabile di un buon 15% dei casi di lombosciatalgia, ne rappresenta la causa principale;
  • Discopatia degenerativa;
  • Stenosi spinale. Si tratta di una condizione caratterizzata dal restringimento del canale spinale;
  • Spondilolistesi. È un'alterazione del rachide contraddistinto dallo scivolamento anomalo di una vertebra lombare sulla vertebra lombare sottostante.
  • Sindrome del piriforme. I medici chiamano in questo modo la condizione per cui il muscolo piriforme comprime il tratto di nervo sciatico passante nelle immediate vicinanze;
  • Tumori spinali. In tali frangenti, la compressione è frutto dell'effetto massa del tumore: ingrandendosi, la neoplasia spinge sulle radici dei nervi spinali alternandone la funzione o la normale anatomia.

Fattori di Rischio per la Lombosciatalgia

Aumentano il rischio di lombosciatalgia fattori come:

  • Età avanzata. L'invecchiamento del corpo comporta una serie di mutamenti a carico degli elementi della colonna vertebrale: le vertebre sono oggetto di processi artrosici; i dischi intervertebrali si disidratano, perdendo parte della loro capacità ammortizzante; i legamenti diventano meno elastici.
    Tutti questi cambiamenti favoriscono l'insorgenza di patologie come discopatia degenerativa, protrusioni, ernie del disco ecc.
  • Obesità. Un eccessivo peso corporeo può rappresentare uno stress eccessivo per la colonna vertebrale, la quale è più a rischio di protrusioni, ernie ecc.
  • Attività lavorative durante le quali è frequente sollevare pesi o torcere la schiena. Sollevare oggetti pesanti ripetutamente e nel modo sbagliando (sovraccaricando i dischi intervertebrali) e i movimenti di torsione della schiena rappresentano due importanti fattori di rischio per fenomeni di protrusione e per l'ernia del disco.
    Il sollevamento corretto di pesi, in posizione accovacciata invece che flettendo la lombare, protegge la schiena da infortuni anche molto spiacevoli.
  • Sedentarietà. Studi statistici d'incidenza hanno evidenziato che chi conduce una vita sedentaria tende a sviluppare lombosciatalgia più frequentemente di chi conduce una vita attiva.
  • Diabete. Questa malattia metabolica può avere svariate complicanze, tra cui la cosiddetta neuropatia diabetica. La neuropatia diabetica è una forma di neuropatia periferica, in cui ha luogo un deterioramento dei nervi periferici (N.B: il nervo sciatico è un nervo periferico).
    Per approfondire il tema "complicanze del diabete", i lettori possono cliccare qui.
  • Artrite.
  • Patologie del rachide (es: spondilolistesi).
  • Traumi alle natiche o alle cosce. Possono essere fattori di rischio per la sindrome del piriforme.

Ernia del Disco: perché viene?

Il disco intervertebrale è formato sostanzialmente da due elementi, uno esterno e uno interno: l'anulus, che funge da involucro esterno, e il nucleo polposo, che la sostanza interna, di natura gelatinosa e ricca di acqua.

Grazie alle proprietà gelatinose del nucleo polposo e all'azione contenitiva dell'anulus, il disco intervertebrale agisce da cuscinetto ammortizzante tra le vertebre; inoltre, permette anche una migliore distribuzione dei carichi ogniqualvolta si muove la colonna per sollevare pesi.

Il nucleo polposo è mobile: quando la colonna si flette (movimento per cui la persona si china in avanti), le vertebre premono sulla parte anteriore del disco, spremendo il nucleo all'indietro; in modo simile, quando la schiena va in torsione, c'è uno compressione sulla parte laterale del disco che si traduce in una spinta in direzione opposta del nucleo polposo.

Quando si solleva da terra un peso importante sfruttando soprattutto la flessione della colonna, la pressione generata dalle vertebre lombari sulla parte anteriore dei dischi intervertebrali è così forte che il nucleo polposo, nello spostarsi all'indietro, può ledere le fibre dell'anulus a causa della violenza della spinta.

Con la lesione delle fibre contenitive dell'anulus, il nucleo polposo può fuoriuscire, dando vita alla cosiddetta ernia del disco.

