Life Skills e Intelligenza Emotiva
Ultima modifica 01.02.2018
INDICE
  1. Introduzione
  2. Cosa Sono
  3. Intelligenza Emotiva
  4. Personale
  5. Perché è Essenziale

Introduzione

Una società come la nostra in costante mutamento costringe a dare una risposta immediata agli eventi che quotidianamente ci coinvolgono: "La scuola, infatti, come afferma l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) deve far sì che bambini e adolescenti possano imparare aspetti critici della salute e sviluppare life skills", ovvero, le abilità per un comportamento adattivo e positivo che rendono gli individui capaci di affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana.

life skills Shutterstock

E' necessario dotare i ragazzi di buoni strumenti formativi, che gli permettano di orientarsi con competenza ed efficacia, intraprendendo azioni positive per proteggere se stessi, e promuovere le proprie competenze a livello individuale e sociale.

Si tratta di promuovere le capacità dell'individuo a far fronte alla realtà sociale e le sfide che si presentano, per farlo ci si affida ad una metodologia attiva, centrata sul soggetto, cioè i bambini e gli adolescenti, che mira soprattutto rafforzare la capacità di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

Ma come insegnare tutto questo?

Si tratta di costruire una conoscenza condivisa, con l'insegnante che diviene facilitatore dell'apprendimento, favorendo un coinvolgimento diretto dei ragazzi, valorizzando le loro esperienze e pensieri nel loro contesto.

Cosa Sono

Cosa sono le life skills

Le Life skills sono l'insieme di abilità personali e relazionali che servono per governare i rapporti con il resto del mondo e per affrontare positivamente la vita quotidiana.

La mancanza di tali skills socio-emotive può causare, in particolare nei giovani, l'instaurarsi di comportamenti negativi e a rischio in risposta agli stress".

Il "nucleo fondamentale" delle skills of life è costituito dalle seguenti abilità e competenze:

Decision making (capacità di prendere decisioni)

Competenza che aiuta ad affrontare in maniera costruttiva le decisioni nei vari momenti della vita.

La capacità di elaborare attivamente il processo decisionale, valutando le differenti opzioni e le conseguenze delle scelte possibili, può avere effetti positivi sul piano della salute, intesa nella sua eccezione più ampia.

Problem solving (capacità di risolvere i problemi)

Questa capacità, permette di affrontare i problemi della vita in modo costruttivo.

Pensiero creativo

Agisce in modo sinergico rispetto alle due competenze sopracitate, mettendo in grado di esplorare le alternative possibili e le conseguenze che derivano dal fare e dal non fare determinate azioni.

Aiuta a guardare oltre le esperienze dirette, può aiutare a rispondere in maniera adattiva e flessibile alle situazioni di vita quotidiana.

Pensiero critico

E' l'abilità ad analizzare le informazioni e le esperienze in maniera obiettiva.

Può contribuire alla promozione della salute, aiutando a riconoscere e valutare i fattori che influenzano  gli atteggiamenti e i comportamenti.

Pensiero critico

E' l'abilità ad analizzare le informazioni e le esperienze in maniera obiettiva.

Può contribuire alla promozione della salute, aiutando a riconoscere e valutare i fattori che influenzano  gli atteggiamenti e i comportamenti.

Comunicazione efficace

Sapersi esprimere, sia sul piano verbale che non verbale , con modalità appropriate rispetto alla cultura e alle situazioni.

Questo significa essere capaci di manifestare opinioni e desideri, bisogni e paure, esser capaci, in caso di necessità, di chiedere consiglio e aiuto.

Capacità di relazioni interpersonali

Aiuta a mettersi in relazione e a interagire con gli altri in maniera positiva, riuscire a creare e mantenere relazioni amichevoli che possono avere forte rilievo sul benessere mentale e sociale.

Tale capacità può esprimersi sul piano delle relazioni con i membri della propria famiglia, favorendo il mantenimento di un importante fonte di sostegno sociale; può inoltre voler dire essere capaci, se opportuno, di porre fine alle relazioni in maniera costruttiva.

Autoconsapevolezza

Ovvero sia riconoscimento di sé, del proprio carattere, delle proprie forze e debolezze, dei propri desideri e delle proprie insofferenze.

Sviluppare l'autoconsapevolezza può aiutare a riconoscere quando si è stressati o quando ci si sente sotto pressione.

Si tratta di un prerequisito di base per la comunicazione efficace, per instaurare relazioni interpersonali, per sviluppare empatia nei confronti degli altri.

Empatia

E' la capacità di immaginare come possa essere la vita per un'altra persona anche in situazioni con le quali non si ha familiarità.

Provare empatia può aiutare a capire e accettare i "diversi"; questo può aiutare a migliorare le Interazioni sociali per es. in situazioni di differenze culturali o etniche.

La capacità empatica può inoltre essere di sensibile aiuto per offrire sostegno alle persone che hanno bisogno di cure e di assistenza, o di tolleranza, come nel caso dei sofferenti di AIDS, o di disordini mentali.

Gestione delle emozioni

Implica il riconoscimento delle emozioni in noi stessi e negli altri; la consapevolezza di quanto le emozioni influenzino i comportamento e la capacità di rispondere alle medesime in maniera appropriata.

Gestione dello stress

Consiste nel riconoscere le fonti di stress nella vita quotidiana, nel comprendere come queste ci "tocchino" e nell'agire in modo da controllare i diversi livelli di stress.

Intelligenza Emotiva

L'Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea l'importanza di introdurre nella scuola una attenzione mirata alla promozione delle competenze psicosociali, cioè delle abilità che mettono la persona in grado di fronteggiare in modo efficace le richieste e le sfide della vita quotidiana, sviluppando attitudini positive e adattative, nel rapporto con il  proprio ambiente e con la propria cultura e mantenendo quindi un livello di benessere psicologico elevato.

In quanto strettamente intrecciate con i processi di apprendimento e di crescita, le competenze psicosociali  costituiscono quindi una componente essenziale dei processi educativi, nella maggior parte degli studi, vengono riportate come centrali per la promozione e il benessere dei bambini e degli  adolescenti.

La consapevolezza di sé, la gestione delle emozioni, dello stress e del conflitto, l'utilizzazione del pensiero creativo, la capacità di essere empatici, avere buone relazioni interpersonali e comunicare in modo efficace sono capacità che rientrano nella sfera della "Intelligenza Emotiva" che, secondo le ricerche attuali, rappresenta la base per poter sviluppare tutte le altre abilità di vita: risolvere problemi, prendere decisioni, fronteggiare le difficoltà e realizzarsi, non solo nella vita affettiva ma anche nello studio e poi sul lavoro.

Intelligenza emotiva: di cosa si tratta?

Il concetto di Intelligenza Emotiva nacque nel 1990 ad opera di due Psicologi, Peter Salovey e Jonh Mayer, che in un famoso articolo la definirono, per la prima volta in termini ufficiali, come la "capacità di monitorare e dominare le Emozioni proprie e altrui e di usarle per guidare il pensiero e l'azione".

Questa definizione mette insieme l'idea che l'emozione è in grado di rendere i processi di pensiero più intelligenti con l'idea che si possa pensare alle emozioni come a qualcosa che ha una qualche razionalità intrinseca (come qualcosa di intelligente).

In questo senso non solo le emozioni non disturbano l'efficace approccio razionale alla risoluzione dei problemi, ma al contrario permettono di interrompere l'azione diretta ad un obiettivo, per spostare l'attenzione e focalizzarla su qualcosa di vitale importanza per l'individuo: in questo senso le emozioni forniscono importanti conoscenze sulla relazione della persona con il mondo esterno.

La definizione di Intelligenza Emotiva di Peter Salovey e Jonh Mayer si articola in 16 abilità, raggruppabili in 4 categorie.

Percezione, valutazione (appraisal) ed espressione delle emozioni

La capacità di riconoscere correttamente le informazioni emotive verbali e non verbali in se stessi e negli altri e quella di esprimerle è fondamentale per poter sviluppare una buona Intelligenza Emotiva, perché "la percezione emotiva comporta immatricolazione". Per questo è poco utile portare l'attenzione altrove ogni volta che emergono sentimenti sgradevoli, perché si perde una grande occasione per imparare qualcosa in più sul proprio mondo emotivo e su quello di chi ci sta intorno.

Facilitazione emozionale del pensiero: cioè usare le emozioni per facilitare il pensiero

Le Emozioni entrano a far parte del sistema cognitivo sia come sentimenti pensati, come nel caso in cui qualcuno pensi: "Io sono un po' triste adesso", sia come nelle percezioni alterate di una persona triste che pensa: "Sono inutile". Questo aspetto dell' Intelligenza Emotiva si riferisce alla capacità di sfruttare le Emozioni nella risoluzione di problemi, nel ragionamento, nel prendere decisioni e nei momenti creativi. Il pensiero può essere disgregato da Emozioni come l'ansia e la paura, mentre Emozioni come la serenità o la curiosità possono aiutare a "mettere ordine" nel sistema cognitivo che potrà così dedicarsi a ciò che è importante e concentrarsi su quello che fa stare meglio.

Comprensione e analisi delle emozioni: coinvolgimento della conoscenza emotiva

Dato che le Emozioni formano un ricco e complesso sistema di simboli, capire le Emozioni significa saper rielaborare a livello cognitivo il proprio e l'altrui sistema emozionale: cioè essere capaci di identificare le Emozioni con le parole corrispondenti, riconoscere le relazioni fra i vocaboli del lessico affettivo e tra i componenti delle famiglie emotive che sono insiemi sfocati (non c'è un confine netto tra irritazione e rabbia!), capire i significati delle Emozioni sociali (vergogna e senso di colpa) e di quelle complesse (come l'alternarsi di rabbia ed euforia  al culmine dei giochi di lotta dei bambini col papà), capire in che relazione sono più Emozioni tra di loro e come si modificano col tempo.

Regolazione consapevole delle emozioni che promuove la crescita emozionale e intellettiva

Gestire le Emozioni significa saper "utilizzare" e convivere con le Emozioni proprie e degli altri.

Queste 16 abilità vanno dai processi psicologici più semplici e basilari ai processi psicologici più complessi e integrati (vedi TABELLA: gruppi da 1 a 4).

All'interno di ciascuna categoria, poi, l'acquisizione delle abilità procede secondo il grado di sviluppo che ogni individuo raggiunge con il procedere dell'età (dalle acquisizioni più precoci, es. 1.a ; 2.a; a quelle che richiedono maggiore maturazione individuale es. 1.d. e 2.d.).

Leggendo il diagramma sotto illustrato, in questa prospettiva (dal basso verso l'alto, procedendo dal raggruppamento 1 al raggruppamento 4) e da sinistra a destra (dalle abilità "a" alle abilità "d") si giunge alla comprensione dello sviluppo dell'Intelligenza Emotiva nel suo complesso, nella visione dei due Psicologi.

1 - Percezione , valutazione (appraisal), ed espressione delle emozioni

Capacità di
 identificare
le proprie emozioni:
nel proprio stato fisico,
nel proprio vissuto
e nei propri pensieri.
Capacità di identificare le emozioni nelle altre persone, nei disegni, nelle opere d'arte, ecc..., attraverso il linguaggio, i suoni e le immagini. Capacità di esprimere le emozioni in modo appropriato e di esprimere i bisogni correlati a tali emozioni. Capacità di discriminare tra espressioni delle emozioni appropriate e inappropriate e tra espressioni sincere e non sincere.

2 Facilitazione emozionale del pensiero 

Capacità di
 lasciare che le emozioni svolgano la propria naturale funzione: rendere prioritario un pensiero dirigendo l'attenzione su informazioni importanti.
Capacità di: accedere alle emozioni in modo sufficientemente vivido e disponibile da poterle generare volontariamente come aiuto ai processi di giudizio -e di memoria di quegli aspetti che hanno a che fare con i sentimenti. Capacità di contrastare lo stato emotivo/umore, responsabile del normale slittamento della prospettiva individuale da ottimistica a pessimistica prendendo in considerazione una molteplicità di punti di vista. Capacità di avere un approccio differenziato ai problemi specifici sulla base dei differenti stati emotivi come, ad esempio, quando la felicità favorisce il ricorso al ragionamento induttivo ed alla creatività.

3 - Comprensione e analisi delle emozioni: coinvolgimento della conoscenza emotiva

Capacità di
dare un'etichetta verbale alle emozioni e riconoscere la relazione tra le parole e le emozioni stesse, come, ad esempio, la relazione tra le parole piacersi e amarsi (liking and loving).
Capacità di interpretare i significati che le emozioni veicolano nelle situazioni relazionali, come, ad esempio, la tristezza che spesso accompagna le situazioni di perdita. Capacità di comprendere le emozioni complesse: sentimenti simultanei di amore e odio, o combinazioni di emozioni come, ad esempio, lo spavento che è una combinazione di paura e sorpresa. Capacità di riconoscere possibili transizioni tra diverse emozioni come, ad esempio, la transizione dalla rabbia alla soddisfazione, o dalla rabbia alla vergogna.

4 - Regolazione consapevole delle emozioni che promuove la crescita emozionale e intellettiva

Capacità di mantenere aperta la possibilità di provare emozioni, sia quelle che sono piacevoli sia quelle che sono spiacevoli. Capacità di
rimanere coinvolti (o prendere le distanze) da un'emozione, in modo consapevole, sulla base di quanto si ritenga che essa possa essere utile o apporti informazioni.
Capacità di
monitorare riflessivamente le emozioni riguardanti se stessi e gli altri in modo tale da riconoscere quanto esse siano chiare, tipiche, influenti o ragionevoli
Capacità di
gestire le emozioni in se stessi e negli altri, moderando quelle negative e mantenendo quelle positive senza reprimere o esagerare l'importanza delle informazioni che esse sono in grado di veicolare.

L'Intelligenza Emotiva, che alcuni dividono in Interpersonale e Intrapersonale, è una forma di intelligenza legata alla capacità di provare emozioni non razionali e di usarle in modo consapevole. Daniel Goleman è sicuramente uno dei maggiori esperti al mondo per ciò che concerne questo tema ed è stato proprio grazie alla sua opera che questo campo ha cominciato a suscitare interesse nel pubblico.

Il termine nasce dall'esigenza di spiegare il successo di persone che sono dotate di una grande intelligenza che non ha natura cognitiva di tipo logico-matematico, ma si caratterizza per una forte carica emozionale e di trascinamento delle masse.

Nel 1995 Daniel Goleman rese popolare il concetto di Intelligenza Emotiva definendola:

"la capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d'animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare".

Daniel Goleman distingue due principali sottocategorie:

  1. Le Competenze Personali, riferite alla capacità di cogliere i diversi aspetti della propria vita emozionale;
  2.  Le Competenze Sociali, relative alla maniera con cui comprendiamo gli altri e ci rapportiamo ad essi.

Entrambe le competenze sono caratterizzate da abilità specifiche.

In particolare, alla base della competenza personale troviamo la consapevolezza, la padronanza di sé e la motivazione; alla base della competenza sociale troviamo invece l'empatia e le abilità nelle relazioni interpersonali.

Personale

Intelligenza Emotiva Personale

L'Intelligenza Emotiva Personale comprende la consapevolezza di sé, che ci porta a dare un nome e un senso alle nostre emozioni negative, aiutandoci a comprendere le circostanze e le cause che le scatenano; più in generale essa permette una autovalutazione obiettiva delle proprie capacità e dei propri limiti, così da riuscire a proporsi mete realistiche, scegliendo poi le risorse personali più adeguate per raggiungerle.

Anche l'autocontrollo fa parte delle competenze personali.

Esso implica la capacità di dominare le proprie emozioni, il che non vuol dire negarle o soffocarle, bensì esprimerle in forme socialmente accettabili.

L'incapacità di gestire le proprie emozioni, può portare infatti ad agire in maniera inopportuna, e magari a forme di esagerata aggressività nei confronti degli altri, offrendo di sé un'immagine ben poco lusinghiera.

Chi è padrone di sé, riesce di solito a comportarsi in maniera appropriata alla situazione, tenendo conto delle regole del vivere sociale, riconoscendo le proprie responsabilità e i propri errori, rispettando gli impegni presi e portando a compimento i compiti assegnatigli.

Tra le competenze personali può essere inoltre collocata la capacità di alimentare la propria motivazione, mantenendola anche di fronte alle difficoltà o quando le cose non vanno come avevamo previsto o speravamo.

La capacità di motivarsi è formata da una giusta dose di ottimismo e dallo spirito di iniziativa, attitudini che spingono a perseguire i propri obiettivi, reagendo attivamente agli insuccessi e alle frustrazioni.

Intelligenza Emotiva Sociale

L'Intelligenza Emotiva Sociale è costituita da quell'insieme di caratteristiche che ci permettono di relazionarci positivamente con gli altri e di interagire in modo costruttivo con essi.

Una delle componenti più importanti di questo aspetto dell'intelligenza è costituita dall'empatia, ossia dalla capacità di riconoscere le emozioni e i sentimenti negli altri, ponendoci idealmente nei loro panni e riuscendo a comprendere i rispettivi punti di vista, gli interessi e le difficoltà interiori.

Essere empatici significa percepire il mondo interiore dell'altro come se fosse il nostro, mantenendo tuttavia la consapevolezza della sua alterità rispetto ai nostri punti di vista.

La comunicazione, altra attitudine "sociale", è invece la capacità di parlare agli altri, facendo coincidere il contenuto esplicito dei messaggi (trasmesso dalle parole) con le proprie convinzioni ed emozioni (involontariamente rivelate attraverso il linguaggio del corpo). Comunicare in maniera efficace è anche saper ascoltare e fare domande, mantenendo una reale attenzione alle risposte emotive dei nostri interlocutori.

Perché è Essenziale

Se ci dovessero chiedere di elencare i fattori che portano un individuo ad avere successo nella vita in genere, e sul lavoro in particolare, probabilmente ai primi posti della lista metteremmo un'intelligenza vivace, una carriera scolastica brillante, precise competenze professionali e, probabilmente, alcuni fattori legati alla sorte, come ad esempio il far parte di una classe sociale abbiente, l'avere un aspetto fisico avvenente e l'essersi imbattuto in circostanze fortuite del tutto favorevoli.

Tutto vero, ma non basta.

Pensiamo ad esempio ad una persona con una straordinaria intelligenza, brillante dal punto di vista accademico, competente sul piano lavorativo, ma arrogante, irascibile, incapace di trattare con le altre persone e di gestire le proprie emozioni: nonostante le sue competenze professionali e la sua intelligenza, non siamo affatto sicuri che avrà successo nella sua carriera professionale.

Da questo punto di vista possiamo dire che, se per accedere ad una determinata professione spesso appaiono prerequisiti importanti l'essere qualificati come persone intelligenti, avere un titolo di studio conseguito a pieni voti, mettere in campo una competenza professionale di prim'ordine, per mantenere e facilitare una carriera lavorativa sono necessarie anche altre caratteristiche.

Quali sono?

Daniel Goleman, in una fortunata pubblicazione, le raggruppa sotto il termine di intelligenza emotiva e le qualifica come un modo particolarmente efficace di trattare se stessi e gli altri.

Tra queste caratteristiche rientrano ad esempio:

  • La capacità di motivare se stessi e di continuare a perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni;
  • La capacità di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione;
  • La capacità di modulare i propri stati d'animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare;
  • La capacità di essere empatici e di sperare.

Si fa riferimento dunque a due Modelli fondamentali: quello di Salovey e Mayer e quello di Daniel Goleman, ma è la Struttura data da Goleman che ne rappresenta la base:

  1. Perché Goleman ha definito l'Intelligenza Emotiva non solo come un insieme di competenze psicologiche (quali, percezione, espressione, comprensione), ma anche come un complesso di abilità sociali, motivazionali e operative: il dire cosa ci si fa con l'Intelligenza Emotiva è parte integrante della sua definizione.
  2. Perché è stato capace di comunicare con chiarezza a tutto il mondo occidentale - addetti ai lavori e non - che ci sono tante intelligenze e che, tra tutte, l'Intelligenza Emotiva è la più significativa nella vita:
  • Per la nostra salute,
  • Per la nostro benessere,
  • Per la nostra felicità,
  • Per relazioni sane e appaganti,
  • Per il successo nel lavoro,
  • Per essere leader di se stessi e promotori di cambiamento nella società.