Occorre specificare che l'ernia del disco non è sempre e soltanto il risultato di un movimento sbagliato; può essere, infatti, anche la conseguenza di una degenerazione progressiva del disco intervertebrale correlata all'invecchiamento. 

Sintomi e Complicazioni

Presente fin dagli esordi della condizione, il dolore che caratterizza la lombosciatalgia può avere connotati notevolmente diversi, a seconda delle cause scatenanti la compressione del nervo sciatico: alcuni pazienti avvertono un dolore bruciante; altri un dolore acuto e penetrante; altri ancora un dolore lieve che in determinate circostanze produce delle scosse simili all'elettroshock.

In molti, la sensazione dolorosa tende a peggiorare dopo sforzi, colpi di tosse, starnuti o lunghi periodi di tempo trascorsi in posizione seduta.

Lombosciatalgia: dove fa male?

Come detto, la lombosciatalgia causa un dolore che dalla zona lombare della schiena si diffonde verso uno dei due arti inferiori, giungendo fino al piede.

A livello lombare, l'area di interessamento è ampia e difficilmente identificabile in un punto soltanto.

Lungo l'arto inferiore colpito, invece, le zone di interesse sono più riconoscibili: dapprima, il gluteo e, in successione, la coscia, il polpaccio, la parte anteriore della gamba, il dorso e la pianta del piede.

Dopo il ginocchio, il dolore può diramarsi davanti e dietro l'arto, perché è a questo livello che il nervo sciatico si divide in varie branche.

Altri sintomi di lombosciatalgia

Oltre al dolore, la lombosciatalgia può provocare, nel lato del corpo interessato, una strana sensazione di formicolo, intorpidimento (come un'alterazione della sensibilità) e debolezza muscolare.

È abbastanza infrequente che il dolore e i sintomi sopraccitati (quando presenti) localizzino tutti nello stesso punto: di solito, infatti, i pazienti avvertano dolore in un punto, formicolio in un altro, debolezza muscolare in un altro ancora ecc.

Lombosciatalgia: a chi rivolgersi?

La lombosciatalgia merita le attenzioni del medico quando:

  • I sintomi, anziché migliorare, tendono a peggiorare.
  • Il paziente ha avvertito un improvviso peggioramento della sintomatologia, con un forte acutizzarsi del dolore alla schiena, del formicolo e/o del senso di debolezza muscolare.
  • Il paziente ha sviluppato la sintomatologia dopo un violento impatto, per esempio dopo un incidente automobilistico.
  • Il paziente ha scarso controllo delle funzioni intestinali e delle funzioni vescicali.

Complicanze della Lombosciatalgia

La lombosciatalgia può dar luogo a complicazioni se alla sua origine c'è una grave alterazione/lesione del nervo sciatico.
In tali circostanze, le complicanze possono consistere in:

  • Incapacità di camminare
  • Perdita totale della sensibilità a livello della gamba interessata
  • Grave debolezza a livello della gamba coinvolta
  • Perdita di controllo delle funzioni intestinali e/o vescicali

Diagnosi

Come capire se è Lombosciatalgia?

Molto spesso, per formulare una diagnosi corretta di lombosciatalgia, è sufficiente l'esame fisico (o esame obiettivo), associato a una scrupolosa anamnesi (o storia clinica) del paziente. Da queste analisi, infatti, emerge con estrema facilità il quadro clinico tipico degli episodi di lombosciatalgia: dolore, intorpidimento, formicolio, debolezza muscolare ecc.

Detto questo, occorre precisare che, anche quando la diagnosi è ovvia, i medici tendono comunque a prescrivere test diagnostici più approfonditi, con l'intento di risalire alle precise cause scatenanti. Del resto, come si è analizzato in precedenza, la sciatica è una condizione che può derivare dalla presenza di differenti patologie: sapere quale di queste patologie è il fattore causale responsabile è fondamentale per pianificare una cura adeguata.

Quali esami fare per la Lombosciatalgia?

Gli esami di laboratorio e i test strumentali aiutano il medico a stabilire le cause del dolore sciatico i tutti quei casi in cui c'è il sospetto di una grave condizione all'origine del dolore.
Tra le possibili indagini figurano:

Cura

Come curare la Lombosciatalgia

La lombosciatalgia si manifesta in modo differente da paziente a paziente: in alcuni, il dolore e gli altri sintomi sono lievi e tendono a migliorare con il riposo; in altri, invece, sono intensi, persistenti e debilitanti.

Inevitabilmente, questa variabilità influenza il trattamento.

In caso di sintomatologia lieve, i medici ritengono sufficiente:

  • Riposo (in particolare l'astensione dalle attività che evocano dolore);
  • Applicazione di impacchi caldi e/o freddi sulla zona dolente;
  • Assunzione al bisogno di un antidolorifico da banco;
  • Se si hanno conoscenze a riguardo, esercizi di stretching e mobilità mirati ad alleggerire la compressione dello sciatico.

Viceversa, se i sintomi sono intensi e debilitanti o dipendenti da una condizione di salute molto grave (es: tumore), occorre un vero e proprio piano terapeutico che, a seconda delle circostanze, potrebbe comprendere:

  • Fisioterapia;
  • Uso di farmaci antidolorifici più potenti dei comuni FANS;
  • Chirurgia, nei casi più estremi (es: il trattamento chirurgico è indispensabile quando c'è un tumore spinale).

Lombosciatalgia e farmaci

Tra i possibili farmaci somministrati in caso di lombosciatalgia, rientrano:

Lombosciatalgia e fisioterapia

Il trattamento fisioterapico per la lombosciatalgia consiste in un programma riabilitativo di esercizi, che aiutano il paziente a correggere e migliorare la postura, a rinforzare la muscolatura della schiena e ad aumentare la flessibilità del tronco e del rachide.
L'obiettivo finale è favorire la decompressione del nervo sciatico.

Lombosciatalgia e rimedi

Gli esperti in materia di lombosciatalgia consigliano di osservare un breve periodo di riposo da tutte le attività più "pesanti" e da quelle sportive, ma di non esagerare, perché l'inattività fisica protratta è spesso associata a un peggioramento della sintomatologia.

Inoltre, ritengono particolarmente utili:

  • L'applicazione di impacchi freddi, alternativi a impacchi caldi, a livello della o delle zone dolenti.
  • L'allungamento muscolare quotidiano, ossia il cosiddetto stretching. Esistono degli esercizi per l'allungamento della schiena, capaci di alleviare efficacemente la compressione a carico del nervo sciatico.

Lombosciatalgia acuta: fa bene camminare?

Difficilmente, il soggetto con lombosciatalgia in fase acuta riesce a camminare; in questa fase, infatti, il dolore è ancora molto debilitante e va interpretato come un messaggio inviato dal nostro corpo per stare a riposo.
Quando la sintomatologia comincia a regredire, però, ricominciare a muoversi, inizialmente con brevi camminate, è di assoluto beneficio.
Raccomandazione fondamentale è ascoltare il proprio corpo: se dopo una camminata più lunga del solito, si avverte un dolore più forte del normale, probabilmente si è esagerato; ecco allora che bisogna fare un passo indietro e ridurre la distanza percorsa.

Prognosi

L'evoluzione della lombosciatalgia e la prognosi dipendono dai fattori scatenanti.
Se le cause sono curabili, la lombosciatalgia guarisce con buoni risultati e in tempi contenuti; viceversa, se le cause sono difficilmente trattabili, la lombosciatalgia può avere tempi di guarigione anche molto lunghi (si parla di diversi mesi).

Lombosciatalgia: quanto dura?

I casi più comuni di lombosciatalgia - dove la causa che la sostiene non è particolarmente grave - regrediscono nel giro di 4-6 settimane.

Prevenzione

Al momento, non esiste un rimedio che prevenga la lombosciatalgia, con una probabilità prossima o pari al 100%.
Esistono, però, varie misure precauzionali che ne riducono fortemente il rischio:

  • Utilizzare adeguatamente il proprio corpo, durante il sollevamento di pesi, ed evitare eccessive torsioni della schiena. On-line esistono numerose guide che insegnano come sollevare un peso senza gravare sulla colonna vertebrale.
  • Mantenere una postura corretta, specialmente in posizione seduta, in maniera tale da non alterare la normale anatomia della colonna vertebrale.
  • Fare esercizio fisico regolarmente, perché l'inattività è un fattore predisponente la lombosciatalgia.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza